Caro
Piemontenws…
La
manovra economica
Avrei voluto la manovra economica emanata dal governo,
fosse stata con tagli più mirati sugli sprechi, che favorisse
la ripresa dello sviluppo con creazione di nuovi posti di lavoro,
più equa nei sacrifici e più attenta ai bisogni della
famiglia.
I tagli nella pubblica amministrazione e negli enti pubblici, dovrebbero
essere fatti su tante consulenze clientelari, appalti e subappalti,
con più controlli sulla sicurezza e sui costi, questi signori
che prendono gli appalti non garantiscono la sicurezza e fanno lievitare
i costi delle opere, dei servizi pubblici e privati a dismisura. Quando
invece dovrebbe essere messa al primo posto, la sicurezza, la dignità
della persona, il grande valore della vita.
Ci sarebbe bisogno, dei tagli alle spese militari e degli armamenti
costosi e inutili.
Avrei voluto una manovra che non andasse a colpire i più deboli,
con i tagli alle regioni comuni, mettono a rischio, servizi socio
assistenziali sul territorio, fondamentali per una società,
civile, solidale, libera e democratica. Poi altri tagli che vengono
fatti, su scuola, cultura, ricerca, spettacolo e arte, andando ad
influire negativamente sulla formazione e preparazione dei nostri
figli.
Avrei voluto una manovra che favorisse, con piccoli investimenti a
partire da subito, opere socialmente utili, in tutte le regioni, province,
comuni, quartieri, per dare un contributo a far ripartire l'occupazione,
la creazione di nuovi posti di lavoro, per giovani e meno giovani.
Poi bisognerebbe fare tutto il possibile, per migliorare le condizioni
di paura, di incertezza, anche di disperazioni, di chi ha perso il
lavoro o rischia di perderlo, di chi non vede prospettive per il proprio
futuro, per la propria famiglia e che deve rinunciare a progetti di
speranza.
Nei sacrifici , lor signori che stanno al governo, con questa manovra
hanno colpito maggiormente lavoratori e pensionati, blocco dei contratti
e tagli, questi sacrifici non sono uguali per tutte le categorie in
proporzione al reddito, al guadagno. La crisi non è uguale
per tutti, vengono risparmiate tante categorie privilegiate, dai proprietari
di grandi patrimoni, le rendite finanziarie, dirigenti pubblici e
privati, direttori di alcuni giornali, alcuni presentatori e conduttori
di programmi televisivi, pubblici e privati, giocatori e allenatori
di calcio, piloti di auto. Motociclisti, e tante altre categorie,
che prendono fior di milioni di euro l'anno e non vengono toccati,
governanti vi sembra giusto? Io dico che i sacrifici dovrebbero essere
più equi e più giusti.
Sull'evasione fiscale, si faccia veramente sul serio una volta per
tutte, per pagare meno e pagare tutti, sia fatto onore con tasse meno
onerose, alle persone oneste che con il senso del dovere hanno pagato
e pagano. Sia fatta anche una lotta seria al lavoro nero, alla corruzione,
alla mafia, per far crescere un'economia nel nostro bel paese più
sana. Poi ci vorrebbe più impegno da parte del governo, e di
tutte le istituzioni, dalle scuole, ai movimenti alle associazioni
di volontariato, alle parrocchie, per far crescere nelle coscienze,
il senso dello stato, del dovere, del rispetto delle leggi, del rispetto
delle regole, c'è bisogno di una coscienza civile sociale alta,
piena di valori veri, di onestà, di trasparenza, di uguaglianza,
di diritti, di solidarietà, come punto di riferimento solido
da tenere, la nostra meravigliosa costituzione italiana, con l'obiettivo
e con l'impegno da parte di tutti, raggiungere una società,
migliore, più giusta, dove il benessere e i sacrifici siano
uguali per tutti i cittadini e siano nell'interesse del bene comune.
