Costume & Società

Per una cultura del bere
Un sorso di benessere

 


N
egli ultimi vent’anni la produzione di vini italiani a denominazione di origine è aumentata dal 12 al 33% quella a indicazione geografica il 28% . Il successo dei vini autoctoni è la dimostrazione di una crescente sete di vino specifico e originale.
Intanto osservando all’estero cosa accade nel panorama enologico si scopre che dalla Cina si attende il progetto di una bevanda biotecnologica, in teoria miracolosa, contenente un gene in grado di aumentare fino a 6 volte il resveratrolo, un antiossidante, ma è lunga la strada per fare di quest’uva un vino efficace. L’importante alla fine è che il vino sia buono al di là dei presunti miracoli.
Intanto l’Austria, territorio relativamente piccolo, si è conquistata un suo posto grazie all’efficacia del marketing.
Tra una novità e l’altra, un dibattito o una questione socio-culturale il capoluogo piemontese è in fervore e si pone come protagonista attivo.
Il laboratorio Chimico di Torino , nato nel 1980 si è ampliato, opera come organismo tecnico senza scopo di lucro offrendo alle imprese un servizio di analisi e consulenza su alimenti e bevande e analisi settore agricolo per un’adeguata conoscenza del terreno e dei fertilizzanti. Il laboratorio è’ autorizzato anche a conferire i marchi DOC e DOCG.
Il sommelier si presenta come figura completa e come anello di congiunzione tra produttore e consumatore pertanto non deve essere considerato mai come colui che opera solo nell’alta ristorazione, prerogativa di un’elite bensì fonte di arricchimento per tutti.
Il vino come espressione di socialità, convivialità, gioia e linguaggio universale che unisce popoli e nazioni. Quando l’uva arriva in cantina il controllo qualitativo fa riferimento all’aspetto visivo e al grado densimetrico in cui contano i progressi della ricerca scientifica, l’esperienza dell’enologo per codificare l’estetica dei grappoli, assenza malattie, freschezza uva, se è asciutta o bagnata, presenza di corpi estranei o di altri vitigni. La densitometria riguarda la quantità di zucchero e alcool. Si valuta la maturazione dell’uva anche con la stessa masticazione, si selezionano 20 grappoli e si valuta la polpa, la buccia e i vinaccioli descrivendo le caratteristiche organolettiche maturate dal grappolo.
Il wine show ha avuto un esito positivo nelle sue giornate dal 24 al 26 ottobre a Lingotto fiere, il tg1 vi ha dedicato anche un servizio. E la Collina Torinese, Pinerolese a Valsusa mostrano il meglio di se con vini dai vari prezzi e lezioni di degustazione. Presentazioni di libri tra uno shopping di bottiglia e l’altro come la nuova Guida al vino quotidiano di Slow food. I giovani che si avvicinano al mondo del vino sono sempre più numerosi, Il vino anche come nemico quando i giovani abusano di questa bevanda o dei vari superalcolici e il legislatore ha l’obbligo di intervenire senza però equiparare chi ha ingerito dosi esagerate rispetto a chi ha bevuto a cena un bicchiere di vino. Piuttosto è necessario informare e stimolare la coscienza del giovane a comportamenti sensati; in modo da poter associare il bicchiere di vino a un sorso di benessere e non al demonio tentatore.
Come recita una pubblicità di www.torinopiemonte.com: «Perché l’anima più vera del Piemonte batte dentro ogni calice. E conoscerla è un vero piacere. Sorso dopo sorso».

Maria Letizia Crescenzi

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Zoom parco e Bolder beach
Quando i pinguini fanno la differenza

 


L’estate sta finendo e la pioggia di questi giorni sembra voler mettere un punto a una stagione calda e abbastanza mite. Nei mesi di giugno- luglio e agosto ideale per chi aveva solo i weekend o è rimasto a Torino per le ferie sono state le piscine- comunali e private- un ottimo contesto per il relax del piemontese. Un tuffo in una delle abitudini immancabili per chi amava crogiolarsi sotto il sole o rinfrescarsi anche con il cloro e ha visto nella piscina la risposta ai suoi desideri .
A Venaria, la piscina privata è stata gremita di gente sdraiata sul cemento e il bagnino ha controllato con molta cura che i bimbi non venivano disturbati dai tuffi dei giovani, le prime settimane di giugno sono stati chiamati i vigili urbani per riportare alla calma comitive troppo chiassose , ingombranti, sfrontate e pericolose per i bimbi in acqua. Il parco la Pellerina ha offerto come tutte le estati, l’alternativa di una distesa di verde alla piscina piena di gente ; infatti chi non voleva necessariamente bagnarsi poteva sdraiarsi sul prato immenso e, purtroppo, anche dispersivo. Per citarne altre; la piscina in Corso Lombardia con i suoi i lettini gratuiti, vasca di 25 metri e prato adiacente e quella di Borgaro, la PolisPolisportiva Uisp River Borgaro Palazzetto Sport che offriva il verde, lettino, ombrellone, una piscina olimpionica, con sufficiente spazio per bimbi, ragazzi scalmanati e chi voleva nuotare in tutta pace.
Vi è anche chi non si è accontentato di qualche bracciata e un tuffo e ha preferito allontanarsi un po’ ma scatenarsi con i parchi acquatici: da Ondaland a VicoLungo completo di animazione, discoteche e solarium a Cupole Lido, altrettanto noto sito a Cavallermaggiore (Cuneo) o Atlantis, a San Secondo di Pinerolo in provincia di Alba, ricco di animazione e discoteche anche il Bolle Blu di Borghetto Borbera, con l’inconfondibile laser show.
Una realtà in crescita tra le varie grandi piscine e i parchi acquatici è stato il bolder beach che assieme all’adiacente Zoom parco hanno saputo inserirsi nel panorama delle piscine e dei parchi degli animali facendo pubblicità di sè a 360 gradi; passa parola, manifesti stradali e pubblicità televisiva per non parlare del sito del bolder beach ( www.bolderbeach.it per la piscina con i pinguini e www.zoomtorino.it per gli animali) curato e dai colori vivaci.
Il responsabile marketing della struttura ha accettato di rispondere ad alcune mie domande:

