| Inaugurata
la stagione di
Palcoscenico Danza 2011 - 2012

Serata
inaugurale della stagione di danza 2011-2012 del Balletto dell’Esperia
/ Centro Coreografico Rettilario al Teatro Astra di via Rosolino Pilo
6 a Torino. Le serate di Palcoscenico Danza anche quest’anno saranno
inserite all'interno del cartellone teatrale della Fondazione Teatro
Piemonte Europa. E' una delle stagioni più attese dal pubblico
torinese amante della danza contemporanea, che ha trovato nella Compagnia
dell'Esperia e nel suo coreografo Paolo Mohovich una affermata e consolidata
realtà artistica nel panorama tersicoreo torinese ed internazionale.
E' attiva in Italia dal 1999 ed è formata attualmente da sei
danzatori solisti: Davide Di Giovanni, Gonzalo Fernandez, Mireia Gonzalez,
Giovanni Insaudo, Laura Missiroli, Elena Rittatore. Giunta alla sua
dodicesima stagione, si è imposta in questi anni come uno dei
più interessanti ensemble di danza contemporanea a base classica,
danzando titoli dello stesso Mohovich e di altri coreografi tra cui
William Forsythe, Jacopo Godani, Thierry Malandain, Gustavo Ramirez,
Inma Rubio, Eugenio Scigliano: una modalità produttiva piuttosto
rara in Italia, analoga a quelle delle maggiori realtà europee
impegnate nella diffusione della coreografia contemporanea.
Il programma della serata era diviso in due tempi: nel primo è
stato presentato Riverbero, un lavoro creato quest’anno da Paolo
Mohovich su musica di John Adams per gli allievi dell' accademia Professione
MAS Dance Lab di Milano, diretta da Elisa Guzzo Vaccarino. I giovani
danzatori del MAS hanno interpretato con grande tecnica e passione questa
coreografia che illustrava momenti del vivere quotidiano scanditi da
ritmi e modalità differenti, ma tutti frutto di regole ben precise
che abbiamo assimilato o che stiamo assimilando. Tutti nostri movimenti
e le nostre intenzioni sono condizionati dalle persone che abbiamo intorno
e viceversa: tutto funziona come un effetto a catena.
Nella seconda parte il Balletto dell'Esperia ha presentato degli "Assaggi
di stagione" danzando alcuni estratti da nuove creazioni inedite.
Bisogna dire che questi"assaggi" ci hanno fatto venire l'acquolina
in bocca pregustando quelle che saranno le nuove coreografie di Mohovich
che potremo vedere nell'arco della stagione. In particolare i due estratti
sulle musiche di Johann Sebastian Bach: Bach Eclat, sulla musica dei
Concerti Brandeburghesi, studio sul binomio velocità/lentezza
e Sols a dos, sulla Suite nr. 3 in do maggiore, brano per violoncello
solista, che gli interpreti danzano assecondandolo o contrastandolo.
Con questa coreografia Mohovich chiuderà idealmente una trilogia
ispirata ai grandi compositori dopo i lavori dedicati a Mozart (Mosart/Aqva)
e Beethoven (Beethoven Sizes). La terza anteprima, Simple Thones to
Ophelia, ha presentato un ritratto fugace ma intenso di Ofelia, personaggio
shakespeariano combattuto e inquieto, in preda alla pazzia a causa della
delusione amorosa per Amleto prima e della morte del padre dopo.
Velocemente ricordiamo i prossimi apuntamenti della stagione di danza
al teatro Astra: il 23 e 24 novembre 2011 il Balletto dell'Esperia;
il 13 ed il 14 dicembre la compagnia francese di Marsiglia Ballet d'Europe
di Jean-Charles Gilles; il 17 e 18 gennaio 2012 dalla Germania Stefan
Sing e Cristiana Casadio; l'1 febbraio 2012 dalla Spagna Jordi Vilaseca
con Cara de Mimbre; il 15, 16 e 17 marzo 2012 il Balletto dell'Esperia;
infine il 17 aprile 2012 la compagnia G.A.P. della piemontese Federica
Pozzo.
Per
ulteriori informazioni o prenotazioni: Teatro Astra tel. 011.5634352
dal martedì al sabato dalle ore 16 alle 19, e-mail: info@fondazionetpe.it.
e sui siti www.ballettoesperia.com e www.fondazionetpe.it.
Andrea
Prizzon
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L'Aterballetto
a Torino
Intervista a Cristina Bozzolini
e Lucia Vergnano

In
occasione delle due strepitose serate di marzo dell'Aterballetto al
teatro Astra di Torino, abbiamo incontrato Cristina Bozzolini, grande
interprete negli anni '70, fondatrice del Balletto di Toscana ed ora
direttrice artistica dell'Aterballetto, che ci ha gentilmente concesso
questa intervista, parlandoci dello spettacolo torinese e della lunga
storia (ormai trentennale) dell'Aterballetto, una realtà tra
le più prestigiose nel panorama della danza contemporanea italiana
e internazionale.
- Una storia particolareggiata dell'Aterballetto richiederebbe pagine
e pagine, vediamo se riusciamo a tracciarne i tratti salienti?
L'Aterballetto nasce trent'anni fa a Reggio Emilia, per i tempi
un tipo di compagnia veramente unica nel suo genere, sotto la direzione
artistica di Amedeo Amodio, che la dirige per quasi 18 anni, per passare
poi, dal 1997, alla direzione di Mauro Bigonzetti, già interprete
nella compagnia stessa e dal 1992 coreografo free-lance di fama internazionale.
Infine nel 2008 Bigonzetti assume il ruolo di coreografo principale
ed io quello di direttrice artistica.
