I lettori ci scrivono...

Caro Piemontenws…

La manovra economica

Avrei voluto la manovra economica emanata dal governo, fosse stata con tagli più mirati sugli sprechi, che favorisse la ripresa dello sviluppo con creazione di nuovi posti di lavoro, più equa nei sacrifici e più attenta ai bisogni della famiglia.
I tagli nella pubblica amministrazione e negli enti pubblici, dovrebbero essere fatti su tante consulenze clientelari, appalti e subappalti, con più controlli sulla sicurezza e sui costi, questi signori che prendono gli appalti non garantiscono la sicurezza e fanno lievitare i costi delle opere, dei servizi pubblici e privati a dismisura. Quando invece dovrebbe essere messa al primo posto, la sicurezza, la dignità della persona, il grande valore della vita.
Ci sarebbe bisogno, dei tagli alle spese militari e degli armamenti costosi e inutili.
Avrei voluto una manovra che non andasse a colpire i più deboli, con i tagli alle regioni comuni, mettono a rischio, servizi socio assistenziali sul territorio, fondamentali per una società, civile, solidale, libera e democratica. Poi altri tagli che vengono fatti, su scuola, cultura, ricerca, spettacolo e arte, andando ad influire negativamente sulla formazione e preparazione dei nostri figli.
Avrei voluto una manovra che favorisse, con piccoli investimenti a partire da subito, opere socialmente utili, in tutte le regioni, province, comuni, quartieri, per dare un contributo a far ripartire l'occupazione, la creazione di nuovi posti di lavoro, per giovani e meno giovani. Poi bisognerebbe fare tutto il possibile, per migliorare le condizioni di paura, di incertezza, anche di disperazioni, di chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo, di chi non vede prospettive per il proprio futuro, per la propria famiglia e che deve rinunciare a progetti di speranza.
Nei sacrifici , lor signori che stanno al governo, con questa manovra hanno colpito maggiormente lavoratori e pensionati, blocco dei contratti e tagli, questi sacrifici non sono uguali per tutte le categorie in proporzione al reddito, al guadagno. La crisi non è uguale per tutti, vengono risparmiate tante categorie privilegiate, dai proprietari di grandi patrimoni, le rendite finanziarie, dirigenti pubblici e privati, direttori di alcuni giornali, alcuni presentatori e conduttori di programmi televisivi, pubblici e privati, giocatori e allenatori di calcio, piloti di auto. Motociclisti, e tante altre categorie, che prendono fior di milioni di euro l'anno e non vengono toccati, governanti vi sembra giusto? Io dico che i sacrifici dovrebbero essere più equi e più giusti.
Sull'evasione fiscale, si faccia veramente sul serio una volta per tutte, per pagare meno e pagare tutti, sia fatto onore con tasse meno onerose, alle persone oneste che con il senso del dovere hanno pagato e pagano. Sia fatta anche una lotta seria al lavoro nero, alla corruzione, alla mafia, per far crescere un'economia nel nostro bel paese più sana. Poi ci vorrebbe più impegno da parte del governo, e di tutte le istituzioni, dalle scuole, ai movimenti alle associazioni di volontariato, alle parrocchie, per far crescere nelle coscienze, il senso dello stato, del dovere, del rispetto delle leggi, del rispetto delle regole, c'è bisogno di una coscienza civile sociale alta, piena di valori veri, di onestà, di trasparenza, di uguaglianza, di diritti, di solidarietà, come punto di riferimento solido da tenere, la nostra meravigliosa costituzione italiana, con l'obiettivo e con l'impegno da parte di tutti, raggiungere una società, migliore, più giusta, dove il benessere e i sacrifici siano uguali per tutti i cittadini e siano nell'interesse del bene comune.