L'aflusso maggiore è stato ad agosto oppure anche a settembre vi sono molti ingressi?
«Luglio ed agosto sono i mesi di maggior affluenza di Zoom + Bolder Beach, le visite al solo parco Zoom raggiungono buoni numeri anche nei mesi di giugno, maggio e settembre»
Il pubblico prevalente sono i bambini con le famiglie ?
«Assolutamente si»
Quanti abbonati avete?
«Quest’anno il parco ha fatto circa 400 abbonati, un buon risultato considerando che siamo in una situazione di “under construction”»
Entro quando è previsto che vengano finite alcune aree dello zoom parco che ho visto essere incomplete?
«Il parco verrà ultimato in diverse fasi: nel 2010 agli attuali exibit si aggiungeranno il Madagascar e l’arcipelago Asiatico, nel 2011 la Savana secca e dopo il 2012 la Savana umida e il Sentiero Indiano»
Vi è più affluenza al parco animali o alla piscina con i pinguini?
«L’affluenza dipende molto dalle condizioni atmosferiche, la stagionalità e la capacità ricettiva del parco sono decisamente superiore a quella della piscina»
E' la stessa gestione che si occupa del parco animali e della piscina o sono due cose distinte?
«La società che gestisce è la stessa»

Oltre allo staff “umano” i protagonisti sono stati quindi anche gli animali. La tigre avanzava lenta sotto gli sguardi della folla e gli uccelli svolazzavano veloci mentre i falconieri descrivevano la specie e i pinguini si guardavano circospetti . Tutto questo fà del parco di Cumiana una tappa quasi obbligatoria, nonostante come molte altre piscine, bisogna armarsi di un po’ di pazienza nel far la fila all’entrata o al bar-punto di ristoro. Comunque vale la pena almeno una volta esplorare quest’oasi deliziosa per chi ama gli animali o semplicemente immergere i piedi nella sabbia che circonda la piscina. Lo stesso responsabile marketing ci tiene comunque a precisare che sono una cosa a sé rispetto ai parchi acquatici:” In realtà noi consideriamo Bolder Beach un habitat per gli “umani”, un’oasi per rilassarsi e rinfrescarsi, da alternare alle varie attività del parco nostro. Il nostro interesse principale è far conoscere al pubblico il mondo animale ed il suo habitat, sensibilizzare le persone sulle tematiche legate all’ambiente ed alla conservazione (naturalmente siamo ancora in una fase di start up, con il crescere della struttura, cresceranno anche le attività legate alla nostra mission)” Quindi non sono interessati solo al pubblico delle piscine (tipo moby dick, le Cupole, Ondaland, etc) ma anche e soprattutto a un pubblico sensibile a certe tematiche.

Maria Letizia Crescenzi

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Italiani? La morale è sempre quella:
Pizza, mafia, mandolino e spaghetti


Siamo alle soglie del grande rientro estivo. Un’indagine Codacons riguardante tutto il territorio italiano, isole comprese, dichiara :”Tempi grami per gli amanti del topless: sempre meno donne sulle spiagge sfidano il pudore per un'abbronzatura integrale o quasi, e il 95% di loro ormai sceglie rigorosamente il due pezzi. (Repubblica on line del 20 agosto) “Non sappiamo se questo dato sia influenzato dalla paura di prendere multe per via delle piu' disparate ordinanze dei vari sindaci sparsi sul territorio nazionale o se si tratti di una nuova tendenza”.
Scatti assennati di fotografi alla ricerca dei topless dei vip come tutte le estati diventano prerogativa della rivista-pettegolezzo.
Si parla di burkini (una tuta aderente che vorrebbe essere un ibrido tra il burka e il bikini) ed è guerra: Gianluca Buonanno, sindaco leghista di Varallo Sesia, in Piemonte. “Dopo il divieto (accompagnato da una multa di 500 euro) al burkini, il costume da bagno islamico, il primo cittadino ha predisposto un'ordinanza, non ancora firmata, per vietare sull'intero territorio comunale anche l'uso del burKa” (www.ilsalvagente.it)
Sembra che per 300 turisti spagnoli, tedeschi, britannici e giapponesi, gli italiani si distinguono perché parlano a voce troppo alta, troppo invadenti nello spazio degli asciugamani, schizzano nell’acqua.
Le differenze di un posto e il vivere in un certo ambiente culturale e di posizione geografica possono stimolare alcuni atteggiamenti piuttosto che altri resta solo da capire quanto ci sia nello stereotipo di fondato su fatti reali o basato su preconcetti a priori.
Quando chi viene in Italia vi associa subito la mafia non deve dimenticarsi ad esempio della mafia importata; dai rapporti della Guardia di Finanza e della Direzione Investigativa Antimafia sono emerse la pericolosità ed alcune caratteristiche degli affiliati alla mafia cinese nella nostra penisola
Di certo anche gli stranieri non sono degli angioletti, nessuno è perfetto e qualcosa di buono oltre al “bidè” e alle migliori spiaggie o la cucina c’è.
Si sono mobilitate le sfere alte per la truffa ai danni dei turisti giapponesi a Roma con possibilità (rifiutata elegantemente da loro) di essere rimborsati per il menù troppo caro imposto dal ristorante imbroglione. Chissà se all’estero avrebbero fatto lo stesso per noi! In questo tutto il mondo è paese; certe cose possono capitare ovunque, l’importante è sempre farsi valere.
In spagna in alcune zone della Costa brava sono così regionalisti che anche gli operatori che sono a stretto contatto spesso con i turisti ( camerieri, noleggiatori di barche) molti di loro non si sforzano nemmeno dei sapere l’inglese( non si pretende l’italiano anche se di turisti italiani ve ne sono molti in alcuni posti specifici) vogliono che parlare il catalano e basta.
Come se un piemontese a uno straniero si ostinasse a dire solo:”Cerea friciulin!”
Andando su “Yahoo answer “ dove gli stessi italiani parlano di sé e un giovane scrive:” Vivo su un isola all'estero e la mia compagna ha a che fare con il turismo . Beh , non ci credeva , ma quando arriva un bus con turisti italiani , le guide fanno l'estrazione a sorte per chi se li deve scorrazzare. Motivo: rumorosi , maleducati , non spiaccicano una parola di nulla, etc.. (…)
Di sicuro non bisogna identificarci con i vari Briatore, Corona e Lele Mora mentre si puo’ pensare a una maggiore vicinanza con l’italianità nel cinema di di Carlo Verdone. Aumenta l’insoddisfazione tra le lenzuola secondo le statistiche quindi neanche più bravi amanti focosi restiamo a giudizio insindacabile altrui siamo solo quindi ipocriti intellettuali egocentrici e burini. Un invito per il prossimo rientro estivo: niente urla in spiaggia in modo che l’imperativo sia non farsi sempre “riconoscere” ad ogni costo. Nessun paese è migliore dell’altro è importante però valorizzare il proprio smussando i difetti a vantaggio del territorio Italiano, una perla del mediterraneo.

