Per
una cultura del bere
Un sorso di benessere
Negli
ultimi vent’anni la produzione di vini italiani a denominazione
di origine è aumentata dal 12 al 33% quella a indicazione geografica
il 28% . Il successo dei vini autoctoni è la dimostrazione
di una crescente sete di vino specifico e originale.
Intanto osservando all’estero cosa accade nel panorama enologico
si scopre che dalla Cina si attende il progetto di una bevanda biotecnologica,
in teoria miracolosa, contenente un gene in grado di aumentare fino
a 6 volte il resveratrolo, un antiossidante, ma è lunga la
strada per fare di quest’uva un vino efficace. L’importante
alla fine è che il vino sia buono al di là dei presunti
miracoli.
Intanto l’Austria, territorio relativamente piccolo, si è
conquistata un suo posto grazie all’efficacia del marketing.
Tra una novità e l’altra, un dibattito o una questione
socio-culturale il capoluogo piemontese è in fervore e si pone
come protagonista attivo.
Il laboratorio Chimico di Torino , nato nel 1980 si è ampliato,
opera come organismo tecnico senza scopo di lucro offrendo alle imprese
un servizio di analisi e consulenza su alimenti e bevande e analisi
settore agricolo per un’adeguata conoscenza del terreno e dei
fertilizzanti. Il laboratorio è’ autorizzato anche a
conferire i marchi DOC e DOCG.
Il sommelier si presenta come figura completa e come anello di congiunzione
tra produttore e consumatore pertanto non deve essere considerato
mai come colui che opera solo nell’alta ristorazione, prerogativa
di un’elite bensì fonte di arricchimento per tutti.
Il vino come espressione di socialità, convivialità,
gioia e linguaggio universale che unisce popoli e nazioni. Quando
l’uva arriva in cantina il controllo qualitativo fa riferimento
all’aspetto visivo e al grado densimetrico in cui contano i
progressi della ricerca scientifica, l’esperienza dell’enologo
per codificare l’estetica dei grappoli, assenza malattie, freschezza
uva, se è asciutta o bagnata, presenza di corpi estranei o
di altri vitigni. La densitometria riguarda la quantità di
zucchero e alcool. Si valuta la maturazione dell’uva anche con
la stessa masticazione, si selezionano 20 grappoli e si valuta la
polpa, la buccia e i vinaccioli descrivendo le caratteristiche organolettiche
maturate dal grappolo.
Il wine show ha avuto un esito positivo nelle sue giornate dal 24
al 26 ottobre a Lingotto fiere, il tg1 vi ha dedicato anche un servizio.
E la Collina Torinese, Pinerolese a Valsusa mostrano il meglio di
se con vini dai vari prezzi e lezioni di degustazione. Presentazioni
di libri tra uno shopping di bottiglia e l’altro come la nuova
Guida al vino quotidiano di Slow food. I giovani che si avvicinano
al mondo del vino sono sempre più numerosi, Il vino anche come
nemico quando i giovani abusano di questa bevanda o dei vari superalcolici
e il legislatore ha l’obbligo di intervenire senza però
equiparare chi ha ingerito dosi esagerate rispetto a chi ha bevuto
a cena un bicchiere di vino. Piuttosto è necessario informare
e stimolare la coscienza del giovane a comportamenti sensati; in modo
da poter associare il bicchiere di vino a un sorso di benessere e
non al demonio tentatore.
Come recita una pubblicità di www.torinopiemonte.com: «Perché
l’anima più vera del Piemonte batte dentro ogni calice.
E conoscerla è un vero piacere. Sorso dopo sorso».
Maria
Letizia Crescenzi
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Zoom
parco e Bolder beach
Quando i pinguini fanno la differenza
L’estate
sta finendo e la pioggia di questi giorni sembra voler mettere un
punto a una stagione calda e abbastanza mite. Nei mesi di giugno-
luglio e agosto ideale per chi aveva solo i weekend o è rimasto
a Torino per le ferie sono state le piscine- comunali e private- un
ottimo contesto per il relax del piemontese. Un tuffo in una delle
abitudini immancabili per chi amava crogiolarsi sotto il sole o rinfrescarsi
anche con il cloro e ha visto nella piscina la risposta ai suoi desideri
.
A Venaria, la piscina privata è stata gremita di gente sdraiata
sul cemento e il bagnino ha controllato con molta cura che i bimbi
non venivano disturbati dai tuffi dei giovani, le prime settimane
di giugno sono stati chiamati i vigili urbani per riportare alla calma
comitive troppo chiassose , ingombranti, sfrontate e pericolose per
i bimbi in acqua. Il parco la Pellerina ha offerto come tutte le estati,
l’alternativa di una distesa di verde alla piscina piena di
gente ; infatti chi non voleva necessariamente bagnarsi poteva sdraiarsi
sul prato immenso e, purtroppo, anche dispersivo. Per citarne altre;
la piscina in Corso Lombardia con i suoi i lettini gratuiti, vasca
di 25 metri e prato adiacente e quella di Borgaro, la PolisPolisportiva
Uisp River Borgaro Palazzetto Sport che offriva il verde, lettino,
ombrellone, una piscina olimpionica, con sufficiente spazio per bimbi,
ragazzi scalmanati e chi voleva nuotare in tutta pace.
Vi è anche chi non si è accontentato di qualche bracciata
e un tuffo e ha preferito allontanarsi un po’ ma scatenarsi
con i parchi acquatici: da Ondaland a VicoLungo completo di animazione,
discoteche e solarium a Cupole Lido, altrettanto noto sito a Cavallermaggiore
(Cuneo) o Atlantis, a San Secondo di Pinerolo in provincia di Alba,
ricco di animazione e discoteche anche il Bolle Blu di Borghetto Borbera,
con l’inconfondibile laser show.
Una realtà in crescita tra le varie grandi piscine e i parchi
acquatici è stato il bolder beach che assieme all’adiacente
Zoom parco hanno saputo inserirsi nel panorama delle piscine e dei
parchi degli animali facendo pubblicità di sè a 360
gradi; passa parola, manifesti stradali e pubblicità televisiva
per non parlare del sito del bolder beach ( www.bolderbeach.it per
la piscina con i pinguini e www.zoomtorino.it per gli animali) curato
e dai colori vivaci.
Il responsabile marketing della struttura ha accettato di rispondere
ad alcune mie domande:
L'aflusso maggiore è stato ad agosto oppure anche a
settembre vi sono molti ingressi?
«Luglio ed agosto sono i mesi di maggior affluenza di Zoom
+ Bolder Beach, le visite al solo parco Zoom raggiungono buoni numeri
anche nei mesi di giugno, maggio e settembre»
Il pubblico prevalente sono i bambini con le famiglie ?
«Assolutamente si»
Quanti abbonati avete?