Francesco Lena

Torino, inquinamento e rimedi

Questa settimana il Comune di Torino ha inaugurato in grande stile il bike sharing per permettere a chi vuole di girare per la città con la bicicletta. È curioso vedere come la pubblica amministrazione, che dimostra un odio feroce verso l’auto (anche quelle elettriche non possono entrare nella Città Proibita), nutra un altrettanto sviscerato amore per quest’oggetto goffo e retrò che è la bici. È vero che ognuno è liberissimo di avere i propri gusti, anche se a Torino è vietato amare l’auto. Tuttavia forse sarebbe stato meglio prima riparare le strade della città, che sono piene di buche pericolose anche per chi, per muoversi, preferisce la trazione animale. Quello che stupisce è la tolleranza totale per certe manifestazioni di inciviltà purtroppo molto frequenti tra i ciclisti. Chi non li ha visti sfrecciare sui marciapiedi o sotto i portici, guidare contromano, magari anche di notte e senza luci? Chi ha provato a far presente a questi bei tipi che stavano violando il codice della strada, quasi sempre si è sentito apostrofare in malo modo e i meno incivili rispondono che loro non inquinano. Verissimo, ma se la mettiamo su questo piano, anche i rapinatori, gli evasori fiscali e altri violatori di leggi e codici non inquinano. Se qualcuno vuole andare in bicicletta è liberissimo di farlo, ma deve rispettare il codice della strada, che ha valore anche per i veicoli a trazione animale come la bici. Tuttavia quasi sempre, quando qualcuno di questi signori si comporta in modo poco ortodosso, è trattato in modo molto benevolo dalla polizia municipale, che nei loro confronti è molto più tollerante che con le auto in divieto di sosta.
Aggiungiamo che, se si usano le bici per ridurre l’inquinamento, ci si deve chiedere se è il sistema migliore adottare una tecnologia del XIX secolo per risolvere un problema del XXI.
Tornando all’inquinamento. Ben sappiamo che l’auto inquina, ma il Gtt ha ancora nel suo parco ben 800 veicoli ad alto inquinamento. Non dimentichiamo che la crociata contro le auto è iniziata ormai da circa vent’anni. Se si fosse studiato un piano sistematico sicuramente oggi potremmo essere molto più avanti nella soluzione del problema. Soprattutto si sarebbero dovute combattere tutte le forme di inquinamento, mentre per esempio per i riscaldamenti si è fatto poco. Se in questo lungo lasso di tempo si fossero studiate agevolazioni per chi passava ai doppi vetri per le finestre, per i riscaldamenti individuali, certo ora si consumerebbero meno sostanze inquinanti. Il fatto è che alle amministrazioni pubbliche le agevolazioni piacciono pochissimo. Se c’è la possibilità di imporre un divieto o un balzello, nessun pubblico amministratore si tirerà indietro, ma chiedetegli di concedere agevolazioni, difficilmente sarà d’accordo. Altro punto dolente sono i posteggi. Chiunque viva in città sa quanto tempo si spreca a girare, soprattutto la sera, a cercare un posteggio. In tutto quel tempo perso la vettura circola e inquina. Se ci fossero più posteggi le macchine inquinerebbero molto meno. C’è però un altro problema. Molti dei disgraziati che vagano per trovare posteggio, dopo quarti d’ora o più di tentativi andati a vuoto, lasciano la macchina in divieto di sosta e, dato che a pensar male si fa peccato ma si indovina, è facile pensare che i posteggi vengano volutamente tenuti al disotto delle necessità, perché le multe rendono più dei posteggi a pagamento. Idem i limiti di velocità ai 30 all’ora. Chiunque sa guidare sa che l’unico modo per rispettarli è guidare con una marcia bassissima, e il motore imballato. In questo modo si inquina molto di più che a velocità doppia e anche qui c’è la sensazione che il vero obiettivo del Comune sia fare cassa, alla faccia dell’inquinamento. In conclusione se si deve valutare la situazione di Torino dai risultati, la sensazione che viene è che siano saggi coloro che, potendo, si trasferiscono in altri lidi. Tanto Torino ha già perso tutte le aziende, può ancora perdere qualche migliaio di abitanti.

