| Modellisti
aostani e torinesi
a Montpellier



Sabato
6 e domenica 7 maggio 2006 nella Salle Blue, padiglione fieristico della
cittadina di Palavas les flots, si è svolta la quarta edizione
dell’Exposition de maquettes, figurines & jeux de figurines.
I soci aostani e torinesi del club Lilliput di Aosta sono stati presenti
con un proprio spazio espositivo, presentando vari modelli che sono
stati molto apprezzati e rispondendo ai quesiti del pubblico. Località
balneare a due passi da Montpellier, Palavas sorge su una striscia di
terra tra le lagune interne ed il mare Mediterraneo e la sua posizione
geografica, già prossima al confine spagnolo, ha creato un mosaico
di cultura franco – ispanica, per cui è stata costruita,
per esempio, un’arena per le corride ed ogni anno vi si svolge
una festa, con i tori liberi per le strade, simile a quella di Pamplona.
Tutta la manifestazione si è svolta in un grande clima d’amicizia
e convivialità ed ha sicuramente contribuito a cementare, nel
suo piccolo, l’unione tra noi cittadini europei, troppo spesso
bistrattata. Il reportage fotografico illustra alcuni dei lavori presenti
ai vari stand.
Andrea
Prizzon
Collezionismo:
il mercato on line
Piemonte
News ha avviato un originale esperimento on line: un "mercato"
tra i collezionisti di materiale storico e cartaceo, documentazione,
autografi, libri, "Militaria", francobolli e numismatica.
Se volete comprare o vendere materiale di questo tipo, incontrare altri
collezionisti interessati ad alienare o acquistare, telefonateci al
3490943137 con la descrizione precisa del prodotto
e una eventuale foto. Dalla prossima settimana pubblicheremo gli annunci
dei nostri lettori.
Le foto non devono superare una dimensione massima di 200 x 200 pixel
e devono essere di una risoluzione non superiore a 72 dpi.
L’
Arma Azzurra
Breve storia delle uniformi della Regia Aeronautica
Seconda parte

Il
berretto degli ufficiali e dei sottufficiali è realizzato in
tessuto grigio-azzurro quello della truppa e in panno simile a quello
delle uniformi.
Tutti e due hanno fino al 1940 forma un po’ schiacciata assai
simile a quelli della Regia Marina, ma in seguito ricalcano sempre più
quelli del Regio Esercito con la parte frontale più rialzata.
Il fregio della Regia Aeronautica è in canottiglia dorata per
ufficiali e sottufficiali e in tessuto di qualità più
scadente per la truppa.
Un fascia con galloni dorati indica il grado ed esiste anche un sottogola
di cuoio nero, come la visiera, fermato da due bottoni dorati con aquila
coronata per ufficiali e sottufficiali e semplice aquila per la truppa.
In dotazione vi è anche un berretto a busta di foggia assai diversa
da quella del Regio Esercito.
È anch’essa di tessuto grigio-azzurro per gli ufficiali
ed i sottufficiali e in panno dello stesso colore per la truppa.
Il fregio è per gl’uni in canottiglia dorata e per gli
altri in tessuto.
Sul lato sinistro al pari del Regio Esercito vi è un fregio in
galloni dorati indicante il grado, ma senza il rombo e con dimensioni
ridotte rispetto ai gradi portati alle manopole.
Per distinguere i piloti dal restante personale, costoro portavano sulla
giacca, sopra la tasca sinistra, il brevetto di pilotaggio.
Questo simbolo era costituito da un’aquila con le ali spiegate.
sormontata da una corona e, a partire dal 1937, venne aggiunto tra gli
artigli un fascio littorio.
Per fissare lo stemma alla giacca nella parte posteriore vi era uno
spillone a volte con un fermo ruotante.
Molti furono i produttori di questi distintivi che in seguito furono
forniti anche agli osservatori aerei, tra i più quotati per l’elevato
standard produttivo vi furono la ‘Fabbrica Angelo Giordano’
di Napoli.
Un cenno va fatto ai distintivi di reparto, anch’essi in metallo
che venivano portati sulla tasca sinistra, la dove i tedeschi portavano
la croce di ferro di prima classe.
Ogni squadriglia ne aveva ideato uno che di solito riprendeva il simbolo
che era dipinto sulle carlinghe dei velivoli.