«Quest’anno il parco ha fatto circa 400 abbonati,
un buon risultato considerando che siamo in una situazione di “under
construction”»
Entro quando è previsto che vengano finite alcune aree
dello zoom parco che ho visto essere incomplete?
«Il parco verrà ultimato in diverse fasi: nel 2010
agli attuali exibit si aggiungeranno il Madagascar e l’arcipelago
Asiatico, nel 2011 la Savana secca e dopo il 2012 la Savana umida
e il Sentiero Indiano»
Vi è più affluenza al parco animali o alla piscina
con i pinguini?
«L’affluenza dipende molto dalle condizioni atmosferiche,
la stagionalità e la capacità ricettiva del parco sono
decisamente superiore a quella della piscina»
E' la stessa gestione che si occupa del parco animali e della
piscina o sono due cose distinte?
«La società che gestisce è la stessa»
Oltre allo staff “umano” i protagonisti sono stati quindi
anche gli animali. La tigre avanzava lenta sotto gli sguardi della
folla e gli uccelli svolazzavano veloci mentre i falconieri descrivevano
la specie e i pinguini si guardavano circospetti . Tutto questo fà
del parco di Cumiana una tappa quasi obbligatoria, nonostante come
molte altre piscine, bisogna armarsi di un po’ di pazienza nel
far la fila all’entrata o al bar-punto di ristoro. Comunque
vale la pena almeno una volta esplorare quest’oasi deliziosa
per chi ama gli animali o semplicemente immergere i piedi nella sabbia
che circonda la piscina. Lo stesso responsabile marketing ci tiene
comunque a precisare che sono una cosa a sé rispetto ai parchi
acquatici:” In realtà noi consideriamo Bolder Beach un
habitat per gli “umani”, un’oasi per rilassarsi
e rinfrescarsi, da alternare alle varie attività del parco
nostro. Il nostro interesse principale è far conoscere al pubblico
il mondo animale ed il suo habitat, sensibilizzare le persone sulle
tematiche legate all’ambiente ed alla conservazione (naturalmente
siamo ancora in una fase di start up, con il crescere della struttura,
cresceranno anche le attività legate alla nostra mission)”
Quindi non sono interessati solo al pubblico delle piscine (tipo moby
dick, le Cupole, Ondaland, etc) ma anche e soprattutto a un pubblico
sensibile a certe tematiche.
Maria
Letizia Crescenzi
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Italiani?
La morale è sempre quella:
Pizza, mafia, mandolino e spaghetti
Siamo
alle soglie del grande rientro estivo. Un’indagine Codacons
riguardante tutto il territorio italiano, isole comprese, dichiara
:”Tempi grami per gli amanti del topless: sempre meno donne
sulle spiagge sfidano il pudore per un'abbronzatura integrale o quasi,
e il 95% di loro ormai sceglie rigorosamente il due pezzi. (Repubblica
on line del 20 agosto) “Non sappiamo se questo dato sia influenzato
dalla paura di prendere multe per via delle piu' disparate ordinanze
dei vari sindaci sparsi sul territorio nazionale o se si tratti di
una nuova tendenza”.
Scatti assennati di fotografi alla ricerca dei topless dei vip come
tutte le estati diventano prerogativa della rivista-pettegolezzo.
Si parla di burkini (una tuta aderente che vorrebbe essere un ibrido
tra il burka e il bikini) ed è guerra: Gianluca Buonanno, sindaco
leghista di Varallo Sesia, in Piemonte. “Dopo il divieto (accompagnato
da una multa di 500 euro) al burkini, il costume da bagno islamico,
il primo cittadino ha predisposto un'ordinanza, non ancora firmata,
per vietare sull'intero territorio comunale anche l'uso del burKa”
(www.ilsalvagente.it)
Sembra che per 300 turisti spagnoli, tedeschi, britannici e giapponesi,
gli italiani si distinguono perché parlano a voce troppo alta,
troppo invadenti nello spazio degli asciugamani, schizzano nell’acqua.
Le differenze di un posto e il vivere in un certo ambiente culturale
e di posizione geografica possono stimolare alcuni atteggiamenti piuttosto
che altri resta solo da capire quanto ci sia nello stereotipo di fondato
su fatti reali o basato su preconcetti a priori.
Quando chi viene in Italia vi associa subito la mafia non deve dimenticarsi
ad esempio della mafia importata; dai rapporti della Guardia di Finanza
e della Direzione Investigativa Antimafia sono emerse la pericolosità
ed alcune caratteristiche degli affiliati alla mafia cinese nella
nostra penisola
Di certo anche gli stranieri non sono degli angioletti, nessuno è
perfetto e qualcosa di buono oltre al “bidè” e
alle migliori spiaggie o la cucina c’è.
Si
sono mobilitate le sfere alte per la truffa ai danni dei turisti giapponesi
a Roma con possibilità (rifiutata elegantemente da loro) di
essere rimborsati per il menù troppo caro imposto dal ristorante
imbroglione. Chissà se all’estero avrebbero fatto lo
stesso per noi! In questo tutto il mondo è paese; certe cose
possono capitare ovunque, l’importante è sempre farsi
valere.
In spagna in alcune zone della Costa brava sono così regionalisti
che anche gli operatori che sono a stretto contatto spesso con i turisti
( camerieri, noleggiatori di barche) molti di loro non si sforzano
nemmeno dei sapere l’inglese( non si pretende l’italiano
anche se di turisti italiani ve ne sono molti in alcuni posti specifici)
vogliono che parlare il catalano e basta.
Come se un piemontese a uno straniero si ostinasse a dire solo:”Cerea
friciulin!”
Andando su “Yahoo answer “ dove gli stessi italiani parlano
di sé e un giovane scrive:” Vivo su un isola all'estero
e la mia compagna ha a che fare con il turismo . Beh , non ci credeva
, ma quando arriva un bus con turisti italiani , le guide fanno l'estrazione
a sorte per chi se li deve scorrazzare. Motivo: rumorosi , maleducati
, non spiaccicano una parola di nulla, etc.. (…)
Di sicuro non bisogna identificarci con i vari Briatore, Corona e
Lele Mora mentre si puo’ pensare a una maggiore vicinanza con
l’italianità nel cinema di di Carlo Verdone. Aumenta
l’insoddisfazione tra le lenzuola secondo le statistiche quindi
neanche più bravi amanti focosi restiamo a giudizio insindacabile
altrui siamo solo quindi ipocriti intellettuali egocentrici e burini.
Un invito per il prossimo rientro estivo: niente urla in spiaggia
in modo che l’imperativo sia non farsi sempre “riconoscere”
ad ogni costo. Nessun paese è migliore dell’altro è
importante però valorizzare il proprio smussando i difetti
a vantaggio del territorio Italiano, una perla del mediterraneo.
Maria
letizia Crescenzi
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D
come Domodossola
Rilanciare l’immagine turistica della città

Se
si varcano i confini del Piemonte - Ma anche da Torino la situazione
non è incoraggiante - la città di Domodossola non suscita
nelle menti particolari collegamenti, fatto salvo l'utilizzo del nome
cittadino per fare lo spelling della lettera D.