Francesco Cordero di Pamparato

Si è da poco conclusa la “settimana dell’apartheid” contro Israele, promossa da intellettuali, professori, studenti arabi estremisti, svoltasi in parecchi campus americani ed europei (in Italia a Milano, Firenze, Pisa… per fortuna Torino non ha aderito...), che si proponeva di boicottare Israele e le sue Università. E’ veramente uno sproloquio adoperare la parola “apartheid” riferendosi a Israele.
“Apartheid” evoca la lotta contro la discriminazione razziale in Sudafrica. In Israele l’apartheid “Non esiste”. Chiunque si può documentare e può verificare come, al contrario, esistono da molti anni forme di collaborazione tra israeliani e palestinesi, soprattutto in campo sanitario, ma di queste cose non si parla mai sui media, perché Israele si deve solo demonizzare. Qualcuno sa che nel Parlamento israeliano, la Knesset, siedono deputati arabi, e il viceministro dello sviluppo in Galilea e Negev è un musulmano di minoranza Drusa? No, nessuno lo sa, purtroppo! Tutto questo è un’ennesima manovra per delegittimare lo Stato d’Israele e I fomentatori d’odio non sono mai sazi di accusare, calunniare a vanvera, ingenerando antisemitismo.
Riflessione: non è che per caso l’apartheid esista nel mondo arabo? Donne segregate, dissidenti impiccati, cristiani assassinati, diritti civili delle minoranze ignorati?
Meditate gente, meditate!

Miriam Iliade Levi

 

Ferrovie da incubo

Io e mia moglie siamo partiti dal mio paese Cenate Sopra BG in automobile per recarsi a prendere il treno, alla stazione ferroviaria di Montello/Gorlago provincia di Bergamo, li siamo arrivati 35 minuti prima che arrivasse il treno delle ore 13,20 Montello/Gorlago per Brescia. Sorpresa nella sala di attesa non cera neanche una sedia per potersi sedere, in attesa del treno per Brescia.
Partiti alle ore 13,20 arrivati a Brescia con 30 minuti di ritardo. Per fortuna Eurostar che avevamo prenotato, Brescia, Mestre/Ve aveva 8 minuti di ritardo e siamo riusciti a prenderlo. Alle ore 14,23 siamo partiti da Brescia, arrivati a Mestre/Ve alle ore 16,08 con circa 10 minuti di ritardo, la coincideza di partenza, Mestre/Ve per Codroipo era per le ore 16,16, viene annunciato che quel treno è stato soppresso, attendiamo quello dopo delle ore 16,31, grande sorpresa, una cosa mai vista, carrozze strapiene di gente, non riuscivano più neanche a chiudere le porte per farlo ripartire, naturalmente noi non siamo riusciti a salire, anche perché era assolutamente impossibile, cosi altra attesa, abbiamo aspettato il treno che è partito alle ore 17,42. saliti su quel treno, abbiamo trovato si il posto a sedere, ma altra sorpresa, in quelle carrozze, non cera il posto per mettere le valige, si vi dico giusto non era predisposto per mettere i bagagli, abbiamo dovuto lasciare una valigia in corridoio e una sui sedili. Finalmente alle 18,38 siamo arrivati a destinazione a Codroipo.
Aldilà del disservizio e disagio subito, mi chiedo:
Come utente, cliente e come cittadino, chi programma i viaggi, il servizio trasporti clienti?
Chi progetta le carrozze? Chi programma le stazioni e le sale di attesa? Sono armai più di 40 anni che uso il treno per spostarmi per motivi vari. Non mi è mai capitato, che in una sala di attesa non ci fosse neanche una sedia per potersi sedere. Non mi è mai successo di non riuscire a salire su un treno e delle carrozze che non c'era il posto per i bagagli.
Voglio far presente che il disservizio l'ho pagato bene 70 euro per 300 km per due persone.
Chiedo a lor signori che stanno al governo, al Ministro dei trasporti, ai responsabili delle ferrovie italiane, ai dirigenti dei trasporti delle ferrovie italiane, dove è l’efficacia e l’efficienza del trasporto?, qui il merito a chi lo date? Vi inviterei a spendere meno parole sui giornali, alla radio, alla televisione, ma di utilizzare quel tempo, per andare a vedere come funziona il servizio trasporti nel nostro paese.
Forse ci sarebbe bisogno anche di ascoltare di più i pendolari, i cittadini che usano il treno, verrebbe sicuramente da loro delle proposte, come progettare le carrozze, come progettare il trasporto della gente dei clienti, come programmare le stazioni e le sale di attesa.
Ascoltandoli sicuramente funzionerebbe tutto meglio.

