| Percorsi
alternativi in Piemonte
L’Arte murale
Riparte
la galleria fotografica legata al Piemonte.
Per essere originali, non riparte con una classica rassegna di immagini
di luoghi della regione, ma con un aspetto particolare dell’arte
e della cultura.
Ci
si riferisce nel dettaglio all’aspetto dell’arte murale,
ovvero allo sfruttamento dei muri inutilizzati o a volte di quelli delle
abitazioni a mo’ di tele di quadro, per dar sfogo all’estro
personale.
Nel far questo abbiamo dovuto fare una selezione, in quanto sono svariati
i paesi del Piemonte in cui si è sviluppata la pittura murale.
Il Torinese - Il Cuneese - Il
Pinerolese

Nel
Torinese e più in particolare proprio a Torino, troviamo in prevalenza
opere di “Street Art”, eseguite con la moderna tecnica a
bomboletta dai cosiddetti “Writers”, personaggi controversi
in quanto l’opinione pubblica spesso li addita come banali imbrattatori
di muri, ma che spesso si rilevano artisti sopraffini e geniali, abilissimi
nel dare con la bomboletta sfumature impensabili, per creare scene astratte
o tradurre in immagine temi sociali.
I vandali che sporcano le case abitate o i monumenti, sono, come detto,
tutt’altra cosa, anche perché Torino vive l’arte
murale sotto l’illuminato patrocinio del Comune, che mette a disposizione
muri e spazi appositi, altrimenti brutti o inutilizzati, battezzando
da qualche anno l’iniziativa col nome di “Murarte”.
Potrete perciò riconoscere le zone proprio dal logo, verniciato
anch’esso a spruzzo, a margine dei muri dati a disposizione dei
giovani artisti.
Per
chi volesse saperne di più, o per chi non potesse recarsi a cercare
queste opere, consigliamo alcuni siti:
www.comune.torino.it/murarte
www.truly-design.com
www.knz-clan.com
www.ilcerchioelegocce.com
www.biescrew.com

Nel
resto della regione, salvo casi sporadici localizzati nelle città
più grandi, troviamo invece opere murali di tipo tradizionale,
ovvero non eseguite a spruzzo e con scene di carattere rurale, paesaggistico,
storico o legate agli antichi mestieri.
Una
notevole concentrazione di queste opere la possiamo trovare in un gruppo
di paesi dell’alto Pinerolese, in val Chisone, la valle, per intenderci,
che da Pinerolo porta a Sestriere.
Qui, nel Comune di Usseaux e nel Comune di Roure, che a sua volta racchiude
quattro paesi, troviamo un elevatissimo numero di pitture murali, spesso
suddivise per tematiche e spesso di elevato livello artistico e qualitativo.
Anche in questo caso, per chi volesse saperne di più, o per chi
non potesse andare di persona a guardare queste opere, consigliamo un
sito:
www.chisone-germanasca.torino.it/index.php?section=/da_visitare/murales/murales.html

L’ultima
area geografica che segnaliamo a chi volesse intraprendere questo percorso
turistico-artistico, è quella del cuneese, dove in vari paesi
si è sviluppata la tradizione delle pitture murali.
In particolare, segnaliamo i Comuni di Roccaforte Mondovì e di
Prea, vicinissimi tra loro, nei quali sono presenti murales tradizionali
di impostazione simile a quelli presenti nel Pinerolese, anche se eseguiti
con stile diverso.
Non
dimentichiamo infine, di ricordare altre località classiche,
dove sono presenti pitture murali; tra queste ricordiamo il paese di
Maglione, nel Canavese, celebre per una re-union annuale di artisti
e il paese di Vernante, nel Cuneese, con i murales su Pinocchio.
Se
il tema dei murales vi piace, vi attira, vi incuriosisce, vi consiglio
di dare un occhiata ad una o più di queste località, almeno
finchè sarete in tempo, perché i murales hanno il futuro
segnato, esposti come sono al sole e alle intemperie; opere a tempo
quindi, destinate a sgretolarsi o talvolta ad essere ricoperte da altre
nuove.
Nella
gallery che segue, potrete trovare una selezione di murales, scelti
tra i migliori individuati nelle zone di cui abbiamo sinora parlato.
Alberto
Chinaglia
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Le
Visioni Oniriche di Roberto Kusterle