E proprio su questo utilizzo si basa lo slogan "D come... Domodossola",
lampo di genio creativo con cui l'IAT (Ufficio Accoglienza e Informazioni
Turistiche) s'e proposto di rilanciare l'immagine turistica e culturale
della città.
Cito testualmente dal loro sito ufficiale: "Da questo marchio
sono nati anche due gadget, uno schiaccianoci e una formella per cuocere
biscotti sempre a forma di "D", realizzati in occasione
dei Mercatini di Natale 2002 e 2003."
Forse un po' poco, dato che il Comune ha deciso recentemente di non
ristampare neanche delle cartine ad uso turistico della città,
lasciando così i già non molti turisti a girare piuttosto
smarriti per le vie cittadine, dove si può annoverare una sola
mappa del centro col salvifico pallino "voi siete qui".
Eppure Domodossola avrebbe molte carte da giocare: e' una cittadina
molto antica, ricca di edifici di ogni periodo storico, tra cui ricordiamo
il Santuario del Calvario, che peraltro l'UNESCO ha riconosciuto come
"Patrimonio mondiale dell'Umanità".
Il centro storico è molto suggestivo e ricco di valore artistico,
e, nota di merito, molto ben curato, sebbene sia annegato da una periferia
che gli anni dello sviluppo industriale e del boom economico venne
lasciata crescere un po' così, selvatica. E comunque anche
in questa periferia sbucano talvolta palazzine d'epoca, o affreschi,
o scorci che i domesi si sono sforzati di conservare.
Inoltre è attrezzata di una stazione sciistica sul territorio
comunale consistente in ben 12 piste, per cui, anche sotto il profilo
sportivo, risulterebbe essere competitiva.
Anche per i collegamenti, sulla carta, non dovrebbero esserci problemi,
dato che è un importante snodo sia ferroviario che automobilistico
sulla via del Sempione.
Terminata l'autostrada però si può notare come la SS33,
che la collega appunto al Sempione nonché a Domodossola, versi
in stato di pericolosa trascuratezza, con buche anche profonde e sconnessioni
nell'asfalto che rendono pericolosa la viabilità, soprattutto
invernale. Una situazione emblematica di come le amministrazioni pubbliche
siano state vertiginosamente incapaci di gestire un territorio potenzialmente
molto promettente.
Una sorta di caso irrisolto per cui più che un poster della
“cittadina” è d’uopo immaginarsela come un
puzzle con alcuni tasselli mancanti. Infatti basterebbe poco per renderla
veramente completa.
Comunque presto l’Unione Europea richiederà un netto
rinnovamento della rete infrastrutturale per il collegamento dei due
importanti porti di Rotterdam e Genova, sperando che i fondi che verranno
stanziati possano contribuire a non sminuire Domodossola a semplice
“scalo merci”, ma valorizzare questa bella città
e quindi completare il puzzle.
Maria
Letizia Crescenzi
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Sorridendo
con Luciana
"Col cavolo che
piangiamo con te"

Nel
bene e nel male la nostra è una società che fa piangere
ma laddove si può anche ridere. Basta vedere il lato ironico
di ogni faccenda, non essere patetici o cinici, non sorridere delle
disgrazie altrui ma capire quando intervenire con la battuta, ingigantire
ogni difetto, ansia, mania moderna per portarla all’esasperazione.
Non piangere ma riderci su. Chi meglio dei comici puo’ fare
questo? I Gem boy ridicolizzano il testo “Sincerità”
di Arisa, facendo “Fatalità” (“Fatalità,
per chi non lo sapesse, fu un brano di enorme successo composto dal
gruppo sassarese de “I Bertas” n.d.r.), ricordando con
il loro modo di fare demenziale che tanto prima o poi si deve morire,
imitando la canzone ma stravolgendo le parole.
Loro riescono a farlo rubandoti un sorriso. Il potere della comicità
non conosce confini; ironia e autoironia di Zelig, Colorado Caffè
e Buona la prima dove Alez e Franz e molti altri dimostrano il loro
talento di improvvisazione.
Luciana Litizzetto è oggi una delle figure di culto nel panorama
della comicità italiana. Non perdona niente e nessuno e con
il suo modo dissacrante ne esce vittoriosa con oltre un milione di
copie è in testa alla classifica dei libri più venduti.
Con frasi a volte volgari e sfrecciatine provocatorie ci racconta
una verità senza omettere dettagli disgustosi. Passa come un
treno in rassegna i momenti di convivenza quotidiana con mariti pigri,
i fatti violenti, i politici e le invenzioni tecnologiche moderne
discutendone la reale efficacia.
Ora si presta a recitare il ruolo di un insegnante, professione svolta
dall’attrice già prima di darsi al mondo dello spettacolo.
La fiction si intitola: “A scuola” ed è dedicato
al mondo dei giovani, si girerà a Torino da giugno fino a Natale.
Nel
suo Iolanda furiosa critica i trailer di film violenti prima di un
cartone animato. Perchè se porti tuo figlio a vedere qualcosa
di “innocente” non è molto coerente avere l’anteprima
di “Jack lo squartatore”.
Nata a Torino, città in cui vive ancora oggi il 29 Ottobre
del 1964 e diplomatasi in pianoforte nel Conservatorio della sua città
nel lontano 1984, si è poi laureata in Lettere alla facoltà
di magistero nel 1990. La sua biografia quindi mostra tutta la versatilità
di questa piccola grande comica.
In seguito, per ben nove anni si è dedicata all'insegnamento
della musica nelle scuole medie. Tra il 1988 ed il 1990 ha frequentato
la scuola di recitazione dell’ ”I.D.A.S.”(Istituto
d’Arte e Spettacolo) e ha cominciato così la sua carriera
come doppiatrice e autrice di testi per i suoi primi spettacoli: Lacrime,
Sogni e Sesso.
Nel 1992 partecipa alla trasmissione "Avanzi" su rai tre.
E con la canzone “Naziskina” è autrice alla quarta
edizione del Festival di Sanscemo. Nel 1993 è presenza fissa
nel programma "Cielito Lindo", in onda su Raitre e condotto
da Claudio Bisio ed Athina Cenci, dove presenta il già ricordato
personaggio di Sabrina . A fianco di Piero Chiambretti alla radio
per la conduzione di un "Hit parade" radiofonica e nel 1998
è stata ospite di alcune puntate di "Mai dire gol",
il programma domenicale della Gialappa's Band, e dal 24 Marzo è
apparsa nella ripresa del programma "Ciro, il figlio di Target",
dove ha presentato i suoi personaggi.
Interviene come ospite da "Matricole" su Italia 1 al "Maurizio
Costanzo Show". Ad Aprile 2001 ha esordio alla radio "Le
parole che non ti ho mai chiesto", inerente i problemi nei rapporti
di coppia.