Francesco
Lena
Torino,
inquinamento e rimedi
Questa settimana il Comune di Torino ha inaugurato
in grande stile il bike sharing per permettere a chi vuole di girare
per la città con la bicicletta. È curioso vedere come
la pubblica amministrazione, che dimostra un odio feroce verso l’auto
(anche quelle elettriche non possono entrare nella Città Proibita),
nutra un altrettanto sviscerato amore per quest’oggetto goffo
e retrò che è la bici. È vero che ognuno è
liberissimo di avere i propri gusti, anche se a Torino è vietato
amare l’auto. Tuttavia forse sarebbe stato meglio prima riparare
le strade della città, che sono piene di buche pericolose anche
per chi, per muoversi, preferisce la trazione animale. Quello che
stupisce è la tolleranza totale per certe manifestazioni di
inciviltà purtroppo molto frequenti tra i ciclisti. Chi non
li ha visti sfrecciare sui marciapiedi o sotto i portici, guidare
contromano, magari anche di notte e senza luci? Chi ha provato a far
presente a questi bei tipi che stavano violando il codice della strada,
quasi sempre si è sentito apostrofare in malo modo e i meno
incivili rispondono che loro non inquinano. Verissimo, ma se la mettiamo
su questo piano, anche i rapinatori, gli evasori fiscali e altri violatori
di leggi e codici non inquinano. Se qualcuno vuole andare in bicicletta
è liberissimo di farlo, ma deve rispettare il codice della
strada, che ha valore anche per i veicoli a trazione animale come
la bici. Tuttavia quasi sempre, quando qualcuno di questi signori
si comporta in modo poco ortodosso, è trattato in modo molto
benevolo dalla polizia municipale, che nei loro confronti è
molto più tollerante che con le auto in divieto di sosta.
Aggiungiamo che, se si usano le bici per ridurre l’inquinamento,
ci si deve chiedere se è il sistema migliore adottare una tecnologia
del XIX secolo per risolvere un problema del XXI.
Tornando all’inquinamento. Ben sappiamo che l’auto inquina,
ma il Gtt ha ancora nel suo parco ben 800 veicoli ad alto inquinamento.
Non dimentichiamo che la crociata contro le auto è iniziata
ormai da circa vent’anni. Se si fosse studiato un piano sistematico
sicuramente oggi potremmo essere molto più avanti nella soluzione
del problema. Soprattutto si sarebbero dovute combattere tutte le
forme di inquinamento, mentre per esempio per i riscaldamenti si è
fatto poco. Se in questo lungo lasso di tempo si fossero studiate
agevolazioni per chi passava ai doppi vetri per le finestre, per i
riscaldamenti individuali, certo ora si consumerebbero meno sostanze
inquinanti. Il fatto è che alle amministrazioni pubbliche le
agevolazioni piacciono pochissimo. Se c’è la possibilità
di imporre un divieto o un balzello, nessun pubblico amministratore
si tirerà indietro, ma chiedetegli di concedere agevolazioni,
difficilmente sarà d’accordo. Altro punto dolente sono
i posteggi. Chiunque viva in città sa quanto tempo si spreca
a girare, soprattutto la sera, a cercare un posteggio. In tutto quel
tempo perso la vettura circola e inquina. Se ci fossero più
posteggi le macchine inquinerebbero molto meno. C’è però
un altro problema. Molti dei disgraziati che vagano per trovare posteggio,
dopo quarti d’ora o più di tentativi andati a vuoto,
lasciano la macchina in divieto di sosta e, dato che a pensar male
si fa peccato ma si indovina, è facile pensare che i posteggi
vengano volutamente tenuti al disotto delle necessità, perché
le multe rendono più dei posteggi a pagamento. Idem i limiti
di velocità ai 30 all’ora. Chiunque sa guidare sa che
l’unico modo per rispettarli è guidare con una marcia
bassissima, e il motore imballato. In questo modo si inquina molto
di più che a velocità doppia e anche qui c’è
la sensazione che il vero obiettivo del Comune sia fare cassa, alla
faccia dell’inquinamento. In conclusione se si deve valutare
la situazione di Torino dai risultati, la sensazione che viene è
che siano saggi coloro che, potendo, si trasferiscono in altri lidi.
Tanto Torino ha già perso tutte le aziende, può ancora
perdere qualche migliaio di abitanti.