Maria letizia Crescenzi

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D come Domodossola
Rilanciare l’immagine turistica della città

 


S
e si varcano i confini del Piemonte - Ma anche da Torino la situazione non è incoraggiante - la città di Domodossola non suscita nelle menti particolari collegamenti, fatto salvo l'utilizzo del nome cittadino per fare lo spelling della lettera D.
E proprio su questo utilizzo si basa lo slogan "D come... Domodossola", lampo di genio creativo con cui l'IAT (Ufficio Accoglienza e Informazioni Turistiche) s'e proposto di rilanciare l'immagine turistica e culturale della città.
Cito testualmente dal loro sito ufficiale: "Da questo marchio sono nati anche due gadget, uno schiaccianoci e una formella per cuocere biscotti sempre a forma di "D", realizzati in occasione dei Mercatini di Natale 2002 e 2003."
Forse un po' poco, dato che il Comune ha deciso recentemente di non ristampare neanche delle cartine ad uso turistico della città, lasciando così i già non molti turisti a girare piuttosto smarriti per le vie cittadine, dove si può annoverare una sola mappa del centro col salvifico pallino "voi siete qui".
Eppure Domodossola avrebbe molte carte da giocare: e' una cittadina molto antica, ricca di edifici di ogni periodo storico, tra cui ricordiamo il Santuario del Calvario, che peraltro l'UNESCO ha riconosciuto come "Patrimonio mondiale dell'Umanità".
Il centro storico è molto suggestivo e ricco di valore artistico, e, nota di merito, molto ben curato, sebbene sia annegato da una periferia che gli anni dello sviluppo industriale e del boom economico venne lasciata crescere un po' così, selvatica. E comunque anche in questa periferia sbucano talvolta palazzine d'epoca, o affreschi, o scorci che i domesi si sono sforzati di conservare.
Inoltre è attrezzata di una stazione sciistica sul territorio comunale consistente in ben 12 piste, per cui, anche sotto il profilo sportivo, risulterebbe essere competitiva.
Anche per i collegamenti, sulla carta, non dovrebbero esserci problemi, dato che è un importante snodo sia ferroviario che automobilistico sulla via del Sempione.
Terminata l'autostrada però si può notare come la SS33, che la collega appunto al Sempione nonché a Domodossola, versi in stato di pericolosa trascuratezza, con buche anche profonde e sconnessioni nell'asfalto che rendono pericolosa la viabilità, soprattutto invernale. Una situazione emblematica di come le amministrazioni pubbliche siano state vertiginosamente incapaci di gestire un territorio potenzialmente molto promettente.
Una sorta di caso irrisolto per cui più che un poster della “cittadina” è d’uopo immaginarsela come un puzzle con alcuni tasselli mancanti. Infatti basterebbe poco per renderla veramente completa.
Comunque presto l’Unione Europea richiederà un netto rinnovamento della rete infrastrutturale per il collegamento dei due importanti porti di Rotterdam e Genova, sperando che i fondi che verranno stanziati possano contribuire a non sminuire Domodossola a semplice “scalo merci”, ma valorizzare questa bella città e quindi completare il puzzle.

Maria Letizia Crescenzi

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Sorridendo con Luciana
"Col cavolo che
piangiamo con te"

Nel bene e nel male la nostra è una società che fa piangere ma laddove si può anche ridere. Basta vedere il lato ironico di ogni faccenda, non essere patetici o cinici, non sorridere delle disgrazie altrui ma capire quando intervenire con la battuta, ingigantire ogni difetto, ansia, mania moderna per portarla all’esasperazione. Non piangere ma riderci su. Chi meglio dei comici puo’ fare questo? I Gem boy ridicolizzano il testo “Sincerità” di Arisa, facendo “Fatalità” (“Fatalità, per chi non lo sapesse, fu un brano di enorme successo composto dal gruppo sassarese de “I Bertas” n.d.r.), ricordando con il loro modo di fare demenziale che tanto prima o poi si deve morire, imitando la canzone ma stravolgendo le parole.
Loro riescono a farlo rubandoti un sorriso. Il potere della comicità non conosce confini; ironia e autoironia di Zelig, Colorado Caffè e Buona la prima dove Alez e Franz e molti altri dimostrano il loro talento di improvvisazione.
Luciana Litizzetto è oggi una delle figure di culto nel panorama della comicità italiana. Non perdona niente e nessuno e con il suo modo dissacrante ne esce vittoriosa con oltre un milione di copie è in testa alla classifica dei libri più venduti. Con frasi a volte volgari e sfrecciatine provocatorie ci racconta una verità senza omettere dettagli disgustosi. Passa come un treno in rassegna i momenti di convivenza quotidiana con mariti pigri, i fatti violenti, i politici e le invenzioni tecnologiche moderne discutendone la reale efficacia.
Ora si presta a recitare il ruolo di un insegnante, professione svolta dall’attrice già prima di darsi al mondo dello spettacolo. La fiction si intitola: “A scuola” ed è dedicato al mondo dei giovani, si girerà a Torino da giugno fino a Natale.
Nel suo Iolanda furiosa critica i trailer di film violenti prima di un cartone animato. Perchè se porti tuo figlio a vedere qualcosa di “innocente” non è molto coerente avere l’anteprima di “Jack lo squartatore”.
Nata a Torino, città in cui vive ancora oggi il 29 Ottobre del 1964 e diplomatasi in pianoforte nel Conservatorio della sua città nel lontano 1984, si è poi laureata in Lettere alla facoltà di magistero nel 1990. La sua biografia quindi mostra tutta la versatilità di questa piccola grande comica.
In seguito, per ben nove anni si è dedicata all'insegnamento della musica nelle scuole medie. Tra il 1988 ed il 1990 ha frequentato la scuola di recitazione dell’ ”I.D.A.S.”(Istituto d’Arte e Spettacolo) e ha cominciato così la sua carriera come doppiatrice e autrice di testi per i suoi primi spettacoli: Lacrime, Sogni e Sesso.
Nel 1992 partecipa alla trasmissione "Avanzi" su rai tre. E con la canzone “Naziskina” è autrice alla quarta edizione del Festival di Sanscemo. Nel 1993 è presenza fissa nel programma "Cielito Lindo", in onda su Raitre e condotto da Claudio Bisio ed Athina Cenci, dove presenta il già ricordato personaggio di Sabrina . A fianco di Piero Chiambretti alla radio per la conduzione di un "Hit parade" radiofonica e nel 1998 è stata ospite di alcune puntate di "Mai dire gol", il programma domenicale della Gialappa's Band, e dal 24 Marzo è apparsa nella ripresa del programma "Ciro, il figlio di Target", dove ha presentato i suoi personaggi.
Interviene come ospite da "Matricole" su Italia 1 al "Maurizio Costanzo Show". Ad Aprile 2001 ha esordio alla radio "Le parole che non ti ho mai chiesto", inerente i problemi nei rapporti di coppia.
Luciana Littizzetto nel film "Ravanello pallido" è protagonista e cosceneggiatrice. Il libro Col cavolo, edito nel 2004 è solo un esempio di come riesca a diffondere sorrisi attraverso la penna; un altro è stato “Sola come un gambo di sedano", rivede con la sua solita satira alcuni articoli apparsi su "Torinosette".
E lei stessa si presenta così: «Mi chiamo Luciana Littizzetto, ma sono più conosciuta come Sabrina, Lolita o col nome di qualche altro dei personaggi che interpreto nei miei spettacoli od in televisione; questo un po' perchè spesso capita agli attori ed ai cabarettisti di essere identificati con i propri personaggi, ma anche perchè, oggettivamente, il mio cognome non aiuta molto ad essere ricordati, ed io l'ho sentito storpiare e l'ho visto scrivere in tutte le maniere: Litizzetto, Littizetto, Litizetto, o peggio ancora Letizzetto, Attizzetto, e chi più ne ha più ne metta».
«Ho subito notato una costante che mi avrebbe accompagnato per tutta la carriera, e cioè il pregiudizio per cui una donna non può far ridere: gli uomini possono permettersi di fare battute con doppi sensi, e di loro si ammira la comicità, ma se una ragazza prova a fare una battuta simile viene guardata male...anche in televisione, è sempre molto difficile essere chiamata come ospite se non sei una strafiga...ma bando alle lamentazioni e proseguiamo».
Luciana, piccola e piena di comicità: facci ridere che ne abbiamo bisogno!!