Francesco Lena

Gentile signor Francesco,

abbiamo letto con interesse la sua mail e siamo rimasti profondamente sconcertati per quanto ci ha raccontato. Indubbiamente il suo viaggio è stato quanto mai faticoso e travagliato e le suggeriamo di segnalare quanto accaduto non solo all’ufficio reclami di Trenitalia, ma anche alla regione Lombardia per quanto attiene alla condizioni della sala d’attesa di Montello/Gorlato. Per quanto riguarda i bagagli, in questi ultimi anni, su molte vetture che sono in circolazione sono stati realizzati appositi contenitori per i bagagli in prossimità delle porte d’ingresso. Le sue osservazioni relative ad un maggior controllo da parte di chi ha responsabilità nel settore sono senza dubbio giuste e ci uniamo a lei nel richiedere, oltre che un miglior servizio, anche un diverso rapporto tra erogatore ed utilizzatore del servizio ferroviario. Siamo anche certi che la rete ferroviaria italiana necessiti di un potenziamento per renderla adatta a sempre maggiori richieste di utilizzo e che in questo contesto la concorrenza, ovvero l’ingresso dei privati, possa giovare.
La ringraziamo per la fiducia accordataci e speriamo di poterla annoverare sempre tra i nostri lettori.

Silvio Cherio

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Spett.le Direttore,
vorrei farLe conoscere una disavventura in cui è recentemente incappata la società (snc) formata da mio marito e mio fratello, società che gestisce per una nota catena due piccoli supermercati in Torino.
Hanno ricevuto un'ingiunzione di pagamento dalla Soris datata 15/05/2009, riferita alla Tarsu, dovuta a ritardi di iscrizione a ruolo di uno dei supermercati. Ritardo da parte della Soris, le comunicazioni inerenti erano state fatte dalla società nei tempi debiti. Comunque, somma dovuta, pagamento effettuato tramite bonifico il 12/06/2009. Tengo a precisare che il bonifico è uno dei mezzi di pagamento indicati nella loro ingiunzione.
Pochi giorni addietro hanno ricevuto una seconda ingiunzione di pagamento, in data 04/09/2009, di 487 euro per compensi di riscossione, con relativa predisposizione del fermo dell'auto aziendale se non pagati entro 20 giorni , perché ad avviso della Soris, avendo ricevuto la valuta il 18/06/2009 è come se non avessero pagato entro i 30 giorni. Sull'ingiunzione è specificato che la somma deve essere pagata entro 30 giorni non che il contribuente debba anche preoccuparsi che la somma giunga alla Soris entro quella data.
Quali possibilità hanno i contribuenti di tutelarsi di fronte alle malversazioni da parte degli enti che tengono comportamenti, a mio parere questo ne un esempio, vessatori nei loro confronti ?
Spesso, per evitare ulteriori perdite di tempo, ed anche perché non si sa bene come procedere in merito, si paga e non si fanno richieste di rimborso, ma resta l'impressione di essere, benché tutt'altro che evasori, trattati come malviventi.
E vengono richieste somme, per sanare una presunta evasione, che in percentuale ampiamente superano il 5% richiesto agli evasori che hanno portato i loro capitali all'estero ...

Monica Bosio

Se vuole che le risponda in tutta sincerità; ormai siamo nelle mani di individui che compiono delle vere e proprie estorsioni legalizzate. Enti e società che sfiorano i limiti dell’illecito, avide di denaro e pronte ad ipotecare tacitamente ogni bene. In tanti hanno tentato di difendersi, ma nessuno ci è mai riuscito; probabilmente hanno Santi in Paradiso.