Luciana Littizzetto nel film "Ravanello pallido" è
protagonista e cosceneggiatrice. Il libro Col cavolo, edito nel 2004
è solo un esempio di come riesca a diffondere sorrisi attraverso
la penna; un altro è stato “Sola come un gambo di sedano",
rivede con la sua solita satira alcuni articoli apparsi su "Torinosette".
E lei stessa si presenta così: «Mi chiamo Luciana Littizzetto,
ma sono più conosciuta come Sabrina, Lolita o col nome di qualche
altro dei personaggi che interpreto nei miei spettacoli od in televisione;
questo un po' perchè spesso capita agli attori ed ai cabarettisti
di essere identificati con i propri personaggi, ma anche perchè,
oggettivamente, il mio cognome non aiuta molto ad essere ricordati,
ed io l'ho sentito storpiare e l'ho visto scrivere in tutte le maniere:
Litizzetto, Littizetto, Litizetto, o peggio ancora Letizzetto, Attizzetto,
e chi più ne ha più ne metta».
«Ho subito notato una costante che mi avrebbe accompagnato per
tutta la carriera, e cioè il pregiudizio per cui una donna
non può far ridere: gli uomini possono permettersi di fare
battute con doppi sensi, e di loro si ammira la comicità, ma
se una ragazza prova a fare una battuta simile viene guardata male...anche
in televisione, è sempre molto difficile essere chiamata come
ospite se non sei una strafiga...ma bando alle lamentazioni e proseguiamo».
Luciana, piccola e piena di comicità: facci ridere che ne abbiamo
bisogno!!
Maria Letizia Crescenzi
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Nobiltà,
buongusto, etichetta
Gli “anti-trash” di oggi

La
nobiltà d’animo è quella più profonda e
ammirata dai ben pensanti e vi è la nobiltà dei comportamenti
che è più formale e concerne l’atteggiamento,
il modo di porsi al di là del proprio carattere.
Il galateo odierno insegna come disporre le posate e dinanzi alla
tavola imbandita non bisogna assolutamente dire: «Buon appetito»
La sedia non deve essere sita ne troppo lontana né troppo vicina:
i gomiti vicini al corpo ,le buone maniere inoltre insegnano di non
riempire mai il bicchiere fino all'orlo, di bere a piccolo sorsi e
di non di versare altro vino se non avete prima terminato quello già
versato.
Negli ultimi anni, grazie alla globalizzazione che avvicina l'enogastronomia,
vi è un riemergere dell’estetica che si affaccia in modo
preponderante nell'attuale società andando a scontrarsi con
tutta quella serie di atteggiamenti informali e talvolta “trash”.
Non si pensi solo alla compostezza a tavola bensì ad un panorama
di più vasto, in cui è il design che domina la scena.
Infatti il design stesso è il principale modo di comunicare
il buon gusto dei nostri tempi.
Abbiamo quindi un ritorno del buon gusto, dettato da fruitori e consumatori
sempre più selettivi: se è vero che ora si va a tavola
anche in maglietta, è vero anche che si va al ristorante e
si notano particolari che prima la persona media ignorava. Non è
un nuovo galateo ma una “sensibilizzazione alla qualità”
con cui, i ristoranti che pensano ad ostentare lo sfarzo non accompagnato
in modo coerente da una cucina di un certo livello, dovranno fare
i conti per evitare di essere “Kitsch” e quindi out, fuori
moda, fuori dal commercio di snob ma anche di semplici ragazzi raffinati.
A volte l' etichetta non e' il prodotto di finzione ed esibizionismo
ma un atteggiamento costituito da abitudini di vita quotidiana che
alla fine diventano”spontanee”.
Un osservatore della società moderna che volesse estrapolare
dove vi sono ancora atteggiamenti nobili di certo la sua impresa sarebbe
ardua ma arriverebbe a buon fine. Ragazzi che irrompono nella città
con stile ed eleganza, curati e come dandy sanno benissimo cosa sia
la classe (prerogativa di un elite) oltre che lo stile (prerogativa
anche della massa). Camminano per le strade delle grandi città
o dei piccoli paesini (in gergo si dice “struscio) con i capelli
incollati talmente son pieni di poltiglia gelatinosa, l'abito sempre
in ordine, come se fossero appena usciti dalla trasmissione “Il
Brutto Anatroccolo” - trasmissione Mediaset in cui venivano
valorizzate, sistemate e talvolta anche ritoccate persone che si prestavano
al gioco - mani curate, scarpe lucidate, gemelli cintura e borsa abbinata,
le sopracciglia perfette, la pelle depilata. Il nuovo dandy è
anche un modo di vivere: sempre pacato, con self control. Ad esempio
non adopera mai epiteti volgari e non grida.
Incrocio tra modernità e antichità: un weekend di benessere
tra i salotti della nobiltà piemontese; allo Ianua Hotel organizzano
visite al centro storico di Ovada tra logge cinquecentesche e Chiese
barocche, visita guidata al Castello di Piovera con the delle 17 nella
serra e lezione di galateo. Al rientro il Rituale del Benessere, un
rilassante percorso di sauna, bagno turco, idromassaggio.
Convenzioni e etichette per evitare abusi, volgarità e mancanza
di pudore, vi sono anche nelle varie chat room, blog, spazi personali
e forum, nonché posta elettronica, messaggistica istantanea
e SMS, esistono dei codici di comportamento sia scritti che non scritti,
non mandare o inoltrare posta indesiderata, evitare di usare le MAIUSCOLE
per enfatizzare poiché è come se tu stessi "urlando.
Si parla di restituire nobiltà alla politica, evitare quindi
che sia strumentalizzata per procurare vantaggi personali invece di
procurare benessere condivisibile generale.
Alcune
ricche famiglie anelano al titolo nobiliare. Alcune menti eccelse
furono e vengono tuttora “premiate” con titoli nobiliari,
grandi artisti o scienziati.
Principe, Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone, Nobile, nonché
Signore, Cavaliere Ereditario, Patrizio e Nobile ecco i titoli nobiliari
in ordine gerarchico.
Il dominio dei Savoia, storicamente unificò il Piemonte portandolo
ad avere una rilevanza internazionale ma oggi associata al loro nome
vi è una raffica di accuse a vario titolo (Vittorio Emanuele;
associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione,
alla corruzione, al falso e gioco d'azzardo.) Mentre Silvia di Savoia
è amata e continua la sua attività di Infermiera Volontaria
partecipando anche a missioni di emergenza all'estero (Romania; Iraq)
e in Italia (em. Profughi Kossovari; em. Terremoto in Molise ecc.).
Riceve a Modena, nel 2002, il premio "Profilo Donna".