Maria Letizia Crescenzi

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Nobiltà, buongusto, etichetta
Gli “anti-trash” di oggi


L
a nobiltà d’animo è quella più profonda e ammirata dai ben pensanti e vi è la nobiltà dei comportamenti che è più formale e concerne l’atteggiamento, il modo di porsi al di là del proprio carattere.
Il galateo odierno insegna come disporre le posate e dinanzi alla tavola imbandita non bisogna assolutamente dire: «Buon appetito»
La sedia non deve essere sita ne troppo lontana né troppo vicina: i gomiti vicini al corpo ,le buone maniere inoltre insegnano di non riempire mai il bicchiere fino all'orlo, di bere a piccolo sorsi e di non di versare altro vino se non avete prima terminato quello già versato.
Negli ultimi anni, grazie alla globalizzazione che avvicina l'enogastronomia, vi è un riemergere dell’estetica che si affaccia in modo preponderante nell'attuale società andando a scontrarsi con tutta quella serie di atteggiamenti informali e talvolta “trash”.
Non si pensi solo alla compostezza a tavola bensì ad un panorama di più vasto, in cui è il design che domina la scena. Infatti il design stesso è il principale modo di comunicare il buon gusto dei nostri tempi.
Abbiamo quindi un ritorno del buon gusto, dettato da fruitori e consumatori sempre più selettivi: se è vero che ora si va a tavola anche in maglietta, è vero anche che si va al ristorante e si notano particolari che prima la persona media ignorava. Non è un nuovo galateo ma una “sensibilizzazione alla qualità” con cui, i ristoranti che pensano ad ostentare lo sfarzo non accompagnato in modo coerente da una cucina di un certo livello, dovranno fare i conti per evitare di essere “Kitsch” e quindi out, fuori moda, fuori dal commercio di snob ma anche di semplici ragazzi raffinati.
A volte l' etichetta non e' il prodotto di finzione ed esibizionismo ma un atteggiamento costituito da abitudini di vita quotidiana che alla fine diventano”spontanee”.
Un osservatore della società moderna che volesse estrapolare dove vi sono ancora atteggiamenti nobili di certo la sua impresa sarebbe ardua ma arriverebbe a buon fine. Ragazzi che irrompono nella città con stile ed eleganza, curati e come dandy sanno benissimo cosa sia la classe (prerogativa di un elite) oltre che lo stile (prerogativa anche della massa). Camminano per le strade delle grandi città o dei piccoli paesini (in gergo si dice “struscio) con i capelli incollati talmente son pieni di poltiglia gelatinosa, l'abito sempre in ordine, come se fossero appena usciti dalla trasmissione “Il Brutto Anatroccolo” - trasmissione Mediaset in cui venivano valorizzate, sistemate e talvolta anche ritoccate persone che si prestavano al gioco - mani curate, scarpe lucidate, gemelli cintura e borsa abbinata, le sopracciglia perfette, la pelle depilata. Il nuovo dandy è anche un modo di vivere: sempre pacato, con self control. Ad esempio non adopera mai epiteti volgari e non grida.
Incrocio tra modernità e antichità: un weekend di benessere tra i salotti della nobiltà piemontese; allo Ianua Hotel organizzano visite al centro storico di Ovada tra logge cinquecentesche e Chiese barocche, visita guidata al Castello di Piovera con the delle 17 nella serra e lezione di galateo. Al rientro il Rituale del Benessere, un rilassante percorso di sauna, bagno turco, idromassaggio.
Convenzioni e etichette per evitare abusi, volgarità e mancanza di pudore, vi sono anche nelle varie chat room, blog, spazi personali e forum, nonché posta elettronica, messaggistica istantanea e SMS, esistono dei codici di comportamento sia scritti che non scritti, non mandare o inoltrare posta indesiderata, evitare di usare le MAIUSCOLE per enfatizzare poiché è come se tu stessi "urlando.
Si parla di restituire nobiltà alla politica, evitare quindi che sia strumentalizzata per procurare vantaggi personali invece di procurare benessere condivisibile generale.

