Motori

Arriva il restyling della Nissan Qashqai
Stile giapponese

La Nissan ristilizza uno dei suoi prodotti di maggior successo sul mercato italiano: il Qashqai. Il veicolo giapponese si presenta con due varianti di carrozzeria: Normale e +2 (7 posti). Il nuovo Qashqai è equipaggiato con 2 motori a benzina (1600 da 114 cv e 2000 da 141 cv) e 2 motori diesel common rail DCI (1500 da 106 cv e 2000 da 150 cv), negli allestimenti Visia, Acenta, N-Tec, Tekna. Esternamente il nuovo Qashqai è stato ristilizzato nei punti fondamentali: frontale e coda. Frontalmente troviamo dei nuovi gruppi ottici più grandi a forma affusolata che uniti alla nuova mascherina sporgente rendono il muso del Qashqai più sportivo ed elegante. Posteriormente invece a cambiare sono stati i gruppi ottici, nella parte che riguardano retromarcia e indicatori di direzione. Internamente il Qashqai Restyling è costruito con molta cura, come del resto ogni altra vettura della casa giapponese. Lo spazio internamente abbonda, sia nella versione a 5 posti che in quella + 2 a 7 posti, ed è organizzato in maniera ergonomia per assicurare sempre e comunque una massima capacità interna. Molto rifinita è la plancia e in particolare la consolle centrale, con i comandi clima e radio disposti in maniera ergonomica cosi da renderne intuitivo l’uso. Elegante e ben visibile è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive: la Nissan Qashqai provata è stata la 1500 DCI Acenta da 24440 €. Gli stilisti e gli ingegneri della casa nipponica, nel ridisegnare la Qashqai sono intervenuti in maniera discreta aggiornando il frontale, rendendolo più accattivante, e ridefinendo la parte posteriore del veicolo giapponese. Su strada il veicolo made in Nissan si comporta in maniera ottima: molto maneggevole e facile da guidare, si parcheggia facilmente nonostante le dimensioni non siano quelle di una utilitaria. La versione provata è quella a trazione anteriore, ottima per un uso stradale e autostradale, mentre la versione 4x4 eccelle nello sterrato e nei percorsi accidentati. Il motore che equipaggia la versione provata è il 1500 DCI da 105 cv di derivazione Renault (Renault e Nissan fanno parte dello stesso gruppo), che assicura brillantezza e potenza, garantendo al contempo bassi costi di gestione. Infine i Prezzi, con le variazioni fra la versione Normale e la + 2 a 7 posti. Per la versione normale a 5 posti ecco i prezzi: si va da 18850 € della 1600 Visia ai 28750 € della 2000 4x4 Tekna (Benzina), si parte da 20350 € della 1500 DCI Visia per arrivare a 31050 € della 2000 DCI 4x4 Tekna (Diesel). Ora i prezzi della versione + 2 a 7 posti: si parte da 20950 € della 1600 Visia per arrivare a 30200 € della 2000 4x4 Tekna (Benzina), si va da 22450 € della 1500 DCI Visia fino ad arrivare a 32500 € della 2000 DCI 4x4 Tekna (Diesel).

Bruno Allevi

Nuova sportivissima Coupè in casa Peugeot
Racing Lion


L
a Peugeot presenta sul mercato italiano la sua anti Audi TT: la RCZ. Questo sportivissimo ed elegante coupè è equipaggiato con un motore 1600 Turbobenzina THP da 156 e 200 cv e da un motore Turbodiesel HDI Common Rail 2000 da 163 cv. Esteticamente la RCZ presenta una linea molto sinuosa ed elegante, con grintosissime forme sportive. Molto particolare è il frontale spiovente, che ricorda quello della 308. ma l’esaltazione stilistica di questa coupè la troviamo nella parte centrale e posteriore. Infatti davvero eleganti sono i montanti in color alluminio che incorniciano il tetto in vetro, un unicum con parabrezza anteriore e posteriore. Posteriormente troviamo una coda avveniristica: al lunotto ondulato fa da eco la bombatura della coda dove trovano alloggiamento, seguendo la forma dei passaruota, i due gruppi ottici triangolari. Internamente l’abitacolo è quello tipico di una coupè 2 posti: ampio davanti, ma molto risicato dietro (ci entrano due bambini). La costruzione è fatta con cura e i materiali usati sono molto raffinati ed eleganti. Accattivanti sono i sedili sportivi (rifiniti a mano) dalla bassa seduta e grintosa è la pedaliera traforata in alluminio. Di costruzione artigianale sono il volante, il pomello del cambio e altri particolari dell’abitacolo. Raffinata è la consolle centrale di un bel color laccato lucido,ergonomia nell’uso e con i comandi intuitivi. Sportivissimo è il quadro strumenti con i quadranti bordati alluminio. Ed ora il momento del test drive: la RCZ provata è stata la 2000 HDI 163 cv da 36280 €. La nuova coupè di casa Peugeot lancia l’attacco alla regina del segmento delle sportive eleganti e cattive: l’Audi TT. Su strada la RCZ si comporta come una sportiva purosangue, grintosa e cattiva. L’auto, nonostante l’impostazione sportiva (auto bassa, sia internamente che esternamente), è maneggevole, pronta, presenta uno sterzo leggero, facile da impugnare (è costruito a mano). Il motore che equipaggia la versione provata è il 2 Litri Turbodiesel da 163 cv, un nuovo motore nella gamma propulsori Peugeot che dota la RCZ di potenza e brio, unite a un ottimo confort e a una piacevole silenziosità interna. Infine i prezzi: si parte da 27500 € della 1600 156 cv fino ad arrivare a 30300 € della 1600 200 cv (Benzina), per il diesel abbiamo l’unico prezzo di 29900 € per la 2000 HDI 163 cv.

Bruno Allevi

Versione SimilSUV per la Dacia Sandero
Weekend sui Carpazi

La Dacia, casa romena facente parte del Gruppo Renault, amplia la gamma Sandero, proponendo la particolare versione all terrain chiamata Stepway. La Sandero Stepway, è proposta con un motore benzina 1600 da 90 cv (disponibile anche BiFuel a GPL) e un motore diesel DCI 1500 da 70 cv. Esternamente la versione Stepway riprende in pieno la forma e il corpo vettura della Sandero berlina, differenziandosi per pochi ma significativi accorgimenti. Innanzitutto la versione similSUV è alta 2,5 cm in più da terra rispetto alla Sandero Berlina (la Stepway è alta 17.5 cm, la Sandero Berlina 15.5 cm). Inoltre presenta delle protezioni laterali sotto le porte e le fondamentali protezioni sottoscocca di un bel color argento, che danno un tocco di eleganza in più alla vettura rumena. Internamente troviamo, come su ogni vettura Dacia, un abitacolo semplice e curato, in linea con la politica low cost di qualità intrapresa da Dacia e che tanto successo sta portando a questa casa automobilistica. Abbondante lo spazio sia davanti che dietro, che nel bagagliaio. Di facile utilizzo, e resa ancora più elegante da un inserto argentato, è la consolle centrale, con tutti i comandi a portata di mano. Di derivazione Renault Clio, come molti dei componenti interni è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La Sandero Stepway provata è stata la 1500 DCI 70 cv da 12500 €. La versione offroad della Sandero, si presenta con un look accattivante e con una compattezza da cittadina, utilizzabile anche su sterrati e piccoli fuoripista (non ha la trazione integrale). Il comportamento stradale della Stepway è molto buono grazie alla facile guidabilità e un confort di marcia soddisfacente. Note positive provengono anche dal motore diesel, lo straconosciuto 1500 DCI da 70 cv, entry level engine a gasolio per molti modelli di casa Renault e Dacia, che come ormai si sa offre ottime prestazioni unendo costi di gestione veramente irrisori. Infine i prezzi: per il 1600 benzina si spendono 10150 €, per il 1600 Bifuel (Benzina+GPL) si spendono 11650 €, per il 1500 Diesel DCI si spendono 11450 €.

Bruno Allevi

Giulietta ha ritrovato il suo Romeo
Storia di un amore italiano


U
n nome legato a doppio filo all’amore e al mondo delle auto torna sulla breccia. Questo nome è Giulietta. Ma in questo caso non ci occuperemo della Storia d’amore di Shakespiriana memoria fra Romeo e Giulietta, ma dell’Alfa Giulietta, l’erede della 147. La nuova media della casa di Arese è disponibile con 2 motori a benzina (1400 da 120 e 170 cv, 1750 da 235 cv) e 2 Turbodiesel Multijet (1600 da 105 cv e 2000 da 170 cv), negli allestimenti Progression, Distinctive, Quadrifoglio Verde. Esteticamente la Giulietta è un Alfa Romeo con la A Maiuscola. Il corpo vettura è marcatamente sportivo, non disdegnando rotondità sinuose e linee eleganti, in pieno DNA Alfa. Frontalmente i fari a goccia e il grande scudo centrale (memoria dei tempi che furono) danno grinta ed eleganza all’anteriore. Posteriormente la grinta e la dinamicità è resa meno ruvida dal tondeggiare delle forme della coda. Molto originali sono sicuramente i gruppi ottici a forma di “chiazza pittorica”. Internamente la sportività è dovunque. L’abitacolo è molto curato e rifinito con gusto ed eleganza. Le sedute sono basse e profilate, il cambio è corto ed ha il pomello in alluminio. La plancia è scenografica e molto particolare (gradevole alla vista e di disegno sportivo). La consolle centrale presenta in posizione rialzata lo schermo del navigatore (navigatore a scomparsa). Sotto al navigatore abbiamo le bocchette di aerazione di una curiosa forma affusolata. Sotto le bocchette abbiamo i comandi radio e 5 curiose levette a bilanciere. Sotto queste levette in fondo di consolle troviamo il clima. Sul tunnel centrale, accanto al cambio in alluminio troviamo la levetta del DNA che consente di impostare la guida su tre diversi livelli (Dynamic, Normal, Allweather). In linea con la sportività interna è il quadro strumenti, leggibilissimo e completo di tutte le informazioni utili da tenere sotto mano durante la guida. Ed ora il momento del test drive. L’Alfa Giulietta provata è stata la 2000 JTD-M 170 cv Distnctive da 33540 €. La sostituta della 147 riprende il nome di una storia vettura della casa del biscione, che tanto successo ebbe fra gli anni ’50 e gli anni ’80. La nuova media reincarna quel DNA sportivo che la vecchia Giulietta e i modelli Alfa in generale hanno sempre avuto. Su strada il comportamento è ottimo. La vettura milanese si lascia guidare facilmente, assicurando un ottimo confort ai passeggeri. Ma se si pigia sul pedale dell’acceleratore, il DNA sportivo e brillante della Giulietta si rivela e ci troviamo di fronte a una sportiva di razza, con una accelerazione bruciante e prestazioni di alto livello. Questo è dovuto al nuovo propulsore 2000 Turbodiesel da 170 cv, neonato motore della nuova generazione di Multijet del gruppo Fiat, che, come precedentemente detto, assicura sportività e brio alla Giulietta. Infine i prezzi: si va da 20300 € della 1400 120 cv Progression ai 29000 € della 1750 TBI Quadrifoglio Verde (Benzina), si va da 22300 € della 1600 JTD-M Progression ai 27400 € della 2000 JTD-M Distinctive (Diesel).