Francesco
Cordero di Pamparato
Si è da poco conclusa la “settimana
dell’apartheid” contro Israele, promossa da intellettuali,
professori, studenti arabi estremisti, svoltasi in parecchi campus
americani ed europei (in Italia a Milano, Firenze, Pisa… per
fortuna Torino non ha aderito...), che si proponeva di boicottare
Israele e le sue Università. E’ veramente uno sproloquio
adoperare la parola “apartheid” riferendosi a Israele.
“Apartheid” evoca la lotta contro la discriminazione razziale
in Sudafrica. In Israele l’apartheid “Non esiste”.
Chiunque si può documentare e può verificare come, al
contrario, esistono da molti anni forme di collaborazione tra israeliani
e palestinesi, soprattutto in campo sanitario, ma di queste cose non
si parla mai sui media, perché Israele si deve solo demonizzare.
Qualcuno sa che nel Parlamento israeliano, la Knesset, siedono deputati
arabi, e il viceministro dello sviluppo in Galilea e Negev è
un musulmano di minoranza Drusa? No, nessuno lo sa, purtroppo! Tutto
questo è un’ennesima manovra per delegittimare lo Stato
d’Israele e I fomentatori d’odio non sono mai sazi di
accusare, calunniare a vanvera, ingenerando antisemitismo.
Riflessione: non è che per caso l’apartheid esista nel
mondo arabo? Donne segregate, dissidenti impiccati, cristiani assassinati,
diritti civili delle minoranze ignorati?
Meditate gente, meditate!
Miriam
Iliade Levi
Ferrovie
da incubo
Io e mia moglie siamo partiti dal mio paese Cenate Sopra BG in automobile
per recarsi a prendere il treno, alla stazione ferroviaria di Montello/Gorlago
provincia di Bergamo, li siamo arrivati 35 minuti prima che arrivasse
il treno delle ore 13,20 Montello/Gorlago per Brescia. Sorpresa nella
sala di attesa non cera neanche una sedia per potersi sedere, in attesa
del treno per Brescia.
Partiti alle ore 13,20 arrivati a Brescia con 30 minuti di ritardo.
Per fortuna Eurostar che avevamo prenotato, Brescia, Mestre/Ve aveva
8 minuti di ritardo e siamo riusciti a prenderlo. Alle ore 14,23 siamo
partiti da Brescia, arrivati a Mestre/Ve alle ore 16,08 con circa
10 minuti di ritardo, la coincideza di partenza, Mestre/Ve per Codroipo
era per le ore 16,16, viene annunciato che quel treno è stato
soppresso, attendiamo quello dopo delle ore 16,31, grande sorpresa,
una cosa mai vista, carrozze strapiene di gente, non riuscivano più
neanche a chiudere le porte per farlo ripartire, naturalmente noi
non siamo riusciti a salire, anche perché era assolutamente
impossibile, cosi altra attesa, abbiamo aspettato il treno che è
partito alle ore 17,42. saliti su quel treno, abbiamo trovato si il
posto a sedere, ma altra sorpresa, in quelle carrozze, non cera il
posto per mettere le valige, si vi dico giusto non era predisposto
per mettere i bagagli, abbiamo dovuto lasciare una valigia in corridoio
e una sui sedili. Finalmente alle 18,38 siamo arrivati a destinazione
a Codroipo.
Aldilà del disservizio e disagio subito, mi chiedo:
Come utente, cliente e come cittadino, chi programma i viaggi, il
servizio trasporti clienti?
Chi progetta le carrozze? Chi programma le stazioni e le sale di attesa?
Sono armai più di 40 anni che uso il treno per spostarmi per
motivi vari. Non mi è mai capitato, che in una sala di attesa
non ci fosse neanche una sedia per potersi sedere. Non mi è
mai successo di non riuscire a salire su un treno e delle carrozze
che non c'era il posto per i bagagli.
Voglio far presente che il disservizio l'ho pagato bene 70 euro per
300 km per due persone.
Chiedo a lor signori che stanno al governo, al Ministro dei trasporti,
ai responsabili delle ferrovie italiane, ai dirigenti dei trasporti
delle ferrovie italiane, dove è l’efficacia e l’efficienza
del trasporto?, qui il merito a chi lo date? Vi inviterei a spendere
meno parole sui giornali, alla radio, alla televisione, ma di utilizzare
quel tempo, per andare a vedere come funziona il servizio trasporti
nel nostro paese.