Luigi Cubeddu - vicedirettore

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Secondo me in Italia non c’è bisogno di nuove gabbie, se mai c’è bisogno di toglierne, perché c’è ne sono già troppe. In Italia c’è bisogno di liberarsi di tante gabbie che esistono nella nostra società, dal sud al centro e al nord, sia strutturali che mentali, altro che gabbie salariali.
C’è bisogno di liberarsi delle cause che provocano infortuni sui posti di lavoro, provocando tanti feriti e moltissimi morti, per riscoprire con l’impegno e responsabilità, la libertà e il diritto alla vita, alla prevenzione e di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per mangiare e per vivere.
C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle mafie, della malavita organizzata, siano messe in atto strategie per batterle, per riscoprire il grande valore civile e sociale, della legalità, del rispetto delle leggi, della trasparenza. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie dell’evasione fiscale, mettere in atto piani idonei per superarla, per riscoprire la cultura del rispetto delle regole e la bellezza del valore dell’onestà. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di monopolio dell’informazione in Italia, va messo in atto un programma, per far si che l’informazione sia in mano a più soggetti e il conflitto di interessi sia superato, per riscoprire l’importanza, culturale, civile e sociale, del pluralismo, dell’obiettività, della libertà di un'informazione a 360 gradi. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di tante pensioni da fame, per dare a quei pensionati, la libertà e il diritto ad avere una pensione dignitosa, per riuscire ad arrivare a fine mese. C’è bisogno di liberarsi dalle gabbie della disoccupazione, che in questo periodo è molta alta, siano messi in atto programmi e con più impegno per una piena occupazione, per far trovare alle persone, il diritto e la dignità di avere un posto di lavoro. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’egoismo, va portata avanti una cultura, che sappia aggregare, socializzare, per riscoprire il meraviglioso valore della vera solidarietà , dello stare bene insieme, della collaborazione. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie della fame, della sete, dalle dittature, delle guerre, delle disuguaglianze nel mondo, qui ci vuole l’impegno di tutti i governi dei paesi sviluppati, di tutte le forse politiche e sociali, per superarle e riscoprire il grande valore della vita, dell’aiuto dell’altro, dei diritti universali, dell’uguaglianza dei cittadini del mondo, dei veri valori del bene comune e della pace. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’abuso di droghe e di bevande alcoliche, con l’impegno di tutte le forze politiche sociali e di tutte le istituzioni, con una cultura di prevenzione, il governo e le forze dell’ordine, elaborare un piano, per combattere trafficanti e spacciatori di droghe, per riscoprire il meraviglioso valore della vita, di una vita naturale, della prevenzione di tanti incidenti stradali, che purtroppo in Italia è molto elevato il numero di morti e feriti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle divisioni, delle fantomatiche separazioni o devoluzioni, bisogna portare avanti con grande impegno democratico, l’attuazione a pieno della costituzione italiana, per riscoprire l’altissimo valore dell’UNITA’ d’ITALIA, la libertà dei diritti doveri uguali per tutti i cittadini italiani. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie di slogan negativi, delle falsità, delle volgarità, delle parolacce offensive, che troppe persone usano sia in pubblico che in privato, bisogna impegnarsi costantemente, per elevare la cultura del rispetto, per riscoprire il valore della gentilezza, del dialogo pacato, del rispetto degli altri. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie e barriere architettoniche, per i diversamente abili, anziani e per i più deboli, bisogna investire di più sia economicamente che culturalmente, per abbattere barriere strutturali e mentali, per far trovare la libertà e il diritto di strutture e servizi adeguate ai loro bisogni. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, della sottocultura, della disgregazione. Del qualunquismo, del menefreghismo, dell’indifferenza, vanno combattuti con una cultura di alta civiltà sociale, per riscoprire i valori belli, dell’impegno, della responsabilità, del protagonismo, l’INNO NAZIONALE d’ITALIA, è uno di più belli del mondo, che ha unito, che unisce e che unirà gli italiani, con amor di patria di questo dobbiamo essere orgogliosi. I dialetti esistono in ogni angolo d’Italia, e ogni cittadino è libero di parlarli e praticarli, quando e dove vuole, senza l’obbligo di gabbie imposte da lor signori che stanno al governo, a scuola o in altre sedi, la scuola se mai deve contribuire ad elevare la cultura di tutti i cittadini. Non c’è bisogno di gabbie salariali, al sud d’Italia sono già inferiori del 15% al 20%, aggiungo i salari in Italia sono i più bassi d’Europa, se mai c’è bisogno per i lavoratori italiani, del sud, del centro, del nord, della libertà e il diritto a salari superiori agli attuali per tutti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle tragedie umane che stanno avvenendo sugli immigrati, al di là delle leggi internazionali, nazionali, vanno salvati e basta, la vita è il valore più alto, quello che sta avvenendo è una grande offesa all’umanità.
Ora un invito a tutti a fare ognuno la propria parte, per contribuire a costruire una società, più giusta, una società che abbia al centro la persona con i suoi bisogni, che risponda ai principi di uguaglianza, di democrazia, di libertà, piena di valori veri, nell’interesse del bene comune, tutti i cittadini del mondo possano viverci un po’ meglio.


