Cronaca
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CC Alba e NAS Alessandria ispezionano mensa scolastica a Corneliano (CN): titolare denunciato per frode in pubbliche forniture e violazioni igienico-sanitarie, sequestrate derrate alimentari scadenti

Qualche giorno fa alcune mamme di alunni che frequentano le scuole primarie e secondarie di primo grado (ex elementari e medie) a Corneliano d’Alba (CN) si sono recate al Comando Stazione Carabinieri del luogo, molto preoccupate, per segnalare il fatto che ai propri figli venivano serviti pasti scadenti, in qualche caso veniva indicata la presenza di insetti, capelli o pezzi carta nel cibo servito a pranzo e più in generale una scarsa attenzione per la qualità degli alimenti somministrati ai loro bambini.
I Carabinieri della Compagnia di Alba, supportati dai colleghi del Nucleo Antisofisticazioni di Alessandria che hanno competenza anche sulla provincia di Cuneo, hanno compiuto un’ispezione all’interno della mensa scolastica comunale del paese la cui gestione è affidata, come da regolare aggiudicazione di appalto pubblico, per il corrente anno scolastico e sino al 2012 ad una ditta per la ristorazione del torinese che prepara i pasti sul posto.
Nel corso dell’ispezione del NAS sono emerse evidenti discrasie con riferimento alle qualità organolettiche degli alimenti contenute nel capitolato d’appalto a cui la ditta di ristorazione avrebbe dovuto attenersi rispetto alle qualità meno pregiate del cibo effettivamente cucinato e servito in mensa, assai diverso da quello prescritto nel contratto stipulato con il comune.
E’ stato infatti riscontrato dai Carabinieri nell’esame dei documenti relativi all’appalto pubblico per l’affidamento della gestione della mensa, data la particolare delicatezza degli utenti tutti studenti di età compresa tra i 5 ed i 14 anni, che si sarebbero dovuti preparare e servire ai bambini alimenti di alta qualità, privi di conservanti od altre sostanze potenzialmente nocive, il tutto secondo precise disposizioni a tutela della salute dei minori.
Rispetto alla previsione normativa e contrattuale però la realtà nella quale si sono imbattuti i Carabinieri dei NAS è stata ben diversa:
- anziché formaggi “Parmigiano Reggiano” o “Grana Padano” hanno rinvenuto bustine di formaggi misti più scadenti rispetto ai primi, già grattugiati, contenti E 460 ed altre sostanze non previste e certamente di scarsa qualità;
- il prosciutto cotto invece che senza polifosfati era di tipo meno pregiato contenente polifosfati, addensanti, gelificanti ed altro ancora non previsto;
- le uova non erano pastorizzate ed a lunga scadenza UHT ma fresche e senza alcun trattamento preventivo;
- i filetti di platessa si presentavano con una glassatura del 30% e quindi superiore al capitolato che fissava il limite al 10%.
Veniva anche riscontrata dai Carabinieri la mancata applicazione delle procedure di autocontrollo basata sul sistema HACCP in violazione alla vigente normativa igienico sanitaria.
Gli alimenti, qualitativamente difformi e più scadenti rispetto al capitolato d’appalto, venivano sottoposti a sequestro penale ed il titolare dell’azienda, un imprenditore 50enne torinese, veniva denunciato alla Procura della Repubblica di Alba per il reato di frode in pubbliche forniture e gli venivano contestate alcune infrazioni amministrative per violazione alle norme sanitarie.

CC Alba sequestrano puntatori laser illegali e denunciano 2 commmercianti extracomunitari