Forse ci sarebbe bisogno anche di ascoltare di più i pendolari,
i cittadini che usano il treno, verrebbe sicuramente da loro delle
proposte, come progettare le carrozze, come progettare il trasporto
della gente dei clienti, come programmare le stazioni e le sale di
attesa.
Ascoltandoli sicuramente funzionerebbe tutto meglio.
Francesco Lena
Gentile
signor Francesco,
abbiamo
letto con interesse la sua mail e siamo rimasti profondamente sconcertati
per quanto ci ha raccontato. Indubbiamente il suo viaggio è
stato quanto mai faticoso e travagliato e le suggeriamo di segnalare
quanto accaduto non solo all’ufficio reclami di Trenitalia,
ma anche alla regione Lombardia per quanto attiene alla condizioni
della sala d’attesa di Montello/Gorlato. Per quanto riguarda
i bagagli, in questi ultimi anni, su molte vetture che sono in circolazione
sono stati realizzati appositi contenitori per i bagagli in prossimità
delle porte d’ingresso. Le sue osservazioni relative ad un maggior
controllo da parte di chi ha responsabilità nel settore sono
senza dubbio giuste e ci uniamo a lei nel richiedere, oltre che un
miglior servizio, anche un diverso rapporto tra erogatore ed utilizzatore
del servizio ferroviario. Siamo anche certi che la rete ferroviaria
italiana necessiti di un potenziamento per renderla adatta a sempre
maggiori richieste di utilizzo e che in questo contesto la concorrenza,
ovvero l’ingresso dei privati, possa giovare.
La ringraziamo per la fiducia accordataci e speriamo di poterla annoverare
sempre tra i nostri lettori.
Silvio
Cherio
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Spett.le
Direttore,
vorrei farLe conoscere una disavventura in cui è recentemente
incappata la società (snc) formata da mio marito e mio fratello,
società che gestisce per una nota catena due piccoli supermercati
in Torino.
Hanno ricevuto un'ingiunzione di pagamento dalla Soris datata 15/05/2009,
riferita alla Tarsu, dovuta a ritardi di iscrizione a ruolo di uno
dei supermercati. Ritardo da parte della Soris, le comunicazioni inerenti
erano state fatte dalla società nei tempi debiti. Comunque,
somma dovuta, pagamento effettuato tramite bonifico il 12/06/2009.
Tengo a precisare che il bonifico è uno dei mezzi di pagamento
indicati nella loro ingiunzione.
Pochi giorni addietro hanno ricevuto una seconda ingiunzione di pagamento,
in data 04/09/2009, di 487 euro per compensi di riscossione, con relativa
predisposizione del fermo dell'auto aziendale se non pagati entro
20 giorni , perché ad avviso della Soris, avendo ricevuto la
valuta il 18/06/2009 è come se non avessero pagato entro i
30 giorni. Sull'ingiunzione è specificato che la somma deve
essere pagata entro 30 giorni non che il contribuente debba anche
preoccuparsi che la somma giunga alla Soris entro quella data.
Quali possibilità hanno i contribuenti di tutelarsi di fronte
alle malversazioni da parte degli enti che tengono comportamenti,
a mio parere questo ne un esempio, vessatori nei loro confronti ?
Spesso, per evitare ulteriori perdite di tempo, ed anche perché
non si sa bene come procedere in merito, si paga e non si fanno richieste
di rimborso, ma resta l'impressione di essere, benché tutt'altro
che evasori, trattati come malviventi.
E vengono richieste somme, per sanare una presunta evasione, che in
percentuale ampiamente superano il 5% richiesto agli evasori che hanno
portato i loro capitali all'estero ...
Monica
Bosio
Se
vuole che le risponda in tutta sincerità; ormai siamo nelle
mani di individui che compiono delle vere e proprie estorsioni legalizzate.
Enti e società che sfiorano i limiti dell’illecito, avide
di denaro e pronte ad ipotecare tacitamente ogni bene. In tanti hanno
tentato di difendersi, ma nessuno ci è mai riuscito; probabilmente
hanno Santi in Paradiso.
