Sanità                            a cura di Massimiliano Spina

A dieta?
Ma che testa hai!?!

Pensieri disconnessi e ordinati,
indispensabili per dimagrire


A
vete provato 1000 diete senza perdere un kilo? Siete arrivati ad un semi digiuno ma la pancetta non cala? Forse non è il vostro corpo il problema e non date la colpa a qualche disfunzione ormonale! Forse semplicemente è la vostra mente che necessita di un indirizzamento.
Ad esempio, sapete che lo stress fa ingrassare? Senza troppo menare concetti scientifici vi consiglio di mangiare sempre in un clima sereno e rilassato.
Avete l’abitudine di fare morsi da coccodrillo? prendete l’abitudine di fare bocconi piccoli e imparate a masticate sempre a lungo. Più triturate il cibo e migliore sarà la digestione.
A meno che non siate usciti da un deserto, bevete lentamente. E possibilmente durante i pasti bevete moderati. Prendete il vizio di tracannare tre bicchieri d’acqua prima di mangiare, così vi troncherete il senso d’appetito e mangerete più rilassati.
Ogni pasto principale deve essere completo, piccole ma tante porzioni e piene di ogni principio come già esposto nel precedente articolo, quindi deve contenere una base di carboidrati (da pane, pasta integrale, riso, polenta, farro, prodotti da forno e altri farinacei) accompagnata da proteine (da legumi, formaggi freschi, pesce, carni, uova, frutta secca), grassi (da olio), vitamine e sali minerali (da verdure e frutta).
Anche se nella nostra tradizione non è consuetudine, cercate di fare una colazione da principe (pasto non abbondante ma ricco di nutrienti), a pranzo come un borghese (pasto abbondante), a cena come un mendicante (pasto ricco di verdure).
Non combinate più alimenti proteici insieme (legumi, carne, pesce, uova, formaggi, noci) in quanto hanno tempi e ambienti digestivi molto diversi fra loro.
Da buon mediterranei questo vi suonerà alquanto strano, ma evitate di consumare frutta e dolci a fine pasto perché provocano gonfiore di stomaco! mangiatene a colazione e nelle merende o comunque a stomaco vuoto.
Ora vi dirò quello che a molti di voi non piacerà… evitate il bar… prendete l’abitudine di una sana colazione casereccia. Limitate il consumo di zucchero, caffè, tè, cacao.
A dispetto di molti meridionali, dovreste evitare i cibi piccanti, alcolici (non più di 1/2 l di vino o birra al giorno), i superalcolici, le bibite zuccherate e gasate.
Se perdete 1 kg a settimana è già tanto! Non cercate di perdere troppo velocemente, anche se siete a dieta, non dovete essere seri e pretenziosi, arrivate con calma al traguardo che vi siete prefissati.
State alla larga dalle diete alimentari in grado di farvi perdere tanti chili in poco tempo. Le diete "bizzarre" sono sacrifici dannosi e inutili.
Praticando un’adeguata attività sportiva, aumenta anche il fabbisogno vitaminico. Occorre quindi un'alimentazione rigenerante ovvero ricca di frutta, verdura e cibi integrali biologici. Il discorso vale anche durante gravidanza e l’allattamento: la nutrizione materna assume un ruolo determinante (inclusa quella pregressa anche se in minor misura).
Dormite le ore necessarie! se si dorme poco si alterano i picchi di cortisolo e di somatotropo, due ormoni che facilitano la mobilitazione dei grassi.
Aumentate il metabolismo cercando di muovervi sempre ogni volta che ne avete occasione, camminate, andate in bici, evitate se potete l’auto ed il bus come se fossero infestati da pidocchi! Muovetevi!
Cambiate sempre alimentazione, ogni giorno mangiate qualcosa di diverso. Non fate abituare il vostro corpo ad una qualsiasi routine.
Pesatevi di rado… una volta al mese al massimo! Non vi serve una bilancia, vi basta guardarvi allo specchio e toccarvi. È il grasso che dovete ridurre non il peso. Spesso accade che si sostituisce il grasso con i muscoli e massa magra, quindi il peso non varia o varia di poco.
Siete stati invitati ad una festa o una cena in una trattoria? Concedetevela senza sensi di colpa! Probabilmente recupererete il chilo appena perso, ma non vi allarmate, lo riperderete presto… l’importante è non perdere il controllo a casa o quando fate la spesa. Per esempio, non fate mai la spesa a stomaco vuoto, perché potrebbe venirvi voglia di comprare l’inverosimile tra cui di sicuro dei cibi ultracalorici e poco salutari.
Rivoltatevi contro chiunque vi incita di mettervi a dieta. “vostra la scelta fatta è” direbbe il maestro Yoda. Non deve diventare una condanna all’ergastolo. Convincetevi che questa è la vostra vita, il vostro corpo. Non ne avrete un altro, non avrete altre occasioni, la vita è un fazzoletto di tempo concessoci per essere felici. E curare il corpo con un’alimentazione corretta deve diventare motivo di gioia, perché il corpo vi condurrà nella gioia di tutto quello che vi circonda.
Avete perso un kilo? Festeggiate! Un buon gelato di soia e via a ballare per un’ora!
Siate esuberanti, non lasciatevi corrompere l’anima, mentre siete a dieta non dovrete mai soffrire di fame. Bevete e mangiate i cibi consigliati, ma siate diligenti, ogni morso di troppo deve essere pagato con 5 minuti in più di ginnastica.
Lasciate perdere prodotti fantomatici e miracolosi. Continuate ad apprezzare il cibo vero, niente cianfrugli liofilizzati, innamoratevi degli odori e dei sapori di ogni cibo. Coccolatevi nella semplicità della cucina tradizionale italiana che è e rimarrà sempre la migliore!

Massimiliano Spina

Compendio calendrico al forno
8 pensieri per sopravvivere
ad una estate torrida


1. evitate di abbuffarvi nei pasti. Possibilmente aspettate la sera per assaporare qualche peperoncino piccante con acciughe, che per quanto invitante, se consumato a mezzodì potrebbe anche offrirvi quella sensazione di calura infernale dove iniziate a sudare a più non posso e piangere come bimbi commossi, alcuni sostengono di avere avuto anche delle visioni… scherzi a parte, evitate cibi salati e favorite frutta e verdure.

2. qual è il vostro colore preferito? Fate in modo che sia il bianco… soprattutto fino a quando il sole picchia. I colori molto chiari respingono un po’ di radiazioni mentre quelli scuri li assorbono. Ed a meno che non vogliate provare un bella febbre con spunti di delirio, copritevi la testa nelle ore più calde con un cappello o una bandana, in quanto si prevede un’estate africana con tanto di rischio insolazione.

3. non fate i cammelli! Evitate di ingurgitare litri e litri di acqua tutta insieme, piuttosto dividetela in tutta la giornata portandovi una bottiglietta d’acqua al seguito. Bere un bicchiere d’acqua ogni due ore è l’ideale, anche se non si ha sete! Evitate le solite bibitone gasate e troppo fredde. Anche se può farvi storcere il naso, privilegiate l’acqua del rubinetto, che ha particolari caratteristiche chimico-fisiche, a quella oligominerale; così come è sconsigliata l’assunzione di integratori di sali minerali se non sotto consiglio del medico curante.

4. L’ideale è evitare le passeggiate quando il solo è allo zenit, piuttosto infilatevi in qualche negozio o supermercato provvisto di condizionatori. Mentre se state a casa o a lavoro, cercate di controllare la temperatura ove se potete con delle schermature, isolamento termico e condizionamento d’aria. Per la schermatura delle finestre esposte al sole potete usare delle tende e delle persiane o veneziane, cercate di crearvi un po’ di ombra. E se usate il condizionatore, non tenetelo al massimo, evitate continui passaggi da ambienti caldi a quelli freschi. Gli sbalzi di temperatura favoriscono i dolori muscolari e articolari, inoltre dormire con il climatizzatore acceso favorisce congestioni e bronchiti. Evitate anche di stare a pochi centimetri dal ventilatore, piuttosto lasciatelo girare da lontano e tenete presente che il ventilatore favorisce la disidratazione, quindi dovrete bere un po’ di più.

5. Attenti all’auto forno. Quando uscite in macchina aggiornatevi prima sulla situazione del traffico così da evitare di stare per ore in coda ed evitate di parcheggiarla al sole e lasciarci dentro qualcuno, magari fatto salvo se si tratta della suocera! E fate contenti anche gli animalisti, non lasciate cani e gatti a cuocere in macchina con solo uno spiraglio dal finestrino per tirare fuori il muso, anche loro soffrono la sauna e non fategli mancare da bere.