- C'è stata quindi una feconda interazione tra la danza della
compagnia toscana e quella di Reggio Emilia?
All'inizio l'Aterballetto di Amodio ed il Balletto di Toscana erano
in effetti le due compagnie più prestigiose in Italia, simili,
ma non uguali. Le vicende delle due compagnie sono diventate più
strette con la direzione di Bigonzetti, soprattutto grazie al lungo
rapporto lavorativo che avevo avuto con lui, il quale ha lavorato come
coreografo con me per anni al Balletto di Toscana, esperienza che lo
ha lanciato poi verso le grandi collaborazioni internazionali.
- Attualmente come vengono formati sia la compagnia che il repertorio
dell'Aterballetto?
Le coreografie sono di Bigonzetti, mentre la scelta dei 18 ballerini,
ovviamente in accordo con lui, è di mia competenza. Il repertorio
è molto vasto, per cui, anche se la compagnia non si divide mai,
abbiamo comunque la possibilità di variare tantissimo i programmi
delle esibizioni. Come caratteristica di base tutti i nostri danzatori
devono avere un'ottima preparazione classica, per noi assolutamente
fondamentale per le nostre performance.
- Delle tre coreografie presentate a Torino, tutte fantastiche, quella
che ci ha colpito di più è stata H+, con la compagnia
al completo sul palco ed un accompagnamento musicale live di batteria
e vocalist veramente coinvolgente. Ci dice qualcosa su questa coreografia?
Si in effetti la partitura musicale di questa danza è stata
fin da subito molto apprezzata da tutti gli spettatori ed i critici.
Alla batteria ed autore della musica è il figlio di Bigonzetti,
Federico, grande talento formatosi musicalmente a Londra, mentre il
vocalist è Mark Borgazzi, autore anche dei testi. Entrambi lavorano
inoltre ad un loro progetto musicale da portare avanti come interpreti
anche al di fuori della danza. La batteria è movimento, per cui
la voglia di creare un quadro guidato dal suo rullare è stata
da subito immediata. La grande bravura dei ballerini poi completa il
tutto.
-
Come si svolge la giornata tipo dei ballerini?
Ovviamente tantissimo lavoro. Tutti i giorni si lavora a partire
dalle 10,30 e si termina alle 18,30, mediamente sei, sette ore di lavoro
giornaliero. Questo ovviamente quando non ci sono le esibizioni, perchè
in tal caso si fanno anche centinaia di chilometri, cui segue, appena
si arriva nel teatro, una lezione (sempre) e l'ambientamento; poi lo
spettacolo, dopodichè altri chilometri per tornare a casa. Per
esempio terminato l'ultimo spettacolo qui a Torino partiremo subito
per Reggio Emilia, dove faremo una giornata di riposo ma poi saremo
già a Piacenza il giorno dopo per un altro spettacolo con un
altro cartellone e così via. Prossime tappe saranno Forlì,
Schio, Modena, Baden Baden in Germania, ecc.
- Una piacevole sorpresa è stata poi scoprire che fa parte della
compagnia anche Lucia Vergnano, una Torinese doc, per la precisione
di Moncalieri, per cui non potevamo non scambiare due parole anche con
lei. Allora quale strada ti ha portato da Torino a Reggio Emilia?
Dopo i primi studi di danza a livello privato ho vinto una borsa
di studio all'Accademia del Teatro Nuovo qui a Torino, poi a 16 anni
ho vinto un'altra borsa di studio del Balletto di Toscana della Bozzolini
e sono rimasta lì per due anni A 18 anni poi sono stata presa
nel Balletto di Roma, dove sono rimasta per sei anni, per passare poi,
tramite audizione, all'Aterballetto in cui danzo ormai da tre anni.
Per altro a Reggio Emilia si danza in una bellissima sede ed anche la
città ha dimensioni di vita molto umane e consone al mio carattere,
per cui ci abito e lavoro molto volentieri. Ogni tanto, quando le festività
lo permettono, faccio un salto a Torino per rivedere la famiglia.
- Qualche consiglio per chi vuole dedicarsi alla danza?
Avere una passione smisurata ma anche molta "testa". I
sacrifici all'inizio sono tanti ed è dura, ma le successive soddisfazioni
ripagano di tutto.
Andrea
Prizzon
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Teatro
Colosseo
Stagione 2010/2011
E’ una stagione speciale
quella che si annuncia al Teatro Colosseo di Torino, perché non
soltanto proporrà come sempre un cartellone ricco di spettacoli
scelti con cura e con la volontà di ripetere e consolidare il
grande successo degli ultimi anni, ma anche perchè si svolgerà
in un teatro rinnovato da importanti lavori di ristrutturazione.
Già
in questi giorni sono infatti partiti i lavori che, in più tappe
a partire da quest’anno, renderanno ancora più piacevole
per il pubblico fruire delle proposte e agli artisti salire sul palcoscenico
del Colosseo: impianti e sala saranno rinnovati con un progetto molto
attento all’utilizzo di materiali e soluzioni eco-compatibili
e nello stempo tanto efficace da ritardare solo di qualche settimana
la normale apertura di stagione.