Luigi
Cubeddu - vicedirettore
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Secondo
me in Italia non c’è bisogno di nuove gabbie, se mai
c’è bisogno di toglierne, perché c’è
ne sono già troppe. In Italia c’è bisogno di liberarsi
di tante gabbie che esistono nella nostra società, dal sud
al centro e al nord, sia strutturali che mentali, altro che gabbie
salariali.
C’è bisogno di liberarsi delle cause che provocano infortuni
sui posti di lavoro, provocando tanti feriti e moltissimi morti, per
riscoprire con l’impegno e responsabilità, la libertà
e il diritto alla vita, alla prevenzione e di poter andare a lavorare
per guadagnare il pane per mangiare e per vivere.
C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle mafie, della
malavita organizzata, siano messe in atto strategie per batterle,
per riscoprire il grande valore civile e sociale, della legalità,
del rispetto delle leggi, della trasparenza. C’è bisogno
di liberarsi delle gabbie dell’evasione fiscale, mettere in
atto piani idonei per superarla, per riscoprire la cultura del rispetto
delle regole e la bellezza del valore dell’onestà. C’è
bisogno di liberarsi delle gabbie, di monopolio dell’informazione
in Italia, va messo in atto un programma, per far si che l’informazione
sia in mano a più soggetti e il conflitto di interessi sia
superato, per riscoprire l’importanza, culturale, civile e sociale,
del pluralismo, dell’obiettività, della libertà
di un'informazione a 360 gradi. C’è bisogno di liberarsi
delle gabbie, di tante pensioni da fame, per dare a quei pensionati,
la libertà e il diritto ad avere una pensione dignitosa, per
riuscire ad arrivare a fine mese. C’è bisogno di liberarsi
dalle gabbie della disoccupazione, che in questo periodo è
molta alta, siano messi in atto programmi e con più impegno
per una piena occupazione, per far trovare alle persone, il diritto
e la dignità di avere un posto di lavoro. C’è
bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’egoismo, va portata
avanti una cultura, che sappia aggregare, socializzare, per riscoprire
il meraviglioso valore della vera solidarietà , dello stare
bene insieme, della collaborazione. C’è bisogno di liberarsi
delle gabbie della fame, della sete, dalle dittature, delle guerre,
delle disuguaglianze nel mondo, qui ci vuole l’impegno di tutti
i governi dei paesi sviluppati, di tutte le forse politiche e sociali,
per superarle e riscoprire il grande valore della vita, dell’aiuto
dell’altro, dei diritti universali, dell’uguaglianza dei
cittadini del mondo, dei veri valori del bene comune e della pace.
C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’abuso
di droghe e di bevande alcoliche, con l’impegno di tutte le
forze politiche sociali e di tutte le istituzioni, con una cultura
di prevenzione, il governo e le forze dell’ordine, elaborare
un piano, per combattere trafficanti e spacciatori di droghe, per
riscoprire il meraviglioso valore della vita, di una vita naturale,
della prevenzione di tanti incidenti stradali, che purtroppo in Italia
è molto elevato il numero di morti e feriti. C’è
bisogno di liberarsi delle gabbie, delle divisioni, delle fantomatiche
separazioni o devoluzioni, bisogna portare avanti con grande impegno
democratico, l’attuazione a pieno della costituzione italiana,
per riscoprire l’altissimo valore dell’UNITA’ d’ITALIA,
la libertà dei diritti doveri uguali per tutti i cittadini
italiani. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie di slogan
negativi, delle falsità, delle volgarità, delle parolacce
offensive, che troppe persone usano sia in pubblico che in privato,
bisogna impegnarsi costantemente, per elevare la cultura del rispetto,
per riscoprire il valore della gentilezza, del dialogo pacato, del
rispetto degli altri. C’è bisogno di liberarsi delle
gabbie e barriere architettoniche, per i diversamente abili, anziani
e per i più deboli, bisogna investire di più sia economicamente
che culturalmente, per abbattere barriere strutturali e mentali, per
far trovare la libertà e il diritto di strutture e servizi
adeguate ai loro bisogni. C’è bisogno di liberarsi delle
gabbie, della sottocultura, della disgregazione. Del qualunquismo,
del menefreghismo, dell’indifferenza, vanno combattuti con una
cultura di alta civiltà sociale, per riscoprire i valori belli,
dell’impegno, della responsabilità, del protagonismo,
l’INNO NAZIONALE d’ITALIA, è uno di più
belli del mondo, che ha unito, che unisce e che unirà gli italiani,
con amor di patria di questo dobbiamo essere orgogliosi. I dialetti
esistono in ogni angolo d’Italia, e ogni cittadino è
libero di parlarli e praticarli, quando e dove vuole, senza l’obbligo
di gabbie imposte da lor signori che stanno al governo, a scuola o
in altre sedi, la scuola se mai deve contribuire ad elevare la cultura
di tutti i cittadini. Non c’è bisogno di gabbie salariali,
al sud d’Italia sono già inferiori del 15% al 20%, aggiungo
i salari in Italia sono i più bassi d’Europa, se mai
c’è bisogno per i lavoratori italiani, del sud, del centro,
del nord, della libertà e il diritto a salari superiori agli
attuali per tutti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie,
delle tragedie umane che stanno avvenendo sugli immigrati, al di là
delle leggi internazionali, nazionali, vanno salvati e basta, la vita
è il valore più alto, quello che sta avvenendo è
una grande offesa all’umanità.
