| Poesia
di Natale 2009
C’è bisogno di un Natale,
Dove la gente sia più disposta ad ascoltare.
C’è bisogno di ascoltare di più gli ammalati e donare
loro un sorriso,
L’ascolto sarà un gesto di grande umanità, si illuminerà
subito il loro viso.
C’è bisogno di stare vicini e ascoltare di più gli
anziani,
L’ascolto sarà come la luce delle stelle, porterà
sicurezza, serenità e speranza per il loro domani.
C’è bisogno di ascoltare di più i diversamente abili,
L’ascolto sarà per loro come un raggio di sole, che li
farà sentire meno fragili.
C’è bisogno di ascoltare di più i bambini e donare
loro tanto amore,
L’ascolto darà felicità e gli si aprirà la
mente e il cuore.
C’è bisogno di ascoltare di più tutte le persone
bisognose e che hanno meno,
L’ascolto sarà per loro positivo, come l’arcobaleno
che annuncia il sereno.
Se tutti insieme per qualche minuto smettessimo di parlare, sarebbe
un clamore,
Ma se quei minuti li adoperassimo per ascoltare, scopriremmo come fare
per costruire un mondo migliore.
Se l’ascolto nelle nostre menti e nei nostri cuori, trionferà,
Sarà per tutti un bel Natale, di giustizia sociale e di solidarietà.
Francesco Lena
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Fulgidi
strali dardi d’emozione forgiati
all’orizzonte scagliati
viaggiatori senza meta erranti
colme bottiglie d’intimi pensieri
all’oceano della vita affidate
perle dell’anima eteree sensazioni ambite prede
per nobili d’emozioni pescatori
rapiti d’amor per dolci nettare parole.
Francesco
Porzio
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Il
mare ed io
Ancora una volta le onde del mare,
ancora una volta il rumore del mare,
è dentro al cuore, è nelle orecchie e negli occhi,
immenso, blu, argenteo, profondo, freddo,
è avvolgente fa paura
è,
fa molta paura
non ha confini
non ha limiti
è, lui è, il mare,
da qualsiasi punto lo osservi
lui è, nella sua maestosa infinità.
Mi perdo con lo sguardo all’orizzonte e respiro
il sale l’odore la brezza il calore respiro
e finalmente rivivo nella mia maestosa infinità.
Manuela
Vitrani
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Dal
nostro lettore Francesco Porzio, uno dei poeti piemontesi più
promettenti e che ha visto inserirsi recentemente alcuni suoi lavori
in una bella Antologia, riceviamo e volentieri pubblichiamo un piccolo
inedito augurio ai lettori ed agli amici di "Piemontenews
Anno
Nuovo
Trascorso ancora è un anno
riverberi di vita
tenui fili di malinconia infinita
ancor rimembrano alla mente
il passato recente.
Una lacrima scende
sul viso solcato dal tempo,
lucente brilla
come punta di puro diamante
scava inesplorabili abissi nei pensieri
già volti al nuovo imminente.
Aspettative di futuro avvenire
del tempo riflette lo specchio.
Dodici vergini ballerine danzeranno
lente solo le prime.
Nuove note sul pentagramma del tempo
rimarranno incise per sempre.
Francesco Porzio
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La
splendida poesia, originale, del
nostro collaboratore Claudio Raineri
Giandoja
Giandoja
a Callianet a l’è pi nen tornà
sua casota en ponta an bric abandonà
la stala vojda , an sel trabià tante ragnà.
Anche la crota ‘na vòta sèmper soagnà
a moir con le vassele mufie e anternasà.
Che ricord le noit ed ciuca le noit ed vià!
Giandoja a l’è calà vers la sità tanti
ani fà
con el birocin, Giacometta e soe tre masnà.
A l’ha dovù lassé i so bei vestì da
buratin
per un giacon ed pel, ‘na borsa ‘n barachin.
A l’ha molà la sapa, la brinda e el verdaram.
A l’ha desprendù a massé el crin a fesse l
pan
a bate el gran a desbrojé da sol vache e bocin.
A l’ha fitase un brut apartament con l’ascenseur.
Giacometta al supermarket a vend ij alimentar.
I cit fan già le scole aute e parlo mac pì tricolor.
Giandoja a Callianet a l’è pi nen tornà.
I buratin son quasi tui partì per le sità.
Claudio Raineri
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