Bruno Allevi

Seconda generazione per il SUV Tedesco
Desert Storm


N
el corso del rinnovamento generazionale che sta interessando tutta la gamma Volkswagen, a essere interessato da questo rinnovamento è in questo caso il SUV Touareg. Il Premium SUV della casa tedesca è equipaggiato con un motore ibrido (Benzina+Elettrico) 3000 da 333 cv e con due motori diesel TDI (3000 da 240 cv e 4200 da 340 cv). Esteticamente del vecchio modello è rimasto solo il nome. Telaio e carrozzeria sono completamenti nuovi. La Touareg 2° Generazione ha acquistato 4 cm in lunghezza e 1 in larghezza, perdendone uno in altezza. Le linee del nuovo SUV tedesco sono sempre muscolose come la precedente serie, ma ingentilite e rese meno “impegnative” da forme sportive e sinuose che caratterizzano il corpo vettura del Touareg. Elegante e dinamica è la parte frontale dei veicolo Volkswagen, frontale caratterizzato dalla fascia curveggiante che racchiude i gruppi ottici a Led-Xeno e la mascherina cromata. La parte posteriore è muscolosa e imponente con note sportive, sottolineate dai terminali di scarico trapezoidali. Salendo a bordo del fuoristrada di casa Volkswagen, ci troviamo dinanzi un abitacolo dal lusso quasi sfrenato. L’insieme dei materiali usati per costruire l’interno del Touareg è di assoluto pregio, e sia l’assemblaggio che l’accostamento degli stessi materiali è fatto con criterio e rigore. A bordo del Touareg lo spazio abbonda ed è molto sfruttabile, come è abbondante l’insieme dei ritrovati tecnologici presenti in consolle e nel tunnel centrale (consolle e tunnel linrari nella loro raffinata eleganza). Grande e ben visibile, dietro il volante sportivo, è il quadro strumenti, con i quadranti bordati da un elegante cromatura. Ed ora il momento test drive. La Touareg guidata è stata la 3000 TDI BlueMotion da 63540 €. La seconda generazione della Touareg migliora ancor di più lo stile e la magnificenza che la prima Touareg, fra le regine del segmento dei SUV Premium, aveva nel proprio DNA. La Seconda Serie infatti presenta una linea ancora più marcatamente sportiva, senza tralasciare muscolosità ed eleganza. Il comportamento stradale è impeccabile: silenziosissima, si lascia guidare in maniera molto tranquilla nonostante il peso e la mole possano far pensare tutt’altro. Il confort di bordo è ai massimi livelli, come è massima l’ecologia: infatti i consumi e le emissioni grazie alla tecnologia BlueMotion sono stati letteralmente abbattuti rispetto alla prima serie. Se la cava bene anche nell’offroad grazie all’atezza da terra e alla prontezza del motore 3000 TDI da ben 240 cv che equipaggia questa versione e che si è dimostrato brillante e potente, senza fari sentire troppo. Infine i prezzi: 73400 € per la 3000 Ibrida (Benzina+Elettrico) mentre per i diesel la versione 3000 TDI costa 50000 € e la versione 4200 TDI costa 69700 €.

Bruno Allevi

20 anni di carriera per l’utilitaria francese
Buon compleanno Clio

Nel 1990 la Renault sostituì dopo una onoratissima carriera la 5 con un'altra auto che sarebbe entrata da subito nel cuore degli automobilisti e avrebbe avuto un enorme successo di pubblico: la Clio. La piccola francese quest’anno compie 20 anni e si regala un restyling stilistico e una versione limitata chiamata 20° Anniversario. L’utilitaria della casa della Regiè è disponibile nelle varianti berlina e Sportour (Station Wagon), è equipaggiata con 2 motori a benzina (1200 da 75 e 100 cv, 2000 da 203 cv), con un motore Bifuel (Benzina+GPL) 1200 da 75 cv e con un motore diesel common rail DCI 1500 da 68, 85 o 105 cv, negli allestimenti Confort, Dynamique, 20° Anniversario, Luxe, RS, RS 20° Anniversario, RS Light. Esteticamente rispetto alla versione nata nel 2006 gli interventi sono stati pochi e mirati per rinfrescare e ringiovanire la francesina sbarazzina. A essere stato ridisegnato è stato il frontale, ora più assomigliante a quello della sorella maggiore Megane. Sportivo il cofano spiovente e avvolgente il paraurti, eleganti i gruppi ottici e raffinata la barra satinata longitudinale a chiusura della mascherina inferiore sottotarga. Posteriormente sono stati resi più bombati i paraurti ed è stato ridisegnato il gruppo ottico (diverso il design della plastica relativo a retromarcia e indicatori di direzione). Salendo a bordo della Clio abbiamo un abitacolo spazioso e ben razionalizzato, di ottima fattura costruttiva in linea con gli standard qualitativi da sempre vanto della casa francese. Elegante è la plancia e completa è la consolle dove troviamo il navigatore satellitare a scomparsa in posizione centro-rialzata. Immediatamente sotto il sistema cartografico abbiamo i comandi della climatizzazione e in conclusione di consolle abbiamo la radio. Come sempre completo e di immediato utilizzo è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La Renault Clio guidata è stata la 1500 DCI 85 cv 20° Anniversario da 16900 €. Il 2010 è l’anno del 20° compleanno della piccola francesina, che chiamata nel 1990 a sostituire “La” vettura Renault più famosa (la Renault 5), non l’ha fatta per nulla rimpiangere. Anzi, ha ottenuto un successo leggendario, con milioni di possessori sparsi in tutta Europa. La versione provata, che celebra questo anniversario, è una limited edition fatta apposta per festeggiare questo importante traguardo. Su strada la Clio si comporta in maniera molto positiva: come tutte le utilitarie è molto pratica e maneggevole, sempre pronta nei cambi di direzione e molto comoda e spaziosa. Il motore provato, il 1500 DCI da 85 cv, garantisce quel pepe e quel brio che permettono alla francesina di trasformarsi da tranquilla cittadina a “stradista impegnata” per affrontare anche lunghi viaggi autostradali in tutta tranquillità. Infine i prezzi con i distinguo fra Berlina e Sportour (Station Wagon). Iniziamo con la Berlina: si va da 12251 € della 1200 Confort 75 cv ai 25751 € della 2000 RS 20° Anniversario (Benzina), si va da 13751 € della 1200 Confort ai 15401 € della 1200 20° Anniversario (Bifuel Benzina+GPL), si va da 13751 € della 1500 DCI Confort 68 cv ai 18401 € della 1500 DCI Luxe 105 cv (Diesel). Ora la versione Sportour (Station Wagon): si va da 13551 € della 1200 Confort 75 cv ai 16801 € della 1200 Luxe 100 cv (Benzina), si va da 15051 € della 1500 DCI 68 cv Confort ai 19051 € della 1500 DCI 105 cv Luxe (Diesel).

Bruno Allevi

Arriva il primo SUV di casa Dacia
Low cost SUV


L
a Dacia, casa romena appartenente al marchio Renault, propone sul mercato italiano il suo primo SUV: il Duster. Il veicolo franco-romeno è disponibile a trazione anteriore (4x2) o trazione integrale (4x4), è equipaggiato con un 1600 benzina da 110 cv o da un 1500 diesel DCI Common Rail da 110 cv, negli allestimenti Base, Ambiance, Laureate. Esteticamente il Duster ha un aspetto molto solido e robusto in linea con gli altri prodotti della casa romena che hanno nella robustezza e solidità una dote indiscussa. La linea da tipico SUV (altezza da terra di circa 21 cm) è resa piacevole da alcune note stilistiche eleganti. Note che sono sicuramente nelle cromature della parte superiore della mascherina frontale (gradevoli i grandi gruppi ottici a forma scudata) e nel posteriore, dove l’enorme portellone è ben incorniciato da gruppi ottici verticali di forma rettangolare. Accomodandosi a bordo del Duster troviamo un abitacolo ben rifinito, i materiali sono di buona qualità e sono ben assemblati. La plancia e la consolle sono essenziali, lineari ma con tutto ciò che serve (comandi clima e radio). Visibile e rifinito è il quadro strumenti ripreso dai modelli Renault (Dacia è una casa satellite della Regie). Ora il momento del test drive. Il Dacia Duster provato è stato il 1600 4x2 Laureate da 15350 €. Il primo SUV della casa romena nell’orbita Renault è un veicolo che non ha rivali. Infatti a un prezzo cosi basso, con una ottima dotazione di serie (la Laureate è il top di gamma), questo veicolo è il meglio che esista sul mercato. E anche su strada di doti ne ha molte: ha un ottimo confort di marcia, il motore 1600 da 110 cv è onesto e brillante, grazie all’insonorizzazione interna il veicolo è silenzioso, ha un bagagliaio enorme e tanto spazio a bordo. Ovviamente la versione provata che ha solo la trazione anteriore (esiste anche la versione a trazione integrale 4x4) se la cava bene sia sull’asfalto che nello sterrato poco impegnativo o nel fango, mentre per superare asperità più consistenti è meglio spostarsi sulle versioni a trazione integrale. Infine i prezzi: si va da 11900 € della 1600 4x2 Base ai 15900 € della 1600 Laureate 4x4 (Benzina), si va da 14700 € della 1500 DCI 4x2 Ambiance fino ad arrivare a 17900 € della 1500 DCI 4x4 Laureate (Diesel).