6. Niente fatiche d’Ercole. Aspettate la sera per fare un po’ di ginnastica.

7. Tutto nell’ombra. Tenete lontano dal sole i cellulari, bombole sotto pressione, medicine, contraccettivi, se non volete saltare l’attività ginnica serale, e in generale tutto ciò che è di gomma morbida (evitate di toccarla se vedete che inizia a fondersi!).

8. Preoccupatevi se qualcuno dà di testa. In particolare gli anziani, ma nessuno è escluso, se vedete una riduzione delle attività quotidiane, come: vestirsi, spostarsi in casa, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi, ecc può significare un peggioramento dello stato di salute ed è quindi consigliabile segnalarlo al medico curante. Al contrario se queste attività aumentano, e vedete uno vagolare per casa o entrare e uscire dalla vasca, provare tutti i vestiti nell’armadio o saccheggiare il frigo, rassegnatevi, il caldo l’ha fatto andare fuori di testa! E siate un po’ altruisti e fate una buona azione: prestate attenzione anche ai vicini, specialmente se sono anziani abbandonati a loro stessi.

Massimiliano Spina

 

Ciccia è bella… ma non troppo
Modelliamoci!

L’illusione del trend imposto dai media ha postato l’immagine della donna formosa come una passione del lontano settecento oramai in voga solo più nel sottobosco. Persino gli uomini una volta Maschi incuranti di qualche imperfezione oggi sono alla stregua di una damigella. Fortunatamente questo virus colpisce principalmente le menti più vuote) tuttavia ci sono un’infinità di motivi che possono indurre una persona a mettersi a dieta). Anche se il concetto stesso di seguire una dieta dovrebbe essere sostituito dalla scelta di una sana e corretta alimentazione. Spesso chi si trova qualche chilo di troppo cerca di ricorrere a qualche trucco e come normalmente accade le illusioni hanno sempre un limite soprattutto perché il corpo si adatta facilmente. Iniziamo a sfatare il primo concetto di massa, non bisogna ossessionarsi sul peso! È sul grasso corporeo che bisogna prestare attenzione. Per ottenere dei validi risultati che durano nel tempo bisogna sposarsi con l’idea di iniziare a condurre una vita salubre, cioè una corretta alimentazione e un’appropriata attività sportiva.
Per molti può essere prosaico ma consideriamo come linea di principio che, generalmente, l’accumulo di grasso è dovuto ad uno squilibrio tra le energie o calorie consumate e quelle assunte.
Per dimagrire bisogna capire come bruciare i grassi. Ma i grassi non sono nemici, in realtà è il nostro carburante, la migliore fonte d’energia del corpo, pensate che un grammo di grasso contiene 9 calorie, mentre un grammo di proteina contiene 4 calorie!
Se proprio volete farvi un’idea sul peso forma (indicativamente) potete considerare alcune formule come: altezza corporea * circonferenza torace / 240, oppure l’altezza corporea – 105.
Ma bando alle ciance, se si vuole dimagrire per prima cosa bisogna imparare a mangiare di meno. E come si fa? Facile, bisogna mangiare frequentemente, almeno 5-6 pasti a giorno (i 3 pasti principali più 2-3 spuntini).
Per un’alimentazione equilibrata diciamo che bisogna ripartire la giornata con un 40% di proteine e altrettanto di carboidrati ed il restante 20% da grassi (insaturi) e se volte sapere quante calorie dovete consumare moltiplicate il vostro peso per un valore da 30 a 15 in base a quanta attività sportiva fate e quanto volete perdere di grasso o aumentare la muscolatura; per capirci, se volete aumentare la massa muscolare andate verso valori alti, se volete perdere peso usate dei valori medio bassi. Ad esempio praticando un’attività sportiva costante iniziando oggi la dieta con un peso di 90 kg, bisogna apportare 2250 calorie (90*25) tra un mese 1980 (90*22) fino a quando non trovate il vostro equilibrio (un adulto non dovrebbe scendere a diete sotto le 1.500 calorie), cioè riuscite ad allenarvi a pieno regime, avete forze ed energie per tutta la giornata e al contempo vi sentiti leggeri e scattanti sia mentalmente che fisicamente. Date al vostro corpo le giuste calorie, piuttosto diminuite gradatamente di 100 cal. a settimana, ma non fate mai diminuzioni brusche perché il vostro corpo può interpretarlo come una mancanza di cibo e cercherà, come meccanismo di autodifesa, di accumulare quanto più grasso possibile ed inizierà a bruciare le cellule dei muscoli per recuperare calorie.

Prima abbiamo detto come ripartire l’alimentazione della giornata tra proteine, carboidrati e grassi, ora vi basta fare un semplice calcolo per analizzare le calorie relative. Ad esempio se stiamo seguendo una dieta da 2200 calorie, sappiamo che queste dovranno essere divise in: 880 calorie dalle proteine e altrettante dai carboidrati (calcolando il 40% di 2200, cioè 2200 *0,4) e 440 calorie dai grassi. Ora l’ultimo calcolo da fare, è convertire le calorie in grammi. Proteine e carboidrati hanno un valore energetico di 4 calorie per grammo e i grassi 9 calorie per grammo, quindi ci basterà fare una semplice divisione e sapremo che dovremo consumare 220 grammi (880/4=220) di proteine e ugual misura di carboidrati e 48,8 grammi di grassi (440/9=48,8).

Cercate di suddividere questi grammi su tutta la giornata, pianificandovi i pasti in anticipo. L’ideale è di programmarvi l’intera settimana. Per rendervi la vita più semplice, anziché usare la bilancia, potete usare la vostra mano. In linea di massima la pozione ideale è quella che riuscite a tenere nel palmo della mano.
Alimenti da evitare: caffeina, zucchero e glucidi a rapido assorbimento (dolci d’ogni sorta), salumi (fatta eccezione per prosciutto crudo e bresaola), i cibi conservati, patate, formaggi stagionati, grassi animali come il butto e lo strutto, qualunque cosa fritta, carne rossa, frattaglie, tutte le bibite gasate, ridurre il sale.
Alimenti consigliati: fibre, alimenti ricchi di vitamina E (asparagi, avocado, cetrioli, noci, olive, spinaci), cioccolato fondente, avena, banane, datteri, latticini, pollame e in generale tutte le carni bianche soprattutto il pesce (tranne i crostacei), uova sode e alla coque, semi di zucca, pasta o pane integrale, frutta secca e naturalmente verdura fresca.
Ricordiamoci che Pane e pasta integrale, riso, mais, cereali e farinacei in genere, ecc., sono ricchi di carboidrati. I grassi principali li assorbiamo dagli oli vegetali mentre le proteine le troviamo principalmente nelle noci, legumi, pesce, carne magra, uova.

Quindi per sintetizzare, se volte essere o tornare in forma:

1. fare esercizio fisico giornaliero (principalmente aerobico)
2. un consumo moderato (ma non troppo) di calorie totali
3. sempre consumo di cibi integrali (pane, pasta riso ecc.)
4. oli vegetali crudi in quasi tutti i pasti
5. giusta dose di proteine
6. verdura e frutta in abbondanza
7. alcolici - un bicchiere di vino rosso se volete si può! Oltretutto fa bene… (a meno di controindicazioni quali: donne gravide, disturbi epatici, pancreatici, scompenso cardiaco congestizio, miocardiopatia idiopatica, malattie neurologiche degenerative)
8. minore consumo di prodotti caseari, se potete evitate ogni formaggio stagionato.
9. niente grassi idrogenati e margarine (= soprattutto niente dolciumi non caserecci).
10. integratore vitaminico è consigliato (dato l'impoverimento dei nostri cibi).
11. premiatevi! Ogni tanto concedetevi un peccato di gola. Che sia una pizza, un gelato, un panino dal porcaro… non siate troppo severi con voi stessi…

Ecco fatto, ora siete in grado crearvi da soli un sano ed equilibrato programma alimentare.