Alcune ricche famiglie anelano al titolo nobiliare. Alcune menti eccelse furono e vengono tuttora “premiate” con titoli nobiliari, grandi artisti o scienziati.
Principe, Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone, Nobile, nonché Signore, Cavaliere Ereditario, Patrizio e Nobile ecco i titoli nobiliari in ordine gerarchico.
Il dominio dei Savoia, storicamente unificò il Piemonte portandolo ad avere una rilevanza internazionale ma oggi associata al loro nome vi è una raffica di accuse a vario titolo (Vittorio Emanuele; associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, alla corruzione, al falso e gioco d'azzardo.) Mentre Silvia di Savoia è amata e continua la sua attività di Infermiera Volontaria partecipando anche a missioni di emergenza all'estero (Romania; Iraq) e in Italia (em. Profughi Kossovari; em. Terremoto in Molise ecc.). Riceve a Modena, nel 2002, il premio "Profilo Donna".
Per chi vuole approfondire l’evoluzione storica dal Rinascimento alla Rivoluzione Francese vi è Dewald Jonathan con il suo La Nobiltà europea in età moderna in cui descrive, anche adoperando dati statistici le ricchezze accumulate e il potere politico senza tralasciare di descrivere l'evoluzione degli stili di vita della nobiltà all’interno della società. Case antiche della nobiltà in Piemonte: analisi dello Stato Sabuado attraverso i suoi castelli, pubblicato nel 2006, autori vari o Nobiltà e Stato in Piemonte. I Ferrero d'Ormea. Atti del Convegno (Mondovì, 3-5 ottobre 2001).
Uno dei romanzi storici Il Gattopardo parla della differenza tra un nobile di origine e un “arricchito”. Don Fabrizio era il nobile in decadenza che si contrapponeva come figura del romanzo al nuovo arricchito sindaco del paese Calogero Sedara nel romanzo di Lampedusa pubblicato nel 1958. È Tancredi, il nipote di Don Fabrizio nel comunicare al Principe la decisione di unirsi alle truppe piemontesi, che esclama: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!" A questo punto Don Fabrizio comprende che non può opporsi in alcun modo al cambiamento imminente.
Se Don Fabrizio avesse magicamente il potere di vedere il mondo di oggi si troverebbe ad ammirare la compostezza di alcuni sommelier o la raffinatezza dei dandy e a mettersi le mani nei capelli dinanzi all’inciviltà e la volgarità di molti, plebei e non. Le buone maniere rientrano nell’educazione ma spesso sono un qualcosa di innato, istintivo ad alcuni e lontano mille miglia rispetto ad altri. E l’ignoranza non perdona; tocca tutti i vari strati del tessuto sociale, si può diffondere a macchia d’olio e esser usata come alibi per azioni veramente poco “nobili”.
I valori della nobiltà se così si possono chiamare sono quelli che si tramandano di padre in figlio e che ogni discendente deve sentirne il peso, perchè ciò che la famiglia ha fatto deve essere sempre ricordato e valorizzato , modernizzando ma conservando al tempo stesso la tradizione di una classe. Avere come obiettivo il prestigio e non il guadagno considerato “volgare”. L’onore, nato in ambito aristocratico e successivamente diffuso nelle altre classi sociali, doveva essere salvaguardato a tutti i costi. Oggi c’è da valorizzare quello che è già elegante e migliorare quello che non lo è, al di là di alcuni dettagli del galateo che non si amalgamano bene con la società attuale.

Maria Letizia Crescenzi

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Un sms e ti lascio amore mio
La nuova generazione


A
lcuni ricordano gli anni in cui bisognava fare la coda alla cabina telefonica per parlare, e i cellulari che iniziavano a comparire erano esclusiva di pochi. Ed erano grandi e poco maneggevoli, oppure gli anni in cui non esistevano i televisori piatti o le macchinette fotografiche digitali. Le generazioni odierne hanno la fortuna o sfortuna a seconda dei punti di vista di vivere in un mondo dalla tecnologia avanzata, sofisticata e più si va avanti più studiosi e pensatori si chiedono dove arriveremo, quali sono le conseguenze.
La radio oramai è diventato accessorio superfluo in alcune case, infatti o si ascoltano le reti minori in tv come All Music o MTV per i video oppure si usa il computer dove molti giovani scaricano i brani con emule
Il problema alla base è che in parallelo ad un’evoluzione tecnologica c’è stato da parte di molti genitori un lassismo in cui si tende più a lasciar libero e barcollante in un mondo pieno di input il figlio.
Se il genitore stesso trascura il figlio o la casa per tenersi in forma in centri estetici o palestre non si può pretendere che il figlio abbia un senso del dovere domestico; anche se è capitato di assistere anche a casi in cui il figlio è più responsabile del padre!!
Troppo facile da parte dell’anziano puntare il dito verso una generazione vuota di valori, in realtà proprio come il signore di una certa età brontola e quindi spesso manca della virtù della pazienza cosi il giovane se non è stato educato manca di educazione e non ha sempre il valore del rispetto. Ci sono ancora molti ragazzi che potenzialmente sono ricchi di valori solo che a volte lo manifestano in modo diverso rispetto a un tempo. Invece della lettere d’amore l’E-mail? Sempre amore alla base c’è. Laddove invece i valori mancano c’è da stimolare il genitore a riprendere il suo ruolo non autoritario ma autorevole. Una persona autoritaria è una persona che dice di “NO” senza necessariamente spiegare il perché, invece una persona autorevole spiega le sue motivazioni. Anche i professori si lamentano dell’insolenza della massa.
Nel 68 la massa era ribelle ora è modaiola e considerata “ vuota “ dai grandi.
Invece quando si pensa alla cronaca nera, agli omicidi passionali non ci dimentichiamo che la storia insegna che il delitto passionale era una delle “abitudini criminali” come il delitto d’onore che caratterizza anche periodi storici dell’800. In alcuni aspetti l’uomo, giovane o anziano, uomo o donna più avere comportamenti più o meno convenzionali, più o meno delinquenziali al di la del periodo storico o dei mezzi tecnologici a disposizione.
Il problema della violenza è alla radice; come evitare che si arrivi a un comportamento che i sociologi definirebbero deviato? Troppa libertà, la ripetitività dei mass media amplifica quello che un tempo era il passa parola del vicinato, mass media che a loro volta indagano cercano di spiegare il perché e il per come questa generazione agisca così
E’ cambiato solo il contorno, ovvero sia i mezzi a disposizione o la metalità disinibita e il modo di pensare?
Laddove vi erano le prostitute che si offrivano per massaggi sui giornali e oggi ci sono ancora, oggi c’è anche Internet ove tramite immagini amatoriali si offrono sfruttando uno dei mezzi più potenti e di diffusione esistente
E’ il mezzo che fa l’uomo ladro; anni in cui non esisteva Internet le 13 enni non si spogliavano via web e quindi è vero che certi mezzi in mano a incoscenti sono pericolosi ma le stesse giovani sfrontate anni prima erano quelle che facevano vedere cosa avevano dentro i vestiti magari in bagno a ricreazione. Ora lo fanno e lo mettono su Internet.
L’esibizionismo ha assunto misure così elevate che oggi per avere i 5 minuti di fama citati da Woody Hallen basta essere protagonisti di un video su “you tube” ed ecco che il centesimo volto appare. Esisti perché appari. Ed ecco che la tecnologia da contorno, da semplice mezzo non è innovativa, non cambia un qualcosa ma lo rende manifesto e entra nelle vite di tutti ogni giorno. Infatti da secoli l’uomo ha dato importanza all’apparire da sempre il vestito e i gioielli o la macchina come vanità personale e simbolo di ricchezza. Gli anni 80 sono stati anni un periodo in cui l’apparenza era molto importante.
Il problema è quando lo si fa (mostrare) dinanzi a migliaia di persone nel modo in cui lo fanno alcuni, giovani o adulti, dimenticando il buon senso, ecco che diventa una questione etica cosa mostri e perché.
L’abuso fa male; l’abuso di cibo, di droga, di alcol, e così l’abuso di Internet.
Se un marito la sera preferisce chattare invece che comunicare con la moglie c’è un problema di fondo, se i ragazzi comunicano tramite sms ma dal vivo non ritrovano quello che è il comunicare vero con un gesto uno sguardo o utilizzando l’italiano corretto senza troppe abbreviazioni come “Ke” c’è sempre un problema alla base. Se un adulto dimentica il cellulare acceso in chiesa o teatro non va incriminato o condannato ma deve chiedersi che esempio è per i suoi figli e quindi spiegare al figlio di non fare come fa lui.
Se una coppia si lascia tramite sms c’è da interrogarsi se quello è comunque comunicare o è un tirarsi indietro rispetto alla comunicazione. In questo caso infatti c’è paura di affrontare la persona direttamente guardandola in faccia e si cerca a tutti costi un modo alternativo anche diventando ridicoli. Questo è abuso di un mezzo che deve restare un contorno alla propria vita, non bisogna mai diventare vittime o schiavi o drogati di un cellulare o dare troppa importanza a una frase scritta da persone lontane su un forum di Internet o aggiungere contatti su face book (il nuovo modo di trovare persone del passato che altrimenti non avresti mai chiamato) comportandosi come fossero grandi amici persone che dal vivo avresti ignorato o vi era antipatia. Non dimenticarsi detto in altre parole della realtà delle cose in questo virtuale preponderante.
Internet ovviamente stimola molto la curiosità e come vi è curiosità per il contatto perso in gioventù cosi è giusto esser curiosi sull’ultima notizia e leggere le notizie on-line o se si ha un dubbio su una parola cercarla on-line su Google con “strumenti per le lingue” o su Wikipedia. Internet è cultura a 360 gradi non solo un modo per essere visibili.
Questo dovrebbero insegnare i genitori ai giovani che di tecnologia abbondano e ne abusano, spiegare il tutto con una dose di autorevolezza e non di autoritarismo. Inoltre il telefonino può tranquillizzare il genitore ansioso di trovar sempre il figlio reperibile ma bisogna spiegare a chi si avvicina al mondo dei telefonini che certe suonerie sono a pagamento e spesso si tratta di un pagamento troppo oneroso per cambiarla sempre con la canzone del momento. E che è bello guardare in faccia una ragazza e dirle:” solo tu mi fai sorridere così” al di là di ogni smile usato a fine messaggio.

