La
rassegna di Jazz “tutta un’altra musica” del secondo
mercoledì del mese, ingresso 5 Euro, con inizio alle 21,15,
all’Auditorium “Orpheus dell’Educatorio della Provvidenza,
in corso generale Govone, 16/A a Torino - Telefono: 011/595292 - 5681490
con locale climatizzato e la possibilità, al termine dei concerti,
di un brindisi d’amicizia.
Ospita
Mercoledì 11 agosto 2010
Gianni Micciola Trio
con
Gianni Micciola - Pianoforte
Gianni Virone - Sax tenore e soprano
Emilio Bernè - Batteria
1. Riflessi
2. Oblique
3. Simmetrie
4. Roller gum
5. Modus
6. Borealis
7. Bulldog
Tutti
i brani composti da Gianni Micciola
Gianni
Micciola Trio
La costante ricerca di una propria via nel campo dell’espressione
musicale è il pensiero che sta alla base di questo progetto
in cui il razionale e l’intuitivo tendono a una sintesi equilibrata.I
brani presentati infatti riflettono una visione compositiva variamente
articolata che si evidenzia non solo attraverso l’adozione di
strutture e soluzioni meno formali che tendono a discostarsi da influssi
e modelli prestabiliti, ma anche attraverso l’uso di un linguaggio
definito con la massima chiarezza di scrittura all’interno del
quale la pulsazione ritmica evolve tra densità e rarefazione.
Il risultato è una singolare commistione di rigore e libertà
improvvisativa che si manifesta e si sviluppa tramite architetture
armoniche comunque tonali anche se caratterizzate da frequenti blocchi
dissonanti e agglomerati politonali.
Gianni Micciola, pianoforte
Musicista poliedrico e in costante evoluzione sviluppa la sua personalità
musicale in gran parte da autodidatta.Si segnalano collaborazioni
con molti artisti di rilievo nazionale tra i qualiRenzo Arbore, Umberto
Tozzi, Mia Martini, Gipo Farassino e altri.Presenta inoltre partecipazioni
a varie rassegne e festival tra cuiIvrea Jazz 1988, Lecco Jazz 2002,
Montgenèvre Jazz 2003, Beinasco Blues & Jazz Festival 2006,
Moncalieri Jazz 2007, Nice Jazz 2008.Ha prodotto arrangiamenti e lavori
per studi di registrazione,oltre che musiche per teatro e per documentari.Già
docente di Ed. Musicale in numerose scuole statali tiene altresì
corsi di pianoforte e armonia jazz presso associazioni e istituti
privati.E’ inoltre membro dei Dedalus, storico gruppo degli
anni ’70 da semprerivolto alla musica contemporanea e di ricerca.
Gianni
Virone, sax tenore e soprano
Laureato in musica jazz con 110 e lode nel 2008 al Conservatorio “G.Verdi”
di Torino. Nel 2002 frequenta i corsi estivi di Siena Jazz aggiudicandosi
una borsa di studio per Nuoro Jazz nell’anno successivo. Nel
2003 vince il primo premio al concorso “Talens” per solisti
organizzato dall’Istituto Musicale di Rivoli. Nel 2004 vince
la prima edizione del concorso nazionale “Nuovi talenti del
jazz italiano” organizzato dal Piacenza Jazz Club. Nel 2005
ha preso parte al progetto “Under Construction” di Furio
Di Castri con Gianluca Petrella, R. Gatto, A. Salis, P.Fresu, John
De Leo.
Ha seguito numerose masterclass in Italia e all’estero con artisti
come Dave liebman, Jerry Bergonzi, Enrico Rava e Steve Coleman. Oltre
a dedicarsi alla didattica coltiva anche la passione per la scrittura
arrangiando brani per big band e piccole formazioni.
Emilio
Bernè, batteria
Inizia lo studio della batteria da autodidatta seguendo poi i corsi
tenuti da GianPaolo Petrini e Enzo Zirilli con i quali sviluppa e
affina un linguaggio orientato verso il jazz moderno. Partecipa a
numerosi seminari tenuti da musicisti di fama internazionale come
Byron Landham, Jimmy Cobb, Greg Bisonette, Roberto Gatto e Dado Moroni.
Nel 2005 ha ricoperto il ruolo di assistente alle lezioni di batteria
tenute da Sangoma Everett durante i workshop di Avigliana Due Laghi
Jazz Festival. Oltre ad aver tenuto concerti in varie rassegne e club
della regione vanta inoltre collaborazioni eccellenti con musicisti
quali Fabrizio Bosso, Ian Finkel, Ann Malcom e molti altri torinesi.
Walter
Baldasso
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Jazz
in Piemonte
Kit Downes sotto la Mole
Una giovane, giovanissima forza della natura. Come
definire diversamente questo pianista britannico ventitreenne, che
per la sorprendente energia e l’impeccabile tecnica è
stato all’unisono definito l’astro nascente del jazz inglese?