Un altro distintivo da tasca venne introdotto a partire dal 1942 per
le varie specialità della Regia Aeronautica ed era di tre classi
sul modello di quelli tedeschi: bronzo. Argento ed oro.
Pochi di questi distintivi vennero distribuiti ai reparti a causa del
peggiorare della situazione bellica e del sopravvenuto 8 settembre 1943.
Silvio
Cherio
L’Arma
Azzurra
Breve storia delle uniformi della Regia Aeronautica
Prima Parte
Siamo
nel 1911 e per il giovane Regno d’Italia si avvicina una nuova
avventura bellica in Africa.
Il Regio Esercito, sensibile come tutti i giovani eserciti, alle novità
tecnologiche sta sperimentando un nuovo mezzo: l’aeroplano.
Il compito di rendere utile sul piano militare questo buffo uccello
meccanico è affidato al genio ed ai suoi ingegneri.
Così, subito dopo lo sbarco dei fucilieri di marina a Tripoli
e Bengasi, tra i reparti dispiegati ecco comparire una flottiglia di
aerei con 9 velivoli, 5 piloti abilitati al volo, 15 di riserva e 30
specialisti per il mantenimento in efficienza dei velivoli.
Scesi a terra dal piroscafo che li ha portati a Tripoli il giorno 15
ottobre, già il 23 il reparto è operativo, ed esegue la
prima missione al mondo di ricognizione aerea con il capitano Piazza
a bordo di un Bleriot.
Il giorno 11 novembre, il sottotenente Gavotti esegue il primo bombardamento
aereo della storia lanciando quattro bombe poco più grosse di
un'arancia dal suo aereo.
Poi è un susseguirsi d'azioni che, con lo scoppio della prima
guerra mondiale, diventano sempre di più ampio raggio, impegnando
velivoli sempre più sofisticati e specializzati.
L’Italia che è entrata in guerra in anno dopo le altre
grandi potenze europee, inizia con un' aviazione con pochi e vecchi
aeroplani, ma rapidamente crea oltre ad un gran numero di piloti, una
cospicua linea di volo con aerei potenti quali i bombardieri Caproni,
su cui si formeranno come piloti personaggi famosi quali Fiorello La
Guardia il futuro sindaco di New York, e veloci e maneggevoli aerei
da caccia.
Finita la guerra, l’aviazione, che è ancora una specialità
dell’esercito di cui mantiene anche la divisa, cerca una sua autonomia
che ottiene grazie al regime fascista.
Così il Servixio Aeronautico, poi divenuto nel 1915 Corpo Aeronautico,
il 28 marzo 1923 prende il nome di Regia Aeronautica.
E' emanato contestualmente alla creazione il “Regolamento sull’uniforme
per Ufficiali, Sottufficiali e Truppa” in cui si specificano uniformi,
fregi e distintivi che con poche variazioni dureranno fin quasi ai giorni
nostri.
Prenderemo in esame inizialmente la più diffusa e conosciuta
uniforme in tessuto blu da ufficiale.
La giacca è una classica ad un solo petto, con quattro bottoni
e con quattro tasche chiuse da alette a zampa d’oca con bottoni
di piccole dimensioni; particolare curioso è la cintura in stoffa
che, dal 1936, ha un doppio passante metallico. I bottoni, dorati e
con bordo zigrinato, recano al centro un’aquila con le ali dispiegate
sormontata da una corona. I pantaloni sono di due tipi: il primo è
simile a quello dell’esercito a sbuffo, ma senza pistagne; il
secondo e a tubo con risvolto al fondo.
Sulle spalle compaiono due travette rettangolari che riportano corpo,
categoria e il livello di grado.
I gradi sono sul paramano e sono costituiti da galloni in orizzontale
in filo dorato il più in alto dei quali assume la forma di un
rombo.
Le travette, e i gradi per il personale di volo sono sottopannati con
il colore dell’uniforme, mentre per i servizi la sottopannatura
è quella specifica (medico, commissariato, genio).
La camicia è bianca con cravatta nera, mentre in servizio è
concessa una camicia grigioazzurra.
Nel prossimo numero vedremo i copricapi, il brevetto da pilota ed i
distintivi utilizzati sull'uniforme.
Silvio Cherio
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