Saranno
Ale e Franz, duo di straordinaria efficacia e meritata fama, ad inaugurare
il Colosseo dal 16 al 18 novembre: sono passati 5 anni dalla loro ultima
esibizione in Via Madama Cristina e con questo nuovissimo Aria Precaria
– scritto con Martino Clericetti, Antonio De Santis, Rocco Tanica
e Fabrizio Testini – i due portano in scena la loro surreale comicità
mostrando dieci diversi incontri e altrettante fasi della vita in cui
i protagonisti incrociano i propri destini. Protagonisti anche altri
grandi personaggi della comicità italiana: da Alessandro Bergonzoni
(21 e 22 gennaio 2011) e Enrico Bertolino (11 e 12 febbraio) che presenteranno
le nuovissime produzioni di cui ancora non si conosce il titolo ma che
promettono una carica ironica e dissacrante a Giuseppe Giacobazzi che
dopo i successi di Zelig arriva anche a calcare le assi di un teatro
grande e importante come il Colosseo il 25 e 26 febbraio. E poi Enzo
Iacchetti e Giobbe Covatta che si presentano per la prima volta insieme
a teatro il 4 e 5 marzo per proporre lo spettacolo Niente progetti per
il futuro, un testo del nuovo talento della drammaturgia italiana Francesco
Brandi. Anche Teresa Mannino (1 e 2 aprile) arriva dalla televisione
ma è proprio dal vivo, in teatro, che la sua comicità
graffiante, leggera, intelligente e sottile si manifesta al meglio.
Gran finale di stagione, in leggerezza e bellezza, quello con Michelle
Hunziker che sarà di scena il 3 e 4 maggio con uno spettacolo
organizzato da Metropolis e intitolato Mi scappa da ridere. Lo show
non è inserito all’interno della stagione, ma permetterà
agli abbonati di usufruire di uno sconto speciale.
Viaggiano
sul confine sottile fra satira e teatro civile gli spettacoli di Beppe
Grillo (dal 30 novembre al 3 dicembre 2010) che torna al Colosseo dopo
molti anni con uno show inedito che riproporrà le qualità
di straordinario attore comico del più famoso blogger d’Italia.
Anche Marco Travaglio (dal 11 al 14 maggio 2011) non ha ancora rivelato
il titolo dello spettacolo, ma è certo che il giornalista torinese
ritornerà ad appassionare il suo numeroso e affezionatissimo
pubblico attraverso lo stile di sempre: grande coerenza, ironia tagliente
e un’infallibile memoria del nostro paese. In collaborazione con
Biennale Democrazia arriva poi uno spettacolo sui generis con protagonista
l’ex magistrato Gherardo Colombo (15 e 16 aprile) che porta in
scena un’accusa fatta direttamente a Camillo Benso di Cavour:
l’aver favorito l’unificazione dell’Italia. Ancora
sui temi dell’Unità d’Italia, ma in forma di divertente
dibattito fra nord e sud, è lo spettacolo Sorelle d’Italia
(26 marzo) in cui Veronica Pivetti e Isa Danieli giocano con le canzoni,
gli stereotipi e le verità del nostro essere italiani.
Ritorna
per una nuova prova d’attore fra prosa e canzone Erri De Luca,
questa volta con In Viaggio con Aurora (19 novembre 2010). Uno spettacolo
che in realtà è un racconto: la storia di un uomo che
racconta, con la straordinaria comunicatività che lo caratterizza,
il secolo passato a chi appartiene a quello nuovo. Gradito ritorno dopo
il successo straordinario dello scorso anno per il Mistero Buffo di
Paolo Rossi (18 e 19 febbraio) arricchito di nuovi episodi della vita
di Cristo e della presenza in scena di Lucia Vasini.
Spazio
anche per la musica e per le proposte che mescolano teatro e note: per
il classico concerto di Natale arriva quest’anno il Soweto Gospel
Choir (10 dicembre 2010), una delle formazioni più apprezzate
del panorama mondiale. Una proposta da non perdere assolutamente è
quella di The Voca People (il 18 dicembre, nel tour di debutto italiano
del gruppo), otto divertenti personaggi completamente truccati e vestiti
di bianco: sei cantanti, alto, mezzosoprano e soprano insieme ad un
basso, un baritono e un tenore insieme a due artisti del beat box considerati
i migliori del genere. Insieme sono capaci di imitare suoni ed effetti
senza l'utilizzo di alcuno strumento e propongono uno spettacolo che
lascerà incredulo il pubblico di tutte le età e che attraverso
canzoni, balli e sketch sarà capace di attraversare tutte le
barriere culturali. Tornano al Colosseo anche Le Sorelle Marinetti (11
marzo 2011) che dopo il successo sanremese insieme ad Arisa propongono
il loro mondo anni trenta, fatto di canzonette, eleganza e simpatia.
Come
ogni anno la danza non può mancare nel cartellone del Teatro
Colosseo: il classico Schiaccianoci della compagnia La Classique di
Mosca porterà la magia della fiaba nel cuore di grandi e piccoli
il 11 e 12 dicembre 2010, mentre l’atletismo, l’agilità
e l’eleganza di Kataklò (28 e 29 gennaio 2011) e Rhyth.mix
(10 marzo), due compagnie di ex atleti prestati con successo al teatro,
lasceranno intravedere nuove possibilità nell’interazione
fra il corpo, la danza, la musica, le scenografie. Il tango nella sua
espressione più appassionata sarà protagonista dello spettacolo
Divino Tango (23 febbraio) di Erica Boaglio e Adrian Aragon con la loro
Pasiones Company. Una compagnia molto amata al Colosseo, la RBR Dance
Company porterà il nuovo spettacolo Varietas Delectat il 31 marzo.
Il 20 aprile la Spellbound Dance Company proporrà poi una versione
da non perdere de Le quattro stagioni.