Per chi vuole approfondire l’evoluzione storica dal Rinascimento
alla Rivoluzione Francese vi è Dewald Jonathan con il suo La
Nobiltà europea in età moderna in cui descrive, anche
adoperando dati statistici le ricchezze accumulate e il potere politico
senza tralasciare di descrivere l'evoluzione degli stili di vita della
nobiltà all’interno della società. Case antiche
della nobiltà in Piemonte: analisi dello Stato Sabuado attraverso
i suoi castelli, pubblicato nel 2006, autori vari o Nobiltà
e Stato in Piemonte. I Ferrero d'Ormea. Atti del Convegno (Mondovì,
3-5 ottobre 2001).
Uno dei romanzi storici Il Gattopardo parla della differenza tra un
nobile di origine e un “arricchito”. Don Fabrizio era
il nobile in decadenza che si contrapponeva come figura del romanzo
al nuovo arricchito sindaco del paese Calogero Sedara nel romanzo
di Lampedusa pubblicato nel 1958. È Tancredi, il nipote di
Don Fabrizio nel comunicare al Principe la decisione di unirsi alle
truppe piemontesi, che esclama: "Se vogliamo che tutto rimanga
come è, bisogna che tutto cambi!" A questo punto Don Fabrizio
comprende che non può opporsi in alcun modo al cambiamento
imminente.
Se Don Fabrizio avesse magicamente il potere di vedere il mondo di
oggi si troverebbe ad ammirare la compostezza di alcuni sommelier
o la raffinatezza dei dandy e a mettersi le mani nei capelli dinanzi
all’inciviltà e la volgarità di molti, plebei
e non. Le buone maniere rientrano nell’educazione ma spesso
sono un qualcosa di innato, istintivo ad alcuni e lontano mille miglia
rispetto ad altri. E l’ignoranza non perdona; tocca tutti i
vari strati del tessuto sociale, si può diffondere a macchia
d’olio e esser usata come alibi per azioni veramente poco “nobili”.
I valori della nobiltà se così si possono chiamare sono
quelli che si tramandano di padre in figlio e che ogni discendente
deve sentirne il peso, perchè ciò che la famiglia ha
fatto deve essere sempre ricordato e valorizzato , modernizzando ma
conservando al tempo stesso la tradizione di una classe. Avere come
obiettivo il prestigio e non il guadagno considerato “volgare”.
L’onore, nato in ambito aristocratico e successivamente diffuso
nelle altre classi sociali, doveva essere salvaguardato a tutti i
costi. Oggi c’è da valorizzare quello che è già
elegante e migliorare quello che non lo è, al di là
di alcuni dettagli del galateo che non si amalgamano bene con la società
attuale.
Maria
Letizia Crescenzi
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Un
sms e ti lascio amore mio
La nuova generazione

Alcuni
ricordano gli anni in cui bisognava fare la coda alla cabina telefonica
per parlare, e i cellulari che iniziavano a comparire erano esclusiva
di pochi. Ed erano grandi e poco maneggevoli, oppure gli anni in cui
non esistevano i televisori piatti o le macchinette fotografiche digitali.
Le generazioni odierne hanno la fortuna o sfortuna a seconda dei punti
di vista di vivere in un mondo dalla tecnologia avanzata, sofisticata
e più si va avanti più studiosi e pensatori si chiedono
dove arriveremo, quali sono le conseguenze.
La radio oramai è diventato accessorio superfluo in alcune
case, infatti o si ascoltano le reti minori in tv come All Music o
MTV per i video oppure si usa il computer dove molti giovani scaricano
i brani con emule
Il problema alla base è che in parallelo ad un’evoluzione
tecnologica c’è stato da parte di molti genitori un lassismo
in cui si tende più a lasciar libero e barcollante in un mondo
pieno di input il figlio.
Se il genitore stesso trascura il figlio o la casa per tenersi in
forma in centri estetici o palestre non si può pretendere che
il figlio abbia un senso del dovere domestico; anche se è capitato
di assistere anche a casi in cui il figlio è più responsabile
del padre!!
Troppo facile da parte dell’anziano puntare il dito verso una
generazione vuota di valori, in realtà proprio come il signore
di una certa età brontola e quindi spesso manca della virtù
della pazienza cosi il giovane se non è stato educato manca
di educazione e non ha sempre il valore del rispetto. Ci sono ancora
molti ragazzi che potenzialmente sono ricchi di valori solo che a
volte lo manifestano in modo diverso rispetto a un tempo. Invece della
lettere d’amore l’E-mail? Sempre amore alla base c’è.
Laddove invece i valori mancano c’è da stimolare il genitore
a riprendere il suo ruolo non autoritario ma autorevole. Una persona
autoritaria è una persona che dice di “NO” senza
necessariamente spiegare il perché, invece una persona autorevole
spiega le sue motivazioni. Anche i professori si lamentano dell’insolenza
della massa.
Nel 68 la massa era ribelle ora è modaiola e considerata “
vuota “ dai grandi.
Invece quando si pensa alla cronaca nera, agli omicidi passionali
non ci dimentichiamo che la storia insegna che il delitto passionale
era una delle “abitudini criminali” come il delitto d’onore
che caratterizza anche periodi storici dell’800. In alcuni aspetti
l’uomo, giovane o anziano, uomo o donna più avere comportamenti
più o meno convenzionali, più o meno delinquenziali
al di la del periodo storico o dei mezzi tecnologici a disposizione.
Il problema della violenza è alla radice; come evitare che
si arrivi a un comportamento che i sociologi definirebbero deviato?
Troppa libertà, la ripetitività dei mass media amplifica
quello che un tempo era il passa parola del vicinato, mass media che
a loro volta indagano cercano di spiegare il perché e il per
come questa generazione agisca così
E’ cambiato solo il contorno, ovvero sia i mezzi a disposizione
o la metalità disinibita e il modo di pensare?
Laddove vi erano le prostitute che si offrivano per massaggi sui giornali
e oggi ci sono ancora, oggi c’è anche Internet ove tramite
immagini amatoriali si offrono sfruttando uno dei mezzi più
potenti e di diffusione esistente
E’ il mezzo che fa l’uomo ladro; anni in cui non esisteva
Internet le 13 enni non si spogliavano via web e quindi è vero
che certi mezzi in mano a incoscenti sono pericolosi ma le stesse
giovani sfrontate anni prima erano quelle che facevano vedere cosa
avevano dentro i vestiti magari in bagno a ricreazione. Ora lo fanno
e lo mettono su Internet.
L’esibizionismo
ha assunto misure così elevate che oggi per avere i 5 minuti
di fama citati da Woody Hallen basta essere protagonisti di un video
su “you tube” ed ecco che il centesimo volto appare. Esisti
perché appari. Ed ecco che la tecnologia da contorno, da semplice
mezzo non è innovativa, non cambia un qualcosa ma lo rende
manifesto e entra nelle vite di tutti ogni giorno. Infatti da secoli
l’uomo ha dato importanza all’apparire da sempre il vestito
e i gioielli o la macchina come vanità personale e simbolo
di ricchezza. Gli anni 80 sono stati anni un periodo in cui l’apparenza
era molto importante.