Bruno Allevi

Arriva il restyling del Rav4
First SUV


I
l capostipite del segmento automobilistico dei SUV si rinnova, con un restyling stilistico, rinfrescante e rinvigorente. Questo veicolo è il Rav4, che, nel lontano 1994, diede il via alla categoria più di successo nel mercato italiano e non solo: i SUV. Il veicolo Toyota è equipaggiato con un motore a benzina (2000 da 158 cv) e con un motore turbodiesel 2200 common rail D-4D da 150 e 177 cv, negli allestimenti Base, Exclusive, Executive, nelle varianti di carrozzeria SUV e Crossover. Dopo 4 anni (la versione attuale è stata lanciata nel 2006), il Rav4 si concede un corposo restyling stilistico, per aggiornare la linea e renderla ancora più accattivante e al passo con i tempi. Ferma restando l’immutatezza dell’elegante e sportivo corpo vettura, a essere stato oggetto di lifting sono stati, come in ogni restyling che si rispetti, il frontale e la coda. Infatti il nuovo frontale presenta un disegno che rende il Rav4 ancora più elegante mix fra fuoristrada e berlina di alto livello. D’impatto scenico e di sobria eleganza è la nuova mascherina grigliata cromata, molto belli sono anche i nuovi gruppi ottici a forma di rettangolo leggermente affusolato. Anche dietro gli interventi, leggeri, vi sono stati. Infatti a cambiare anche qui è stato il design dei gruppi ottici, mentre tutto il resto (il portellone vetrato ampio e luminoso, i paraurti) sono rimasti identici alla versione pre-restyling. Internamente l’abitacolo è curatissimo, con materiali di pregio e assemblaggio a regola d’arte. Abbondante lo spazio a disposizione dei passeggeri, sia anteriori che posteriori, e molto comodi e sono i sedili (ben fatti e di qualità). Elegante è anche la consolle centrale con al centro lo schermo del navigatore che funge anche da schermo per il sistema di intrattenimento. Subito sotto lo schermo troviamo un chiaro e intuitivo sistema di climatizzazione. In linea con lo spirito elegante e raffinato che si respira a bordo del nuovo Rav4 è il quadro strumenti (i quadranti a intersezioni di un color satinato, molto gradevole da guardare). Ed ora il momento del test drive. Il Toyota Rav4 guidato è stato il 2200 D-4D 150 cv Crossover Executive Cambio Automatico da 35900 €. La versione restyling del SUV Toyota, rende questo modello, capostipite del segmento SUV, ancora più appetibile e re del mercato che lui stesso inaugurò 16 anni fa. Su strada il Rav4 si comporta in maniera eccelsa: tenuta di strada ottima, silenziosità ai massimi livelli, confort e praticità di guida da ammiraglia. La versione provata, la Crossover, ha di diverso rispetto la versione SUV l’assenza della ruota di scorta esterna sul portellone. Ciò significa una maggior praticità e visibilità in manovra. Inoltre, l’inserimento della trazione integrale solo in caso di necessità, rende il Rav4 un veicolo da usare sempre e comunque, senza preoccuparsi minimamente delle asperità del terreno che si andrà ad affrontare. Infine il listino prezzi con il distinguo fra versione SUV e Crossover. Partiamo con la versione SUV (Ruota Esterna): si va da 24750 € del 2000 Base ai 29750 € del 2000 Multidrive Exclusive (Benzina), si va da 26950 € della 2200 D-4D 150 cv Base ai 33000 € del 2200 D-4D 177 cv Exclusive (Diesel). Ora la versione Crossover (senza Ruota Esterna): si va da 28000 € della 2000 Exclusive fino a 29750 € della 2000 Multidrive Exclusive (Benzina), si va da 30250 € della 2200 D-4D 150 cv Exclusive fino ad arrivare a 33150 € della 2200 D-4D 177 cv Executive (Diesel).

Bruno Allevi

La Honda presenta la propria coupè ibrida: la CR-Z
Elettricità sportiva


L
a Honda continua con il presentare sul mercato italiano vetture ibride dall’alto contenuto tecnologico ed ecologico. Dopo la Civic Hybrid e la Insight, ecco arrivare la CR-Z, la prima coupè ibrida della casa giapponese. La CR-Z è equipaggiata con un motore a benzina (1500 di cilindrata) e uno elettrico che sviluppano totalmente 124 cv di potenza, negli allestimenti S, Sport, GT, GT Plus, GT Plus I-Pilot. Esteticamente la CR-Z è una coupè dalla linea decisamente sportiva e grintosa. Il corpo vettura è compatto e presenta forme decisamente anticonformiste, molto particolari. Frontalmente abbiamo un muso molto basso e un cofano spiovente con un frontale lineare e pulito (grandi ed eleganti i gruppi ottici). Mas è nel posteriore che la CR-Z da il meglio di se in fatto di grinta sportiva e di ecletticità nelle forme. Infatti abbiamo il tetto che degrada dolcemente verso la coda e una coda tronca, dove l’elemento più caratteristico è dato dalla traversa del portellone che spezza in due la coda, creando un curioso spolier basso, che da grinta al posteriore. D’effetto anche i gruppi ottici di forma triangolare che seguono il dinamico gioco delle linee posteriori. Salendo a bordo della CR-Z ci si trova di fronte a una coupè pura. Infatti lo spazio, come in ogni Coupè 2 posti che si rispecchi è abbondante per i passeggeri anteriori e inesistente, o quasi, per quelli posteriori. Tralasciando l’inesistenza delle sedute posteriori, concentriamoci sulla parte anteriore dell’abitacolo. Abitacolo che è costruito con cura, ben assemblato, e con toni decisamente sportivi. Infatti abbiamo una seduta bassa e sedili avvolgenti, con volante piccolo e verticale, leva del cambio anch’essa di piccole dimensioni e in alluminio. Avvenieristica è la consolle centrale con il grande schermo del navigatore in posizione rialzata, accanto ai comandi clima racchiusi in un piccolo e pratico scudo affianco al volante. Ma il meglio della CR-Z, secondo me, è nel quadro strumenti. Qui abbiamo una strumentazione digitale piena di dati e spie colorate con il contagiri che cambia colore a seconda della tipologia di guida che si sta attuando: Normal (Blu), Sport (Rosso), Econ (Verde). Ed ora il momento del test drive. La CR-Z guidata è stata la 1500 GT Plus I-Pilot da 28750 €. La CR-Z va ad arricchire la gamma Ibrida della casa giapponese, proponendosi come una sportiva coupè con un occhio alla grinta e un occhio all’ecologia. Su strada la CR-Z ha i canoni di sportiva purosangue (motore brillante, abitacolo sportivo, piacevolezza di guida), ma con la dote in più di avere in abbinata al motore termico il motore elettrico (sistema IMA derivato dalla Insight), che permette un forte abbattimento dei consumi (la casa dichiara 20 km con un litro di benzina). Infine i prezzi: si va da 21800 € della 1500 S ai 28100 € della 1500 GT Plus I-Pilot (Benzina).

Bruno Allevi

Arriva in casa Jaguar la XF
Signorilita’ britannica


L
a Jaguar, storica casa automobilistica inglese, lancia sul mercato la XF, che va a sostituire la S-Type. La nuova lussuosa berlina made in England, è equipaggiata con 2 motori a benzina (3000 da 238 cv e 5000 da 385 e 510 cv) e un motore diesel (3000 da 241 e 275 cv), negli allestimenti Luxury, Premium Luxury, Stealth Edition, Portfolio, XFR. La linea della XF fa da collante fra la storia passata della casa inglese e quella presente e futura. Qui troviamo i canoni di eleganza british che hanno da sempre contraddistinto il marchio inglese uniti a sportività e dinamicità delle forme, a cui Jaguar si sta accostando ultimamente. Il corpo vettura è infatti molto filante e grintoso, ma non rinuncia all’eleganza tipica della storia del giaguaro. Muscoloso e d’impatto il frontale, dove troviamo una mascherina grigliata a forma di scudo, sapientemente racchiusa fra due grandi gruppi ottici dalla forma sinuosa e dinamica. Particolarmente sportiva è la coda, dove troviamo il lunotto fortemente inclinato, una breve coda tradizionale, un elegante cromatura a proteggere la targa, cromatura che funge da raccordo alla fanaleria di forma affusolata ed allungata. Se esternamente si capisce da subito che siamo di fronte a una Jaguar con la J maiuscola, è salendo a bordo che l’eleganza e la sportività del marchio inglese si fanno sfavillanti e sfarzose. Ovviamente eccelsi sono i materiali usati per l’abitacolo (soffici pelli per i rivestimenti e i sedili, alluminio o radica per gli inserti su porte e plancia). Raffinatissima è la plancia, con degli eleganti inserti in radica o alluminio a seconda delle versioni. Ma il meglio di se la XF, per eleganza e completezza lo da nella consolle centrale. Qui troviamo in posizione rialzata il sistema di navigazione con schermo a colori; sotto al navigatore trovano alloggiamento il clima automatico e l’autoradio con lettore cd. Nel tunnel centrale abbiamo le maggiori particolarità tecnologiche. Infatti, abbiamo il tasto start stop di accensione del veicolo, il cambio automatico (non vi è leva, vi è una rotellina selettrice che consente il cambio delle varie marce), un raffinato portabicchieri e il freno a mano ad azionamento elettrico. Sportivissimo è il quadro strumenti, illuminato di un bel blu che da una sensazione riposante agli occhi del guidatore. Ed ora il momento test drive: la Jaguar XF provata è stata la 3000 D V6 Premium Luxury da 63760 €. La sostituta della S-Type, si presenta come una vettura dal design elegante e seducente, con note raffinate e sportive. Come ogni Jaguar questa vettura, eccelsa già da ferma, le doti migliori le dà in movimento. Su strada la berlina britannica è un autentico salotto su 4 ruote. L’insonorizzazione interna è perfetta e il comfort a bordo eccellente, grazie alla qualità costruttiva dell’interno della vettura. Nonostante le dimensioni non proprio da tranquilla utilitaria, la XF si lascia guidare in maniera molto tranquilla. L’auto è pronta e reattiva in qualunque situazione, molto brillante, potente e silenziosa. Potenza e silenziosità sono assicurate dal 3000 Turbodiesel da 241 cv che permette alla XF di trasformarsi da tranquilla e lussuosa berlina a sportiva borsaiola nel giro di pochi secondi. Infine i prezzi: si va da 52870 € della 3000 Luxury a 91700 € della 5000 XFR (Benzina), si parte da 49700 € della 3000 D 241 cv Luxury fino ad arrivare a 67000 € della 3000 DS 275 cv Portfolio (Diesel).