Maria Letizia Crescenzi

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Passeggiando sotto un debole sole
I Giardini Reali


D
opo anni di abbandono in cui fu anche preda di atti di vandalismo (1945-1960) il complesso di Venaria Reale - uno dei più grandi "contenitori" europei avente una superficie totale di circa 80.000 mq. calpestabili ed un volume di circa 480.000 mq. - è stato dato nel 1960 in consegna alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte che ha iniziato un primo cantiere di restauro nel 1961.
I lavori concernevano il completamento di 24.000 mq. di coperture, il restauro statico per circa 120.000 mc., il rifacimento di solai e murature, stucchi, infissi e impianti tecnologici, grazie a fondi ordinari a fondi FIO, eliminando così il rischio di crollo.
C’ è stata agitazione alla Reggia di recente è stata oggetto di un fatto di cronaca.
In 175 sono andati davanti la Prefettura e la Provincia di Torino discutendo con i sindacati e il vicesindaco della Reale Ippolito Salvino sul contratto di lavoro che con la nuova gestione della Rear i dipendenti della Reggia potrebbero veder diminuito il loro stipendio. Inoltre è previsto l’annullamento della quattordicesima e riconoscimento della mutua solo dopo il terzo giorno di malattia. «Sono condizioni inaccettabili».
I dipendenti della Reggia di Venaria sono pronti ad incrociare le braccia.
Nei giorni passati in cui Torino è stata protagonista di alluvioni è avvenuto il miracolo: davanti la Reggia non vi era la solita fila megagalattica, la gente era restata a casa vedendo il tempo incerto e per chi vuole godersela con tranquillità è l’occasione ideale.
La natura che fa da scultura: alberi chini su massi di pietra, bronzi che imitano cortecce imponenti e sterminate distese di verde.
Il sito della Reggia di Venaria ne parla cosi: «È in corso il completamento del Giardino delle Sculture Fluide nel Parco basso dei Giardini con l’inaugurazione delle nuove opere d’arte contemporanea del maestro Giuseppe Penone.
Dal mese di giugno nei Giardini, nei pressi delle fondamenta del Tempio di Diana, saranno aperti al pubblico anche i nuovi Labirinti, spettacolari realizzazioni di fiori e verzura nei quali ci si potrà immergere intrattenendosi con le diverse attività proposte».
E dentro la Reggia, dipinti, immagini di nobili sui muri come spettri appaiono con le loro storie che si possono anche ascoltare da voci di sottofondo.
Vestiti d’epoca e ricostruzioni di Torino attraverso un modellismo impeccabile.
Una serie di installazioni multimediali permanenti, messe in relazione con ritratti, armi, armature llustra la millenaria storia dei Savoia dalle origini sino al 1831, quando si estinse il ramo principale della dinastia.
La Reggia offre la possibilità di scegliere tra una passeggiata nel verde o una dentro la struttura e quando saranno completati i lavori di restauro darà ancora di più il meglio di sè.

Maria Letizia Crescenzi

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Ma la Notte no!