Una
proposta da seguire con attenzione è The Kitchen, il 18 e 19
marzo: una cucina che somiglia al mondo intero, dove si incontrano inglesi,
irlandesi, tedeschi, ciprioti, ebrei e italiani. 32 attori in scena
rappresentano uno spaccato dell’Inghilterra degli anni ‘50
in cui la continua lotta tra il bene e il male fa pensare ai giorni
nostri, ad un’Italia abitata da imprenditori senza scrupoli del
tutto simili al proprietario di questo animato ristorante. Una pièce
d’eccellenza, una grande produzione di Massimo Chiesa che con
questo testo giovane e fresco saprà far avvicinare alla prosa
i neofiti e conquistare gli abitué del teatro.
Un
grande musical e un family show chiudono il cartellone di una stagione
eccellente, capace di conciliare al meglio i migliori aspetti della
produzione di spettacolo dal vivo contemporaneo: dopo 15 anni il Teatro
Colosseo riporta in scena Jesus Christ Superstar (14 e 15 dicembre)
con un allestimento di grandissimo livello artistico che farà
rivivere i fasti dell’Opera Rock più amata dal pubblico
italiano. La regia è di Massimo Romeo Piparo, in scena il vincitore
di X Factor 2 Matteo Becucci nel ruolo di Giuda, Mario Venuti nel ruolo
di Pilato e Simona Bencini nel ruolo di Maddalena insieme ad un’orchestra
dal vivo e 35 grandi artisti. Il 9 e 10 aprile il teatro propone il
miglior family show dell’anno, Alice nel paese delle meraviglie,
per avvicinare alle scene i bambini di tutte le età. Quest’anno
l’onirico entra in palcoscenico grazie alla favola più
magica di tutti i tempi: un grande classico che sta vivendo un ritorno
di grande popolarità grazie al capolavoro cinematrografico di
Tim Burton. In questa produzione coloratissima e spettacolare grandi
e piccoli diventeranno parte di un’avventura che difficilmente
potranno dimenticare.
Si
dia dunque inizio ad una stagione ricca di progetti di qualità,
caratterizzata da linguaggi multiformi e diversi, accomunati dalla precisa
volontà di portare in scena originalità e intelligenza.
Biglietteria
La
biglietteria del teatro Colosseo è in via Madama Cristina 71,
10125, Torino ed è aperta da lunedì a sabato, dalle 10.00
alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Per
informazioni è possibile telefonare allo 011 6698034 o allo 011
6505195.
Oppure scrivere a teatro@teatrocolosseo.it o visitare il sito www.teatrocolosseo.it.
Modalità di pagamento - contanti o assegni bancari
Per
coloro che risiedono fuori Torino è possibile prenotare telefonicamente
pagando con bonifico bancario e ritirare i biglietti o gli abbonamenti
direttamente la sera dello spettacolo.
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Marginalia
XIII
Stagione teatrale 2010-2011
Teatro Espace
Torino
Ottobre 2010 - maggio 2011
Marginalia torna al Teatro Espace
per la XIII edizione coinvolgendo, da ottobre 2010 a maggio 2011, 21
giovani compagnie che si alterneranno sul palco per dare vita a un calendario
ricco di spettacoli, concerti e appuntamenti. Una stagione nata con
l’intenzione di far conoscere quel giovane teatro a livello italiano
e internazionale che negli anni ha affrontato diversi linguaggi espressivi
e differenti tematiche. Un teatro, quello proposto da Marginalia, che
vuole essere prima di tutto una sorgente di divertimento e di ispirazione,
ma anche una straordinaria opportunità per informare e educare.
Per
la stagione 2010/2011 le compagnie selezionate da Ulla Alasjärvi
e Beppe Bergamasco, direttori artistici della Compagnia Sperimentale
Drammatica, sono divisi in sei filoni: In Prima Per Torino, La Musica
Entra In Scena, Il Clown in Teatro, Teatro Sociale, Attorno Alla Giornata
Mondiale del Teatro, Celebrazioni dell’Unità d’Italia.
La
XIII stagione si aprirà il 1 ottobre 2010 con la proiezione di
Cenere il film muto che segnò l’esordio al cinema di Eleonora
Duse, primadonna del teatro italiano. Protagonista assoluta della scena
teatrale italiana, scelse per il suo debutto sul grande schermo la trasposizione
cinematografica del romanzo di Grazia Deledda, esperienza unica nella
sua importante carriera, una vera e propria rinascita artistica dopo
anni di lontananza dalle scene. Il film fu prodotto dall’Ambrosiofilm
e girato nelle sale di via Mantova che, divenute uno dei templi produttivi
del cinema muto, dal 2000 sono sede della Compagnia Sperimentale Drammatica.
Per
il filone In Prima per Torino saranno sul palco Wir sind das Volk -
Noi siamo il popolo della compagnia La Tela di Aracne, un viaggio attraverso
la memoria, spesso dolorosa e ancora bruciante, degli anni della ex
DDR; Mogli coi calzoni e mariti ginocchioni del gruppo Onda Larsen,
un tuffo a ritroso nei secoli tra costumi d’altri tempi ed espressioni
linguistiche scomparse; Franza Kafka - O - scenità poetiche del
Signor K. di Officina04, una paradossale rivisitazione di tutta l’opera
letteraria di Kafka dalla narrativa alle lettere e diari privati; Albert
Camus-il mito di Sisifo: la filosofia dell’assurdo, la sfida della
compagnia Benandanti di portare a teatro la filosofia, in una formula
impegnata ma accessibile e ricca di stimoli; Imprinting, performance
di improvvisazione teatrale della compagnia Quinta Tinta e LucidAndrone:
un condominio, tante storie, un unico sogno…quella è la
porta! del gruppo Improledì.
Per La Musica entra in Scena, Bruno Lauzi… amore caro amore bello
omaggio di Davide Iodice al grande cantautore della “scuola genovese”.