Bruno Allevi

E’ arrivata la versione restyling dell’Outlander
Trifoglio fuoristradistico


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a Mitsubishi, casa giapponese famosa per miti automobilistici come il Pajero, aggiorna il suo SUV, l’Outlander. La versione restyling del mezzo giapponese monta un 2400 benzina da 170 cv e un 2200 Diesel DID Common Rail da 156 cv, negli allestimenti Intense e Instyle. Il Restyling che ha interessato l’Outlander, ha riguardato principalmente il frontale, reso ancora piu’ sportivo e adattato al family feeling di casa Mitsubishi. Infatti come già visto sulla Colt e sulla Lancer, il muso presenta una grande mascherina cromata di forma trapezoidale dove trova alloggiamento, nella parte centrale, la targa. Mascherina che è incorniciata da due gruppi ottici rettangolari, che danno grinta e sportività al frontale del SUV made in Japan. Il resto del corpo vettura, elegante e raffinato, è rimasto giustamente immutato, per non andare a toccare una linea che piace e che ha dato al nuovo Outlander un grande successo di vendite. Immutato è rimasta anche la coda, dove fanno bella mostra di se i grandi gruppi ottici trasparenti, che regalano quel tocco di grinta sportiva a questo veicolo multiuso. Internamente l’Outlander si presenta come un SUV molto elegante, ben costruito e raffinato, con tocchi di sportività che sottolineano la provenienza rallystica di questo prodotto del trifoglio rosso. L’abitacolo abbonda di spazio, molto ben sfruttabile e organizzabile (esiste sia in versione 5 che in versione 7 posti). Lineare e completa è la plancia con la consolle centrale funzionale ed ergonomia. Sportivo è il quadro strumenti, in linea con la tradizione fuoristradistico-rallystico di casa Mitsubishi. Ed ora il momento del test drive. L’Outlander guidata è stato il 2200 DID Instyle TC-SST 7 posti da 36946 € . Il veicolo di casa Mitsubishi, progettato insieme a Citroen (C-Crosser) e Peugeot (4008), si rinnova, diventando ancora più grintoso e sportivo di prima. Il nuovo Outlander, che ora ancora di più incarna in se il DNA sportivo della casa del trifoglio rosso, si modifica sostanzialmente nel frontale, assomigliando ora alle sorelle Colt e Lancer. Su strada, il SUV giapponese si comporta in maniera oserei dire perfetta, grazie alle doti eccellenti portate dallo “sfavillante duo” cambio automatico DSG a 6 marce di origine Volkswagen e propulsore 2200 DID da 156 cv di origine Citroen. Motore che assicura brio e potenza, unita a una perfetta silenziosità, per rendere ogni viaggio sull’asfalto e nel fuoristrada una esperienza da provare e da ricordare nel tempo. Infine il listino. Per il Benzina unico prezzo: 37500 € per il 2400 Instyle 7 posti CVT. Per i diesel si va da 32500 € del 2200 DID Intense 5 posti ai 36250 € del 2200 DID Instyle 7 posti TC-SST.

Bruno Allevi

Dopo la DR5 arriva la DR1
Cinesina cittadina


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a DR, casa automobilistica molisana fondata da Massimo Di Risio, lancia sul mercato italiano la sua seconda proposta dopo il SUV DR5: la piccola cittadina DR1. L’utilitaria italo-cinese, che è il frutto di una joint venture fra la casa cinese Chevy e la DR, è equipaggiata con un motore 1300 a benzina da 83 cv (disponibile anche con doppia alimentazione BiFuel a GPL). Esteticamente la DR1 presenta un corpo vettura compatto, ideale per un uso prettamente cittadino. La vettura cinese, inoltre, si distingue per le forme bombate che strizzano l’occhio a un pubblico giovane e femminile. Molto accattivante e particolare il frontale bombato dove spiccano i due grandi fanali a goccia, molto grazioso anche il posteriore dove troviamo due gruppi ottici di forma tondeggiante, che rendono molto frizzante la coda della DR1. Salendo a bordo della DR1, troviamo un abitacolo curato, con buoni materiali e ampio spazio a dispozione sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori. Molto lineare è la plancia dove in posizione centrale e in sommità troviamo il quadro strumenti digitalizzato, molto elegante e d’effetto, una rarità sulle auto cittadine. Sotto il quadro racchiusa in uno scudo argenteo molto raffinato, troviamo la consolle centrale, con i comandi clima (levette dal design giovanile e clima dal taglio moderno) e la radio in posizione facile da raggiungere e da usare. Ed ora il momento test drive: la DR1 guidata è stata la 1300 Ecopower GPL da 11530 €. La seconda vettura della gamma DR, si presenta sul mercato italiano portando con se il gusto italiano di prodotti belli unito all’economia dei prodotti cinesi. Economia che qui non è sinonimo di scarsa qualità, anzi. La DR1 è costruita con cura, ha una dotazione di serie che molte concorrenti non possono nemmeno avere come optional, e soprattutto ha una linea giovane e frizzante che si fa notare nel traffico cittadino. Su strada la DR1 si fa guidare in maniera molto facile, il cambio è preciso e lo sterzo è nella norma (né troppo leggero ne troppo pesante). Si lascia parcheggiare in un fazzoletto di spazio (ottimi i sensori di parcheggio di serie), e soprattutto ha costi di gestione irrisori. Infatti il motore 1300 che equipaggia la versione guidata, ha la doppia alimentazione (Benzina+GPL) che permette alla DR1 di viaggiare in tutta tranquillità rispettando l’ambiente e consumando poco. Infine i prezzi: per la 1300 Ecopower a Benzina si spendono 9330 €, per la 1300 Ecopower a GPL si spendono 11330 €.

Bruno Allevi

Dopo la Q7 arriva la Q5
4 Anelli + 1 SUV = Audi Q5

Dopo la Q7, che è uno dei must del settore dei SUV di taglia XXL, l’Audi lancia sul mercato un prodotto che va a coprire la fascia di mercato dei SUV di taglia media: il Q5. La Q5 è equipaggiata sul mercato con 2 motori a benzina (2000 TFSI da 180 e 211 cv, e 3200 TFSI da 271 cv)e 2 motori diesel TDI (2000 da 143 e 170 cv e 3000 da 240 cv). Esternamente il SUV di taglia media della casa degli anelli è un veicolo medio grande, dalle forme eleganti e slanciate, dalla linea sportiva, come si confà ad ogni Audi. Frontalmente il SUV Tedesco riprende l’ormai consueto family feeling della casa di Ingolstadt, dove troviamo l’ampia mascherina trapezoidale dalle bordature cromate, al cui centro campeggia il logo della casa tedesca, il tutto incorniciato da degli eleganti gruppi ottici di forma rettangolare. Posteriormente troviamo una coda tondeggiante, raffinata ed elegante con la disposizione dei gruppi ottici simile a quella della sorella maggiore Q7: infatti ai gruppi ottici principali si aggiungono dei piccoli fari incastonati nel paraurti dove trovano alloggiamento le luci della retromarcia. Salendo a bordo della Q5 si respira la classica aria Audi: un abitacolo assai elegante, completo di tutto, e dai toni sportivi. Molto elegante, come il resto dell’abitacolo (molto ben rifinito e costruito con cura), è la plancia, con la consolle centrale completa di tutti i comandi (clima, radio e navigazione). Sportivo e ben leggibile è il quadro strumenti, con i grandi quadranti elegantemente rifiniti da bordature cromate. Ed ora il test drive: il Q5 provato è stato il 2000 TDI 170 cv da 54120 €. Il secondo SUV di casa Audi, va ad ampliare la gamma di veicoli per il tempo libero della casa tedesca. Il Q5 prende molta tecnologia e raffinatezza dalla sorella maggiore Q7 (ormai un must nel suo settore), e la porta con se, presentandosi come un veicolo elegante, ma anche molto sportivo e di tendenza, dal sicuro successo. Su strada il SUV tedesco ha un comportamento da Audi: potente e brillante, con ottime doti di sportività. È un veicolo molto stabile grazie alla trazione integrale permanente, è facile da guidare, e si lascia parcheggiare senza problemi grazie ai sensori di parcheggio e all’ampio lunotto posteriore. Spazio infine al propulsore che equipaggia la versione provata. La Q5 testata monta il 2000 TDI da 170 cv: un motore ormai collaudato e fra i più richiesti nella scelta dei propulsori diesel per le auto del gruppo Volkswagen. Questo motore assicura alla Q5 elevate prestazioni unite a costi di gestione in linea con le maggiori rivali, garantendo al contempo un ottima silenziosità e un assoluto piacere di guida. Infine i prezzi: si parte da 39950 € della 2000 TFSI 180 cv per arrivare a 50450 € della 3200 TFSI Automatica (Benzina), si va da 39450 € della 2000 TDI 143 cv fino ad arrivare a 50080 € della 3000 TDI Automatica (Diesel).

Bruno Allevi

Arriva sul mercato la prima
monovolume media di casa Peugeot: la 5008
Concettualità spaziale


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a Peugeot sferra l’attacco alla Renault Megane Scenic e alla Opel Zafira facendo uscire sul mercato italiano la sua monovolume di taglia media: la 5008. Questa vettura è equipaggiata da un motore a benzina (1600 da 120 e 156 cv) e 2 motori turbodiesel common rail HDI (1600 da 110 cv e 2000 da 150 e 163 cv), negli allestimenti Premium, Tecno, Feline. Esteticamente la 5008 si presenta come una monovolume dalle forme non troppo ingombranti, dalle linee eleganti e raffinate, che ben si fanno notare e piacevolmente guardare nel traffico di ogni giorno. Sportiveggiante e di classe è il frontale dove il cofano spiovente da dinamismo e movimento, che ben si raccorda con l’eleganza dei gruppi ottici di forma allungata (raffinata e d’effetto l’inserzione cromata alla base del gruppo ottico), che seguono la pendenza del cofano stesso, supportando quella dinamicità che il frontale esprime. Da monovolume è la parte posteriore dove troviamo un ampio portellone che nasconde al suo interno un altrettanto ampio bagagliaio. Portellone che oltre a presentare un ampio lunotto vetrato, è elegantemente incorniciato fra i due gruppi ottici posteriori a forma di L rovesciata. Salendo a bordo della 5008 ci si trova dinanzi a una monovolume costruita con criterio, con ottimi materiali, e assemblata in maniera impeccabile. Ovviamente come in ogni monovolume che assurga a tal rango, è lo spazio che abbonda, ed è molto ben sfruttato, grazie alla possibilità di abbattere la seconda e la terza fila di sedili per ricavarne un enorme piano di carico (la 5008 è disponibile sia a 5 che a 7 posti). Andando ad analizzare la plancia, ciò che colpisce è l’eleganza e la completezza della consolle centrale, avvolgente e degradante verso il tunnel centrale, che consente di avere a portata di mano tutti i comandi di cui dispone. Elegante, come il resto dell’abitacolo è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive: la Peugeot 5008 guidata è stata la 1600 HDI 110 cv Tecno da 26470 €. La sfida alla Opel Zafira e alla Renault Megane Scenic è partita. Ecco cosa si può dire nel vedere e nel provare la nuova Peugeot 5008 che va a rimpinguare il settore delle monovolumi di taglia media, che riscuotono sempre più successi sul mercato italiano. Questa nuova proposta della casa francese si distingue per eleganza e raffinatezza delle forme, ottimo spazio interno e un comportamento stradale sorprendente. È un veicolo molto maneggevole e facile da guidare. Assai silenzioso, ha nell’enormità del bagagliaio, che diventa immenso abbattendo la 2° e la 3° fila di sedili, una delle sue doti principali. La versione provata, che è equipaggiata con la configurazione 7 posti (ideale per le famiglie numerose), monta il motore 1600 Turbodiesel common rail da 110 cv, che, secondo me non è per nulla sottpotenziato rispetto alla mole del veicolo, e che anzi, rende la 5008 molto parca nei consumi e nei costi di gestione, facendo risparmiare molto all’acquirente, garantendo al contempo brillantezza, potenza e piacere di guida. Infine i prezzi: si va da 21490 € del 1600 120 cv Premium ai 26840 € del 1600 156 cv Feline (Benzina), si va da 23090 € del 1600 HDI 110 cv Premium ai 30090 € del 1600 HDI 163 cv Feline Automatica (Diesel).

