Monfortinjazz
2011
Auditorium Horszowski di Monforte d'Alba (Cn)
Yann
Tiersen - venerdì 8 luglio
Soulbop (Brecker, Evans feat. Medeski, Martin & Wood)
domenica 17 luglio
Aloe Blacc - martedì 19 luglio,
data unica italiana
Stefano Bollani meets Gershwin - sabato 30 luglio
tutti i concerti cominciano alle ore 21,30 - ingresso 30 euro
A
luglio ritorna Monfortinjazz, una della manifestazioni musicali più
longeve e tenaci del panorama italiano. La selezione musicale raffinata
e attenta e l’incantevole auditorium all’aperto che ospita
la rassegna la rendono non soltanto un importante appuntamento a livello
nazionale, ma una tappa fondamentale per chi associa le Langhe al
turismo di qualità. L’edizione 2010, frequentata da oltre
5.000 spettatori, ha consolidato il successo di pubblico e di critica
ottenuto nelle edizioni precedenti e al contempo ha ampliato il bacino
di affluenza degli spettatori. Gli appassionati non sono solo dal
Piemonte e dalla Liguria, ma da molte altre regioni italiane, Veneto
in testa, e da diversi Paesi europei: Germania, Svizzera, Austria
e perfino Norvegia, Belgio e Inghilterra.
Anche per quest’edizione i quattro concerti della rassegna abbracciano
in modo raffinato il panorama musicale internazionale di oggi mantenendo
la qualità artistica come denominatore comune.
Si
comincia venerdì 8 luglio con il primo appuntamento
del breve tour italiano di Yann Tiersen. Per metà belga e per
metà norvegese, vive a Parigi ed è certamente noto ai
più per aver composto la colonna sonora del successo cinematografico
Il favoloso mondo di Amélie, una serie di ballate fuori dal
tempo capaci di trasmettere universalmente la semplice bellezza della
sua musica. Tiersen, lungi dal restare intrappolato nel cliché
di quelle composizioni, ha riscoperto al contempo la sua formazione
classica e le esperienze in ambito più propriamente rock. Il
recente Dust Lane è il sesto disco della serie e segue di ben
cinque anni l'ottimo Les Retrouvailles che aveva conseguito un credibile
equilibrio tra raffinata chanson e atmosfere incantate.
Domenica 17 luglio un progetto speciale arriva all’auditorium
di Monforte: Soulbop, uno straordinario incontro tra il trombettista
virtuoso Randy Brecker, il sax di Bill Evans insieme alle tastiere
di Medeski, le cariche linee di basso di Chris Wood e l’ecclettismo
alle percussioni di Billy Martin in un’unica esperienza musicale
che combina elementi di funk, jazz, soul e blues. Il risultato è
la creazione di una band di musicisti d’eccezione: da un lato
c’è il quattro volte vincitore del Grammy award Randy
Brecker, le cui performance di tromba e flicorno hanno arricchito
centinaia di album di artisti da James Taylor a Bruce Springsteen
passando per Frank Sinatra e Frank Zappa. Dall’altro lato il
sassofonista Bill Evans che ha saputo imporre il proprio stile tra
le fila della musica jazz, funk, reggae, hip hop e della musica brasiliana,
suonando con artisti del calibro di Miles Davis e Mick Jagger. Insieme
a Medeski, Wood e Martin presentano a Monforte la loro nuova formazione
per un raro appuntamento da non perdere.
E martedì 19 luglio una data unica italiana
che vede protagonista Aloe Blacc, 32 anni di origine panamense ma
cresciuto a Los Angeles, è il nuovo re del soul e domina ogni
classifica: è infatti primo nelle classifiche americane e inglesi
ed ha finora totalizzato oltre 9 milioni di visualizzazioni su youtube.
La sua I need a dollar (inserita nell'album Good Things in uscita
il 5 luglio) è un brano autobiografico ed è stato scritto
dallo stesso Aloe Blacc dopo aver perso il lavoro: "ero consulente
in un'azienda e un giorno mi hanno licenziato. Mi sono trovato ad
avere bisogno di quel dollaro. Ed è stata la mia fortuna"
Nei suoi testi vengono trattati i temi più cari alla middle
class americana: la recessione, la perdita del lavoro, la distruzione
delle risorse naturali.