Fuori Programma il concerto-evento Dreamslive organizzato dall’Associazione
Dreamsforteens con protagonisti Enrico Esma dei Sidera Ves, I Treni
all’alba, Mac and the Orphans e Carlot-ta, giovani talenti selezionati
alla Rassegna Stati generali del Rock e una performance del Balletto
Teatro di Torino;
Per il filone Il Clown in Teatro, tre divertenti spettacoli all’insegna
della magia e del gioco proposti quest’anno in un doppio orario,
serale e pomeridiano dedicato alle scuole di ogni grado: Budineide -
un dolce viaggio magico con il Mago Budinì, Il sogno della magia
con il Mago Tric e Trac e la III edizione de La Festa del Clown che
trasformerà il palco dell’Espace in una grande arena animata
da clown giocolieri e trasformisti.
Per il filone Teatro Sociale la Compagnia Sperimentale Drammatica e
Accademia Itinerante presentano due spettacoli “al buio”:
Ancora… Sogni un viaggio sensoriale attraverso piccoli quadri
di vita quotidiana, poesie e frammenti di dichiarazioni amorose in un’atmosfera
surreale e al tempo stesso rasserenante e la nuova produzione See you
in Blindland - Ci vediamo al buio Storia d’amore tra una cieca
e un vedente; A centotrentotto centimetri dal mondo di Barbara Fingerle
in collaborazione con Teatro La Ribalta racconta il mondo così
come appare a Barbara alta 138 centimetri: un mondo amaro, a volte ridicolo
ma anche capace di far sorridere.
Novità di questa stagione il filone Attorno alla Giornata Mondiale
del Teatro che presenta gli spettacoli Cio’ per broca di Alfatre
Gruppo Teatro, spettacolo di equivoci dal ritmo serrato, divenuto patrimonio
storico del teatro piemontese; Le virtù delle donne di Campotheatro,
una divertente commedia in costume, dal sapore settecentesco tratta
da un classico e intrigante canovaccio della Commedia dell'Arte; Giornata
Mondiale del Teatro a cura della Compagnia Sperimentale Drammatica con
Le maschere di Amleto della compagnia Servi di Scena e l’aperitivo
con letture Il mio Amleto; Radio vanish: tutti pazzi per il cinema di
Esia, uno spettacolo di voci, musica e danza sulle note delle più
famose colonne sonore cinematografiche; TranePainting performance di
contaminazione tra suono e pittura; Centocinquanta la gallina canta…
o il Teatro dell’Assurdo degli Agofilocomici; Cul(o)bsession dell’associazione
Début e La cena dei cretini della compagnia Ideateatro.
E infine in occasione delle Celebrazioni dell’Unità d’Italia
gli spettacoli Cari e baldi… con Garibaldi - Parole di ieri e
parole di oggi della Compagnia Sperimentale Drammatica e Accademia Itinerante
e La spedizione dei mille +5… in ritardo! di Onda Larsen, un esperimento
di teatro didattico dedicato agli studenti per rileggere da un nuovo
punto di vista la storia del nostro Paese e R.Esistenza di Tekhné
Teatro.
Un cartellone denso e affascinante, ideato per azzerare lo spazio tra
palco e platea: da una parte l’innovazione dei più giovani,
dall’altro l’esperienza della sperimentazione. La Stagione,
che fa parte dei programmi annuali proposti dalla C.S.D. Compagnia Sperimentale
Drammatica ed è da essa interamente gestita, è resa possibile
grazie al sostegno degli Assessorati per la Cultura di Regione Piemonte
e Comune di Torino; la stagione si avvale dell’articolazione nel
panorama del Teatro Torinese promossa dal STT Sistema Teatro Torino
ed è sostenuta dalle risorse proprie della C.S.D.; Marginalia
fruisce inoltre del patrocinio del New Italy Centre of the International
Theatre Institute.
Marginalia XIII
ottobre 2010 - maggio 2011
Prenotazioni e informazioni:
Teatro Espace via Mantova 38 - 10153 Torino
Tel 011.2386067
Ingresso intero 12 euro - ridotto 7 euro studenti e over 65 –
ridotto 10 euro soci Fnac e Touring Club
info@salaespace.it
www.salaespace.it
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Martone
allo Stabile
Il regista al timone fino al 2011
Non ha neppure cinquant’anni, Mario Martone, regista
ed attore di straordinaria esperienza (iniziò a lavorare nel
1979, con la sua compagnia “Falso Movimento, ad appena vent’anni),
con un ricco palmares di opere teatrali e cinematografiche e di premi
nazionali ed internazionali. La Fondazione Teatro Stabile, presieduta
da Evelina Christillin, lo ha nominato direttore il 10 dicembre, e tra
qualche settimana sarà già a Torino per insediarsi nella
prestigiosa poltrona. La scelta dell’autore di “Morte di
un matematico napoletano”, “L’Amore molesto”
e “Ritorno ad Alphaville”, e di tanti altri capolavori rappresenta
indubbiamente un fatto che ha destato qualche sorpresa ma unanime apprezzamento
negli ambienti teatrali torinesi. Ma il neodirettore ha fornito ottime
prove anche come organizzatore e manager. Dal 1999 al 2001 Martone ha
diretto il Teatro di Roma, e dal 2003 ha fatto parte del gruppo di persone
con cui è rinato il “Mercadante” di Napoli, segnalato
da una significativa e ricca presenza di giovani talenti. Ha anche trovato
anche il tempo di raccontarsi con il libro “Chiaroscuri”,
edito nel 2004 da Bompiani.
(m.g.)