Bruno Allevi

Ecco il pick-up Made in Ford
Tempo libero alla tedesca


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a Ford presenta sul mercato nazionale l’ultima serie del suo pick-up, il Ranger. Il veicolo tedesco è equipaggiato con 2 motori diesel common rail TDCI (2500 da 143 cv e 3000 da 156 cv), nelle varianti di carrozzeria Chassis, Super Cab, Doppia Cabina, negli allestimenti XL, XLT, XLT Limited. Esteticamente il Ranger si presenta come un veicolo dalle forme muscolose e massicce che denotano la robustezza del prodotto made in Ford. Importante è il frontale dove i grandi gruppi ottici fanno da cornice alla imponente mascherina lucida. Mentre il posteriore si caratterizza per la presenza dell’ampio cassone, il cui portellone è elegantemente incorniciato da gruppi ottici trasparenti, che danno una nota di sportività al mezzo tedesco. Salendo a bordo del Ranger ci troviamo davanti a un veicolo che nella sua linearità interna esprima la raffinatezza e il gusto per l’eleganza non ostentata tipica dei modelli Ford. La qualità dei materiali usati è buona, come buono è l’assemblaggio interno. Andando ad addentrarci più nel dettaglio, molto bella risulta la consolle centrale di color alluminio dove troviamo ordinatamente disposti i comandi radio e clima. Ben fatto è anche il quadro strumenti, completo di tutto e ben leggibile. Il Ford Ranger provato è stato il 2500 TDCI Doppia Cabina XL da 27400 €. Il Ranger è un veicolo studiato per essere il giusto mix fra un veicolo da lavoro e un veicolo per il tempo libero. Ciò è permesso grazie alla presenza di un ampio cassone posteriore che permette il carico di oggetti voluminosi e ingombranti in tutta sicurezza. La versione provata presenta, come tutta la gamma Ranger, la trazione integrale 4WD con marce ridotte, che permette l’uso del Ranger anche su terreni accidentati e ne fa un veicolo anche per uso fuoristradistico. Su strada il pick-up tedesco si comporta in maniera egregia: è molto maneggevole e facile da guidare nonostante la mole non proprio da utilitaria. La guida rialzata permette un ottimo controllo della strada e di ciò che accade attorno al veicolo. Infine spazio al motore. La versione guidata monta il motore diesel common rail 2500 da 143 cv. Questo propulsore risulta notevolmente elastico e molto brillante, e secondo me, non è per nulla sotttopotenziato rispetto alla mole del veicolo. Inoltre è un motore silenzioso che fa sentire il suo brio e la sua potenza, permettendo un uso del Ranger su tutti i terreni, da quelli accidentati (grazie alla trazione integrale 4WD) a quelli asfaltati. Infine ecco i prezzi: si va da 23500 € del Ranger 2500 TDCI Chassis XL fino a 36500 € del 3000 TDCI XLT Limted Automatico (Diesel).

Bruno Allevi

Particolarissima proposta della casa giapponese
The cube


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a Nissan lancia sul mercato italiano un prodotto che sul mercato giapponese sta riscuotendo da anni un successo clamoroso. Questa vettura, dalla linea originalissima, è la Cube. Quest’auto, a metà fra una monovolume e una multispazio, è proposta con un motore 1600 benzina da 110 cv negli allestimenti Look e Luxury. Esteticamente la Cube si può riassumere nel suo stesso nome: Cubo. È infatti un Cubo a 4 ruote. La forma squadrata le da personalità e simpatia. Massiccio è il frontale e assai particolare è la stretta fascia della mascherina che contiene anche i gruppi ottici anteriori. Ma le maggiori stravaganze vi sono nella parte posteriore. La coda è ovviamente una delle facce del Cubo, e in questa faccia troviamo il portellone che si apre controvento per dare massima capacità di carico, e anche qui troviamo una piccola fascia orizzontale per contenere i fari posteriori. Assai particolare è la vetratura: molto ampia e con la presenza di un grande vetro continuo ad angolo che parte dal montante centrale per arrivare a fondersi con il lunotto posteriore. Se la linea è particolare non da meno lo è l’abitacolo. Infatti lo spazio interno è assai abbondante grazie appunto alla linea cubica della vettura di casa Nissan. L’abitacolo è costruito con cura, con materiali di pregio ed è disseminato di portaoggetti che permettono un uso razionale dello spazio interno. Particolarissima è la plancia, dove nella parte alta campeggia lo schermo del navigatore, mentre la parte centrale è a completo appanngaggio del climatizzatore dalla curiosa forma circolare. Elegante e accattivante è il quadro strumenti, molto ben leggibile grazie alla retroilluminazione blu e bianca. Ed ora il momento test drive. La Nissan Cube provata è stata la 1600 Luxury da 20000 €. La Cube ha una linea particolare, che può piacere o non piacere, ma che di certo si fa notare nel traffico. Inoltre presenta in poco meno di 4 metri uno spazio assai abbondante, ideale per chi deve caricare oggetti più o meno ingombranti non potendo usufruire di vetture dalle forme importanti. Su strada la Cube è pratica e maneggevole da guidare, ha uno sterzo preciso e un cambio dagli innesti morbidi. Inoltre grazie all’ampia vetratura si possiede il controllo della strada. Il 1600 da 110 cv che equipaggia la vettura provata, è un motore assai brillante ed elastico, molto silenzioso, che permette al simpatico cubo di destreggiarsi in maniera eccellente sia nel traffico cittadino che in più lunghi percorsi autostradali. Infine i prezzi: si va da 19000 € della Cube 1600 Look a 21300 € della Cube 1600 Luxury Cambio Automatico (Benzina).

Bruno Allevi

Seconda Generazione per la multispazio torinese
Jamaican tropical car


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a Fiat fa uscire sul mercato la seconda generazione di uno dei suoi veicoli di maggior successo, sia nel settore automobilistico che nel settore commerciale. Questa vettura è il Fiat Doblò. La multispazio italiana è equipaggiata con un motore a benzina (1400 da 95 cv) e 3 motori a gasolio Multijet (1300 da 90 cv, 1600 da 105 cv e 2000 da 135 cv), negli allestimenti Active, Dynamic, Emotion. Esteticamente il nuovo Doblò ha in comune con il precedente modello solo il nome. La vettura torinese è tutta nuova rispetto a prima: è cresciuta in lunghezza di ben 14 cm arrivando a 439 cm, ed ha forme più robuste. La linea è molto più piacevole, meno commerciale rispetto al vecchio modello e dalle forme sinuose e seducenti. Particolarissimo il frontale bombato dove la parte del leone la fanno i grandi gruppi ottici a goccia che seguono l’inclinazione del cofano, ma le maggiori novità sono nella parte posteriore dove ora abbiamo un enorme portellone vetrato che presenta una elegante fascia nera e incorniciato da due gruppi ottici verticali a forma rettangolare. L’allungamento del corpo vettura di ben 14 cm ha reso l’abitacolo del nuovo Doblò veramente enorme (si può avere a richiesta una versione 7 posti). Abitacolo che è stato totalmente riprogettato e ristudiato per poter offrire ai passeggeri il massimo spazio possibile (molti i portaoggetti a disposizione). Migliorata la qualità dei materiali (i nuovi materiali soft touch usati per gli inserti in plancia sono gradevolissimi sia da toccare che da vedere). Ridisegnata anche la plancia: ora più da vettura rispetto alla plancia da veicolo commerciale della precedente serie. La consolle centrale presenta i comandi radio in posizione rialzata, seguiti dalle bocchette clima e dal climatizzatore, chiudendo con la leva del cambio, che ormai, come è consuetudine in Fiat, trova il suo spazio in fondo alla consolle. Molto grintoso e sportiveggiante è il quadro strumenti, dotato di ampi e ben leggibili quadranti, illuminati da un vivo rosso fuoco. Ed ora il consueto angolo del test drive. Il Fiat Doblò provato è stato il 1300 Multijet 90 cv Emotion da 23370 €. La nuova generazione del Dobò si presenta sul mercato italiano innovando e rinnovando le doti che la precedente generazione aveva. Creare un mezzo che prendesse la modulabilità dello spazio tipica del veicolo commerciale unendola a doti di confort e prestazioni degni di una berlina media: ecco cosa gli ingegneri di casa Fiat hanno fatto con il Doblò, e con la nuova serie in particolare. Su strada la multspazio torinese ha un comportamento, come poc’anzi detto, da berlina media. Infatti è molto maneggevole e si parcheggia con facilità, ha un ottima visibilità posteriore (tutto merito dell’enorme lunotto vetrato), e anche in visibilità anteriore non scherza grazie all’ampio lunotto che permette di tenere sottocontrollo ciò che succede attorno al Doblò. Infine spazio al motore che equipaggia la versione provata. Il 1300 Multijet da 90 cv è un motore brillante e potente, molto silenzioso, elastico e per nulla sottpotenziato rispetto alla mole del veicolo, ed è, a mio parere il giusto compromesso per avere costi di gestione contenuti, senza rinunciare al brio. Infine i prezzi: si va da 16000 € della 1400 Active ai 19000 € della 1400 Emotion (Benzina); si va da 17750 € della 1300 Multijet Active a 23500 € della 2000 Multijet Emotion (Diesel).