Il problema è quando lo si fa (mostrare) dinanzi a migliaia
di persone nel modo in cui lo fanno alcuni, giovani o adulti, dimenticando
il buon senso, ecco che diventa una questione etica cosa mostri e
perché.
L’abuso fa male; l’abuso di cibo, di droga, di alcol,
e così l’abuso di Internet.
Se un marito la sera preferisce chattare invece che comunicare con
la moglie c’è un problema di fondo, se i ragazzi comunicano
tramite sms ma dal vivo non ritrovano quello che è il comunicare
vero con un gesto uno sguardo o utilizzando l’italiano corretto
senza troppe abbreviazioni come “Ke” c’è
sempre un problema alla base. Se un adulto dimentica il cellulare
acceso in chiesa o teatro non va incriminato o condannato ma deve
chiedersi che esempio è per i suoi figli e quindi spiegare
al figlio di non fare come fa lui.
Se una coppia si lascia tramite sms c’è da interrogarsi
se quello è comunque comunicare o è un tirarsi indietro
rispetto alla comunicazione. In questo caso infatti c’è
paura di affrontare la persona direttamente guardandola in faccia
e si cerca a tutti costi un modo alternativo anche diventando ridicoli.
Questo è abuso di un mezzo che deve restare un contorno alla
propria vita, non bisogna mai diventare vittime o schiavi o drogati
di un cellulare o dare troppa importanza a una frase scritta da persone
lontane su un forum di Internet o aggiungere contatti su face book
(il nuovo modo di trovare persone del passato che altrimenti non avresti
mai chiamato) comportandosi come fossero grandi amici persone che
dal vivo avresti ignorato o vi era antipatia. Non dimenticarsi detto
in altre parole della realtà delle cose in questo virtuale
preponderante.
Internet ovviamente stimola molto la curiosità e come vi è
curiosità per il contatto perso in gioventù cosi è
giusto esser curiosi sull’ultima notizia e leggere le notizie
on-line o se si ha un dubbio su una parola cercarla on-line su Google
con “strumenti per le lingue” o su Wikipedia. Internet
è cultura a 360 gradi non solo un modo per essere visibili.
Questo dovrebbero insegnare i genitori ai giovani che di tecnologia
abbondano e ne abusano, spiegare il tutto con una dose di autorevolezza
e non di autoritarismo. Inoltre il telefonino può tranquillizzare
il genitore ansioso di trovar sempre il figlio reperibile ma bisogna
spiegare a chi si avvicina al mondo dei telefonini che certe suonerie
sono a pagamento e spesso si tratta di un pagamento troppo oneroso
per cambiarla sempre con la canzone del momento. E che è bello
guardare in faccia una ragazza e dirle:” solo tu mi fai sorridere
così” al di là di ogni smile usato a fine messaggio.
Maria
Letizia Crescenzi
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Passeggiando
sotto un debole sole
I Giardini Reali

Dopo
anni di abbandono in cui fu anche preda di atti di vandalismo (1945-1960)
il complesso di Venaria Reale - uno dei più grandi "contenitori"
europei avente una superficie totale di circa 80.000 mq. calpestabili
ed un volume di circa 480.000 mq. - è stato dato nel 1960 in
consegna alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici
del Piemonte che ha iniziato un primo cantiere di restauro nel 1961.
I lavori concernevano il completamento di 24.000 mq. di coperture,
il restauro statico per circa 120.000 mc., il rifacimento di solai
e murature, stucchi, infissi e impianti tecnologici, grazie a fondi
ordinari a fondi FIO, eliminando così il rischio di crollo.
C’ è stata agitazione alla Reggia di recente è
stata oggetto di un fatto di cronaca.
In 175 sono andati davanti la Prefettura e la Provincia di Torino
discutendo con i sindacati e il vicesindaco della Reale Ippolito Salvino
sul contratto di lavoro che con la nuova gestione della Rear i dipendenti
della Reggia potrebbero veder diminuito il loro stipendio. Inoltre
è previsto l’annullamento della quattordicesima e riconoscimento
della mutua solo dopo il terzo giorno di malattia. «Sono condizioni
inaccettabili».
I dipendenti della Reggia di Venaria sono pronti ad incrociare le
braccia.
Nei giorni passati in cui Torino è stata protagonista di alluvioni
è avvenuto il miracolo: davanti la Reggia non vi era la solita
fila megagalattica, la gente era restata a casa vedendo il tempo incerto
e per chi vuole godersela con tranquillità è l’occasione
ideale.
La natura che fa da scultura: alberi chini su massi di pietra, bronzi
che imitano cortecce imponenti e sterminate distese di verde.
Il sito della Reggia di Venaria ne parla cosi: «È in
corso il completamento del Giardino delle Sculture Fluide nel Parco
basso dei Giardini con l’inaugurazione delle nuove opere d’arte
contemporanea del maestro Giuseppe Penone.
Dal mese di giugno nei Giardini, nei pressi delle fondamenta del Tempio
di Diana, saranno aperti al pubblico anche i nuovi Labirinti, spettacolari
realizzazioni di fiori e verzura nei quali ci si potrà immergere
intrattenendosi con le diverse attività proposte».
E dentro la Reggia, dipinti, immagini di nobili sui muri come spettri
appaiono con le loro storie che si possono anche ascoltare da voci
di sottofondo.
Vestiti d’epoca e ricostruzioni di Torino attraverso un modellismo
impeccabile.
Una serie di installazioni multimediali permanenti, messe in relazione
con ritratti, armi, armature llustra la millenaria storia dei Savoia
dalle origini sino al 1831, quando si estinse il ramo principale della
dinastia.
La Reggia offre la possibilità di scegliere tra una passeggiata
nel verde o una dentro la struttura e quando saranno completati i
lavori di restauro darà ancora di più il meglio di sè.
Maria
Letizia Crescenzi
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Ma
la Notte no!

E’ notte. L’immagine del capoluogo piemontese
ingloba nuove sfaccettature: Torino si veste di abiti diversi. L’oscurità
non nasconde i peccati di chi abusa delle illuse bambole dal corpo
cosi perfetto da sembrare un manichino.
Si sente pulsare il cuore di questa città, dietro l’angolo
di locali eleganti: vibrano le sensazioni amplificate dall’eccitazione
della gente che balla, e incalza violenta la sete di divertimento.
Sfogare i propri stress con la musica assordante che ci stimola a
lasciarci trasportare. Uomini vicini a commentare i corpi delle cubiste
che mostrano e ancheggiano, lasciano poco all’immaginazione
ma non si fanno toccare.
Ma la notte non è solo questo; è anche il barcollare
di gente ubriaca, i vetri rotti per terra dell’incidente avvenuto
per l’aver bevuto troppo: perchè il buio ha reso difficile
la guida e certe curve prese a una certa velocità diventa presto
causa di morti atroci.