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Tullio
Solenghi:
“Le mie nozze di Figaro”
Il popolare attore al Teatro Concordia di Venaria

Accolto con enorme successo a Milano, Genova e Bologna,
sbarca ora in Piemonte, al Teatro Concordia (nuova struttura magicamente
realizzata dal Comune alle porte di Torino) di Venaria Reale, la splendida
e originale “satira del costume” che rappresenta il secondo
importante lavoro teatrale derivante dal felice sodalizio tra Matteo
Tarasco ed il grande Tullio Solenghi. Ambientata a Parigi,costruita
sul rapporto tra “Terzo Stato” e aristocrazia francese,
l’opera di Pierre Augustin Caron de Beaumarchais ha affascinato
e coinvolto nel tempo tanti illustri studiosi e letterati (tra cui Benedetto
Croce e Flaubert) che hanno contribuito alla sua popolarità e
sublimi pagine musicali (memorabile quelle mozartiane, divenute davvero
melodie eterne e impareggiabili). Il 6 dicembre prima venariese per
il bel lavoro di Solinghi, cinquantotto anni, genovese trapiantato a
Roma, papà di due bellissime figlie ed, in cui sisembra attingere
appunto, al più noto Figaro mozartiano, piuttosto che riferirsi
al testo originale di Beaumarchais, che è del 1778, che risulta
semplificato e “alleggerito”, per cui la comicità
settecentesca, come qualcuno ha osservato, perde soavità ma risulta
aritmicamente e narrativamente più “televisiva”.
L’aspetto più evidente di questa diversa impostazione delle
“Nozze “è la scelta di portare in scena il più
orrido simbolo rivoluzionario del tempo: la ghigliottina (accompagnata
anche dalle note della Marsigliese), riferimento anche troppo esplicito
a “ciò che sarà”. Nel testo tradizionale,
scritto vent’anni prima degli eventi così cruenti di Roberspierre
e compagni, i temi erano invece il rapporto tra giustizia e società,
tra padroni e servi, sul filo della satira e dell’ironia. Perché
Figaro? Solenghi è chiarissimo: “Il percorso che mi ha
portato ad affrontare, insieme a Matteo Tarasco, le “Nozze”
di Beaumarchais prende l’avvio da un interesse mediato attraverso
l’opera mozartiana. Quanto di rivoluzionario è rappresentato
dalla partitura del genio di Salisburgo trova una perfetta sintonia
nella commedia da cui prende spunto, anticipatrice rispetto al tempo
in cui venne scritta, di tematiche che di li a poco la Rivoluzione Francese
farà proprie”. Essa fa parte di una Trilogia – sottolinea
ancora Solenghi – che come primo atto presenta un altro celeberrimo
titolo, il “Barbiere di Siviglia”, e come epilogo una meno
fortunata “Madre Colpevole”, immersa già a pieno
nel clima dello sconvolgimento epocale che era ormai alle porte“.
Sempre secondo il popolare attore, “E’ proprio nelle “Nozze”
che l’arte del commediografo francese raggiunge il suo apice,
e a confermarlo sono stati, nel tempo, illustri estimatori, da Flaubert
a Croce”. “La Folle journée” ou “Le Mariage
de Figaro”, fu accettata per acclamazione dai membri della Commédie
Française e proibita poi da re Luigi XVI per” immoralità”.
Nel 1784 la prima rappresentazione e ben sessantuno repliche: un record
per quell’epoca, anche grazie al sostegno che all’opera
fu dato da Maria Antonietta. I costumi colorati, le parrucche e l’aspetto
leggero della commedia consentono all’elaborazione di Marasco
e Solenghi di cogliere e percepire emozioni e sentimenti di una famiglia
in crisi e di uno spaccato sociale divertente e originale. Oltre al
Figaro-Solenghi, il Conte è Roberto Alighieri, la Contessa Roberta
Schiavoni e Susanna Silvia Salvatori.
m.g.
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“Profondo
rosso” diventa musical
Trionfa al Colosseo l’adattamento di Daverio e Calindri

Qualche omicidio, un pizzico di parapsicologia, una
villa finita in cenere ed un assassino insospettabile sono gli ingredienti
di una trama ormai celebre, quella del film che Dario Argento girò,
proprio a Torino, trent’anni fa. E fu successo: l’opera
divenne rapidamente uno dei punti di riferimento del thriller-horror
all’italiana, ed ebbe fortuna anche la colonna sonora dei Goblin
(le musiche della riduzione teatrale sono ancora di Claudio Simonetti),
davvero efficace, dalla melodia martellante ed ossessiva. Dopo tre decenni,
l’adattamento teatrale prodotto da Lorenzo Vitali, firmato da
Marco Calindri con la direzione artistica di Marco Daverio, con un bravissimo
Michel Altieri ed una effervescente Silvia Specchio come protagonisti,
ha visto la supervisione accurata di Dario Argento ed è sbarcato,
con massiccia adesione del pubblico subalpino, al Teatro Colosseo. L’opera,
come si sa, contiene copiosi riferimenti al Grand Guignol: delitti raccapriccianti,
la medium, il movente psicologico, il flashback, la decapitazione, il
pupazzo che ride... Il Teatro del Grand Guignol, ricavato da una chiesa
sconsacrata e inizialmente adibito a spettacoli con marionette, fu fondato
sul finire del XIX secolo da Metenier divenne in breve una delle attrazioni
più viste: un vero e proprio precursore del cinema horror. Qualcuno,
all’uscita, ed un po’ superficialmente, obiettava che nella
riduzione c’è meno sangue che nel film. L’adattamento
conserva numerosi spunti del telaio originario, ma qui non si è
esagerato con gli effetti cruenti, e ciò per una precisa scelta
narrativa. “L’opera” – sottolinea Marco Daverio
– è per tutti, abbiamo evitato, volutamente, derive morbose
e raccapriccianti, fini a sé stesse, privilegiando invece aspetti
tragici, emozionali, colpi di scena e la funzione del coro. Sono molteplici
le chiavi di lettura: da quella psicoanalitica, ai riferimenti colti
alla tragedia greca, alla narrazione con simboli e citazioni esoteriche.”