Bruno Allevi

Primo SUV in casa Skoda
Dalla Repubblica Ceca all’Himalaya


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a Skoda amplia la sua già ricca gamma con una vettura destinata a lasciare il segno: il SUV compatto Yeti. Il primo Sport Activity Vehicle della casa ceca è equipaggiato con 2 motori a benzina (1200 TSI da 105 cv e 1800 TSI da 160 cv) e un motore diesel 2000 TDI da 140 cv, negli allestimenti Active, Adventure, Experience. Il primo SUV Skoda presenta una linea molto particolare, un corpo vettura compatto e robusto, che rende bene l’idea di auto solida e ben sfruttabile che è la Yeti. Particolarissimo il frontale dove troviamo, oltre ai gruppi ottici simili a quelli della utilitaria Fabia, due grossi fari tondi, appena sotto i fari principali, che fungono da cornice alla grande mascherina centrale. Presente anche in fondo al paraurti l’utile protezione sottoscocca per evitare che sassi o detriti possano far danni alla zona del motore. Spostandoci lateralmente notiamo un ampia vetratura che rende l’abitacolo luminoso e ampio. Posteriormente la Yeti presenta una coda dritta, verticale, dove al lunotto rettangolare si aggiungono i gruppi ottici verticali anch’essi rettangolari e le consuetudinarie protezioni sottoscocca in fondo di paraurti. Salendo a bordo di Yeti troviamo un abitacolo molto luminoso grazie all’ampia superficie vetrata. Inolte come in ogni auto Skoda abbiamo materiali di qualità e buon assemblaggio, figli dell’appartenenza di Skoda al gruppo Volkswagen. Abbondante è anche lo spazio a bordo, molto ben modulabile e sfruttabile, sia grazie al sistema Varioflex (permette l’abbattimento separato e indipendente dei sedili posteriori), sia grazie ai molti portaoggetti di cui la Yeti dispone. Come in ogni Skoda la plancia è lineare ed elegante, come è completa di tutto la consolle centrale con i comandi ergonomici e facili da usare. Di immediata comprensione e facile lettura è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La Skoda Yeti provata è stata la 2000 TDI 140 cv 4x4 Adventure da 28445 €. Anche Skoda si lancia nel mondo dei SUV presentando Yeti. Il SUV compatto della casa ceca è un veicolo che presenta una linea molto particolare ed originale che lo fa distinguere da tutti i SUV che popolano le nostre strade. L’abitacolo è costruito con qualità e con linearità tedesca vista l’appartenenza del marchio dell’est al gruppo Volkswagen. Su strada Yeti è un veicolo molto maneggevole, che si fa guidare con facilità e grazie alle sue dimensioni compatte si parcheggia in un fazzoletto. In fuoristrada il comportamento è altrettanto ottimo grazie alla trazione integrale permanente che permette di usare il SUV Skoda in qualunque condizione atmosferica e su qualunque terreno accidentato. La versione provata, il 2000 TDI da 140 cv, è molto brillante, scattante e potente grazie alle prestazioni espresse propulsore diesel che equipaggia molte delle vetture del gruppo tedesco, non dimenticando i bassi consumi (16,4 km/l). Infine i prezzi: per i benzina si parte da 18830 € della 1200 TSI 4x2 Active fino ad arrivare a 27330 € della 1800 TSI 4x4 Experience, per i diesel si parte da 27730 € della 2000 TDI 4x4 Adventure fino ad arrivare ai 29930 € della 2000 TDI 4x4 Experience.

Bruno Allevi

La Subaru rinnova la sua
berlina elegante e lussuosa
Costellazione spazio


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a Subaru rinnova la Legacy presentando la nuova generazione, facendo uscire in questi giorni sul mercato italiano la versione Station Wagon a cui seguirà nei primi giorni del 2010 la versione Berlina. La station giapponese è equipaggiata con un 2000 Benzina da 150 cv, un 2000 Bifuel (Benzina + GPL) da 145 cv e un 2000 Diesel Boxer da 150 cv, negli allestimenti VA, VAGP, Sport, Sport Navi. Esternamente la station della casa delle Pleiadi è tutta un'altra auto rispetto a prima. È cambiata nelle dimensioni (5 cm in lunghezza e 8 cm in altezza, è più spaziosa e comoda rispetto a prima), ed è cambiata soprattutto nella linea. Ora la station giapponese presenta una forma del corpo vettura più d’impatto e meno anonima, che si avvicina di più ai gusti europei in fatto di linee e design automobilistico. Grintoso il frontale con i nuovi gruppi ottici appuntiti (danno dinamicità alla parte anteriore della vettura), mentre la coda è quella tipica da station wagon (ampio lunotto vetrato, utilissimo in manovra), con anche qui il nuovo design dei gruppi ottici “sfalzati” su due livelli. Anche nell’abitacolo, ora più spazioso grazie alle modifiche fatte in lunghezza e altezza, molte cose sono cambiate. Sono, e di molto, migliorati i materiali con cui è assemblato l’abitacolo e la disposizione dei comandi è stata migliorata. Elegante è la consolle centrale di color alluminio dove, fra i comandi radio ad inizio consolle e il climatizzatore in fondo consolle, è posizionato un utile e pratico portaoggetti. Sportivo è il posto guida dove al volante in pelle e alluminio a 3 razze con i comandi radio si accompagna l’accattivante quadro strumenti retroilluminato da un grintosissimo color blu elettrico. Novità assoluta è la presenza del freno a mano elettrico, la cui leva è situata dietro al volante, nella parte sinistra del lato guida. Ed ora il momento test drive. La Subaru Legacy SW provata è stata la 2000D Boxer Diesel 150 cv Sport da 37675 €. La casa giapponese, sempre più certezza nel panorama automobilistico mondiale e non più relegata a casa di nicchia, rinnova uno dei suoi modelli più venduti, la Legacy. Il model year 2010 si presenta sul mercato italiano prima in versione familiare e poi a partite dai primi giorni del 2010 anche in versione berlina. Su strada la new Legacy ha una tenuta di strada di altissimo livello, merito dell’ottimo bilanciamento, dell’ESP di serie e della trazione integrale 4x4 che tutta la gamma Legacy ha di serie. Oltre alla tenuta di strada (cammina su due binari), la station nipponica è molto maneggevole ed è facile da guidare, ha un cambio pronto e soprattutto è molto potente e veloce e per nulla rumorosa. Queste ultime 3 doti (potenza, silenzio e velocità) sono assicurate dal motore ultimo nato in casa Subaru, il 2000 D Boxer da 150 cv, che accoppia le doti del motore Boxer all’alimentazione a gasolio, con risultati eccellenti sia in fatto di prestazioni (203 km/h di velocità massima) che in fatto di economicità di gestione (6,4 l ogni 100 km). Infine i prezzi: per i benzina si va da 31980 € della 2000 VA ai 34280 € della 2000 VA Automatica, per i Bifuel si va da 34280 € della 2000 VAGP ai 36580 € della 2000 VAGP Automatica, per i diesel si va da 33980 € della 2000D VA ai 39480 € della 2000D Sport Navi.

Bruno Allevi

Provato il Citroen Nemo
Ho ritrovato Nemo


D
opo aver scritto sul Fiat Qubo e sul Peugeot Bipper Tepee, ora tocca al terzo prodotto dell’accordo Fiat – PSA: il Citroen Nemo. Il piccolo multispazio francese è equipaggiato con 2 motori 1400 (un benzina da 75 cv e un diesel HDI da 70), negli allestimenti Multispace e Alla Ricerca Di Nemo. Anche il Nemo come il Qubo e il Bipper presenta la stessa esteica e la stessa linea, basata su forme squadrate nella parte centrale, dall’anteriore che presenta il caratteristico paraurti bombato e i simpatici gruppi ottici a forma di palpebra, dalla coda perpendicolare dove fa bella mostra di se l’ampio portellone vetrato. Molto comoda è la doppia porta laterale scorrevole, che permette un ottima accessibilità ai posti posteriori. Salendo a bordo del Nemo siamo in presenza della classica auto piccola fuori ma immensa dentro. Infatti, nell’abitacolo (costruito con ottimi materiali e ben assemblato) lo spazio non manca, ed è assai sfruttabile e modulabile a seconda delle esigenze di carico dei passeggeri del veicolo francese. Andando ad analizzare nel dettaglio la consolle centrale, possiamo notare come sia lineare e di facile utilizzo, con tutti i comandi facilmente raggiungibili e di uso immediato. Molto comodo è inoltre il cambio in posizione rialzata e di facile lettura è il quadro strumenti, situato come di consueto dietro il volante. Ed ora il test drive. Il Nemo guidato è stato il 1400 HDI Multispace da 16341 €. Il trittico può dirsi completato con l’arrivo sul mercato della declinazione Citroen del Progetto Fiat – PSA di costruzione di un piccolo veicolo multispazio. Il Nemo rispetto al Qubo e al Bipper, precedentemente testati, cambia in pochissimi aspetti, praticamente solo quelli del cambio del nome e del logo sulla carrozzeria. Per il resto tutte le doti di praticità, spaziosità interna e compattezza esterna riscontrate anche sugli altri due veicoli, sono immutati. Il comportamento stradale del Nemo, è quello che si può riscontrare in un auto da città: pratico, maneggevole, si parcheggia in un fazzoletto. Prestazionalmente parlando, la vettura provata è equipaggiata con il 1400 HDI da 70 cv, già presente su molte vetture della gamma cittadina Citroen, C1 e C2 in testa. Questo motore brilla soprattutto per silenziosità e bassi consumi, e garantisce al Nemo la giusta brillantezza e potenza che permetta l’uso del veicolo francese non solo come auto cittadina ma anche come veicolo per affrontare viaggi di più lungo raggio. Infine i prezzi: si va da 13311 € del 1400 Multispace fino ad arrivare a 14540 € del 1400 Alla Ricerca di Nemo (Benzina); si va da 14561 € del 1400 HDI Multispace fino ad arrivare a 15790 € del 1400 HDI Alla Ricerca di Nemo (Diesel).

Bruno Allevi

Ecco il restyling dell’Audi A3
Attrazione tedesca


A
nche l’Audi A3 si allinea al nuovo family feeling Audi, nato con la nuova serie dell’A4. L’A3 restyling, in cui è marcatamente visibile questo trade d’union stilistico della casa tedesca, è equipaggiata con 4 motori a benzina (1400 TFSI da 125 cv, 1600 da 102 cv, 1800 TFSI da 160 cv, 2000 TFSI da 200 e 265 cv) e con 3 motori a gasolio TDI (1600 da 105 cv, 1900 da 105 cv e 2000 da 140 e 170 cv), nelle varianti di carrozzeria Berlina, Sportback e Cabrio, negli allestimenti Attraction, Ambiente, Ambition, S3. Come ogni restyling, il lavoro degli ingegneri e dei designers di casa Audi ha avuto come oggetto pochi ma significativi particolari. In primis possiamo notare ciò che è stato detto poco fa: il rinnovamento del frontale: ora assomiglia a quello dell’A4 (mascherina centrale che va dal cofano al paraurti con cornice cromata, fari allungati di forma rettangolare smussata). Analizzando ora il resto del corpo vettura notiamo come la forma compatta della Berlina, quella da simil station della Sportback sono rimaste identiche, mentre a cambiare sono stati i gruppi ottici posteriori che ora adottano la tecnologia a led luminosi. Salendo a bordo di una delle tre varianti che compongono la gamma A3, notiamo come l’abitacolo sia costruito seguendo due linee guida fondamentali: la linearità delle forme e la sportività. Come ogni Audi, anche nell’A3 si ha il mix perfetto fra queste due caratteristiche, che permettono di avere un abitacolo in linea con quello degli altri prodotti della casa di Ingolstadt. La qualità costruittiva è come sempre ottima, come sono ottime le rifiniture interne. Ben organizzata la plancia e di facile e immediato utilizzo la consolle centrale che vede in posizione rialzata la radio cd e subito sotto il clima bidona; molto ben visibile e chiaro nella lettura è il quadro strumenti. E ora il test drive. L’Audi A3 provata è stata la versione berlina, nello specifico la 2000 TDI 140 cv Ambition da 30746 €. Il prodotto Audi di maggior successo insieme alla A4, si rinnova, non in maniera netta e profonda come la berlina media della casa degli anelli, ma con un appena accennato face lifting che ha ammodernato e reso più elegante la vettura tedesca. Il comportamento stradale della versione provata (la berlina 3 porte), è sportiveggiante come ogni Audi, ma oltre alle doti da sportiva l’A3 è una vettura facile da guidare, molto maneggevole, con uno sterzo preciso e un cambio pronto con innesti rapidi. Il motore che equipaggia la vettura guida è l’ormai stranoto motore 2000 TDI da 140 che equipaggia buona parte della gamma vettura dei marchi del gruppo Vo9lkswagen, e che brilla per potenza, brillantezza e silenziosità. Infine il listino prezzi con i vari distinguo fra Berlina, Sportback e Cabriolet. Per la berlina 3 porte ecco i prezzi: si va da 24131 € del 1600 Attraction ai 40181 € della S3 (Benzina), si va da 26581 € della 1600 TDI Attraction ai 32831 € della 2000 TDI 170 cv Ambition con trazione integrale Quattro (Diesel). Per la Sportback ecco i prezzi: si va da 24981 € della 1600 Attraction ai 41031 € della S3 (Benzina), si va da 27431 € della 1600 TDI Attraction ai 33681 € della 2000 TDI 170 cv Ambition con trazione integrale Quattro. Per la Cabriolet ecco i prezzi: si va da 29331 € della 1600 Attraction ai 36631 € della 2000 TFSI Ambition (Benzina), si va da 31731 € della 1600 TDI Attraction ai 35131 € della 2000 TDI 140 cv Ambition (Diesel).