Il programma si conclude sabato 30 luglio con Stefano
Bollani, un grande amico di Monfortinjazz che ritorna all’auditorium
di Monforte dopo il concerto Carioca del 2009 con il progetto speciale
Bollani meet Gershwin. Lo scorso settembre il piano di Stefano Bollani
e l’orchestra diretta da Riccardo Chailly hanno portato alla
realizzazione di Rhapsody In Blue un esperimento pienamente riuscito
capace di fondere la tradizione classica con quella jazz attraverso
il repertorio di Gershwin. Il concerto a Monforte, sarà un’occasione
unica per godere di questa straordinaria interpretazione, ma sicuramente
non si esaurirà con Gershwin. Bollani, infatti, oltre a essere
un formidabile pianista è un musicista particolarmente eclettico
e ricchissimo di citazioni musicali che ama scherzare e improvvisare
con il pubblico. A conclusione della serata, come da tradizione, verrà
offerto in degustazione il Barolo di Monforte, offerto dai produttori
locali.
L’Associazione Monfortese delle Arti dal 1976 organizza nel
meraviglioso auditorium di Monforte d’Alba (Cn), paese di duemila
abitanti e tante cantine prestigiose, concerti e rassegne con musicisti
di fama internazionale tra i quali: Wayne Shorter, Jan Garbarek, Francesco
Guccini, Mavis Staples, Dulce Pontes, Ivano Fossati, Enrico Rava,
Rufus Wainwright, Paolo Conte, Bruce Cockburn, Vinicio Capossela,
Willy de Ville, Stefano Bollani, Gipsy King, Manhattan Transfer, Diana
Krall, Gal Costa, Francesco Cafiso, Severino Gazzelloni e il grande
pianista polacco Horszowski, al quale fu intitolato il teatro dopo
il memorabile concerto del 1986.
Monfortinjazz è un'iniziativa organizzata dall’Associazione
culturale Monfortearte con il patrocinio del Comune di Monforte d’Alba
e della Regione Piemonte e con il contributo di Fondazione Cassa di
Risparmio di Cuneo, Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero, Unione dei
Comuni di Langa e del Barolo, commercianti e produttori vinicoli del
territorio, Banca d'Alba, Fondazione Bottari Lattes, Lauretana, Dynamis,
Hisense e CPS.
Info al pubblico
Tel +39 334 9166399 – +39 0173 78129 www.monfortinjazz.it
prezzo alle casse 30 euro - prezzo in prevendita su www.ticket.it
27 + 3 euro diritti prev. per volontà dell’organizzazione
i biglietti in vendita su ticket.it sono venduti ad un prezzo ridotto
per non subire una maggiorazione con il diritto di prevendita
________________________________________________________________________
Jazz
in Piemonte
Kit Downes sotto la Mole
Una giovane, giovanissima forza della natura. Come
definire diversamente questo pianista britannico ventitreenne, che
per la sorprendente energia e l’impeccabile tecnica è
stato all’unisono definito l’astro nascente del jazz inglese?
Il merito, occorre dirla tutta, è di Enzo Zirilli, che ha trascinato,
tra mille difficoltà (non ultima, la neve che ha bloccato il
giorno prima gli aeroporti londinesi costringendo Kit a tortuosi itinerari
alternativi), all’ombra della Mole il nuovo principino dello
swing di Sua Maestà, complice l’effervescente Paolo del
Folk Club di Via Perrone, da decenni indiscussa fucina di talenti
internazionali. Sabato 9 gennaio, per la rassegna “Radio Londra”
che coinvolgerà altri straordinari musicisti dai cinque continenti
nei prossimi mesi, Zirilli, celebratissimo drummer con collaborazioni
di fama mondiale, torinese di nascita ma che risiede a Londra da qualche
anno, ha offerto ad un centinaio di rapiti e selezionati amanti del
jazz due ore di purissima estasi. Il trio vedeva al contrabbasso,
con il suo suono preciso e corposo, il collaudato Riccardo Fioravanti,
che da più di trent’anni abita, è il caso di dirlo,
ai piani alti dello swing mondiale (ha suonato con calibri come Bob
Mintzer, Phil Woods, Lee Konitz, Clark Terry, Toots Thielemans, Slide
Hampton, Barney Kessel, Chico Buarque, Ray Charles e moltissimi altri).