Un altro successo, occorre ribadirlo, per Daverio, che ha lavorato più
di un anno all’adattamento e segna un altro importante tassello
nel ricco mosaico della sua carriera artistica dopo i successi di “Fame”
e di Giamburrasca. Folgoranti alcune scene del musical, in particolare
il tip-tap sulle melodie ossessionanti di Simonetti, il commovente leitmotiv
del “Funerale ebraico” dell’assassinata, il finale,
ricco di suspence e colpi di scena, con l’ottima scenografia e
le coreografie sapienti di Stefano Bontempi. Due ore, insomma, di spettacolo
originale e raffinato. contemporaneamente un tributo ad un grande regista
italiano e l’occasione efficace per inedite proposte narrative
e melodiche sul filo di un thriller – horror che può essere
apprezzato dal pubblico di ogni età.
Massimo
Giusio
Nelle
foto: Michel Altieri, Silvia Specchio e Marco Daverio
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Grande
successo per il musical “Pinocchio”

Eccezionale l’accoglienza
torinese al musical che da marzo 2003 continua a mietere successi in
tutti i teatri italiani: “Pinocchio”. Un vero e proprio
spettacolo “in stile Broadway”, firmato da Saverio Marconi
e prodotto dalla Compagnia della Rancia con le musiche dei Pooh.
Ripercorrere la storia del burattino più famoso del mondo è
emozionante per il pubblico di ogni genere ed età: effetti speciali
stupefacenti, continui cambi di scena, costumi ricercatissimi e super
colorati, interpretazione impeccabile da parte di un cast di attori,
cantanti e ballerini fuori dalle righe che dimostrano grande professionalità,
vigore ed affiatamento.
Manuel Frattini, artista poliedrico con un curriculum da dieci e lode,
è un Pinocchio agile e scattante dalla voce d’oro che sa
far ridere e intenerire con una carica di energia davvero esplosiva.
Angela, interpretata dalla bella Simona Rodano, sfoggia una voce dolce
e imponente nello stesso tempo e si muove sul palco con grazia e forte
presenza scenica.
Un mix di elementi vincenti, dunque, hanno fatto di questo musical un
vero e proprio successo, che il pubblico torinese ha accolto con assoluto
entusiasmo e partecipazione.
Le
repliche al teatro Alfieri continueranno sino al 10 aprile.
Per ulteriori informazioni si visiti il sito www.torinospettacoli.com.
Valentina
Valente
“Pinocchio”
al Teatro Alfieri
Intervista a Simona Rodano

Grande attesa per la prima torinese
di “Pinocchio”, il più grande musical italiano firmato
da Saverio Marconi e prodotto dalla Compagnia della Rancia con le musiche
dei Pooh.
Scene ed effetti speciali sorprendenti, spettacolari cambi scena, canzoni
emozionanti, coloratissimi costumi e un grande cast di bravissimi performers
daranno vita a oltre due ore di spettacolo dal ritmo travolgente.
Dal 30 marzo al 10 aprile al Teatro Alfieri, “Pinocchio”
saprà incantare il pubblico di ogni età.
Tra i grandi protagonisti dell’evento la bellissima e bravissima
Simona Rodano, che abbiamo avuto il piacere di intervistare.
“Qualunque
cosa tu possa fare o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia
ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso”. Simona,
visitando il tuo sito internet ho avuto modo di leggere questa frase,
che credo ti appartenga particolarmente. L’audacia di cui parla
Goethe nel tuo caso è stata innanzitutto l’impulso che
ti ha spinta a dedicarti al mondo dello spettacolo in maniera “totale”,
abbandonando ottime prospettive nel campo della biologia. Quanto ti
è costata questa scelta? E soprattutto, quante sono state le
soddisfazioni che ne hai tratto?
Ho
convissuto per anni con questo binomio fatto di scienza e musica. Non
sono la sola nel mondo dello spettacolo. Esistono percorsi di ogni tipo
e genere tra cui il mio. La passione per la musica e la recitazione
è un virus contratto fin da bambina (tanto per rimanere in tema).
Ma anche l'amore per la natura. Il mio è stato un percorso "naturale",
dettato da quello che amavo fare, senza forzature. L'audacia e la determinazione
credo siano il risultato di un carattere che in parte è congenito
e in parte è forgiato dalla vita stessa. Il momento più
difficile l'ho attraversato quando, una volta laureata e prima ancora
di giungere al concreto bivio musica o biologia, ho deciso di andare
a vivere da sola in un piccolo appartamento vicino a P.za Rivoli a Torino.
Era l'unico modo per capire meglio che cosa desideravo di più
per il mio futuro senza condizionamenti di alcun genere e senza avvertire
le preoccupazioni, legittime e capibili, dei miei genitori.Immaginate
due genitori che nel giro dello stesso mese si sentono dire prima che
vai in America a fare la ricercatrice e poi che hai cambiato idea e
che vai a lavorare a Milano in una trasmissione televisiva come cantante.
Ho avuto paura, ma sapevo anche che avevo una laurea in tasca e che,
pur soffrendo di "Icarite" e di "carpe diem", una
rete di salvezza era sempre presente.