Massimiliano Spina

Diventare padroni del
nostro stile di vita

Capitolo 5 – Pennichella al bando

“Perciocchè mai niuno non mi vuol sì segreto parlare, che egli non voglia la sua parte udire.”
G. Boccaccio nel Decameron, novella 60


Delirio d’estasi, cara pigrizia e dolce far niente. Eppure il prossimo passo s’infrange su quella attività che pressoché tutti riconoscono come importante, ma al contempo una sfida con se stessi per trovare sempre nuove scuse per sviare il momento… dell’allenamento fisico!
Per la maggior parte dei problemi fisici e psicologici ogni dottore consiglia dell’attività sportiva, che sia più o meno intensa, l’importante è che sia costante e accompagnata da un’alimentazione salutare.
Prima di faticare bisogna inquadrare i motivi per cui ci si allena. Qualunque cosa impegnativa nella vita decidiamo di fare sarà più certo il risultato se manteniamo l’attenzione sul motivo che ci spinge nell’impresa. È importante trovare almeno tre motivi e mantenere tutti i giorni l’attenzione focalizzata su di essi; un modo infallibile è quello di scrivere i motivi in chiare lettere su dei fogli bianchi e appenderli nella stanza dove si trascorre la maggior parte del tempo libero. E scuse come “oggi ho lavorato troppo”, “sto ancora digerendo la cena di ieri”, “allenarmi la sera mi fa venire l’insonnia”, “domani devo alzarmi presto”, “non sono dell’umore adatto”, “oh com’è tardi…”, “m’è venuto l’improvviso impulso incontrollabile di telefonare alla zia Carmelina che non sento da due anni”, “ho mal di testa”, eccetera, devono essere pensieri decapitati! Convincetevi che prima di fare un passo nel mondo e prima di interagire con le persone che vi stanno intorno, è molto vantaggioso essere in armonia con il vostro corpo, conoscersi a fondo, accettarsi per quello che si è e amare il vostro corpo così com’è con tutte le imperfezioni. E se chi vi osserva è tanto pretenzioso quanto superficiale da giudicarvi lasciate che si crogioli da solo nei suoi giudizi. Non lasciatevi mai condizionare!
Per chiunque non sia già un minimo esperto, l’ideale per fare dell’attività ginnica sarebbe andare in palestra così da essere seguito costantemente da un istruttore che controlla e corregge gli esercizi. Ma, se non avete il tempo o preferite allenarvi con comodo a casa, potete seguire gli esercizi che tra poco passo a descrivervi i quali saranno, in questo capitolo, specifici per le gambe, addominali e glutei. Prima di tutto create una tabella dove indicate da una parte gli esercizi e a fianco il tempo o le ripetizioni; questo vi servirà per controllare i vostri sviluppi. L’allenamento non deve essere casuale, ogni volta ripetete gli esercizi indicati per il tempo indicato e quando sentite di farcela aumentate gradualmente. Per esempio se andate a correre, prima fate 10 minuti di corsa e 5 di camminata per 30 minuti (10+5+10+5) poi passate a 13 min. di corsa e 2 di camminata e via dicendo. Quando invece dovete fare delle ripetizioni come per gli addominali, se iniziate con 3 serie da 15, dopo due o tre settimane cercate di passare a 3 serie da 20, poi da 25, poi aumentate di una serie, quindi 4 da 25… l’unico limite è dato dal vostro corpo (con un pizzico di buonsenso), che vi ricordo, sa sempre quando fermarsi, quindi non esagerate, non c’è nessuna fretta. Il tempo di recupero tra una serie e l’altra deve essere tra i 10 e 15 secondi in base a quanto sentite faticoso l’esercizio.
Dedicate un angolo della casa per i vostri allenamenti che sia sempre lo stesso, create anche mentalmente, una sorta di area “sport”, che, come un interruttore, ogni volta che entrate, attanagliate ogni preoccupazione esterna per il tempo che decidete di dedicare solo agli esercizi.
Si inizia sempre con almeno 10/15 minuti di riscaldamento, che potete alternare tra corsa sul posto, cyclette o salto della corda. L’attività aerobica è fantastica per bruciare un po’ di grasso se ne avete bisogno, in questo caso, potete aumentare anche a 30 minuti, magari aggiungendo un po’ di musica e perché no, potete anche ballare! L’importante è non fermarsi! Ricordatevi sempre di sorridere mentre sudate, non trasformate l’allenamento in un incubo morboso, lasciate che sia un piacere anche se faticoso.
Passiamo quindi agli esercizi per le gambe (per chi è in eccessivo sovrappeso consiglio prima di consultare un medico sportivo):

1- squat (forse l’esercizio più importante). In piedi, con le gambe divaricate, i piedi paralleli, mantenendo la schiena dritta, piegate le gambe come per sedersi fino a raggiungere un angolo di 90 gradi tra talloni e glutei (come se ci fosse una sedia immaginaria). Scendete e salite lentamente, inspirando mentre scendete ed espirando mentre salite. Le mani tenetele davanti a voi in maniera che non vi ingombrino. Iniziate con 3 serie da 10.

2- Stando eretti alzate il ginocchio destro fino a formare un angolo di 90 gradi con il corpo, saltate lateralmente (quanto più riuscite), verso destra e nel contempo che il medesimo piede tocca terra, alzate la gamba sinistra. Prima a destra poi a sinistra, e via così facendo 2 serie da 15 salti (per gamba).
3- Come l’esercizio 1, però questa volta alzate il tallone del piede destro, poi la serie successiva sulla punta del piede sinistro. Iniziate con 2 serie da 10.

4- Buttate a terra qualcosa di morbido, tipo un asciugamano, uno straccio… quindi correteci intorno alla massima velocità facendo per 2 minuti dei giri in senso orario e altrettanto in senso antiorario, mantenendo il busto e la testa verso un’unica direzione. Il meglio dell’esercizio si raggiunge quando il tronco non si muove e sono solo le gambe a girare.

Passiamo ai glutei (per tutti gli esercizi a terra usare sempre un tappetino):

1- posizionatevi a gattoni, quindi sollevare lateralmente la gamba destra così com’è. Ogni angolo del vostro corpo deve restare a 90 gradi; fate attenzione a non inarcare troppo la schiena e espirate quando alzate la gamba. Alzate e abbassate a velocità moderata. Iniziate con 3 serie da 15 ripetizioni per lato.

2- Restando carponi rilassatevi 10 secondi portandovi indietro cercando di arrivare a toccare con i glutei i talloni, le mani davanti a voi a terra si allungano dalla parte opposta e la testa è tra le braccia. Quindi tornate a gattoni e questa volta allungate la gamba all’indietro, cercando, nel mentre la tendete di spingerla verso l’alto quanto più riuscite. Quindi piegatela fino alla posizione iniziale e senza sfruttare la rincorsa allungate nuovamente, così via con 3 serie da 15.

3- Sdraiatevi, ginocchia piegate, braccia lungo il corpo e leggermente distaccate da esso, alzate quanto più potete il bacino da terra, e giù. Espirate mentre sollevate. Questo è un esercizio da fare lentamente. 3 serie da 20. (una buona variante è sollevare alternativamente prima una gamba poi l’altra, in questo caso 2 serie da 15 per gamba)

4- Sdraiati sul fianco sinistro, tenete la gamba destra tesa e disegnate nell’aria, con la punta del piede, 15 cerchi in senso orario e 15 in senso opposto. Cambiate lato 2 volte.

5- In piedi, appoggiati con entrambe le mani su un muro, faccia e busto verso lo stesso, slanciate una gamba alla volta per 15 volte all’indietro, cercando di sollevarla il più possibile. Ripetere 2 volte per gamba.

6- Stesso principio dell’esercizio precedente, però questa volta restate di profilo al muro e tenendovi appoggiati con solo una mano, alzate la gamba lateralmente. Esercizio lento, con 2 ripetizioni da 15.
Concludiamo questa sessione con un po’ di addominali (tra un esercizio e l’altro, rilassatevi sdraiandovi a pancia terra, mani all’altezza delle spalle, e sollevate solo il tronco fino a tendere le braccia, ma senza sollevare il bacino da terra per 5-10 secondi):

1- sdraiati, ginocchia piegate, mani dietro la nuca, mento attaccato al petto, solleviamo il busto fino a che solo metà schiena si sollevi dal pavimento. 4 serie da 20.

2- Nella stessa posizione di prima tenendo ferme le ginocchia sollevate i piedi fino a tendere le gambe. 4 serie da 20.

3- Sempre da sdraiati, braccia lungo il corpo a 45 gradi (e spero a nessuno serva un goniometro…) sollevate le ginocchia a 90 gradi dal corpo, quindi ruotatele prima a destra poi a sinistra sino a toccare il pavimento. 3 serie da 25.

4- Seduti, sollevate le gambe e da tese portate le ginocchia verso le spalle, una volta verso destra e una verso sinistra. 3 serie da 20

5- Stessa posizione di prima, ma a gambe tese sforbiciare per 15 secondi. 3 serie.

Possiamo concludere così questo brave programma di fitness domestico. Esistono tanti altri tipi di esercizi e l’unica cosa che rende un esercizio più efficace di un altro è la costanza nel farlo.
Se ne siete a conoscenza (e comunque più in la ne parleremo), fate sempre un po’ di stretching una volta terminato l’allenamento.