Il merito, occorre dirla tutta, è di Enzo Zirilli, che ha trascinato,
tra mille difficoltà (non ultima, la neve che ha bloccato il
giorno prima gli aeroporti londinesi costringendo Kit a tortuosi itinerari
alternativi), all’ombra della Mole il nuovo principino dello
swing di Sua Maestà, complice l’effervescente Paolo del
Folk Club di Via Perrone, da decenni indiscussa fucina di talenti
internazionali. Sabato 9 gennaio, per la rassegna “Radio Londra”
che coinvolgerà altri straordinari musicisti dai cinque continenti
nei prossimi mesi, Zirilli, celebratissimo drummer con collaborazioni
di fama mondiale, torinese di nascita ma che risiede a Londra da qualche
anno, ha offerto ad un centinaio di rapiti e selezionati amanti del
jazz due ore di purissima estasi. Il trio vedeva al contrabbasso,
con il suo suono preciso e corposo, il collaudato Riccardo Fioravanti,
che da più di trent’anni abita, è il caso di dirlo,
ai piani alti dello swing mondiale (ha suonato con calibri come Bob
Mintzer, Phil Woods, Lee Konitz, Clark Terry, Toots Thielemans, Slide
Hampton, Barney Kessel, Chico Buarque, Ray Charles e moltissimi altri).
Ma veniamo allo splendido concerto del Folk Club. I tre hanno esordito
con alcuni standards, ma hanno presentato anche alcune originalissime
e piacevoli composizioni del giovane Downes. Da citare, assolutamente,
l’arrangiamento di Zirilli del celebre capolavoro di Monk, “I
Mean You”, suonato dal trio con magistrale bravura; per non
parlare di una delle più originali opere di Hoagy Carmichael,
“Skylark” (l’autore, morto ultraottantenne nel 1981,
avvocato ed anche attore straordinario – lavorò in ben
14 film – ha composto melodie immortali come “Stardust”,
“Georgia on my mind” e “Rockin’ Chair”
vincendo anche un Oscar nel 1951). Brillante l’interpretazione
offerta da Kit in questo standard, con notevoli slanci contrappuntistici
sempre segnati da una solidità armonica e ritmica impeccabile.
Da non dimenticare, poi, l’originale “Vincent”,
bellissimo brano scritto per uno sceneggiato televisivo italiano di
due decenni fa, che è stato offerto come perla finale al pubblico
subalpino. Davvero da segnalare la notevole abilità del giovane
Kit, considerato da molti il nuovo Mehldau, che ha vinto un prestigioso
Jazz Award ed è davvero impressionante per la verve creativa,
con le pirotecniche cascate di note e brillanti disegni melodici di
spessore assai raffinato. La tecnica, brillante e fluida su ogni ottava
così sapientemente padroneggiata, si sublima costantemente
in notevoli ed incessanti idee espressive che, va ribadito, con il
drumming abile e peculiare di Zirilli e la validità del sostegno
armonico di Fioravanti hanno dato vita ad un cocktail musicale del
tutto inedito e davvero lodevole. La rassegna diretta da Zirilli,
“Radio Londra”, che propone musicisti di tutto il mondo
che lavorano nel contesto della capitale britannica, porta a Torino
per diversi mesi artisti prodigiosi proseguendo a Rivoli, alla Maison
Musique, il 5 febbraio con il grande chitarrista, di origine africana,
Femi Temowo e l’organista Grant Windsor. A marzo ed aprile,
poi, altri eventi e concerti con importanti stelle del firmamento
jazzistico mondiale, come lo straordinario guitar-virtuoso Jim Mullen,
e di cui informeremo puntualmente i nostri lettori.
Massimo
Giusio
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Iniziativa
di "Piemontenews"
Più spazio ai gruppi emergenti del Piemonte
Nasce
una nuova e simpatica iniziativa attraverso la quale Piemontenews,
l’ormai consolidato periodico on line, vuole offrire uno spazio
nelle rubrica musicale ai gruppi emergenti o quelli meno noti. Abbiamo
specificato “del Piemonte”, ma qualsiasi “internauta”,
su tutto il territorio nazionale, può inviare una breve recensione,
accompagnata da due foto di piccolo formato, alla nostra redazione.
Lo scopo è quello di affiancare la recensione a quella di un
grosso concerto; ne più e ne meno come spesso avviene durante
l’esecuzione di gruppi e complessi ormai affermati: il cosiddetto
“gruppo spalla”. Riteniamo, infatti, che la musica vada
valorizzata sotto ogni aspetto e che anche il “dilettante”
abbia pieno diritto a cominciare la strada verso l’affermazione;
proponendo le proprie idee, il proprio stile ed una etichetta di sua
invenzione.
Personalmente non posso fare a meno di ricordare quando, svariate
decine di anni fa (anche se credo che tuttora esistano), negli scantinati
e nei seminterrati diversi giovani si riunivano per fare della sana
ed originale musica. Talvolta alcuni di essi proponevano brani elaboratissimi
che spaziavano dal pop sinfonico al jazz rock; insomma una musica
gradevole e corroborante. Naturalmente la continua evoluzione, sia
musicale che tecnologica, oggi consente la ricostituzione di gruppi
che ricercano e propongono etichette sempre più nuove.
L’intero staff giornalistico e la redazione saranno grati a
quella marea di giovani e meno giovani (sicuramente sarete in tanti)
che vorranno inviare una breve recensione, con eventuali note biografiche
e foto, alla nostra redazione;
poiché riteniamo che il futuro della musica – patrimonio
indiscutibilmente inossidabile – sia nelle mani delle future
generazioni.
Luigi
Cubeddu