E’
notte. L’immagine del capoluogo piemontese ingloba nuove sfaccettature: Torino si veste di abiti diversi. L’oscurità non nasconde i peccati di chi abusa delle illuse bambole dal corpo cosi perfetto da sembrare un manichino.
Si sente pulsare il cuore di questa città, dietro l’angolo di locali eleganti: vibrano le sensazioni amplificate dall’eccitazione della gente che balla, e incalza violenta la sete di divertimento.
Sfogare i propri stress con la musica assordante che ci stimola a lasciarci trasportare. Uomini vicini a commentare i corpi delle cubiste che mostrano e ancheggiano, lasciano poco all’immaginazione ma non si fanno toccare.
Ma la notte non è solo questo; è anche il barcollare di gente ubriaca, i vetri rotti per terra dell’incidente avvenuto per l’aver bevuto troppo: perchè il buio ha reso difficile la guida e certe curve prese a una certa velocità diventa presto causa di morti atroci.
Gente che si trasforma come Dottor Jeckill e Mister Hide; trasformazioni in meglio o trasformazioni in peggio.
Non si può chiedere alla notte di essere meno buia o meno affascinante ; cosi tentatrice come il diavolo, cosi pericolosa.
Parole accennate del mendicante che dorme per terra e ragazze sempre più giovani si apprestano a far follie.
Negli ultimi 10 giorni del mese di ottobre a Torino sono finiti in manette per l’ uso di sostazne stupefacenti 55 tra extracomunitari e italiani. Non era mai successo di arrivare ad un numero tanto elevato, in tutto il 2006 gli arresti per questo tipo di reato erano stati appena 850. Sono cambiate anche le modalità di spaccio, a cominciare dall’arrivo delle donne-pusher, ormai sempre più numerose, soprattutto in determinate zone della città. Si tratta quasi sempre di nigeriane. Il secondo allarme è la crescita davvero preoccupante del consumo di ecstasy una diffusione che tocca soprattutto giovani e giovanissimi, quasi sempre tra il «popolo» delle discoteche. Maxi operazione notturna all’interno di un locale di via Stradella a Torino. Si tratta dell’ ex “Mercury”. Almeno 16 immigrati, tra spacciatori e clandestini, sono stati arrestati
Ma la notte non è l’Inferno; è solo diversa nella sua oscurità ed è legata spesso al mondo dei locali, dei pub e delle discoteche.
Incontro Caterina, 28 anni ha lavorato per circa dieci anni (dai 14 ai 26) per vari locali del Piemonte e della Lombardia (Il Loft, L’Hennesy a Torino e il Magica a Crema ad esempio) e definisce la discoteca come il riflesso di quello che c’è di giorno: è solo un raduno, un raggruppamento di persone che sono le stesse che magari al mattino ti vendono il pane.

Perchè tu hai smesso?

Caterina: “Io ho smesso solo perchè il mio lavoro non era conciliabile con il lavoro di insegnante e il fatto di dover andar tutti i weekend in determinati posti facendo molto tardi ha pesato. Inoltre quando sei più giovane non te ne accorgi ma a 24 anni cominci a leggere la malignità degli sguardi altrui e questo ha cominciato a infastidirmi.”

E quindi cosa ne pensi del modo di divertirsi di molti ragazzi?

Caterina: “Non credo che la discoteca sia un luogo di perdizione.”

Cosa ne pensi degli scandali legati al mondo della droga e quello dei locali?

Caterina: “Io non ne vista girare. A volte vedevo qualcuno “fatto” di suo ma non ho visto nulla ne nei camerini ne nei locali dove andavo io.”


All’Opera Music Villag il vocalist urla al microfono pubblicizzando il locale.

Come si chiama?

“Sergio Flash”

Età?

“Ho 50 anni”.

Quanti anni sono che lavori come vocalist?

Sergio Flash: “Ho iniziato come dj nel 75 e in contemporanea facevo il vocalist animando le serate nelle varie discoteche.”

Hai sempre lavorato all’Opera di Alpignano o anche altrove?

Sergio Flash; “Ho lavorato al College. Ho fatto il Tour Tim nel 2000 poi feste Malboro, Chesterfield quando ancora si potevano promuovere le sigarette . Martedi e domenica alla Rotonda, il venerdi sera al kilometro 5 a Torino. Dal 5 ottobre tutti i venerdi al cubo a Cuneo. ( da non confondere con il Kubo a Torino)”

Si può dire che ne ha viste di tutti i colori o è d’accordo con Caterina, cubista che ho appena intervistato che la discoteca non è un luogo di perdizione?

Sergio Flash: “Ci sono discoteche e discoteche. Locali di tendenza con musica estrema, ad esempio la tecno dove ci va un certo tipo di gente. L’Opera con il latino americano ed il commerciale invece è piu tranquilla. Se c’è un dj commerciale ad esempio Prezioso o Fargetta è diverso.”

Cosa ne pensi degli scandali legati al mondo della droga e quello dei locali?

Sergio: “Esserci c’è ma non come dicono alcuni in modo sfacciato. Tranne quello dei vip che fanno ciò che vogliono. Infatti a mio giudizio gli scandali sono usciti più attinenti al mondo dellle persone famose.”

Sono pochi o molti i locali con la guardia all’entrata come all’Opera?

Sergio: “Ormai l’italia è piena di rumeni, croati, africani e automaticamente c’è gente che non ha capito il senso vero della discoteca. Sono abituati a bere perchè è nella loro cultura quindi a mio giudizio c’è bisogno di controllo. Nei locali di grossa capienza è difficile cercare di contenere la delinquenza: l’Opera è con più sale e c’è bisogno di più guardie. Perde anche l’immagine con le risse. La sicurezza deve essere commisurata quindi alla grandezza del locale”.

Non pensa che con l’entrata economica aumenti la possibilità che entri qualche malintenzionato?

Sergio: “Purtroppo gente che non si comporta bene c’ è anche tra le persone agiate, bisogna vedere che tipo di gente entra. Una donna ha guardato un altro ragazzo tra ricchi e si è creata la rissa.”

Due persone ottimiste mostrano una Torino comunque divertente e tranquilla ma la notte a Torino è problematica da vivere e rischiosa per molte persone oppure è solo ( per citar Caterina): il riflesso di quello che si vive di giorno?
Intanto la notte è vicina e non aspetta. La notte cala su tutta la città e non avverte nessuno quando il divertimento diventa spericolato.

Maria Letizia Crescenzi

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Siae:
Società Invadente Ambigua ed Ermetica