Gente che si trasforma come Dottor Jeckill e Mister Hide; trasformazioni
in meglio o trasformazioni in peggio.
Non si può chiedere alla notte di essere meno buia o meno affascinante
; cosi tentatrice come il diavolo, cosi pericolosa.
Parole accennate del mendicante che dorme per terra e ragazze sempre
più giovani si apprestano a far follie.
Negli ultimi 10 giorni del mese di ottobre a Torino sono finiti in
manette per l’ uso di sostazne stupefacenti 55 tra extracomunitari
e italiani. Non era mai successo di arrivare ad un numero tanto elevato,
in tutto il 2006 gli arresti per questo tipo di reato erano stati
appena 850. Sono cambiate anche le modalità di spaccio, a cominciare
dall’arrivo delle donne-pusher, ormai sempre più numerose,
soprattutto in determinate zone della città. Si tratta quasi
sempre di nigeriane. Il secondo allarme è la crescita davvero
preoccupante del consumo di ecstasy una diffusione che tocca soprattutto
giovani e giovanissimi, quasi sempre tra il «popolo» delle
discoteche. Maxi operazione notturna all’interno di un locale
di via Stradella a Torino. Si tratta dell’ ex “Mercury”.
Almeno 16 immigrati, tra spacciatori e clandestini, sono stati arrestati
Ma la notte non è l’Inferno; è solo diversa nella
sua oscurità ed è legata spesso al mondo dei locali,
dei pub e delle discoteche.
Incontro Caterina, 28 anni ha lavorato per circa dieci anni (dai 14
ai 26) per vari locali del Piemonte e della Lombardia (Il Loft, L’Hennesy
a Torino e il Magica a Crema ad esempio) e definisce la discoteca
come il riflesso di quello che c’è di giorno: è
solo un raduno, un raggruppamento di persone che sono le stesse che
magari al mattino ti vendono il pane.
Perchè
tu hai smesso?
Caterina:
“Io ho smesso solo perchè il mio lavoro non era conciliabile
con il lavoro di insegnante e il fatto di dover andar tutti i weekend
in determinati posti facendo molto tardi ha pesato. Inoltre quando
sei più giovane non te ne accorgi ma a 24 anni cominci a leggere
la malignità degli sguardi altrui e questo ha cominciato a
infastidirmi.”
E
quindi cosa ne pensi del modo di divertirsi di molti ragazzi?
Caterina:
“Non credo che la discoteca sia un luogo di perdizione.”
Cosa
ne pensi degli scandali legati al mondo della droga e quello dei locali?
Caterina:
“Io non ne vista girare. A volte vedevo qualcuno “fatto”
di suo ma non ho visto nulla ne nei camerini ne nei locali dove andavo
io.”
All’Opera Music Villag il vocalist urla al microfono pubblicizzando
il locale.
Come
si chiama?
“Sergio
Flash”
Età?
“Ho
50 anni”.
Quanti
anni sono che lavori come vocalist?
Sergio
Flash: “Ho iniziato come dj nel 75 e in contemporanea facevo
il vocalist animando le serate nelle varie discoteche.”
Hai
sempre lavorato all’Opera di Alpignano o anche altrove?
Sergio
Flash; “Ho lavorato al College. Ho fatto il Tour Tim nel 2000
poi feste Malboro, Chesterfield quando ancora si potevano promuovere
le sigarette . Martedi e domenica alla Rotonda, il venerdi sera al
kilometro 5 a Torino. Dal 5 ottobre tutti i venerdi al cubo a Cuneo.
( da non confondere con il Kubo a Torino)”
Si
può dire che ne ha viste di tutti i colori o è d’accordo
con Caterina, cubista che ho appena intervistato che la discoteca
non è un luogo di perdizione?
Sergio
Flash: “Ci sono discoteche e discoteche. Locali di tendenza
con musica estrema, ad esempio la tecno dove ci va un certo tipo di
gente. L’Opera con il latino americano ed il commerciale invece
è piu tranquilla. Se c’è un dj commerciale ad
esempio Prezioso o Fargetta è diverso.”
Cosa
ne pensi degli scandali legati al mondo della droga e quello dei locali?
Sergio:
“Esserci c’è ma non come dicono alcuni in modo
sfacciato. Tranne quello dei vip che fanno ciò che vogliono.
Infatti a mio giudizio gli scandali sono usciti più attinenti
al mondo dellle persone famose.”
Sono
pochi o molti i locali con la guardia all’entrata come all’Opera?
Sergio:
“Ormai l’italia è piena di rumeni, croati, africani
e automaticamente c’è gente che non ha capito il senso
vero della discoteca. Sono abituati a bere perchè è
nella loro cultura quindi a mio giudizio c’è bisogno
di controllo. Nei locali di grossa capienza è difficile cercare
di contenere la delinquenza: l’Opera è con più
sale e c’è bisogno di più guardie. Perde anche
l’immagine con le risse. La sicurezza deve essere commisurata
quindi alla grandezza del locale”.
Non
pensa che con l’entrata economica aumenti la possibilità
che entri qualche malintenzionato?
Sergio:
“Purtroppo gente che non si comporta bene c’ è
anche tra le persone agiate, bisogna vedere che tipo di gente entra.
Una donna ha guardato un altro ragazzo tra ricchi e si è creata
la rissa.”
Due
persone ottimiste mostrano una Torino comunque divertente e tranquilla
ma la notte a Torino è problematica da vivere e rischiosa per
molte persone oppure è solo ( per citar Caterina): il riflesso
di quello che si vive di giorno?
Intanto la notte è vicina e non aspetta. La notte cala su tutta
la città e non avverte nessuno quando il divertimento diventa
spericolato.
Maria
Letizia Crescenzi
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Siae:
Società Invadente
Ambigua ed Ermetica

La
funzione istituzionale della SIAE consiste nell’attività
di intermediazione per la gestione dei diritti d’autore. La
SIAE concede, quindi, le autorizzazioni per l’utilizzazione
delle opere protette, riscuote i compensi per diritto d’autore
e ripartisce i proventi che ne derivano.
Report ha dedicato un servizio a cura di Bernardo Iovene il 4 ottobre
del 2001 sulle problematiche di questa società pubblica a gestione
privata.
La Siae decide chi deve guadagnare e su cosa e durante il servizio
di denuncia di Report sono emersi alcuni punti importanti : il primo
è che a guadagnare di più sono le case discografiche,
come la Emi la Warner, la Sony ecc. La Siae guadagna anche su concerti
gratuiti come quelli del primo maggio e anche se il concerto è
in perdita la Siae ha comunque la sua entrata.