Massimiliano Spina

Diventare padroni del
nostro stile di vita

Capitolo 4 – Cena imperfetta

Un primo servito freddo a base di pasticci di ansia, delle tartare di depressione accompagnate da un cocktail di disturbi dell’umore, Soufflé ossessivo compulsivo, seguito da un secondo tiepido di panico lardato arrosto e frittura mista di stress, anatra con disturbi di identità, insalata verde condita con disturbo da shopping compulsivo. Dipendenze fresche di stagione. Vino e caffè.

Perché nel delirio del mondo moderno ricercare una virtù significa nutrirsi di scelleratezze?

Arrivati a questo capitolo, dovremmo aver appreso come rilassarci e superare le paure, teoricamente quindi nessuno dovrebbe soffrire d’ansia, panico, stress… eppure… vale la pena approfondire l’abisso della mente, per noi e per comprendere meglio chi ci circonda. Purtroppo mi è tecnicamente difficile raccogliere tutte le sfaccettature dei problemi mentali conosciuti e soprattutto non è lo scopo di questo percorso creare degli psicologi.
L’esercizio che vi propongo è introspettivo, su ogni pensiero soffermatevi il tempo necessario per creare un film mentale il cui protagonista è una proiezione esagerata, un buffo individuo affetto da problemi mentali. Analizzate il suo comportamento, i suoi gesti, le sue parole, le sue reazioni negli eventi che vorrete fargli vivere. Lasciate la mente libera di creare ma al contempo stesso siate razionali e logici.

L’ansia

È il primo tema su cui lavorare. Date vita al vostro film con un protagonista maschile, poi create lo stesso film ma vissuto nei panni di una donna. Fategli nutrire un’eccessiva preoccupazione per il futuro, timore di non risolvere i problemi del momento, senso di paura e tendenza a ossessionarsi con i propri pensieri, ha delle vampate di calore e qualche attacco di panico.
Fate in modo che perda tutti i beni materiali che possiede.
Percepite la sua sensazione di tremore e di debolezza alle gambe, un'abbondante sudorazione, difficoltà a respirare, palpitazioni, dolori al torace e bruciori di stomaco, insonnia, agitazione, nausea, vertigini, senso d'angoscia, paura di morire, impazzire o perdere il controllo. Ora fatelo rilassare, inizia ad avere la mente lucida, un po’ alla volta trovate le occasioni perché possa ottenere ciò che desidera.
L’ansia è normale nella vita, si crea ogni volta che si affronta una qualche prova.
Variate film, fategli vivere la pubertà, il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza e poi all’età adulta, repentini cambiamenti di stato sociale (tipo il servizio militare, l’inizio o la fine degli studi, il matrimonio, il divorzio, l’inizio o la fine della vita lavorativa) fategli vivere o osservare una gravidanza, la menopausa, tutti momenti che possono mettere a dura prova le capacità di adattamento dell’individuo.

Stress

Ora il vostro personaggio sarà vittima di violenze, lutti e rapine, sopravvivrà a dei terremoti, e al folle arrembaggio dei negozi nel periodo natalizio, vedrà la morte del coniuge o il divorzio, sopporterà un periodo di carcere, la morte di un familiare, infortunio o malattia, un nuovo matrimonio, il licenziamento, una riconciliazione con il coniuge e il pensionamento. Immediatamente dopo ogni evento, inizierà a riflettere su ricordi e sogni ripetitivi delle situazioni, inizierà ad avere profondi sensi di colpa ingiustificabili, disturbi del sonno, difficoltà di memoria e di attenzione, inizierà ad evitare ogni attività che risvegliano il ricordo dell’evento così come azioni o sensazioni improvvise come se l’evento dovesse ripetersi per associazione con stimoli ambientali o con un ricordo. Inizierà a sentirsi depresso, si rifugerà nell’alcolismo, si sentirà un disadattato, abuserà di farmaci. Trovate ora la forza, il coraggio e le motivazioni che gli necessitano per riemergere.

Disturbi vari

Questo è un po’ più complicato, in quanto dovrete sostituire ciò che non sapete con un pensiero logico. Ad esempio, dipendenza e abuso da alcol, a meno che non siete alcolisti può essere difficile entrare nell’ottica di chi lo è, però cercate di creare un film sensato, scavando nella vostra esperienza per dare una motivazione, cercate di percepire i sentimenti del protagonista e dategli una strategia per curarsi. I disturbi su cui riflettere sono: Dipendenza ed Abuso di Alcol, di cocaina ed eroina, di nicotina (tabagismo), dipendenza ed abuso di cannabis (es. Marijuana o Hashish), di allucinogeni (es. LSD o Estasy), dipendenza ed abuso di farmaci e psicofarmaci (es. Ansiolitici e Sonniferi), di Caffeina (es. Caffè, Energy Drink, Cola, Cioccolato), dipendenza ed abuso di antidolorifici o antinfiammatori. Create più film e alternate il sesso del vostro protagonista così da elaborare azioni e reazioni diverse. Ora soffre di dipendenza affettiva e dipendenza dagli acquisti, dal fitness, dal gioco d'azzardo, da internet, dipendenza dal lavoro, dal mangiar sano, dalla pornografia, dal sesso, dal telefonino, dalla televisione, dai videogiochi, da Social Network. Esaminate quali sono le azioni normali, esagerate o ossessive. Non abbiate paura di strafare.

Quando tutti i film saranno finiti andate ad un specchio e annuendo preparatevi, perché sta iniziando il vero film, quello della vita reale. Una volta presa questa nuova consapevolezza trovate per voi e, se lo desiderate, per chi vi sta intorno, le idee e soluzioni migliori per superare ogni avversità psicologica, esattamente come facevate al vostro personaggio. Siate critici sui vostri impulsi, ma non troppo severi. Ricordiamoci sempre che vivere deve essere una gioia, quindi non è opportuno stabilirsi assurde limitazioni, col tempo e lì esperienza si impara ad avere un equilibrio e un’armonia. Per una reale crescita interiore bisogna apportare tante piccole migliorie e ogni giorno rimandato è un giorno perso che non tornerà più.

Massimiliano Spina

Diventare padroni del
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Capitolo 3 - Affrontiamo il primo demone: la paura

Adorabile sensazione che attraversa il corpo dai piedi ai capelli, un’emozione capace di coinvolgere il corpo e la mente nella più letterale globalità. Quando l’esitazione, il timore, l’apprensione, l’inquietudine diventano ansia, terrore, panico e fobia ci troviamo ad affrontare una battaglia ardua da combattere in solitaria, forse è meglio affidarsi ad un esperto… ma se avete abbastanza determinazione e percepite una forza interiore che vi da supporto, allora avete le armi necessarie per la battaglia, non vi resta che adottare una strategia.
Se consideriamo la prima regola in battaglia – conosci te stesso ed il nemico – dobbiamo chiarire che cos’è la paura e poi indagare da dove nasce.

La paura è uno stato d’animo, un’emozione, nulla di più! Controllare la paura è come regolare le conseguenze dell’Amore, per alcuni individui è facile, per altri impossibile.
Possiamo distinguerle in due macro gruppi:

• le paure innate, che sono generate dal nostro più primordiale istinto di sopravvivenza, da ciò che ci è sconosciuto, e dalle situazioni in cui bisogna interagire con individui o animali aggressivi, quindi possiamo dire che sono “normali” le paure relative dell'altezza, del buio, del freddo, dell'abbandono, degli estranei, l’angoscia per certi animali (ragni e serpenti), il terrore alla vista di parti anatomiche umane amputate, ecc.;
• le paure apprese, cioè quelle derivate dall’esperienza di situazioni penose o pericolose, che possiamo definirle come dei condizionamenti, perché abbiamo associato uno stimolo fobico ad uno stimolo fonte di paura; un classico esempio è la caduta da cavallo o dalla bici con la conseguente inquietudine nel rimettersi in sella.

Accettiamo il fatto che ogni violenza nasce da una qualche paura. La paura è molto contagiosa.
Generalizzando, tutto quello che sfugge al nostro controllo genera panico; l’idea che un giorno moriremo spesso incrementa ed a volte genera tutte le paure, la soluzione consiste nel rassegnarsi all’idea. A volte la razionalità riesce ad intervenire per trovare una soluzione, ma quando si incentra l’idea di non avere una via di fuga è facile che tutto si trasformi in terrore.
Dalla paura deve nascere il coraggio, che non è incoscienza. Valutare la situazione e prendere un’iniziativa immediatamente. Per molti anche solo l’idea di essere o rimanere soli aumenta il livello di paura e di ansia.