Ora un invito a tutti a fare ognuno la propria parte, per contribuire
a costruire una società, più giusta, una società
che abbia al centro la persona con i suoi bisogni, che risponda ai
principi di uguaglianza, di democrazia, di libertà, piena di
valori veri, nell’interesse del bene comune, tutti i cittadini
del mondo possano viverci un po’ meglio.
Francesco Lena - Bergamo
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Onore
al soldato “Cairo”
Urbano
Cairo, grande e generoso tifoso granata ; grazie per l’impegno
e la dedizione riservata al Toro in questi ultimi anni. Verranno tempi
migliori, acquisti azzeccati e la fine dei tormentoni fino agli ultimi
secondi di campionati all’adrenalina pura, come l’ultimo,
da dimenticare. Organizzare una squadra di calcio è uno dei
mestieri più difficili che ci sia, specialmente quando i mezzi
a disposizione non sono enormi; a volte basta l’inserimento
di un allenatore sbagliato, un campione che non riesce ad inserirsi
e arbitraggi spesso discutibili per spaccare il morale del così
detto “spogliatoio” dove spesso si decidono le sorti del
gruppo.
Urbano Cairo ha salvato il Toro dal fallimento, dalla serie B, ha
speso un mucchio di soldi, l’unico vero grande tifoso, checché
ne dicano i grandi opinionisti delle varie emittenti torinesi che
non perdono mai l’occasione per rinfacciargli scelte ed acquisti
inopportuni.
Tutto vero, però va ricordato che l’unico ad aprire i
cordoni della borsa è sempre lui, anche adesso che certa becera
tifoseria è sul piede di guerra e non manca mai di insultare
giocatori e società.
Il prossimo campionato di Serie B non sarà poi la fine del
mondo. Incrociamo le dita col presidente e con il direttore tecnico
che dovranno sfoltire e nello stesso tempo rinforzare la squadra.
Nel prossimo campionato incontreremo un’altra gloria centenaria
del calcio italiano, la Pro Patria di Busto Arsizio, poi la Triestina,
forse il Brescia e altre compagini molto agguerrite del profondo Sud.
Certamente a noi, vecchi tifosi granata, over settanta, tutte queste
peripezie non fanno piacere.
Eravamo abituati al Grande Torino, al Caffè Fiorio di corso
Vittorio Emanuele, a due passi dalla stazione di Porta Nuova dove
l’aristocratica tifoseria di fede granata si radunava, prima,
dopo e durante i dopo partita che per il grande affollamento bloccavano
quasi sempre il passaggio sotto i portici.
Era il locale prediletto da Grezar, da Eusebio Casigliano, da Rigamonti,
Bacigalupo e Martelli, il Trio Nizza, indimenticabili, più
raramente incontravi capitan Valentino,
Le partite si giocavano al Filadelfia, rimasto imbattuto per cinque
anni; grandi emozioni, poi tremendo dolore quando la squadra mori
a Superga.