Francesco Lena - Bergamo

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Onore al soldato “Cairo”

Urbano Cairo, grande e generoso tifoso granata ; grazie per l’impegno e la dedizione riservata al Toro in questi ultimi anni. Verranno tempi migliori, acquisti azzeccati e la fine dei tormentoni fino agli ultimi secondi di campionati all’adrenalina pura, come l’ultimo, da dimenticare. Organizzare una squadra di calcio è uno dei mestieri più difficili che ci sia, specialmente quando i mezzi a disposizione non sono enormi; a volte basta l’inserimento di un allenatore sbagliato, un campione che non riesce ad inserirsi e arbitraggi spesso discutibili per spaccare il morale del così detto “spogliatoio” dove spesso si decidono le sorti del gruppo.
Urbano Cairo ha salvato il Toro dal fallimento, dalla serie B, ha speso un mucchio di soldi, l’unico vero grande tifoso, checché ne dicano i grandi opinionisti delle varie emittenti torinesi che non perdono mai l’occasione per rinfacciargli scelte ed acquisti inopportuni.
Tutto vero, però va ricordato che l’unico ad aprire i cordoni della borsa è sempre lui, anche adesso che certa becera tifoseria è sul piede di guerra e non manca mai di insultare giocatori e società.
Il prossimo campionato di Serie B non sarà poi la fine del mondo. Incrociamo le dita col presidente e con il direttore tecnico che dovranno sfoltire e nello stesso tempo rinforzare la squadra.
Nel prossimo campionato incontreremo un’altra gloria centenaria del calcio italiano, la Pro Patria di Busto Arsizio, poi la Triestina, forse il Brescia e altre compagini molto agguerrite del profondo Sud.
Certamente a noi, vecchi tifosi granata, over settanta, tutte queste peripezie non fanno piacere.
Eravamo abituati al Grande Torino, al Caffè Fiorio di corso Vittorio Emanuele, a due passi dalla stazione di Porta Nuova dove l’aristocratica tifoseria di fede granata si radunava, prima, dopo e durante i dopo partita che per il grande affollamento bloccavano quasi sempre il passaggio sotto i portici.
Era il locale prediletto da Grezar, da Eusebio Casigliano, da Rigamonti, Bacigalupo e Martelli, il Trio Nizza, indimenticabili, più raramente incontravi capitan Valentino,
Le partite si giocavano al Filadelfia, rimasto imbattuto per cinque anni; grandi emozioni, poi tremendo dolore quando la squadra mori a Superga.
Onore al soldato “Cairo”, da parte di un vecchi tifoso granata e grazie per quello che ha fatto e per quello che farà. Dopo la tempesta spesso torna il sereno. Buon lavoro e Forza Toro!