La funzione istituzionale della SIAE consiste nell’attività di intermediazione per la gestione dei diritti d’autore. La SIAE concede, quindi, le autorizzazioni per l’utilizzazione delle opere protette, riscuote i compensi per diritto d’autore e ripartisce i proventi che ne derivano.
Report ha dedicato un servizio a cura di Bernardo Iovene il 4 ottobre del 2001 sulle problematiche di questa società pubblica a gestione privata.
La Siae decide chi deve guadagnare e su cosa e durante il servizio di denuncia di Report sono emersi alcuni punti importanti : il primo è che a guadagnare di più sono le case discografiche, come la Emi la Warner, la Sony ecc. La Siae guadagna anche su concerti gratuiti come quelli del primo maggio e anche se il concerto è in perdita la Siae ha comunque la sua entrata.
Le maggiorazioni vanno anche agli autori ed editori di musica classica e contemporanea. in questo caso, autori ed editori ricevono dalla Siae diritti che superano 6 volte quello che l'organizzatore ha pagato alla stessa Siae. Quindi se per un concerto in chiesa si guadagnano 150 euro l’autore che a volte può essere un organista da solo o qualche composizione banale di un violoncellista arriva a prendere seicento euro considerato anche il fatto che i concerti si ripetono durante il giorno a diversi orari.
La Siae guadagna dalla musica degli ascensori e dalle casse di amplificazione nei bar ( un gestore di un bar a Report dichiarava di pagare circa 45 euro per ogni cassa alla SIAE) ; anche allo stadio, l'inno della squadra diffuso prima e dopo la partita dagli altoparlanti deve essere pagata a seconda del numero degli spettatori.
Secondo punto importante emerso dal servizio di Report è che la Siae guadagna persino dagli enti che fanno beneficenza e dai venditori ambulanti : c’è chi dice e non a torto che è un miracolo che non bisogna pagare la SIAE quando si canta sotto la doccia!
Sono famose le campagne della Siae di lotta contro la pirateria ma un cd è pirata magari solo perché non ha il bollino SIAE. Appurato che il bollino si possa rompere durante l’apertura del cofanetto bisogna ricordare che è posto persino sui cd vergini come a supporre che vi ci si registrerà sopra qualcosa : una sorta di pre-tassa su ciò che verrà poi comunque ulteriormente tassato.
Quando la SIAE controlla la scaletta delle musiche di sottofondo o di primo piano di un’emittente radiofonica come ad esempio Radio dimensione Suono non si preoccupa se manda in onda brani protetti o meno : si preoccupa solo del bilancio della stessa emittente.
Insomma il motto principale della SIAE sembra essere : Vendi? Allora guadagni.
Non vengono protetti talenti nuovi ma vengono protetti gli interessi della stessa SIAE, dei suoi membri (e come cerchia di persone è alquanto ermetica) e premia i programmi radiotelevisivi classificandoli secondo criteri discutibili.
Si può azzardare definendola una sorta di «mafia legalizzata » ; non si uccide nessuno ma c’è un giro di potere e soldi a volte poco chiaro e non molto equo.
Viene considerato varietà il programma della DeFilippi ma non quello della Deusanio ; sembra che la Defilippi apporti più creatività e faccia più spettacolo. Se le storie fossero finte si potrebbe riconoscere una certa fantasia agli autori ma su questo la direttrice della SIAE non si sbilancia….
Non vengono infatti retribuiti dalla SIAE i programmi di contenuto strettamente giornalistico, in compenso il Maurizio Costanzo show si perchè si reputa sia più un varietà ma Tempi Moderni della Bignardi no.
La sigla di Onda verde essendo utilizzata come sottofondo non ha limite : i suoi autori ed editori guadagnano un tot ogni volta che va in onda invece la sigla del telegiornale ha il limite di mezzora : oltre la mezzora non vengono più pagati. Quindi chi sceglie se mettere o meno il sottofondo ha un bel potere.
E Report termina la sua inchiesta avvertendo di stare attenti agli eredi ovvero sia i figli d’Arte : ad esempio l’erede dell’autore della foto di Che Guevara che facendo il giro del mondo ne ha guadagnati di soldi !!
Cosa è cambiato in questi ultimi anni, da dopo il servizio di Report fino ad oggi ?
Novità interna all’ente è la nomina del nuovo Direttore Generale
Domenico Caridi. Lo ha nominato il Consiglio di Amministrazione della Società, in vista della scadenza dell’incarico di Angelo Della Valle il 6 ottobre.
Una novità che riguarda i cittadini è che per facilitare la tutela dei nuovi autori, la SIAE ha previsto, dal 1° gennaio 2007, la possibilità per i minori di età di iscriversi all'ente di gestione collettiva con un apposito mandato che prevede il pagamento di soli 29,24 € per l’imposta di bollo, in luogo della normale quota sociale.
Il mandato garantisce la possibilità di depositare le opere e ricevere i proventi derivanti dall'utilizzazione di queste per i diritti conferiti alla SIAE, ma non comporta una vera e propria associazione dell'ente (è escluso quindi il diritto di voto). Altra novità : non è sufficiente, aver corrisposto il pagamento dei diritti SIAE per poter trasmettere attraverso la radio un’opera protetta. Occorre, corrispondere anche pagare i diritti connessi direttamente alle imprese discografiche dovuti per la riproduzione dei brani musicali con la sentenza N.00626/2007 resa l’ 8 giugno 2007 dalla terza sezione penale. Per quanto riguarda i diritti d'autore, che si legga dal vivo o che si proietti un filmato non cambia nulla: si paga comunque.
Inoltre nel 2005 è entrata in vigore l’eliminazione dell’esame di ammissione alla SIAE per i musicisti che spesso si rivelava un investimento di tempo e di soldi.
Negli ultimi anni, esattamente dall’ 11 luglio 2001 si può sostituire il bollino SIAE che veniva posto sui cofanetti dei CD, con un’autocertificazione che dichiara la presenza stessa del bollino.
La Siae ha fatto una multa di 205 euro a 14 bambini di Chernobyl per violazione del diritto d´autore. I piccoli, di età compresa tra i 7 e 12 anni, avevano preparato un piccolo spettacolo per dire grazie alle famiglie da cui erano stati ospitati. Con una canzone popolare in bielorusso.
Per il titolare dell´ufficio Siae di Martina Franca i bambini bielorussi avevano violato l´articolo 17 della legge numero 633 del 1941. Il reato che gli è stato contestato è quello di esecuzioni di opera di ingegno senza preventiva autorizzazione dell´autore. Bielorusso. «Una decisione sconcertante - denuncia Angela Lobefaro responsabile pugliese di Legambiente Solidarietà - soprattutto a conclusione di una meravigliosa esperienza . Vorrà dire che la Siae si terrà i soldi e noi, nella mente, l´indelebile ricordo dei sorrisi di quei bambini». Paolo Russo (03 settembre 2006)
Carlo Bixio, figlio d’Arte, lamenta che sono pochi gli anni di retribuzione : dalla morte dell’artista il figlio ha diritto di esser retribuito solo fino a 70 anni!
Adriano A., impiegato di 39 anni non è un figlio d’Arte, non si è fatto mantenere economicamente quindi per anni dalla SIAE e mi fa un’osservazione : se una persona acquista il cd di Grignani e acquista anche l’album sempre di Grignani paga due volte la tassa alla SIAE e ciò non ha senso : se la SIAE è interessata a proteggere gli autori e in quel caso l’autore è solo uno, Grignani appunto, che senso ha tutto ciò?
Resta ora da chiedersi quale delle due lamentele ha più senso : a voi l’ardua decisione !

Maria Letizia Crescenzi

Direttore Responsabile: dott. Massimo Giusio - - Caporedattore centrale: Nicola Gherlone
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