La parte più eccitante dello studiare la paura è analizzare gli effetti fisici. Di norma la prima reazione è la fuga, anticipata da un aumento del ritmo cardiaco che a volte è talmente forte che il cuore sembra sbattere dentro la gabbia toracica come se voglia uscire, contemporaneo a un aumento di sudorazione. A livello psicologico si crea una disorganizzazione mentale con evidente difficoltà nel collegare idee e pensieri, inoltre è facile perdere ogni punto di riferimento.
Passiamo ora al lavoro pratico. Si dice che confidare le paure spesso aiuta ad esorcizzarle. Provateci. Se è una paura appresa bisogna capire il perché. Ma prima di applicarvi sul campo, vediamo il lavoro mentale e gli esercizi di preparazione.

Per prima cosa usiamo il taccuino per elencare almeno 20 paure

Nel capitolo precedente abbiamo visto come rilassarci, ora, all’esercizio di rilassamento aggiungiamo una maggiore attenzione al respiro e al cuore, cerchiamo di raggiungere una piena percezione del lavoro automatico che svolge il nostro corpo. Per chi ha difficoltà nel sentire il proprio cuore può aiutarsi sentendo il battito cardiaco alla giugulare, con una leggera pressione dell’indice e del medio ai lati della faringe e dell’esofago sul collo.
Una volta che avete raggiunto uno stato profondo di rilassamento visualizzate un paesaggio intorno a voi che sia il più rilassante possibile, cercate di sentirvi completamente a vostro agio, adoperate tutto il tempo che volete per visualizzare i dettagli del panorama, quando vi sentite pronti iniziate a focalizzare la prima paura scelta dal vostro elenco. Visualizzatela da lontano, nel vostro immaginario voi siete eterici, potete muovervi intorno e dall’alto. Osservatela senza fretta prestando sempre attenzione al respiro e al cuore. Se e quando da lontano la vostra reazione emotiva diventa trascurabile, il battito cardiaco è regolare come pure la respirazione, allora avvicinatevi sempre di più, fino ad arrivare a toccarla o ad esservi coinvolti in prima persona. Ripetete e convincetevi che non è una minaccia. Create delle situazioni in cui è coinvolta la vostra paura e studiate diverse soluzioni e reazioni. In ogni caso non fuggite né cercate di evitarla, ora è lì, davanti a voi, affrontatela!

Cercate di essere curiosi verso ciò che è ignoto e misterioso, cauti ma impazienti, lasciate spazio alla ragione. Giocate con tutto ciò che trovate spaventoso e determinate come ogni cosa possa essere imprevedibile. È possibile che alcuni possano innamorarsi della paura. Adorare quell’adrenalina, quel batticuore e quel brivido che ti fa sentire vivo più che mai. Tutto ciò che fa paura è meraviglioso perché nasconde dentro un nuovo mondo da scoprire.

Solo quando avrete assimilato mentalmente le vostre paure potrete passare alla vita reale ed il vostro approccio dovrà essere lo stesso che avete visto nell’esercizio e sempre con il controllo del respiro e del cuore.

È importante avere una profonda confidenza con la paura e le reazioni che provoca, perché di fatto, in un disegno più grande, chi controlla la paura degli uomini, controlla gli uomini stessi; Così come potente diventa chi sa rassicurare e difendere da ciò che fa paura. Ma ancora di più chi sa evocare la paura, produrre terrore e spavento, circoscrivendo la libera iniziativa per suggerire o imporre determinanti comportamenti. Non dobbiamo illuderci, la paura è un’arma invisibile che dai primordi è stata adoperata per arrivare a creare quella che definiamo l’attuale civiltà.

Massimiliano Spina

Diventare padroni del
nostro stile di vita

Capitolo 2 – L’equilibrio psico-fisico inizia dal rilassamento

Prima o poi si arriva ad un certo punto nella vita dove si intuisce che il corpo è soggetto a degli impulsi nervosi, provenienti da uno spettro primordiale che reagisce agli stimoli esterni. A volte può capitare di percepire la carne come un insieme di molecole unite da una qualche energia misteriosa. Ed in questo preciso istante prendiamo consapevolezza che esiste qualcosa di impalpabile dentro di noi. C’è qualcosa di radicato, forse della stessa densità di un pensiero. Ma a pensarci meglio, cos’è il pensiero? Per ovvio possiamo dire che è l’attività psichica e intellettuale per mezzo del quale l’essere umano elabora idee, formula ipotesi, concetti, ecc. E se accettiamo il pensiero come qualcosa di vivo e reale, allora dobbiamo considerarlo come se fosse fisico, concreto alla stregua di una mano, un braccio, una gamba… pertanto anche il pensiero va allenato! Però lo vedremo più avanti come analizzare, incanalare ed in definitiva come prendere consapevolezza del pensiero intuitivo, logico, produttivo, meccanico, realistico, magico, estroverso e introverso. Per adesso ci concentreremo sull’uso del pensiero per raggiungere uno stato di rilassamento.
Il rilassamento è un punto ottimale per iniziare a comprendere la sinergia che esiste tra corpo e mente; uno stato fisico indotto dalla volontà.
Esistono svariate tecniche di rilassamento, nate da ogni parte del globo, migliaia di parole per idolatrare sempre lo stesso punto di partenza, il respiro. Così tremendamente semplice, naturale ed involontario il respiro ci accompagna dalla nascita. Un uomo adulto respira in media 23.000 volte al giorno assorbendo sui 500 litri di ossigeno, vale quindi il senso di dedicarci un minuto di riflessione. Le prime attenzioni da porre sono: Spesso il mio respiro è corto? ogni tanto ho il bisogno di prendere un lungo respiro? il fiatone mi viene facilmente? Se sono sotto sforzo trattengo il respiro? Ogni tanto trattengo il respiro senza motivo? Per qualche giorno prestate attenzione a queste domande e se anche a solo una di esse la risposta è si, forse è meglio rivedere la vostra impostazione.
Iniziamo col chiarire che esistono fondamentalmente tre livelli o tipi di respirazione. La respirazione alta, è quella che si utilizza quando si ha una respirazione corta e veloce. Risulta facile accorgersene perché si inarca solo il petto o le clavicole durante l’ispirazione; la respirazione media, quando si inarca il torace fino al plesso solare; per ultima la respirazione profonda, per cui sembra quasi che si stia respirando dalla pancia, un po’ come quando prendiamo un grande respiro al limite delle possibilità polmonari. La consapevolezza di questi tre livelli di respirazione deve servire a condurvi alla respirazione totale, cioè quando i polmoni lavorano appieno ed in sinergia con i muscoli del torace. Per questo proposito ci sono molti esercizi semplici, ve ne suggerisco uno da fare soprattutto prima di iniziare qualsiasi attività mentale, che sia rilassamento, meditazione o concentrazione.
Da seduto, espirare contraendo prima la parete addominale poi vuotando la cassa toracica. Inizialmente aiutiamoci con una leggera pressione delle mani ai due lati della cassa toracica. Il diaframma tenderà a salire verso il petto. L'espirazione deve durare il doppio, o meglio il triplo se riuscite, dell’inspirazione. Il respiro deve essere tranquillo e sereno, quindi inspiriamo cominciando sempre dall'addome, poi la cassa toracica e infine agli apici. Tra l’inspirazione e l’espirazione, e viceversa, tratteniamo il fiato o il vuoto per un due o tre secondi (anche uno solo secondo all’inizio). Una variante di questo esercizio può essere di seguire con le mani ogni fase del respiro appoggiandole sul corpo per percepire ad ogni attimo i polmoni ed i muscoli che lavorano.
Ora possiamo iniziare a rilassarci. Questo è stato il mio primo esercizio e dopo 18 anni ancora oggi rimane il migliore con qui iniziare. Suggerisco a che ne ha la possibilità di registrare le istruzioni per poi riascoltarle mentre esegue l’esercizio.
Premetto che è opportuno vestire molto comodi è se fa caldo si può fare anche in abito adamitico. È importante considerare che per i 30 minuti circa dell’esercizio non bisogna essere interrotti.

Iniziamo. Straiati su una superficie dura, se scegliete il pavimento usate un materassino o un tappetino, le braccia distese lungo il corpo. Le gambe leggermente divaricate e lasciate i piedi accasciati verso l’esterno. Iniziando a prendere coscienza dei limiti corporei, aiutandoci con la percezione delle zone del corpo a contatto con il pavimento.