Onore al soldato “Cairo”, da parte di un vecchi tifoso
granata e grazie per quello che ha fatto e per quello che farà.
Dopo la tempesta spesso torna il sereno. Buon lavoro e Forza Toro!
Claudio
Raineri
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Ma
lo scontrino è facoltativo?
Il rilascio in molti negozi è un optional: lo sfogo di un lettore
Parlare
di problemi in generale non si può, bisogna prendere un problema
per volta e cercare una soluzione che possa davvero far vedere i risultati.
Negli ultimi tempi sono davvero stufo di come vanno le cose nella
mia società, i nostri politici parlano di continuo di togliere
o mettere tasse su questo o su quel bene ma secondo me prima di continuare
a penalizzare come sempre gli stessi cioè il semplice operaio
quello veramente spremuto come un limone visto che è l’unico
veramente monitorato fino all’ultimo suo centesimo ,inizierei
con controlli seri su tutte le attività commerciali . La mia
richiesta è su basi certe . Come ogni sabato vado a comprare
in un negozio di via Berthollet , un negozio che lavora veramente
tantissimo ,il sabato mattina è pieno di gente che compra ,ma
solo uno su dieci esce con lo scontrino fiscale, infatti la mia certezza
arriva quando vedo che sullo scontrino fiscale alle ore quindici e
trenta il numero delle battute a solo sessanta clienti non può
che venirmi in mente che lui e uno dei tanti che evade le tasse mentre
io pago anche per lui !!!!!!! Come lui chissà quanti altri
!!!!! Mi chiedo e cosi difficile fare dei controlli in modo serio
controlli mirati, per esempio :un controllo incrociato con gli scontrini
della bilancia e quelli della cassa , ma anche con le varie fatture,un
negozio che macella 133 vitelli l’anno sicuramente con dei controlli
più seri, ammesso che ne abbia mai avuti,si può scoprire
che è uno dei tanti furbi che vivono prendendo in giro la società
!!Solo in questo caso posso iniziare a pensare che la legge il rispetto
dello Stato e uguale per tutti i suoi cittadini. Uno Stato che funziona
si vede dalle piccole cose. Per il momento non mi sento un cittadino
rispettato dallo stato !!!!! Vorrei davvero che la Guardia di Finanza
iniziasse a fare controlli severi per i furbi del villaggio iniziando
a penalizzare quelli che dichiarano la metà di quello che guadagnano
o devo pensare che il negozio in proposito e chissà quanti
altri hanno il loro Santo protettore?????
La mia risposta ? Sicuramente Hanno un Santo Protettore
(almeno il negozio in questione).
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Spettabile
Piemontenews...
Leggendo
i vostri articoli mi vene in mente cosa accade in Europa, nel periodo
delle elezioni il governo si ricorda degli italiani che risiedono
al estero, ma purtroppo dopo queste elezioni il governo si è
dimenticato di noi italiani, sono stato al ambasciata italiana a Londra
per richiedere il passaporto (biometrico) ma purtroppo non mi anno
dato quello che richiedevo cosi solo ho avuto un semplice passaporto
digitale che non serve a nulla se desidero andare in vacanza in America
debbo fare domanda al ambasciata americana per richiedere la VISA
cosa molto lunga, devi fare prima un intervista poi aspettare diverso
tempo per poi in caso avere il permesso di visitare gli US. Alla richiesta
la persona allo sportello dell’Ambasciata Italiana insiste dicendo
che con questo passaporto puoi andare in tutto il mondo cosa non vera
perche quando sei negli USA non ti permettono di entrare o devi aspettare
giorni che ti diano assistenza facendoti le prove delle impronte digitali
dell’iride, questo è un caso per le pensioni non abbiamo
diritto agli aumenti perchè siamo residenti al estero io personalmente
ricevo un assegno mensile di 460 euro, ditemi se è possibile
vivere, già mi va bene che il governo inglese mi aiuta seno
dovrei morire di fame come gli italiani in Italia con la pensione
minima, ma i nostri governanti si sono fatti un aumento di ben 3000
euro, lo sanno che sono nostri dipendenti e che lavorano per noi dato
che siamo noi italiani che paghiamo le tasse e i loro stipendi
Sig.
Vittorio Carlo