Ma veniamo allo splendido concerto del Folk Club. I tre hanno esordito
con alcuni standards, ma hanno presentato anche alcune originalissime
e piacevoli composizioni del giovane Downes. Da citare, assolutamente,
l’arrangiamento di Zirilli del celebre capolavoro di Monk, “I
Mean You”, suonato dal trio con magistrale bravura; per non
parlare di una delle più originali opere di Hoagy Carmichael,
“Skylark” (l’autore, morto ultraottantenne nel 1981,
avvocato ed anche attore straordinario – lavorò in ben
14 film – ha composto melodie immortali come “Stardust”,
“Georgia on my mind” e “Rockin’ Chair”
vincendo anche un Oscar nel 1951). Brillante l’interpretazione
offerta da Kit in questo standard, con notevoli slanci contrappuntistici
sempre segnati da una solidità armonica e ritmica impeccabile.
Da non dimenticare, poi, l’originale “Vincent”,
bellissimo brano scritto per uno sceneggiato televisivo italiano di
due decenni fa, che è stato offerto come perla finale al pubblico
subalpino. Davvero da segnalare la notevole abilità del giovane
Kit, considerato da molti il nuovo Mehldau, che ha vinto un prestigioso
Jazz Award ed è davvero impressionante per la verve creativa,
con le pirotecniche cascate di note e brillanti disegni melodici di
spessore assai raffinato. La tecnica, brillante e fluida su ogni ottava
così sapientemente padroneggiata, si sublima costantemente
in notevoli ed incessanti idee espressive che, va ribadito, con il
drumming abile e peculiare di Zirilli e la validità del sostegno
armonico di Fioravanti hanno dato vita ad un cocktail musicale del
tutto inedito e davvero lodevole. La rassegna diretta da Zirilli,
“Radio Londra”, che propone musicisti di tutto il mondo
che lavorano nel contesto della capitale britannica, porta a Torino
per diversi mesi artisti prodigiosi proseguendo a Rivoli, alla Maison
Musique, il 5 febbraio con il grande chitarrista, di origine africana,
Femi Temowo e l’organista Grant Windsor. A marzo ed aprile,
poi, altri eventi e concerti con importanti stelle del firmamento
jazzistico mondiale, come lo straordinario guitar-virtuoso Jim Mullen,
e di cui informeremo puntualmente i nostri lettori.
Massimo
Giusio
_________________________________________________________________________
Iniziativa
di "Piemontenews"
Più spazio ai gruppi emergenti del Piemonte
Nasce
una nuova e simpatica iniziativa attraverso la quale Piemontenews,
l’ormai consolidato periodico on line, vuole offrire uno spazio
nelle rubrica musicale ai gruppi emergenti o quelli meno noti. Abbiamo
specificato “del Piemonte”, ma qualsiasi “internauta”,
su tutto il territorio nazionale, può inviare una breve recensione,
accompagnata da due foto di piccolo formato, alla nostra redazione.
Lo scopo è quello di affiancare la recensione a quella di un
grosso concerto; ne più e ne meno come spesso avviene durante
l’esecuzione di gruppi e complessi ormai affermati: il cosiddetto
“gruppo spalla”. Riteniamo, infatti, che la musica vada
valorizzata sotto ogni aspetto e che anche il “dilettante”
abbia pieno diritto a cominciare la strada verso l’affermazione;
proponendo le proprie idee, il proprio stile ed una etichetta di sua
invenzione.
Personalmente non posso fare a meno di ricordare quando, svariate
decine di anni fa (anche se credo che tuttora esistano), negli scantinati
e nei seminterrati diversi giovani si riunivano per fare della sana
ed originale musica. Talvolta alcuni di essi proponevano brani elaboratissimi
che spaziavano dal pop sinfonico al jazz rock; insomma una musica
gradevole e corroborante. Naturalmente la continua evoluzione, sia
musicale che tecnologica, oggi consente la ricostituzione di gruppi
che ricercano e propongono etichette sempre più nuove.
L’intero staff giornalistico e la redazione saranno grati a
quella marea di giovani e meno giovani (sicuramente sarete in tanti)
che vorranno inviare una breve recensione, con eventuali note biografiche
e foto, alla nostra redazione;
poiché riteniamo che il futuro della musica – patrimonio
indiscutibilmente inossidabile – sia nelle mani delle future
generazioni.
Luigi
Cubeddu