Il riappropriarsi della Natura, il riappacificarsi con
la Terra, il materializzarsi di un sogno, la rappresentazione visiva
di una fiaba, l’inconscio e l’Io più profondo; tutto
questo e altro lo possiamo vedere materializzarsi nelle immagini del
Fotografo goriziano Roberto Kusterle e nella Mostra a lui dedicata e
allestita presso la Galleria Weber & Weber di Torino.
Certamente Roberto Kusterle è un artista non convenzionale, come
non convenzionali sono le sue Opere, così intimiste, anche nella
loro sostanza fisica.
Una tecnica sapiente e molto elaborata, unita ad una lunga preparazione
scenica, per far diventare immagine un’idea della mente, il tutto
rifuggendo le comode e ammalianti tecniche digitali.
Immagini che devono molto del loro grande fascino alla stampa a mano
su carta baritata e al viraggio a toni bruni, che insieme donano alle
stampe sembianze antiche, come antiche appaiono le scene stesse rappresentate,
decontestualizzate come sono da qualsiasi accenno di modernità
e poste quindi in un tempo indefinito, o addirittura fuori dal tempo
stesso.
È il caso, ad esempio, della serie “Il bambino e il suo
bosco”, dove le scene così apparentemente reali ci raccontano
di un mondo fiabesco, simile ai racconti degli gnomi e perso quindi
in un tempo non reale.
Costante è comunque il richiamo alla Natura e alla Terra Madre
con cui i soggetti spesso si fondono o ne entrano i simbiosi.
Va doverosamente detto che le affascinanti Opere di Roberto Kusterle
richiamano alla mente le forse più note Opere del duo Robert
& Shana Parkeharrison, maestri del genere surrealista e già
creatori, a loro volta di scene oniriche e senza tempo, in cui il soggetto
umano è impegnato in una incessante lotta per salvaguardare la
Terra Madre il tutto condito da un bianco e nero e da una finitura delle
immagini anch’esse dal sapore antico.
Non
sappiamo se Roberto Kusterle abbia tratto a suo tempo ispirazione dalle
creazioni del celebre Duo, ma innegabile è in ogni caso la valenza
artistica delle sue Opere, che portano il fruitore ad estraniarsi dalla
realtà e a sciogliersi in una dimensione astratta, fatta di struggenti
ricordi, di epoche passate e di un mondo privo di ogni aspetto frustrante
della modernità che ci divora.
“Come
dentro un film”, sul tema
“Senza tempo né luogo”
di Roberto Kusterle
Galleria Weber & Weber Torino
v. S. Tommaso 7
dal 25 marzo al 22 maggio
da martedì al sabato, ore 15,30-19,30
Per
chi volesse conservare a lungo il piacevole ricordo della immagini,
si consiglia l’ottimo volume abbinato alla mostra, acquistabile
presso la galleria stessa.
Alberto
Chinaglia
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La
spiritualità in Piemonte
nelle fotografie di Carlo Avataneo
In
concomitanza con il periodo dell’ostensione della Sacra Sindone,
sono in programma vari avvenimenti artistico-culturali ad essa collegati;
tra questi, nell’ambito fotografico, registriamo la mostra del
fotografo Carlo Avataneo, che nella cornice prestigiosa dell’Auditorium
RAI di Torino, presenta la mostra “I Luoghi dello Spirito in Piemonte”,
una carrellata visiva su dieci luoghi simbolo del raccoglimento e della
preghiera della nostra regione, alcuni molto noti anche a livello turistico,
altri decisamente meno.
La mostra si svolge con l’importante patrocinio della Regione
Piemonte e del Comitato per l’ostensione della Sindone, con la
collaborazione della F.I.A.F. (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche)
e della stessa RAI, che per l’appunto mette a disposizione i locali
espositivi; tutte insieme, ma anche singolarmente, costituiscono certamente
un importante biglietto da visita per questa esposizione.
Nella mostra, che si svolge al primo piano, lungo la balconata perimetrale
che circonda il grande atrio dell’Auditorium, possiamo ammirare
una quantità notevole di immagini (121), che documentano i luoghi
e la vita che i religiosi conducono in questi luoghi di silenzio e preghiera.
Per quanto apprezzabilissima ed impegnata la tematica affrontata, dal
punto di vista strettamente fotografico e personale, posso dire che
avrei preferito una maggiore spaziatura tra le foto, in modo da gustare
e riflettere meglio su ogni singolo scatto, senza essere travolti da
un fronte visivo così fitto; questo avrebbe comportato avere
qualche scatto in meno, cosa certamente irrinunciabile da parte dell’Autore.
Non è la sola cosa che mi lascia perplesso; anche la presentazione
delle foto, montate “a giorno sotto lastra di plexiglass o policarbonato
che sia, dona alle immagini una straordinaria brillantezza ed incisione,
che a mio avviso fa a pugni con la delicatezza e la pacatezza del tema
trattato; in questo caso mi sarei aspettato toni meno accesi e un montaggio
più sobrio, rappresentato ad esempio da una finitura opaca e
un montaggio più tradizionale, con passepartout, pur senza cornice.
Interessante invece la variazione del formato proposto, su cui spicca
almeno un’immagine in grande formato per ogni luogo trattato;
che proiettano letteralmente lo spettatore dentro i luoghi raccontati.
Ognuna di queste immagini in grande formato è stata sapientemente
scelta tra le più rappresentative ed emozionali, tranne la prima,
che tra l’altro apre la mostra e al cui posto mi sarei aspettato
uno scatto decisamente più rappresentativo e meno vago.
Ad ogni modo, un lavoro ampio e coinvolgente, che ha impegnato notevolmente
l’autore nella ricerca degli ambienti e delle situazioni che meglio
rappresentassero la spiritualita dei luoghi.
Manca forse la presenza di una pubblicazione o di un catalogo collegato
alla mostra, in cui forse avremmo potuto vedere altre immagini inedite
e un susseguirsi ancora più fluido, personale e senza distrazioni,
del racconto presentato.
“I
luoghi dello spirito”
di Carlo Avataneo
Auditorium RAI di Torino
p.zza. Rossaro 15
dal 27 aprile al 23 maggio
tutti i giorni, dalle ore 10,00 alle 18,00
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