Bruno Allevi

Sportivissima versione della Classe E
Elegantemente sportiva


L
a Mercedes amplia la gamma della Classe E , andando ad affiancare alla Berlina, e in attesa della versione station, la versione Coupè. La sportiva tedesca è equipaggiata da 3 motori a benzina (250 CGI da 204 cv, 350 CGI da 292 cv, 500 da 387 cv) e 2 motori diesel (250 CDI da 204 cv e 350 CDI da 231 cv), negli allestimenti Executive e Avantgarde. La nuova E Coupè presenta una linea che, a mio modesto parere, è bellissima. Infatti gli ingegneri della casa della stella a 3 punte hanno unito la sportività propria delle coupè di casa (CL e CLS in testa) all’eleganza e alla raffinatezza della nuova Classe E, proponendo un prodotto molto affascinante che sicuramente farà breccia nei cuori degli estimatori di casa Mercedes. Molto grintoso l’anteriore con il frontale ripreso dalla E berlina (stesso muso con cofano spiovente, doppi gruppi ottici di nuovo disegno, fari fendinebbia a led, grande mascherina cromata con al centro il logo della stella), accattivante e sportivo il posteriore, dove le dolci forme tipiche della coupè degradano verso la coda slanciata. Coda dove fanno bella mostra di se i grandi gruppi ottici posteriori presi direttamente dalla E Berlina e i grintosi terminali di scarico ovali. Salendo a bordo della stellare sportiva, notiamo come a un abitacolo proprio di una coupè (sportivo e un po’ sacrificato per i posti dietro) si sia unito lo stile e l’eleganza quasi sfrenata che l’interno della E Berlina ha come dote principe. Infatti se le doti da sportiva sono principalmente il posto guida ribassato, i sedili e il volante sportivi, tutto il resto è eleganza e lusso. Oltre che nella qualità dei materiali e degli inserti, l’eleganza dell’abitacolo e la sua lussuosità, si ritrovano nella zona della plancia, e della consolle centrale in particolare. Consolle che presenta in parte rialzata lo schermo del navigatore e del sistema di intrattenimento e subito sotto le bocchette della climatizzazione trovano posto la radio cd e il sistema di climatizzazione. Molto sportivo è il quadro strumenti dove i quadranti sono incastonati come gemme in dei tunnel, con la nota elegante della cornice cromata in ogni quadrante. Ed ora il momento test drive: la Classe E Coupè provata è stata la 350 CDI Avantgarde da 61000 €. La versione sportiva della Classe E ha il compito di sostituire la CLK, che ha avuto molto successo in questi anni. Questa bella ed elegante coupè ha molte frecce da scoccare per raggiungere il successo, fra cui spiccano sicuramente le forme eleganti e dinamiche, l’abitacolo lussuoso e sportivo, ma soprattutto le prestazioni. La vettura provata ha un comportamento da vera sportiva ( è un auto veloce e potente), una bruciante accelerazione, ma anche maneggevolezza e facilità di guida, un cambio automatico facile da utilizzare, e soprattutto un confort di alto livello (ottima la insonorizzazione e quasi nullo il rumore a bordo). Il motore che equipaggia la vettura provata (350 CDI da 234 cv) è il motore top gamma dei propulsori a gasolio ed è una novità da un punto di vista motoristico, essendo stato usato per la prima volta in Mercedes sulla nuova Classe E Berlina, da cui la Coupè deriva. Infine i prezzi: per i benzina si va da 46951 € della 250 CGI Executive ai 72871 € della 500 Avantgarde, per i diesel si parte da 46591 € della 250 CDI Executive per arrivare a 56407 € della 350 CDI Avantgarde.

Bruno Allevi

Fratelli di Marsigliese
Provata l’alternativa Francese del Fiat Qubo:
il Peugeot Bipper Tepee


I
l Progetto Fiat – PSA che ha portato alla costruzione su una piattaforma comune del Fiat Fiorino, del Citroen Nemo e del Peugeot Bipper, vede ora uscire sul mercato l’alternativa francese di casa Peugeot al Fiat Qubo, versione trasporto persone del Fiat Fiorino. Questo veicolo è il Bipper Tepee. La piccola multispazio transalpina è disponibile con 2 motori 1400, un benzina da 75 cv e un diesel HDI da 70 cv, negli allestimenti Premium e Outdoor. Esternamente la linea del Tepee deriva direttamente dal parente commerciale. Linea compatta (il veicolo è lungo 3970 mm) e moderna. Bello il frontale con il paraurti pronunciato e i fari a goccia. Molto comode sono, analizzando la parte laterale, le due porte scorrevoli, che permettono un facile accesso ai posti posteriori. Infine nel descrivere la coda troviamo un ampio portellone vetrato incorniciato da dei gruppi ottici verticali di forma rettangolare. Accomodandosi a bordo del Bipper Tepee ci troviamo davanti a un abitacolo funzionale, ampio e spazioso. La qualità degli interni è buona, come ottima è la superficie di carico garantita dall’ampia modularità interna. Analizzando nel dettaglio la plancia, vediamo come sia ben assemblata e la consolle centrale presenti comandi ergonomici e di immediato utilizzo. Molto comoda la posizione rialzata del cambio in fine consolle e ben visibile è il quadro strumenti, di grafica Fiat, a sottolineare il progetto comune di costruzione fra Bipper Tepee, Qubo e Nemo Multispace. Ed ora il momento test drive: il Peugeot Bipper Tepee provato è stato il 1400 Premium da 14501 €. Il veicolo francese, che nasce dall’accordo fra Fiat e PSA e viene prodotto in Turchia, è un veicolo moderno e molto maneggevole, adatto per muoversi nel traffico cittadino con la dote in più rispetto a una classica utilitaria, di avere un grande spazio interno, molto ben sfruttabile. Su strada oltre alla praticità e alla maneggevolezza, il Bipper Tepee si fa notare anche per le sue linee frizzanti e giovanili, per un buon confort e per le prestazioni assicurate dal 1400 a Benzina che equipaggia la vettura provata. Questo propulsore che eroga 75 cv, è elastico e brillante, per nulla sottopotenziato in relazione alla massa del veicolo, e soprattutto parco nei consumi (6.7 l ogni 100 km nel ciclo combinato). Infine i prezzi: si va da 13201 € del 1400 Premium ai 14701 € del 1400 Outdoor (Benzina), si va da 14451 € del 1400 HDI Premium ai 15951 € del 1400 HDI Outdoor (Diesel).

Bruno Allevi

PT Cruiser = First Chrysler Vintage Style
Tutto cominciò da qui


O
ggetto di questo articolo è l’auto con cui la Chrysler, nota casa automobilistica americana, ha creato il suo vintage style, ormai diventato un must sui veicoli proveniente dalla casa made in USA. Quest’auto è la PT Cruiser, a metà fra una berlina, una furgonetta e una station wagon. La vettura è equipaggiata con 2 benzina (1600 da 116 cv, 2400 da 143 e 223 cv “223 cv solo 2400 GT Cabrio”) e un diesel common rail CRD 2200 da 150 cv, negli allestimenti Classic, Touring, Limited, Pacific Coast Highway, GT, Route 66, nelle varianti di carrozzeria Berlina e Cabrio. Guardando la linea esterna sembra di aver preso la macchina del tempo ed essere sbarcati nella provincia americana di metà anni ’50, in cui, le auto di questa forma erano molto usate per la loro praticità e molteplicità d’uso. La PT Cruiser riprende in pieno queste linee con un corpo vettura, che appunto, è a metà strada fra quello di una furgonetta (linea allungata con portellone ampio) e quello di una berlina spaziosa. Tocchi vintage li si hanno soprattutto nell’anteriore (classica griglia cromata grande e marcata come da sempre in Chrysler) e nel posteriore (portellone ampio e lungo che ricorda le auto dei bei tempi che furono). Salendo a bordo il profumo degli anni ’50 si fa sentire. Infatti se soffermiamo la nostra attenzione sulla plancia noteremo tanti tocchi anni ’50. a partire dalla consolle dritta di un bel allumnio, continuando con gli inserti lamierati davanti al sedile del passeggero con la scritta “PT CRUISER” cromata, passando alla leva del cambio (pomello piccolo e leva stretta e lunga in alluminio) concludendo con il quadro strumenti, chiaro e facile da leggere. Ed ora il test drive. La PT Cruiser guidata è stata la 2200 CRD 150 cv Touring da 23100 €. Da qui la rinascita della Chrysler è partita, grazie ad auto che riportassero un tocco di antichità nella modernità, facendosi notare nel traffico caotico e anonimo delle nostre città. Questa macchina, come ampiamente detto è 3 auto in una: furgonetta, station, berlina. Questo fa capire la polivalenza d’uso di questa vettura, che ben si sposa a chi ha bisogno di grinta (assicurata dal silenzioso 2200 150 cv diesel), ma anche di spazio, e perché no, anche di voglia di farsi notare, grazie a un auto che di certo non passa inosservata. Infine il listino. Per la Berlina ecco i prezzi: per i benzina si va dai 18621 € della 1600 Classic ai 23361 € della 2400 Limited; per i diesel si va dai 22341 € della 2200 CRD Touring ai 23941 € della 2200 CRD Limited. Per la Cabrio unico prezzo: 27371 € della 2400 223 cv GT (Benzina).