Sono passati sette anni da allora, sono soddisfatta e gratificata da
questa scelta, lavoro e studio facendo questo mestiere con tutti i sacrifici
che comporta.
Scorrendo il tuo curriculum, salta subito agli occhi l’esperienza
con Paolo Limiti in televisione. Cosa ti piace del mondo televisivo?
E per cosa invece preferisci il teatro?
Quella
con Paolo Limiti è stata una vera e propria palestra, preziosissima.
Sono contenta di averlo incontrato sulla mia strada. Ricordo quando
mi fece cantare per la prima volta come solista nella sua trasmissione:
si trattava di una canzone intitolata "Batti batti ciabattino".
Non ci potevo credere, in fondo non mi conosceva per nulla. Lavorare
nell'Orchestra del M° Righello è stata un'ottima scuola.
La "gavetta" porta con sè un grande tesoro, ti equilibra
molto ed è la migliore testimonianza del tuo percorso professionale.
Col tempo cambia, si trasforma, ma esiste sempre.
Televisione e teatro hanno aspetti tanto comuni quanto estremamente
differenti. Posso dire, per esempio, che in televisione spesso i tempi
sono brevi, devi essere veloce, efficace, preciso. E' capillare, arriva
nelle case della gente. Il teatro ha un margine diverso, tempi diversi,
ti chiede di uscire di casa ma in fondo (ricordo quello che mi disse
un giorno Limiti quando gli raccontai che avevo ottenuto la parte di
Assunta nel film della Th Torrini) "si tratta di lavorare sempre
con le emozioni".
Il mondo teatrale risponde subito all'attore o al cantante, tutto è
autentico e diretto. Quello televisivo spesso è più allettante
perché ti offre notorietà immediata, a prescindere talvolta,
purtroppo, dalla qualità. In ogni caso, è importante affinare
col tempo e al meglio le proprie capacità per riuscire ad arrivare
alla gente. Attraverso la televisione o il teatro, l'obiettivo non cambia
e lavoro volentieri in entrambi i casi.
Pinocchio
a breve arriverà anche a Torino e tu vestirai i panni di Angela.
Come è stato lavorare in un musical che ha fatto tanto parlare
di sé, con un cast eccezionale e sotto la direzione di Saverio
Marconi?
Non
vi nascondo l'agitazione e l'entusiasmo quando Michele Renzullo, produttore
della Compagnia della Rancia, mi chiamò nel luglio 2004. Era
arrivato il momento di tirare fuori dal cassetto tutto quello che sapevo
fare consapevole del fatto che mi aspettava un'esperienza indimenticabile
sia dal punto di vista professionale sia umano (è quello che
mi disse Saverio Marconi quando arrivai il primo giorno di allestimento
a Tolentino ). Mi ritrovo a lavorare con performer che da tempo sono
nel mondo del musical, persone con grande talento. E' un vero piacere
ed un attingere costantemente da ognuno di loro. I giorni di allestimento
con Saverio Marconi e la sua equipe di collaboratori sono stati una
sorta di corso accelerato di perfezionamento. Avrei voluto di più,
ma per ora non ho avvertito "crampi" il che significa che
l'allenamento, seppur breve, è stato efficace.
Il musical come genere è terreno fertile per quelle persone
che, come te, hanno grande competenza e professionalità in più
campi. Se comunque la possibilità di esprimere più doti
artistiche in uno stesso spettacolo è sicuramente appagante,
allo stesso tempo ciò comporta grande impegno e dedizione. Cosa
ne pensi del musical come genere di spettacolo e come hai saputo affrontare
questa sfida?
A
partire dai primi musical amatoriali, dai 16 anni ad oggi posso dire
che ho sempre amato questa formula completa di fare spettacolo. Gli
ingredienti li hai già detti: impegno e dedizione. Le sfide si
affrontano volentieri quando al talento naturale unisci lo studio. E'
quello che faccio costantemente.
Simona,
tu sei di Torino e qui hai mosso i tuoi primi passi nel mondo dello
spettacolo. Come sarà tornare nella tua città natale con
un impegno importante come Pinocchio? Cosa ti aspetti dal pubblico torinese?
Se
devo dirla tutta mi sembra un sogno. Debuttare al Teatro Alfieri dove
sono passate le più grandi "Riviste" italiane (periodo
in cui avrei voluto anche tanto esserci), incontrare amici di vecchia
data, ripercorrere le vie del centro, il Parco del Valentino, è
come se si chiudesse uno dei tanti cerchi della vita. Sono molto legata
alle mie origini, a partire dai colli del Monferrato dove ho trascorso
buona parte della mia infanzia, a Torino dove ho iniziato a fare spettacolo.
Impossibile non avvertire quell'onda di ricordi che hai nella città
in cui hai vissuto per molto tempo e nella quale si è delineato
il tuo futuro. Torino merita grande considerazione, è una città
piena di risorse artistico-culturali. E' importante che investa sempre
di più sul terziario e sappia sfruttare al meglio e valorizzare
le proprie ricchezze. Al pubblico torinese, a partire dai miei genitori,
vorrei dire : "andate a teatro!".
Quali
sono le tue prospettive per il futuro? Hai già qualcosa in mente?
Sicuramente
concludere in questi anni il mio percorso parallelo legato al canto
lirico. Ci tengo molto. Alla versatilità in ogni caso, non si
comanda. Ho diversi progetti sia sul fronte musicale sia attoriale che
sto valutando ed anche un sogno nel cassetto: riguarda un musical nel
quale c'è un personaggio che credo essere a me molto vicino...
nel frattempo, vi aspetto al Teatro Alfieri!
www.simonarodano.com
Valentina
Valente
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