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno compiuto una serie di controlli e verifiche all’interno di negozi e nei mercati rionali volti a verificare il rispetto del divieto di vendita di strumenti o giocattoli dotati di puntatori laser illegali.
Si tratta di piccoli apparecchi - resi noti da recenti fatti di cronaca (puntati negli occhi di calciatori durante importati match calcistici od usati per disturbare i piloti di aerei in fase di atterraggio – ritenuti pericolosi per la salute.
Il pericolo maggiore viene individuato nell’intensità del laser, infatti, l’elevata potenza e la lunga gittata del raggio emesso da tali congegni determinano la classificazione di questi prodotti nella tipologia che la normativa comunitaria classifica come III^ categoria.
La vendita di tali dispositivi della III^ categoria è vietata in Italia da una specifica ordinanza del Ministero della Salute del 16 luglio 1998 in quanto potenzialmente in grado di procurare gravi danni alla retina.
I casi individuati dai Carabinieri vedono coinvolti come indagati un 30enne cinese titolare di un negozio di giocattoli ed articoli di vario tipo ed un marocchino 50enne ambulante, entrambi con regolare permesso di soggiorno ed abitanti in città, che vendevano giocattoli (pistole) e portachiavi muniti di puntatori laser illegali. Sono tutti prodotti importati dall’estremo oriente, talvolta clandestinamente, oggetti illegali e privi di ogni requisito stabilito sia dal Ministero della Salute e sia dal Codice del consumo nonché dalle norme sulla sicurezza dei dispositivi elettronici.
La merce è stata sottoposta a sequestro penale ed ora i due venditori stranieri dovranno rispondere dei reati di vendita di prodotti industriali privi o con marchio “CE” indebitamente apposto, vendita di prodotto industriali con segni mendaci e mancata osservanza dell’ordinanza del Ministero della Salute che vieta la commercializzazione di strumenti contenti i puntatori laser.

Taccheggio in centri commerciali. CC Alba denunciano minore ed extracomunitario per furto aggravato, rubavano merce esposta nascondendosela addosso

I Carabinieri della Compagnia di Alba sono intervenuti nei giorni scorsi presso due centri commerciali della zona dove hanno sorpreso e denunciato due persone per il reato di furto aggravato (taccheggio).
Nel primo caso è finito nei guai uno studente 16enne albese che aveva rubato un telefono cellulare ed una chiavetta USB esposte al pubblico nel settore elettrodomestici di un noto centro commerciale. La scena però non era sfuggita agli addetti alla sicurezza interna che hanno seguito le mosse del giovane richiedendo l’intervento dei Carabinieri. Una volta oltrepassate le casse senza pagare alcunché il ragazzo è stato bloccato e sotto i vestiti i militari hanno rinvenuto e recuperato la refurtiva del valore di 250,00 €, poi restituita ai titolati della struttura commerciale. Il minore è stato accompagnato in caserma, denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino e quindi affidato ai propri genitori.
Il secondo caso ha riguardato invece un operaio 30enne originario del Ghana, con regolare permesso di soggiorno ed abitante a Castagnito (CN), bloccato dai Carabinieri all’uscita di un ipermercato con nascosti sotto i vestiti alcolici ed alimenti del valore di circa 50,00 €. Il giovane africano era stato notato da una pattuglia di Carabinieri all’uscita del centro commerciale, mentre camminava goffamente a causa della refurtiva nascosta addosso, una volta fermato i beni rubati sono stati recuperati e restituiti al direttore dell’ipermercato mentre l’extracomunitario è stato denunciato.

CC Alba scoprono altre 3 clonazioni di bancomat ad opera dei romeni arrestati in flagranza di reato

I Carabinieri della Compagnia di Alba avevano arrestato in flagranza di reato due 20enni pregiudicati romeni abitanti a Torino. Erano finiti in manette presi con le “mani nel sacco” proprio mentre ritiravano il congegno elettronico denominato skimmer ed altre sofisticate apparecchiature applicate fraudolentemente allo sportello per prelievi bancomat di una banca sita nel centro storico con lo scopo di catturare i codici segreti di tutti coloro che compivano operazioni bancarie e quindi alleggerire comodamente i conti correnti delle ignare vittime.
Le indagini - immediatamente avviate dai militari sul conto degli arrestati a carico dei quali pochi giorni dopo la Dott.ssa Donatella Masia aveva anche richiesto ed ottenuto dal G.I.P. del Tribunale di Alba un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di frode telematica aggravata e continuata in concorso ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche, provvedimento di cattura grazie al quale i due sotto tuttora in carcere – avevano consentito di scoprire altre clonazioni messe a segno dai romeni presso gli sportelli per prelievi bancomat di tre banche di Alba e Bergamo appartenenti al circuito “U.B.I. – Banca”.
Alle quattro banche prese di mira dagli arrestati durante le festività di fine anno vanno ora ad aggiungersi altri tre istituti di credito, per un totale di sette sportelli per prelievi bancomat di altrettante banche manomessi dai due romeni ed un centinaio circa di vittime delle clonazioni portate a termine con un danno per diverse migliaia di euro. Si tratta di banche dello stesso circuito, due site ad Alba nei corsi Piave e Langhe ed una in provincia di Bergamo.
I militari sono riusciti ad attribuire ai due clonatori sette colpi in totale messi a segno in un periodo di tempo relativamente breve, ulteriore dimostrazione della loro capacità criminale nel settore delle clonazioni, analizzando i tabulati telefonici dei loro telefoni cellulari nel periodo antecedente all’arresto ed in particolare del videotelefonino che installavano all’interno del neon posto sopra la tastiera dello sportello bancomat su cui gli ignari utenti digitavano i loro codici segreti PIN ed anche grazie all’acquisizione delle immagini dei circuiti di video-sorveglianza dei quali sono dotate le banche, nei filmati i due romeni sono stati riconosciuti in modo molto chiaro mentre apponevano o smontavano gli skimmer.
Grazie all’attenzione che viene riposta dai Carabinieri di Alba nel contrasto a tale fenomeno criminale, causa anche di allarme tra gli utenti e persino paura nell’uso di carte di credito o bancomat, ormai da più di un mese non si sono registrate in città altre clonazioni, ciò lo si deve anche alla preziosa collaborazione instaurata dai militari con i responsabili degli istituti di credito, la guardia è comunque sempre alta ed in tal senso le segnalazioni di casi sospetti da parte dei cittadini al Numero di Emergenza 112 sono molto importanti.