Bruno Allevi

Soft restyling per IL fuoristrada europeo
60 anni e non sentirli, Sir Defender!


S
e il Wrangler della Chrysler Jeep, è considerato il capostipite dei fuoristrada made in USA, il Land Rover Defender è il fuoristrada per eccellenza nel vecchio continente. La versione restyling 2007 del Defender è disponibile con un 2400 Turbodiesel di origine Ford da 122 cv, nelle versioni a passo 90 o 110, nelle varianti di carrozzeria Soft Top, Hard Top, Station Wagon, Pick Up, High Capacity Pick Up, Crew Cab, negli allestimenti E, S, SE. Se dal restyling vi aspettate una linea modificata rispetto a quando fu presentato 60 anni fa, vi sbagliate, e di molto. A cambiare sono pochi particolari (alcuni dettagli dei fari anteriori e posteriori, il cofano con una pronunciata gibbosità dovuta alla grandezza del nuovo propulsore). Tutto il resto del corpo vettura, è rimasto immutato (linea massiccia spigolosa e squadrata), creando così un mito evergreen che, partito nel 1948 è arrivato ai giorni nostri pronto a ripartire per un futuro assai glorioso. Salendo a bordo una parola sola echeggia nell’abitacolo: spartanità. Consolle semplicissima e con particolari che hanno il sapore dei decenni passati (le leve per la luce, il sistema clima con manopole e levette, l’assenza dell’airbag, il blocchetto accensione a sinistra, i comandi degli alzacristalli al centro consolle e non sulle portiere). Novità portata dal restyling è la presenza dei sedili nei posti posteriori, al posto delle storiche panchette longitudinali. Ed ora il test drive. Il Defender guidato è stato il 2400 TD4 122 cv SW S da 32621 €. È difficile parlare di un veicolo di cui si conosce tutto e che non ha bisogno di presentazioni, grazie a 60 anni di storia che sa di leggenda delle 4 ruote. Per far si che questa leggenda non abbia fine, gli ingegneri della casa inglese hanno aggiornato IL fuoristrada in pochi punti per non snaturare la forma sempre uguale a se stessa. Su strada asfaltata il Defender è abbastanza confortevole e pronto ad ogni sollecitazione, ma il suo pane è il fuoristrada duro e puro, in cui è sicuramente il primo e a riprova di ciò vi sono decine e decine di club fuoristradistici a lui dedicati. Infine i prezzi: per la versione Passo 90 si va dai 24649 € della 2400 TD4 Soft Top E ai 28585 € della 2400 TD4 SW SE (Diesel); per la versione Passo 110 si va dai 27719 € della 2400 TD4 High Capacity Pick Up E ai 33205 € della 2400 TD4 SW SE (Diesel).

Bruno Allevi

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Pechino-Parigi: vince l’Itala, un capolavoro di ingegno ed inventiva


N
el 1907 si corre la Pechino-Parigi sfida lanciata dal giornale parigino “le matin”. Dei venticinque concorrenti iniziali solo cinque si allineano alla partenza data la tassa di iscrizione di duemila franchi richiesti ai partecipanti. Molti erano i dubbi dei partecipanti sull’effettiva possibilità di percorrere i sedicimila chilometri del percorso, la più parte privi di strade e tra popolazioni che non avevano mai visto un autoveicolo. Sembrava invero una follia, ma la corsa si fece e fu forse la più gran gara automobilistica mai effettuata. Il “navigatore” di questa durissima competizione fu il principe Scipione Borghese.
Ricchissimo appassionato di competizioni automobilistiche non esitò ad investire una vera fortuna per partecipare con buone possibilità di vittoria alla grande sfida. Con Borghese partirono il giornalista Luigi Barzini, che divenne famoso con i suoi reportages giornalistici, e più importante di tutti il meccanico Ettore Guizzardi.
A lui si deve la buona riuscita dell’impresa. Alle sue grandi capacità d'improvvisazione si devono gl'interventi di riparazione lungo il massacrante percorso, spesso effettuati con materiali di fortuna e con mezzi primitivi come la forgia di un maniscalco in Mongolia per riparare una balestra.
L’auto scelta per l’impresa era un'Itala prodotta dalle officine Cierano. Aveva un motore a quattro tempi di 7500 cc. I serbatoi laterali erano un'invenzione del Guizzardi che aveva fatto rinforzare balestre e carrozzeria fino a far sembrare l’auto un piccolo autocarro.
La corsa prese il via il 10 giugno 1907 e, tralasciando di descrivere le vicissitudini del viaggio, il 10 agosto il bolide del terzetto italiano tagliava il traguardo staccando di ventun giorni il secondo classificato. Solo Lindberg vent’anni dopo suscitò più entusiasmo dell’Itala e del suo equipaggio.
Dopo il trionfo parigino, l’arrivo in Italia suscitò un'ondata d'entusiasmo incredibile. In ogni borgo o città fino all’arrivo a Torino, località da cui era partita, la vettura fu accolta da folle osannanti e festose.
Ma poi terminati le celebrazionil’auto finì mestamente al fondo di un magazzino, da cui la trasse quasi per caso, Carlo Biscaretti che era allora dirigente della Cierano. L’acquistò e la fece rimettere in ordine. Ora è uno dei pezzi forti del Museo dell’Automobile di Torino.

Nella seconda foto: il famoso abate Chanoux offre da bere al principe Borghese durante il transito al passo del Gran San Bernardo.

Silvio Cherio

 

Aprilia 1946 seconda serie
Un progetto originale ed innovativo

Nel 1946 la Lancia riprende il progetto dell’Aprilia e ne produce una seconda serie che, pur avendo maggior cilindrata 1486 cm cubici, mantiene i 48 cavalli e garantisce maggiore coppia e prestazioni più vivaci pur aumentando di un centinaio di chilogrammi il peso.
Per il resto a parte migliorie limitate al sistema di molleggio anteriore che dal sistema a caduta passa a quello a comando prima a pedale, e poi manuale, non vi sono stravolgimenti della vettura rispetto alla prima serie.
Varia l’interno più comodo e con un cruscotto rettangolare che era stato montato sulla versione Lusso già prima dell’inizio della guerra.
La carrozzeria, che rappresentava quanto di meglio i progettisti riuscivano a realizzare negli anni ’30, nel 1946 era ampiamente superata dalle nuove linee che arrivavano da oltre oceano ove si affermavano nuove mode.
Ancora oggi chi ne possiede un esemplare non può però che stupirsi per la linearità e la dolcezza del cambio e per le prestazioni ancora brillanti di un motore che nella seconda serie aveva acquisito una notevole elasticità.
Un neo è rappresentato da una certa facilità a surriscaldare del motore e per chi vuole cimentarsi in gare è da considerarsi di primaria importanza la regola di non avere eccessivo carico per non compromettere le prestazioni che sono comunque legate a concezioni di pesi ben diversi dai tempi nostri.
Facendo riferimento a particolari non si può non osservare nel cruscotto l’orologio Metron con carica che durava otto giorni, e l’indicatore del livello di carburante che, mediante un sistema di spie luminose, segnava il consumo del carburante quasi litro per litro.

Questa era in sintesi la scheda tecnica della vettura seconda serie:

Motore
motore 4 cilindri a V con un angolo di 17 gradi
cilindrata 1486 centimetri cubici
potenza 48 CV a 4300 giri/minuto
carburatore monocorpo Zenith 32 Viml
Trasmissione
trazione posteriore
frizione monodico a secco
cambio a quattro marce
Corpo Vettura
berlina 5 posti con 4 porte
carrozzeria portante
sospensioni indipendenti
ammortizzatori idraulici telescopici
freni a tamburo sulle quattro ruote
sterzo a vite settore
Dimensioni e peso
passo 2750 mm – carreggiata ant.1262 mm
carreggiata post. 1292 - lunghezza 3930 mm
larghezza 1500 mm – peso a vuoto 950 kg
Prestazioni
Velocità 126 km/h – consumo medio 10 litri per 100 chilometri

Silvio Cherio

Aprilia 1937 prima serie
Un progetto originale ed innovativo


N
el 1936 Vincenzo Lancia creò la sua ultima autovettura che fu presentata al salone di Parigi con il nome di “Ardennes” che in Italia divenne Aprilia.
Il radiatore quasi piatto, l’assenza di predellini e le ruote piene in acciaio sono i segni distintivi dei primi esemplari che raggiungono quotazioni attorno ai 18000 euro.
Le foto ci mostrano una vettura che presenta soluzioni assai innovative, come il monoblocco in alluminio e la scocca portante, che la Lancia adottava già dal 1922 con la Lambda e che solo negli anni ’50 arriverà in Fiat ed Alfa Romeo.
Il motore è a V stretto, soluzione costosa, ma assai raffinata, che verrà usata su vetture degli anni ’60 quali la Fulvia.
Le sospensioni sono indipendenti sulle quattro ruote. In Fiat per le grandi serie debutteranno solo nel 1955 con la “600”.
Ciò significa che per quasi venti anni dalla nascita dell’Aprilia si costruiranno vetture con l’assale rigido posteriore.
Le prestazioni poi sono sbalorditive, 125 km orari quando la Fiat 1100B nata dodici anni dopo raggiunge a malapena i 110.
Molti poi erano i particolari estetici originali, quali l’unico fanalino posteriore sulla parte sinistra della vettura.
Il vano bagagli, oltre alla ruota di scorta, aveva uno spazio assai ridotto per una piccola valigia che era offerta come optional all’atto della vendita della vettura.
Sempre all'interno del vano bagagli si trovava il bocchettone per alimentare il serbatoio del carburante.


Questa era in sintesi la scheda tecnica della vettura prima serie:

Motore
motore 4 cilindri a V con un angolo di 19 gradi
cilindrata 1352 centimetri cubici
potenza 48 CV a 4300 giri/minuto
carburatore monocorpo Zenith 32 Vim
Trasmissione
trazione posteriore
frizione monodico a secco
cambio a quattro marce
Corpo Vettura
berlina 5 posti con 4 porte
carrozzeria portante
sospensioni indipendenti
ammortizzatori idraulici telescopici
freni a tamburo sulle quattro ruote
sterzo a vite settore
Dimensioni e peso
passo 2740 mm – carreggiata ant.1236 mm
carreggiata post. 1266 - lunghezza 3955 mm
larghezza 1470 mm – peso a vuoto 850 kg
Prestazioni
Velocità 125 km/h – consumo medio 10 litri per 100 chilometri

Rivista da molti carrozieri che ne fecero dei modelli assai eleganti, ebbe anche un utilizzo nel regio esercito che ne fece produrre una versione torpedo per il trasporto degli ufficiali superiori sul fronte africano.

Silvio Cherio

Motori
Direttore Responsabile: dott. Massimo Giusio - - Caporedattore centrale: Nicola Gherlone
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