Le maggiorazioni vanno anche agli autori ed editori di musica classica
e contemporanea. in questo caso, autori ed editori ricevono dalla
Siae diritti che superano 6 volte quello che l'organizzatore ha pagato
alla stessa Siae. Quindi se per un concerto in chiesa si guadagnano
150 euro l’autore che a volte può essere un organista
da solo o qualche composizione banale di un violoncellista arriva
a prendere seicento euro considerato anche il fatto che i concerti
si ripetono durante il giorno a diversi orari.
La Siae guadagna dalla musica degli ascensori e dalle casse di amplificazione
nei bar ( un gestore di un bar a Report dichiarava di pagare circa
45 euro per ogni cassa alla SIAE) ; anche allo stadio, l'inno della
squadra diffuso prima e dopo la partita dagli altoparlanti deve essere
pagata a seconda del numero degli spettatori.
Secondo punto importante emerso dal servizio di Report è che
la Siae guadagna persino dagli enti che fanno beneficenza e dai venditori
ambulanti : c’è chi dice e non a torto che è un
miracolo che non bisogna pagare la SIAE quando si canta sotto la doccia!
Sono famose le campagne della Siae di lotta contro la pirateria ma
un cd è pirata magari solo perché non ha il bollino
SIAE. Appurato che il bollino si possa rompere durante l’apertura
del cofanetto bisogna ricordare che è posto persino sui cd
vergini come a supporre che vi ci si registrerà sopra qualcosa
: una sorta di pre-tassa su ciò che verrà poi comunque
ulteriormente tassato.
Quando la SIAE controlla la scaletta delle musiche di sottofondo o
di primo piano di un’emittente radiofonica come ad esempio Radio
dimensione Suono non si preoccupa se manda in onda brani protetti
o meno : si preoccupa solo del bilancio della stessa emittente.
Insomma il motto principale della SIAE sembra essere : Vendi? Allora
guadagni.
Non vengono protetti talenti nuovi ma vengono protetti gli interessi
della stessa SIAE, dei suoi membri (e come cerchia di persone è
alquanto ermetica) e premia i programmi radiotelevisivi classificandoli
secondo criteri discutibili.
Si può azzardare definendola una sorta di «mafia legalizzata
» ; non si uccide nessuno ma c’è un giro di potere
e soldi a volte poco chiaro e non molto equo.
Viene considerato varietà il programma della DeFilippi ma non
quello della Deusanio ; sembra che la Defilippi apporti più
creatività e faccia più spettacolo. Se le storie fossero
finte si potrebbe riconoscere una certa fantasia agli autori ma su
questo la direttrice della SIAE non si sbilancia….
Non vengono infatti retribuiti dalla SIAE i programmi di contenuto
strettamente giornalistico, in compenso il Maurizio Costanzo show
si perchè si reputa sia più un varietà ma Tempi
Moderni della Bignardi no.
La sigla di Onda verde essendo utilizzata come sottofondo non ha limite
: i suoi autori ed editori guadagnano un tot ogni volta che va in
onda invece la sigla del telegiornale ha il limite di mezzora : oltre
la mezzora non vengono più pagati. Quindi chi sceglie se mettere
o meno il sottofondo ha un bel potere.
E Report termina la sua inchiesta avvertendo di stare attenti agli
eredi ovvero sia i figli d’Arte : ad esempio l’erede dell’autore
della foto di Che Guevara che facendo il giro del mondo ne ha guadagnati
di soldi !!
Cosa è cambiato in questi ultimi anni, da dopo il servizio
di Report fino ad oggi ?
Novità interna all’ente è la nomina del nuovo
Direttore Generale
Domenico Caridi. Lo ha nominato il Consiglio di Amministrazione della
Società, in vista della scadenza dell’incarico di Angelo
Della Valle il 6 ottobre.
Una novità che riguarda i cittadini è che per facilitare
la tutela dei nuovi autori, la SIAE ha previsto, dal 1° gennaio
2007, la possibilità per i minori di età di iscriversi
all'ente di gestione collettiva con un apposito mandato che prevede
il pagamento di soli 29,24 € per l’imposta di bollo, in
luogo della normale quota sociale.
Il mandato garantisce la possibilità di depositare le opere
e ricevere i proventi derivanti dall'utilizzazione di queste per i
diritti conferiti alla SIAE, ma non comporta una vera e propria associazione
dell'ente (è escluso quindi il diritto di voto). Altra novità
: non è sufficiente, aver corrisposto il pagamento dei diritti
SIAE per poter trasmettere attraverso la radio un’opera protetta.
Occorre, corrispondere anche pagare i diritti connessi direttamente
alle imprese discografiche dovuti per la riproduzione dei brani musicali
con la sentenza N.00626/2007 resa l’ 8 giugno 2007 dalla terza
sezione penale. Per quanto riguarda i diritti d'autore, che si legga
dal vivo o che si proietti un filmato non cambia nulla: si paga comunque.
Inoltre nel 2005 è entrata in vigore l’eliminazione dell’esame
di ammissione alla SIAE per i musicisti che spesso si rivelava un
investimento di tempo e di soldi.
Negli ultimi anni, esattamente dall’ 11 luglio 2001 si può
sostituire il bollino SIAE che veniva posto sui cofanetti dei CD,
con un’autocertificazione che dichiara la presenza stessa del
bollino.
La Siae ha fatto una multa di 205 euro a 14 bambini di Chernobyl per
violazione del diritto d´autore. I piccoli, di età compresa
tra i 7 e 12 anni, avevano preparato un piccolo spettacolo per dire
grazie alle famiglie da cui erano stati ospitati. Con una canzone
popolare in bielorusso.
Per il titolare dell´ufficio Siae di Martina Franca i bambini
bielorussi avevano violato l´articolo 17 della legge numero
633 del 1941. Il reato che gli è stato contestato è
quello di esecuzioni di opera di ingegno senza preventiva autorizzazione
dell´autore. Bielorusso. «Una decisione sconcertante -
denuncia Angela Lobefaro responsabile pugliese di Legambiente Solidarietà
- soprattutto a conclusione di una meravigliosa esperienza . Vorrà
dire che la Siae si terrà i soldi e noi, nella mente, l´indelebile
ricordo dei sorrisi di quei bambini». Paolo Russo (03 settembre
2006)
Carlo Bixio, figlio d’Arte, lamenta che sono pochi gli anni
di retribuzione : dalla morte dell’artista il figlio ha diritto
di esser retribuito solo fino a 70 anni!
Adriano A., impiegato di 39 anni non è un figlio d’Arte,
non si è fatto mantenere economicamente quindi per anni dalla
SIAE e mi fa un’osservazione : se una persona acquista il cd
di Grignani e acquista anche l’album sempre di Grignani paga
due volte la tassa alla SIAE e ciò non ha senso : se la SIAE
è interessata a proteggere gli autori e in quel caso l’autore
è solo uno, Grignani appunto, che senso ha tutto ciò?
Resta ora da chiedersi quale delle due lamentele ha più senso
: a voi l’ardua decisione !
Maria
Letizia Crescenzi