Ora tirare le dita dei piedi verso il corpo, mantenere la tensione per 3-5 secondi. Lasciare e rilassare circa 10 secondi; allungate le dita dei piedi cercando di stendere la pianta del piede sul pavimento. Tenere in tensione e rilasciare come prima, per ogni esercizio fino a contrordine mantenete la tensione per 3-5 secondi poi rilasciate per 10 secondi. È fondamentale che ad ogni contrazione ripetete dentro di voi “ora mi sento più rilassato” “il mio piede/gamba/tronco/mano/braccio/corpo ora è completamente rilassato”. Se e quando vi cade l’attenzione sul respiro ripetete: “ad ogni respiro mi abbandono sempre di più, sono sempre più pesante”, lasciatevi sprofondare nel torpore e continuate quanto più potete.

Passiamo ai muscoli della gamba tenendo il piede a martello, teniamo in tensione il polpaccio e la coscia. Procedere prima con una gamba poi con l'altra; Contrarre glutei e bacino insieme; contrarre i muscoli addominali, ritraendo il ventre. Ora passiamo alle braccia, partendo dalle mani. Stringere forte il pugno, poi rilasciare; contrarre i muscoli delle braccia mantenendo la tensione tra il polso e la spalla. Spingere con le braccia contro il torace e i fianchi. Rilasciare; muovere le spalle in basso e indietro per contrarre la zona della spalle e delle scapole aiutandosi spingendo con le mani a terra.

Per i muscoli della nuca tirare in alto le spalle contraendo i trapezi e incassare la testa tra di esse. corrugare la fronte, strizzare gli occhi e stringere le labbra il più possibile. Tenere e rilassare;
al termine dell'esercizio rimanere sdraiati per qualche minuto cercando di percepire il profondo rilassamento. Continuare a respirare profondamente. In questo esercizio, come avrete intuito, bisogna passare in rassegna ogni muscolo del corpo, dapprima contraendo poi rilasciando, è interessante adoperare volontariamente il pensiero indirizzandolo verso ogni muscolo. I livelli di rilassamento più profondo assomigliano ad un livello di trance ed è questo l’attimo ideale per comunicare con il nostro interiore, con la coscienza. Se avete deciso di registrare le istruzioni dovete farlo parlando molto lentamente, preoccupandovi di scandire chiaramente ogni singola parola e fate attenzione al tempo, lasciatevi il tempo di eseguire un esercizi tra un’istruzione e l’altra.

Raggiungere un profondo rilassamento vi permetterà di trovare quel punto intermedio tra il materiale e l’astratto, il fisico e la mente, conscio ed inconscio, perché è l’unico stato di coscienza che ci permetterà di iniziare il mistico viaggio dentro la psiche.

Massimiliano Spina

Diventare padroni del
nostro stile di vita

Capitolo 1 – Facili esercizi per ogni dove, anche in ufficio

Ciò che ho appreso in oltre dieci anni di arti marziali è che “io sono l’unico responsabile e padrone del mio stile di vita”. Il percorso che vi proporrò andrà a districarsi tra allenamenti fisici e mentali, ma non temete, sono alla portata di tutti!
Il corpo è il veicolo della nostra volontà va quindi amato e curato; la mente, che spesso è in continua lotta tra i propri demoni interiori come le paure, ossessioni, indecisioni, ansia, stress, senso di inadeguatezza e via discorrendo, va istruita e guidata; vedremo come raggiungere un equilibrio psico-fisico e vincere ogni battaglia interiore. E per concludere, vedremo come arrivare ad indirizzare gli eventi esteriori, come percepire il destino e renderlo alleato.
Prima di iniziare gli esercizi fisici consiglio di consultare il vostro medico di fiducia, specialmente se avete subito infortuni o soffrite di una qualche patologia ostativa, come buona consuetudine a qualsiasi attività sportiva.
Siete sommersi dal lavoro e non potete fare un po’ di ginnastica? Nonostante lavorate seduti e comodi ad una scrivania la sera siete ugualmente stanchi? Assumete sempre più farmaci? Vi sentite più malaticci? La vita sedentaria inizia a dare i suoi frutti di pigrizia? E se anche l’attività sessuale inizia a scemare, forse è arrivato il momento di fare del moto… ma l’attività sportiva viene spesso vista, soprattutto da chi non è abituato, come un’agonia, un obbligo, una tortura. Ecco perché suggerisco di iniziare con calma. Il luogo dove allenarsi? Ovunque… a casa, a lavoro, in macchina, mentre fate la coda alla posta… in ogni posto ed in ogni momento ci possiamo allenare e chi mi seguirà in questo percorso psico-fisico inizierà a capire che allenare il corpo e la mente apporta benefici inaspettati, per alcuni è stato addirittura come rinascere… ma non proiettiamoci troppo oltre, torniamo al nostro piccolo punto di partenza; per iniziare ho pensato ad una serie di esercizi fisici da eseguire durante la giornata, in particolar modo consigliati a chi ha un lavoro sedentario. Questi 10 esercizi servono esclusivamente per mantenere attiva la circolazione, impedire l’intorpidimento dei muscoli, e sgranchire le articolazioni.

1 – allungare il braccio sinistro in avanti, tenere il palmo della mano rivolta in avanti e le dita verso il basso. Afferrare con l’altra mano le dita e tirare dolcemente verso di sé. Mantenere la posizione per 20 secondi poi cambiare braccio.

2 – portare le mani vicino al petto, con il pollice della mano destra spingere delicatamente per 5 secondi ogni dito della mano sinistra in direzione del gomito. Ripetere con l’altra mano.

3 – da seduti (o in piedi), intrecciate le mani dietro la nuca, mantenendo una posizione eretta, spingete con la testa all’indietro e contemporaneamente fate resistenza con le mani contraendo i muscoli della schiena (dorsali). Mantenete la posizione per 10 secondi, rilassarsi qualche secondo e ripetere altre 2 o 3 volte l’esercizio.

4 – da seduti inclinate la testa verso sinistra, afferratela con la mano sinistra e spingete delicatamente verso il basso per 15 secondi, quindi ripetere dall’altro lato. Ripetere 2 volte per lato.

5 – da seduti, afferrate la sedia portando le mani al fianco dei glutei (se avete una sedia con i braccioli, infilate le braccia dall’interno), quindi spingete con le spalle come se doveste sollevare il tronco dalla sedia. Mantenete la tensione per 15 secondi poi rilasciate, aspettate 3 o 4 secondi e ripetete. (in tutto 3 ripetizioni).

6 – portare il braccio destro dietro la testa piegando i gomito, afferrare quindi con l’altra mano il gomito e tirare (sempre gentilmente, non bisogna mai esagerare, in nessun esercizio). Mantenere per 15 secondi quindi cambiare lato.

7 – sempre da seduti, giratevi verso sinistra e afferrate la sedia il più possibile verso lo schienale con la mano destra, tirate delicatamente per 20 secondi poi cambiate lato.

8 – sedetevi spostati verso il bordo della sedia, allungate la gamba sinistra e sollevate, di una spanna, il piede da terra; quindi spingere con l’altra gamba come se doveste alzarvi. Mantenere la tensione per 10 secondi quindi cambiare gamba. Ripetere l’esercizio 5 volte.

9 – restando seduti verso il bordo della sedia chinatevi in avanti, tenete le mani unite, infilate le braccia tra le gambe, cercando di arrivare con i gomiti all’altezza delle ginocchia, quindi spingere verso l’interno con le gambe. (in alternativa si può usare una bottiglia di plastica da tenere in mezzo alle gambe, tra le ginocchia). Mantenere la tensione per 15 secondi rilassarsi per 2, 3 secondi e ripetere per 4 volte almeno.

10 – comodamente seduti incrociate le gambe, afferrate il ginocchio e tirate verso il petto per 20 secondi. Cambiare gamba e ripetere l’esercizio 2 volte per lato.

Si conclude così il primo capitolo. Mi raccomando: non sforzatevi mai! Il vostro corpo sa sempre dove deve fermarsi. Infine cercate di recuperare un notes o meglio un’agendina, che vi servirà per programmare il vostro allenamento; per adesso gli esercizi del capitolo dovrebbero essere quotidiani, anche perché richiedono davvero poco sforzo e poco tempo, ma vedremo più avanti che si svilupperà un vero e proprio programma da far conciliare con i vostri impegni. E senza troppi giri di parole o fasulle promesse di facili risultati, vi dico subito che non ci saranno miglioramenti senza impegno e sudore. L’armonia del corpo e della mente si ottiene attraverso un percorso piuttosto difficile dove a volte bisogna fare qualche sacrificio. Io posso solo indicarvi la strada come è stata indicata a me, sta a voi e solo a voi percorrerla.