Sul sito WWW.carabinieri.it alla voce consigli si possono leggere varie notizie utili ad evitare le truffe

Contro le truffe

In casa. Non aprite quella porta!
Spesso le cronache riportano episodi di criminali che approfittano della buona fede dei cittadini:
"Anziana derubata da finto operaio di una società telefonica"
"Quattro pensionati truffati da falsi impiegati comunali"
"Altre tre persone cadute nella trappola di una banda di truffatori metropolitani"
Per non cadere in questi raggiri, spesso è sufficiente prendere alcune precauzioni.
"La prevenzione è la migliore difesa"
Non fidatevi delle apparenze!
Il truffatore per farsi aprire la porta ed introdursi nelle vostre case può presentarsi in diversi modi. Spesso è una persona distinta, elegante e particolarmente gentile. Dice di essere un funzionario delle Poste, di un ente di beneficenza, dell'INPS, o un addetto delle società di erogazione di servizi come luce, acqua, gas, etc. e talvolta un appartenente alle forze dell'ordine.
"...non sempre l'abito fa il monaco"!
Ricordatevi che di solito il controllo domiciliare delle utenze domestiche viene preannunciato con un avviso (apposto al portone di un palazzo o comunicato al portiere) che indica il motivo, il giorno e l'ora della visita del tecnico.

Un decalogo "in pillole" può esservi utile:

- non aprite agli sconosciuti e non fateli entrare in casa. Diffidate degli estranei che vengono a trovarvi in orari inusuali, soprattutto se in quel momento siete soli in casa;
- non mandate i bambini ad aprire la porta;
- comunque, prima di aprire la porta, controllate dallo spioncino e, se avete di fronte una persona che non avete mai visto, aprite con la catenella attaccata;
- in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedete che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa. In assenza del portiere, se dovete firmare la ricevuta aprite con la catenella attaccata;
- prima di farlo entrare, accertatevi della sua identità ed eventualmente fatevi mostrare il tesserino di riconoscimento;
- nel caso in cui abbiate ancora dei sospetti o c'è qualche particolare che non vi convince, telefonate all'ufficio di zona dell'Ente e verificate la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall'altra parte potrebbe esserci un complice;
- tenete a disposizione, accanto al telefono, un'agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità;
- non date soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;
- mostrate cautela nell'acquisto di merce venduta porta a porta;
- se inavvertitamente avete aperto la porta ad uno sconosciuto e, per qualsiasi motivo, vi sentite a disagio, non perdete la calma. Inviatelo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta. Aprite la porta e, se è necessario, ripetete l'invito ad alta voce. Cercate comunque di essere decisi nelle vostre azioni. Un uomo propone a una donna anziana di fare un acquisto conveniente.

In generale, per tutelarvi dalle truffe:

- diffidate sempre dagli acquisti molto convenienti e dai guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata;
- non partecipate a lotterie non autorizzate e non acquistate prodotti miracolosi od oggetti presentati come pezzi d'arte o d'antiquariato se non siete certi della loro provenienza;
- non accettate in pagamento assegni bancari da persone sconosciute;
- non firmate nulla che non vi sia chiaro e chiedete sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi.

Comunicato stampa dei Carabinieri di Bra

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