Claudio Raineri

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Ma lo scontrino è facoltativo?
Il rilascio in molti negozi è un optional: lo sfogo di un lettore

Parlare di problemi in generale non si può, bisogna prendere un problema per volta e cercare una soluzione che possa davvero far vedere i risultati. Negli ultimi tempi sono davvero stufo di come vanno le cose nella mia società, i nostri politici parlano di continuo di togliere o mettere tasse su questo o su quel bene ma secondo me prima di continuare a penalizzare come sempre gli stessi cioè il semplice operaio quello veramente spremuto come un limone visto che è l’unico veramente monitorato fino all’ultimo suo centesimo ,inizierei con controlli seri su tutte le attività commerciali . La mia richiesta è su basi certe . Come ogni sabato vado a comprare in un negozio di via Berthollet , un negozio che lavora veramente tantissimo ,il sabato mattina è pieno di gente che compra ,ma solo uno su dieci esce con lo scontrino fiscale, infatti la mia certezza arriva quando vedo che sullo scontrino fiscale alle ore quindici e trenta il numero delle battute a solo sessanta clienti non può che venirmi in mente che lui e uno dei tanti che evade le tasse mentre io pago anche per lui !!!!!!! Come lui chissà quanti altri !!!!! Mi chiedo e cosi difficile fare dei controlli in modo serio controlli mirati, per esempio :un controllo incrociato con gli scontrini della bilancia e quelli della cassa , ma anche con le varie fatture,un negozio che macella 133 vitelli l’anno sicuramente con dei controlli più seri, ammesso che ne abbia mai avuti,si può scoprire che è uno dei tanti furbi che vivono prendendo in giro la società !!Solo in questo caso posso iniziare a pensare che la legge il rispetto dello Stato e uguale per tutti i suoi cittadini. Uno Stato che funziona si vede dalle piccole cose. Per il momento non mi sento un cittadino rispettato dallo stato !!!!! Vorrei davvero che la Guardia di Finanza iniziasse a fare controlli severi per i furbi del villaggio iniziando a penalizzare quelli che dichiarano la metà di quello che guadagnano o devo pensare che il negozio in proposito e chissà quanti altri hanno il loro Santo protettore?????

La mia risposta ? Sicuramente Hanno un Santo Protettore (almeno il negozio in questione).

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Spettabile Piemontenews...

Leggendo i vostri articoli mi vene in mente cosa accade in Europa, nel periodo delle elezioni il governo si ricorda degli italiani che risiedono al estero, ma purtroppo dopo queste elezioni il governo si è dimenticato di noi italiani, sono stato al ambasciata italiana a Londra per richiedere il passaporto (biometrico) ma purtroppo non mi anno dato quello che richiedevo cosi solo ho avuto un semplice passaporto digitale che non serve a nulla se desidero andare in vacanza in America debbo fare domanda al ambasciata americana per richiedere la VISA cosa molto lunga, devi fare prima un intervista poi aspettare diverso tempo per poi in caso avere il permesso di visitare gli US. Alla richiesta la persona allo sportello dell’Ambasciata Italiana insiste dicendo che con questo passaporto puoi andare in tutto il mondo cosa non vera perche quando sei negli USA non ti permettono di entrare o devi aspettare giorni che ti diano assistenza facendoti le prove delle impronte digitali dell’iride, questo è un caso per le pensioni non abbiamo diritto agli aumenti perchè siamo residenti al estero io personalmente ricevo un assegno mensile di 460 euro, ditemi se è possibile vivere, già mi va bene che il governo inglese mi aiuta seno dovrei morire di fame come gli italiani in Italia con la pensione minima, ma i nostri governanti si sono fatti un aumento di ben 3000 euro, lo sanno che sono nostri dipendenti e che lavorano per noi dato che siamo noi italiani che paghiamo le tasse e i loro stipendi

Sig. Vittorio Carlo

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