Nel prossimo capitolo analizzeremo l’importanza e le tecniche di rilassamento.

Massimiliano Spina

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Educazione alimentare nelle scuole:
un’esigenza in crescita

È inquietante pensare che in Italia, Paese natale della dieta mediterranea, si stia sviluppando sempre di più il fenomeno del soprappeso e obesità nei bambini e giovani, sebbene maggiore incidenza sia stata riscontrata nelle regioni del centro sud e anche in Piemonte le statistiche non sono rassicuranti, in quanto 1 giovane su 5 pesa troppo; questo è quanto emerso da un’indagine del progetto di Okkio alla salute (www.okkioallasalute.it). Ma ancora più preoccupante è che molto spesso sono proprio i genitori a non capire quando iniziare a preoccuparsi, considerato che 4 madri su 10 di giovani obesi o in soprappeso non ritengono il figlio troppo pesante in proporzione all’altezza.

Ma l’origine del fenomeno, come era pacifico aspettarsi, si è sviluppato con l’aumento dell’uso di televisione, video game, merendine e bevande gassate in eccesso e un progressivo abbandono dell’attività fisica e della consueta e salutare frutta.

Ancora troppo giovani per intuire le possibili conseguenze devastanti di una scorretta alimentazione, quali i problemi cardiaci, diabete, ipertensione, colesterolo e, per alcuni, anche distorsioni psicologiche e sociali. Quando l’importanza del mangiare sano viene meno in una famiglia, a questo punto, l’ultima spiaggia ricade sugli educatori. Le scuole, che anche se ogni anno vedono tagliare i fondi per l’istruzione, persistono a credere nell’educazione basilare della vita che eccede le classiche materie, andando ad affrontare argomenti e problematiche attuali, come il gioco d’azzardo, l’abuso di alcolici, la droga, e nel nostro specifico caso, l’educazione alimentare.

Abbiamo interpellato la dottoressa Cristina Albin, referente per l’educazione alla salute dell’IMS Berti di Torino, la quale riferisce:
“Da diversi anni è avviato un progetto di educazione alimentare rivolto alle classi terze con l'obiettivo di far assumere agli studenti e alle studentesse consapevolezza dei propri stili alimentari e indurre un miglioramento delle abitudini legate al cibo. In quest'ottica abbiamo inoltre avviato un monitoraggio degli alimenti presenti nei distributori automatici disponibili a scuola in accordo con i rappresentanti degli studenti che si sono dimostrati piuttosto sensibili al problema. Questo ha permesso l'eliminazione degli alimenti meno salutari, come patatine, snack, noccioline a vantaggio di frutta, yogurt e panini freschi.”
Alla domanda di quanto siano efficaci nel tempo queste iniziative, sempre la dottoressa Albin ha sottolineato:
“Quantificare la ricaduta effettiva di queste iniziative sui comportamenti alimentari degli adolescenti non è facile, anche perchè si sa che spesso l'influenza di queste iniziative sui destinatari è destinata a diminuire con il passare del tempo. Tuttavia proprio la collaborazione trovata presso gli allievi rispetto alla proposta di offrire cibi più sani a scuola ci fa sperare che in loro si consolidino elementi di consapevolezza che li rendano capaci di scegliere.”
E per completezza, conclude la professoressa:
“Il programma di educazione alla salute prevede l'intervento nelle classi di psicologi esperti in disturbi dei comportamenti alimentari che ragionano con gli studenti sul significato sociale e sulle emozioni legate la cibo, sull'immagine di sé e forniscono loro alcune informazioni a livello nutrizionistico.”

Senza dubbio questo è tra i modelli di educazione da seguire, ma non contenti abbiamo indagato con la professoressa Federica Prinetto, docente di Scienze e Biologia dell’I.T.I.S. G. Peano sempre di Torino, sui progetti da loro inseriti nel Piano dell’Offerta formativa.
“Il tema dell'educazione alimentare rientra nella programmazione curricolare di Biologia di tutte le classi seconde (in cui vengono trattati anche gli aspetti chimici delle diverse famiglie di biomolecole presenti negli alimenti) e da anni in diversi progetti del POF, non però come unica tematica ma in ambiti di più ampio respiro quali l'educazione alla salute ed a stili di vita corretti e consapevoli

Afferma la professoressa; e aggiunge, lodando i suoi alunni:
“Loro stessi ammettono di aver acquisito maggiore consapevolezza sulle proprie abitudini alimentari e stili di vita e quindi maggiore responsabilità nelle scelte”.

Attualmente i progetti in corso nell’istituto sono: "Scuola-Università: scienza e salute" "Progetto Spo.Sa (sport sano)" promosso dalla ASL 2 di Torino Nord "Consumi e stili di vita" promosso dalla Circoscrizione V del Comune di Torino.

A dimostrazione dell’efficacia di queste iniziative, conclude così la dottoressa Prinetto:
Da un'indagine condotta dagli stessi studenti l'anno scorso su un vasto campione di ragazzi della scuola, di età fra i 15 e i 18 anni, è risultato che la maggioranza degli allievi sono normopesi, mentre una percentuale minore (circa 20%) è in lieve sovrappeso. E' a disposizione dei ragazzi uno psicologo della ASL (un giorno a settimana)”.

Se volgiamo l’attenzione ai bambini tra i 6 e gli 11 anni, i dati peggiorano. Statisticamente il Piemonte è al quartultimo posto tra le regioni d’Italia a soffrire di soprappeso e obesità; il primo posto l’ha conquistato la Campania dove su un campione di 50 ragazzi sono risultati 28 bambini in soprappeso e 21 obesi, seguita dal Molise, Calabria, Sicilia, Basilicata, Puglia, Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Veneto, quindi Piemonte con 19 giovani in soprappeso e 8 obesi sempre su 50 campioni, Sardegna, Friuli ed in fine la Valle d’Aosta con 17 bambini soprappeso e 6 obesi su 50. E questi sono stati i dati sufficienti a richiedere l’intervento del ministero dell’Istruzione, dell’Istituto superiore di sanità e l’Istituto di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che insieme hanno realizzato due progetti come supporto agli insegnanti delle scuole elementari: Forchetta e scarpetta, kit didattico disponibile si cd-rom e scaricabile dal sito del ministero della Salute, e Canguro salta la corda, un programma completo con poster interattivo e calendario, con l’obiettivo di trasmettere i temi principali della sana alimentazione e del movimento.

Massimiliano Spina

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Una lente sull’odontoiatria
una scienza in via di sviluppo

Un bel sorriso è il primo passo per sentirsi a proprio agio con se stessi ed in ogni circostanza: a lavoro, tra amici e nelle occasioni speciali. Purtroppo, nonostante varie campagne di sensibilizzazione, l’igiene orale rimane ancora petulante nei giovani. Quanti da piccoli si sono sentiti costretti a lavarsi i denti senza un’adeguata motivazione? I lestofanti meno fortunati hanno scoperto a loro spese le conseguenze dell’incuranza dei consigli paterni! E anche da adulti trovandosi ad affrontare una visita odontoiatrica, può capitare una diagnosi troppo colta capace di provocare quel desiderio di letterale evasione dallo studio del dentista. Vediamo di fare luce sui problemi comunemente angoscianti associati ad una scarsa igiene orale: afta (lacerazioni che colpiscono l’interno di labbra, guance, gengive e palato), stomatite (infiammazione delle mucose del cavo orale), alitosi, carie (disgregazione del dente provocata da batteri), gengivite (infiammazione delle gengive con gonfiore e sanguinamento), paradontite (alterazione della consistenza e architettura della gengiva, seguita da abbondante sanguinamento e mobilità dentale), ascesso (piccola sacca di batteri e pus che si forma nella gengiva), placca, protagonista di carie, gengiviti e paradentiti ed infine il tartaro, che è la principale conseguenza dell’infiammazione della gengiva.
Ma per addentrarci nell’intimità dell’odontoiatria abbiamo preferito rivolgerci al dr. Antonio Graziano dello Studio Medico Dentistico Sant’Andrea di Torino che ha ricevuto il 6 marzo 2010, insieme al Prof. L. Benedetti, G. Massei e M. Aimetti il prestigioso premio “H.G. GOLDMAN” AL XVI Congresso Nazionale SIdP:

«Che relazione esiste tra la salute orale e il diabete e le malattie cardiovascolari? »
«Numerosi studi hanno evidenziato uno stretto legame tra salute orale e malattie quali l'infarto, l'ictus e l'aterosclerosi con un aumento della gravità di queste malattie in pazienti che soffrivano di patologie infiammatorie del cavo orale. Al contrario la cura di queste malattie del cavo orale migliorava lo status dei parametri cardiovascolari. Analogamente il paziente diabetico è più esposto a malattie orali quali la parodontite e la gengivite e anche questo rapporto è vicendevole nel senso che non solo la parodontite grave potrebbe influenzare negativamente il controllo glicemico, ma anche che una volta messa sotto controllo potrebbe rendere più facile il controllo del diabete stesso.
Non bisogna poi dimenticare le relazioni ostetrico-ginecologiche con alcuni processi infiammatori della bocca della madre che possono determinare un aumento dei nati prematuri e/o sottopeso così come favorire la comparsa di altre alterazioni patologiche della gravidanza. »

«Quali sono le pratiche giornaliere da fare in casa per cercare di diminuire i rischi di infezioni gengivali e carie? »
«A casa bisogna curare lo spazzolamento dei denti, mediante spazzolino manuale o elettrico 2 volte al giorno, l'uso giornaliero del filo interdentale. Il colluttorio invece va usato solo per determinati periodi dietro consiglio medico. E poi non dimenticarsi un controllo e una seduta di igiene orale professionale presso il proprio dentista ogni 6 mesi. »

«Quali sono i cibi e bevande maggiormente dannose? »
«In linea di massima non esistono cibi o bevande dannose, purché appunto ci si lavi i denti almeno 2 volte al giorno. Ovviamente l'abuso di dolci, bevande gasate o acide come i succhi di frutta rende più difficile il controllo dell'equilibrio orale. »

«Igienisti e dentisti: come sceglierli? quali i criteri di massima per capire se siamo nelle "mani giuste"?»
«La prima cosa è verificare che chi ci cura abbia i titoli di legge per farlo, abbia cioè una laurea e un'abilitazione riconosciuta dalla Repubblica Italiana. Sembra ovvio ma purtroppo l'abusivismo è una pratica ancora molto diffusa. Per verificarlo basta una telefonata all'Ordine dei Medici o consultare l'elenco su internet. Fatto questo il mio consiglio è cominciare un piano terapeutico solo dopo che sia stata formulata una diagnosi chiara e precisa e ne sia stato adeguatamente informato il paziente che a sua volta rilascerà il suo consenso informato, scritto e/o orale. »

«Ad oggi, a che punto è la ricerca scientifica nell'odontoiatria? può spiegarci brevemente l'oggetto della Sua ricerca per il quale ha ricevuto il Premio "H.M.Goldman"? progetti futuri? »
«La ricerca condotta presso il Reparto di Parodontologia della Dental School diretto dal Prof. Aimetti aveva l'obiettivo di chiarire i meccanismi naturali di guarigione e riparazione delle ossa mascellari, al fine di poter trattare al meglio eventuali difetti. Progetti futuri riguardano le cellule staminali, il loro isolamento e il loro uso all'interno del cavo orale, con i denti che rappresentano una vera e propria “banca” per questo tipo di cellule. »

Prossimamente indagheremo sui prodotti, luoghi comuni, vedremo più nel dettaglio le corrette manovre da fare comodamente a casa e molto altro ancora.

Massimiliano Spina

 

Esiste un diritto alla follia?
Qual è il ruolo della psichiatria nella società attuale?

Un “pazzo” ha diritto a non sottoporsi ad alcuna cura? Può una madre rifiutarsi di sottoporre il figlio minorenne a terapie psichiatriche? Qual è il ruolo della psichiatria nella società attuale? Sono di uso comune definizioni come pazzo, matto, folle, termini approssimativi per descrivere chi è affetto da psicopatologie o, più semplicemente, da malattie della mente. Ma qual è il confine fra la presunta normalità, la a-normalità e la follia? E quali e quante sono le follie?
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ONLUS (CCDU), presieduto dal dott. E. R. Cestari, nella giornata dell’8 Febbraio ha organizzato nella sede della Fondazione Teatro Nuovo a Torino, un convegno dal titolo “Critica alla metodologia della ricerca psichiatrica e diritti umani: aspetti giuridici e sociali”.
Il simposio verteva sui rapporti tra metodologia e terapia psichiatrica ed il delicato ambito del rispetto dei diritti umani.
Il convegno ha avuto il merito di accendere i riflettori su alcuni degli aspetti problematici della psichiatria, sul rapporto fra questa e la psicologia, sull’incidenza della psichiatria nell’ambito giudiziario, sul rapporto fra un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e il rispetto dei diritti umani, sulla necessità di definizioni comuni e obiettivi condivisi fra chi “chiede” di essere curato, chi “deve” essere curato e chi è preposto a curare.
Il malato mentale va obbligatoriamente rinchiuso negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG, ex manicomi), perché aggressivo? Perché un malato ‘ordinario’ può decidere di non curarsi e restare a casa coi propri familiari e al “matto” viene applicato un trattamento sanitario obbligatorio (cioè viene rinchiuso) a scapito del più sacro dei diritti fondamentali dell’uomo, la libertà personale?
E’ stato scientificamente dimostrato che un “pazzo”, nella maggior parte dei casi, non è aggressivo e che le rare manifestazioni di aggressività sono state causate da un regime quasi carcerario cui viene sottoposto in questi moderni e poco democratici manicomi.
Altro e ben diverso problema è la “pericolosità” del malato mentale, intesa nel suo senso più ampio, pericolosità per la propria integrità fisica e pericolosità per gli altri. Un società moderna e democratica, o che si pretende tale, potrebbe ammettere una restrizione della libertà individuale solo come extrema ratio, giustificata dalla necessità di tutelare la salute del malato o la sicurezza di chi gli sta intorno. Solo se il malato mentale non fosse in grado di badare a se stesso adottando le più basilari forme di autotutela, e si relazionasse con gli altri e col mondo esterno in modo ‘pericoloso’, allora il TSO si porrebbe come intervento doveroso da parte delle istituzioni preposte, da attuarsi sulla base delle garanzie previste da normative che tengono ben presente che il malato mentale, prima di essere un “malato”, è una persona.
Tanti altri gli spunti di riflessione: una patologia psichica ha cause fisiologiche, psicologiche o miste? Servono le sedute da uno psicologo o uno psichiatra con una terapia farmacologica?
Si è capito che la complessità di certe patologie richiede sempre più spesso un’azione congiunta di psicologo e psichiatra.
Fra gli interrogativi che restano dopo il convegno, uno è particolarmente inquietante: chi decide chi è affetto da malattie mentali e chi no? Quante e quali sono le malattie mentali? Ci sono basi scientifiche su cui fondare diagnosi e terapie?
Illustri specialisti hanno sottolineato che, ad oggi, il più importante testo scientifico di riferimento è un manuale diagnostico statistico dei disagi mentali (DSM), creato dalla Associazione Psichiatrica Americana (APA), che elenca, nella sua ultima edizione, 374 diverse categorie di malattie della mente.
Per ammissione dello stesso presidente dell’APA, non si conoscono le cause di quasi nessuno dei 374 disturbi mentali. Non esistono tester diagnostici che permettano di verificare le diagnosi di quasi nessuna patologia elencata nel DSM. Da non sottovalutarsi che la metà degli psichiatri che hanno partecipato alla stesura dell'ultima edizione del DSM ha avuto rapporti economici, tra il 1989 e il 2004, con ruoli di ricercatore o consulente, con società farmaceutiche, tutte ansiose di incrementare le vendite di psicofarmaci. La malizia porta a considerazioni ovvie: siamo alla quarta edizione del DSM, è quasi pronta la quinta e ricordiamo che la prima edizione (1952) identificava circa 100 patologie, l’ultima, quella attuale (1994) ne prevede 374 più una specifica sezione intitolata NAS (Non Altrimenti Specificate); quindi più malattie si individuano, più farmaci serviranno. Teniamo conto che ogni anno, nel mondo, vengono spesi 27 miliardi di dollari in psicofarmaci. Negli Stati Uniti c’è già chi denuncia l’inventing mental illness for profit (invenzione di malattie mentali per profitto).
Da ultimo un’avvertenza per i genitori: se vostro figlio non resta a lungo concentrato ed è sempre in movimento, attenzione, o è affetto da ADHD, acronimo per definire il deficit di attenzione ed ipermotricità (psicopatologia comparsa nell’ultimo aggiornamento del DSM IV°, diagnosticata ad 8 milioni di bambini americani!!!), o è assolutamente un bambino normale, magari solo un po’ vivace. Qualche psichiatra consiglia di somministrare lo psicofarmaco Ritalin, altri consigliano di dargli più attenzioni e fargli praticare qualche sport. Non siate “pratiche” nella scelta: più buon senso e meno farmaci.

Enrico Biasutti

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